"Universitas News" l'assemblea sindacale "on line" del SUN. Visite: n. 18.817 nel 2011, da 23 Paesi

Sindaco di Bologna lancia un appello perchè una "università internazionale" venga a collocarsi a Bologna, e offre gratis un terreno per l'edificazione.
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UNIVERSITAS  News

Foglio on line sull'università, con  Forum di politica generale aperto a tutti.
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7- Tel  347 9470152 - nino.luciani@libero.it

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                               NINO LUCIANI, Direttore responsabile

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 Nino Luciani

Comité de Patronage: Francesco Bonsignori,Alfredo De Paz,Elena Ferracini, Dario Fertilio, Enrico Lorenzini, Nino Luciani,Bruno Lunelli,Marco Merafina, Franco Sandrolini

  PAESI VISITATORI  nel 2010: Italy, United States, United Kingdom, Germany, France, Netherlands, Ukraine, Poland, Russian Federation, Belgium, Canada, Switzerland, Greece, China, Finland, Denmark, Morocco, Spain, Israel, Sweden, Luxembourg, Romania, Australia, Costa Rica, Latvia, Turkey, Brazil, Malta, Austria, Moldova, Republic of Korea, Republic of South Africa, Malaysia, Bulgaria, Slovenia, Tunisia, United Arab Emirates, San Marino, Czech Republic, Egypt, India, Netherlands Antilles, Indonesia, Slovakia, Hong Kong, Croatia, Georgia, Senegal, Vietnam, Brunei Darussalam, Japan, Colombia, Macedonia, Mexico, Peru, Ireland, Aruba, Uruguay, Albania, Belarus, Philippines, Algeria, Portugal, Lithuania, Cote D'Ivoire, Hungary, Europe, Kuwait, Norway, Bolivia, Pakistan, Chile, Togo, Venezuela, Kenya, Panama, Iran, Islamic Republic of, Estonia, Argentina, Satellite Provider, Bahrain, Lebanon

Edizione di aprile   2012 - For translation in english, click on: http://translate.google.it/

Bologna, Piano Metropolitano, Sindaco Merola invoca "università internazionale" a Bologna. Su internazionalità di Bologna iniziative fin dal Rettorato di Fabio Roversi Monaco, in contiguità con lo "Studio Petroniano". CLICCA: Home/12 Lavoro: riforma Fornero tra diritto privato e diritto pubblico. Sulla posizione della Sig.ra S.Camusso. Per  assicurazione obbligatoria contro il rischio di disoccu- pazione. Perchè ignorati i "ricercatori precari" dell'università?CLICCA su: Forum 1/12
Universita' di Bologna, Consiglio di amministrazione prende atto del presunto esito valutazione dei dirigenti, tutti "valutati" positivamente (meno uno) dal direttore generale, ma "intoccabili" da parte del CdA. CLICCA su: Articoli/12 Governo Monti verso riforma fiscale ? Sintesi riforma fiscale Cosciani del 1970, quale "viatico" alla nuova. Ma tutto inutile senza la tempestività di spesa del gettito. Per uso "deflazionistico" dell'IVA per sblocco esportazioni. CLICCA   su: Forum 2/12
Università di Bologna. In soffitta le gloriose vecchie Facoltà. Gli insegnamenti saranno ripartiti tra 11 Scuole. (Anche approvate le nuove classi di laurea).
Commeno di G. Porzi, Consigliere di Amministrazione.
CLICCA su: Rubrica/12
Su proposta del Comune di Bologna: Università di Bologna aderisce al Patto per la Giustizia della città di Bologna. Interrogativi sulla competenza della università in questo campo.  CLICCA su: Forum 4/12
Professori Associati. Università di Bologna chiude il capitolo della collocazione forzata in pensione a 68 anni massimi, dei professori associati. Anche questi, come i prof. ordinari, potranno andare in pensione a 70 anni. CLICCA su: Forum 3/12 Marco Merafina, "Il Piano straordinario di reclutamento del Governi è una soluzione alla questione dei ricercatori ?". Neo-Ministro Profumo dice di volere la riforma Gelmini, ma perde tempo e non trova i soldi per applicarla. CLICCA: Stato/12

Tribunale di Perugia Sentenza n. 109/11, in data 27/1/2011, riammette il prof. Nino Luciani nel Cipur, Clicca su: Trib-Perugia

Per le pagine delle edizioni 2011 e precedenti, clicca su:

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ARTICOLI  2012

 


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UNIVERSITA' DI BOLOGNA, 6 marzo 2012

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
prende atto dello "esito" della valutazione dei  DIRIGENTI

Tutti valutati positivamente (meno uno) dal Direttore Generale,
ma "intoccabili" da parte del CdA

dionigi--bello.jpg (3317 byte)Ivano Dionigi, Rettore

Nota. La procedura di valutazione dei dirigenti inizia con la proposta dei dirigenti circa gli obiettivi amministrativi proposti al CdA, ognuno per il proprio ufficio, . Questo approva (o non approva gli obiettivi). Poi, in secondo tempo, sulla base della relazione del Direttore generale,  il CdA valuta se gli obiettivi sono stati raggiunti, e infine decide la conferna o meno del dirigente.
    Nei fatti, tuttavia, la valutazione è avvenuta nelle segrete stanze, e il CdA ha solo preso atto dell'esito, genericamente, senza il punteggio. Difatti, come si desume dal resoconto sottoriportato, il rettore racconta semplicemente il procedimento di valutazione, ma non i risultati.

   Conclusione: si conferma quanto rilevato anche lo scorso anno: i nostri dirigenti sono degli "intoccabili", da parte del CdA.
  Vedremo cosa farà il prossimo CdA, il primo dopo la riforma dello Statuto, in applicazione alla legge Gelmini.

 CdA - 6 marzo 2012,  ESITO DELLA VERIFICA DI RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DIRIGENZIALI 2011

Resoconto della seduta del CdA


   Il Rettore dà lettura della seguente relazione presentata dal Direttore Generale:
"In data 1° febbraio 2011 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Piano degli obiettivi dirigenziali 2011 che è stato formulato riconducendo gli obiettivi ai seguenti orientamenti generali :
. adeguamento alle nuove disposizioni normative (didattica, ricerca, organizzazione).
. accompagnamento e supporto alla riorganizzazione dell.Ateneo;
. snellimento delle procedure e dei processi interni;
. potenziamento delle attività volte all.internazionalizzazione;
. implementazione dei sistemi di controllo di gestione;
. incremento del finanziamento da risorse diverse dal Fondo di Finanziamento Ordinario;
. miglioramento del coordinamento organizzativo tra le sedi territoriali;
. attuazione di politiche volte allo sviluppo del personale tecnico amministrativo.

    In data 20 settembre 2011 la Direzione ha comunicato al Consiglio di Amministrazione gli esiti del monitoraggio degli obiettivi in relazione al 1° semestre dell.anno. Le criticità evidenziate dai dirigenti hanno permesso di affrontare con la massima trasversalità tra Aree alcuni nodi importanti e rimodulare, in alcuni casi, le attività in corso per portare a termine nel migliore dei modi in termini di economicità ed efficienza l.obiettivo prefissato tenendo conto del cambiamento in corso di alcuni elementi di contesto.
   In particolare, in considerazione dell.urgenza di presidiare le attività connesse all.approvazione dello Statuto e delle conseguenti azioni di attuazione sono stati sospesi tre obiettivi ed è stato introdotto nel Piano un obiettivo specifico relativo all.attuazione del nuovo Statuto.

Elementi di contesto

La valutazione ha tenuto conto di alcuni fattori:
1. il secondo semestre del 2011 è stato caratterizzato, come già sottolineato, da un notevole impegno da parte dei Dirigenti finalizzato a porre le basi per l.attuazione del nuovo Statuto;
2. in data 16 dicembre 2011 è stato firmato il contratto collettivo integrativo per il personale dirigente per l.anno 2011 (delibera del Consiglio di Amministrazione del 23.12.2011);
3. l.apposito Fondo che finanzia la retribuzione di posizione e di risultato del personale dirigente (costituito nel rispetto delle disposizioni contrattuali e dei vincoli normativi ed in particolare in applicazione all.art. 9 comma 2 bis del DL 78/2010 convertito in Legge 122/2010), pur non partendo dai valori massimi per autonoma scelta dell.Ateneo, è stato ulteriormente ridotto in applicazione alla citata .manovra estiva..

Valutazione obiettivi 2011
Sulla base del contratto collettivo integrativo per il personale dirigente sopraccitato, sono quindi previste come per il 2010 quattro fasce di valutazione che consentono una maggiore differenziazione e riconoscimento dei risultati raggiunti.

livello
range*
valutazione complessiva
retribuzione di risultato

1
> 180
Obiettivi raggiunti in misura eccellente
Fino al 55% della retribuzione di posizione

2
da > 150 a <= 180

Obiettivi raggiunti in misura medio/alta
Fino al 36% della retribuzione di posizione

3
da > 110 a <= 150
Obiettivi raggiunti in misura discreta
Fino al 27% della retribuzione di posizione

4
da > 100 a <= 110
Obiettivi raggiunti in misura sufficiente
Fino al 20% della retribuzione di posizione

-
<= a 100
§Obiettivi non raggiunti
-

   La valutazione finale è data dalla somma di obiettivi quantitativi e aree comportamentali ciascuno in percentuale rispetto al 100%.
  Con delibera del Consiglio di Amministrazione del 1° febbraio 2011 è stata attribuita al Direttore Generale una quota percentuale pari al 15%, nell.ambito della valutazione complessiva, che consente di tenere conto delle differenze tra i vari dirigenti in termini di complessità organizzativa e relazionale, continuità e costanza di impegno nell.attività manageriale, clima organizzativo. Pertanto il risultato raggiunto dal dirigente, sia nella parte relativa alle aree comportamentali sia nella parte relativa agli obiettivi quantitativi, è stato riparametrato su 85/100. Il Direttore ha avuto quindi a disposizione 30 punti (corrispondenti al 15% sulla valutazione complessiva) da attribuire a ciascun dirigente.
   Per quanto attiene all.area delle competenze trasversali, nel 2011 la valutazione si è incentrata sulle tre aree di capacità manageriali e comportamenti organizzativi individuati per tutti i dirigenti (cooperazione e lavoro di gruppo, orientamento ai risultati, consapevolezza sociale) e su altre due aree individuate a inizio anno per ciascun dirigente, sulla base delle caratteristiche personali di interpretazione del ruolo e delle esigenze e peculiarità della posizione ricoperta.

Esito della valutazione
Complessivamente sono stati valutati 17 dirigenti:
. Ersilia Barbieri (Area Sanità)
. Andrea Braschi (Area Edilizia e Logistica)
. Giuseppe Conti (Area Ricerca e Trasferimento tecnologico)
. Stefano Corazza (Unità Professionale Grandi Appalti di Lavoro)
. Alice Corradi (Area Finanza e Controllo di Gestione)
. Michela Dalla Vite (Area UniboCultura, promozione e fundraising) fino al 31.8.2011
. Marco Degli Esposti (Area Affari Generali)
. Nicola De Laurentis (Polo scientifico didattico di Ravenna)
. Elisabetta De Toma (Area Didattica e Servizi agli Studenti)

 P.S. Nell'elenco non compare uno dei Dirigenti (ne omettiamo il nome) che avrebbe avuto valutazione negativa.  Si deduce indirettamente che i suddetti dirigenti avrebbero avuto valutazione positiva, pur se non è indicato il punteggio rispettivo, nè la la specifica motivazione.



 

EDIZIONI   PRECEDENTI

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    Piero Spagnolo

Bologna,   Per segnalazione al Senato Accademico.

Altri casi di  "PAM" (titolo di "Professore dell'Alma Mater") negati" senza motivazione conforme a Delibera del Senato.

Lettera del prof. Catanzaro al Rettore, inviata
p.c.  ai membri del Senato Accademico.
Anche Lettera del prof. P. Spagnolo.

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Raimondo Catanzaro

 
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POICHE'  IL DINIEGO  E'  AVVENUTO IN  FORMA  E SOSTANZA  DIVERSE
RISPETTO ALLA   DELIBERA DEL  SENATO, PARREBBE ATTO DOVUTO
DEL SENATO  CENSURARE IL RETTORE, ANCHE PERCHE' I CASI
DI VIOLAZIONE DELLA DELIBERA  RISULTANO  NUMEROSI.

Rilevante, poi, è che  la legge Gelmini ha  innovato i poteri
del Senato, nei confronti del Rettore,  attribuendo  ad esso
il potere di proporre mozione di sfiducia al Rettore.


Non è, poi, irrilevante che la nuova figura rischia di
cadere in desuetudine, in quanto è verosimile che un
prof. ordinario non  rinuncerà più a parte della propria
carriera,  visto che in cambio non sa cosa incontra.

FATTO. La nuova figura dI PAM rischia la soppressione, per desuetudine, in quanto (a causa del diniego immotivato del Rettore)  i potenziali aventi diritto non hanno più interesse ad aspirare a questo titolo.
   Come, infatti, risulta dalla delibera del Senato, essa prefigura uno scambio atipico (ma, direi, un atto dovuto nel caso dei professori ordinari) tra:
  a) la rinuncia ad uno (o due) anni della propria carriera, per favorire il il ricambio generazionale per le progressioni di carriera e per il reclutamento dei docenti;
  b) e la accettazione di loro presso i locali del dipartimento, il mantenimento della posta elettronica istituzionale con indicazione della qualifica di “Professore o Ricercatore dell’Alma Mater”, l'accesso alle risorse bibliografiche on-line e alla rete wireless Almawi-fi di Ateneo, l'accesso a contratti di insegnamento, a incarichi di responsabilità istituzionale o gestionale o la partecipazione ad organi e collegi per i quali la legge preveda la posizione di professore in servizio.
   La delibera prevede anche che il SI' sia accompagnato da una positiva valutazione scientifica del richiedente.
   A questo punto, visto il rischio di "sberleffo scientifico" da parte del Rettore, perchè il diniego del Rettore è "somministrabile" con "lettera identica" inviata a tutti gli esclusi, parrebbe cosa ovvia che un docente di questo Ateneo non sia più motivato a rinunciare incondizionatmente a parte della propria carriera.
    Pertanto, il comportanento del Rettore danneggia l'Ateneo, diciamo i giovani ricercatori in attesa di porre fine al loro stato di precarietà, partecipando ai concorsi ai posti liberati. Ma vediamo meglio cosa hanno risposto al rettore, alcuni di loro.
  Ultimo ma non ultimo. L'art. 2, lettera e) della legge Gelmini ha attribuito al Senato il potere di "proporre al corpo elettorale .... una mozione di sfiducia al rettore non prima che siano trascorsi due anni dall’inizio del suo mandato".
   Questo dispositivo è già in vigore, e prescinde dallo Statuto. Esso è operativo anche per il Senato Accademico attuale.
Bologna, 19/12/2011

Al Magnifico Rettore Università degli Studi di Bologna Via Zamboni 33, 40126 Bologna

Oggetto: domanda di riconoscimento della qualifica di "Professore dell'Alma Mater"
.
               Caro Rettore Ivano Dionigi,
   ho ricevuto in data 16/12/2011 la tua lettera raccomandata, con la quale mi comunichi ufficialmente che la mia domanda di riconoscimento della qualifica di "Professore dell'Alma Mater" non è stata accolta.
   Le motivazioni da te addotte tolgono non poco spazio ai meriti scientifici da me acquisiti in oltre 43 anni di carriera accademica e ben documentati dal curriculum vitae tuttora visionabile nel Portale d'Ateneo.
  Nella formulazione iniziale, le Linee Operative 2011 per il riconoscimento di quella qualifica onorifica ponevano "alti meriti scientifici oppure l'acquisizione di rilevanti benemerenze accademiche" come unici requisiti utili per l'acquisizione della qualifica stessa.
   La successiva scelta da te fatta, d'intesa con il Senato Accademico, di procedere ad una attenta valutazione e revisione dei requisiti, tenendo conto anche di altri elementi di varia natura, al fine di dimensionare e contenere le figure non "istituzionali", è fortemente punitiva nei confronti di quanti altri, come me, in possesso di oggettivi meriti scientifici, hanno voluto condividere le dichiarate intenzioni di questo Ateneo di favorire il ricambio generazionale per le progressioni di carriera e per il reclutamento dei docenti, sacrificando una parte della propria carriera, con un costo economico non irrilevante. Un contenimento, pur se rigoroso, di figure "non istituzionali" è pienamente legittimo ed anche condivisibile qualora il loro riconoscimento non venga subordinato ad un oneroso ed incondizionato sacrificio da parte di chi reputa di potervi meritatamente aspirare.
   La generosa disponibilità che ha ispirato la mia istanza viene ora liquidata sic et simpliciter con un tuo apprezzamento formale. Imprescindibili criteri di serietà e chiarezza imponevano che le regole di questa "partita" fossero ben definite dall'Ateneo all'inizio e non nel corso (o addirittura al termine) della partita stessa. A questo punto, come docente di prima fascia in "volontaria" quiescenza a partire dal 1° gennaio 2012, chiedo di avere a breve un colloquio con te: esigo che il Rettore di questo Ateneo mi dimostri personalmente di non avermi arrecato un grave danno, morale e materiale, in modo indebito e surrettizio. Confidando nella tua sensibilità ed in attesa di un tuo sollecito riscontro, ti porgo cordiali saluti.
                                                         Piero Spagnolo* __________________________
* Prof. Piero Spagnolo Dipartimento di Chimica Organica "A. Mangini" Viale Risorgimento 4, 40136 Bologna

Budrio, 9 gennaio 2012

Magnifico Rettore Università di Bologna Chiar.mo Prof. Ivano Dionigi SEDE

Oggetto: risposta alla lettera del 6/12/2011, prot. 52754, avente ad oggetto : domanda di riconoscimento della qualifica di "Professore dell'Alma Mater"

                        Magnifico Rettore,
   rispondo con qualche ritardo alla lettera in oggetto, nella quale mi comunichi di non avermi concesso la qualifica di professore dell'Alma Mater.
   Spero scuserai il mio ritardo di poco più di un mese, anche in considerazione del fatto che la mia istanza per ottenere la qualifica risaliva al 17 maggio 2010, e che dunque ho atteso 18 mesi e 20 giorni per ottenere una risposta negativa. Mi consentirai innanzitutto una nota di stile.  Avrei preferito un modo più diretto di comunicarmi il tuo rifiuto.
   Nella tua lettera ciò non viene detto mai apertamente e confesso che sono rimasto sinceramente ammirato del modo in cui si riesca a dire qualcosa attraverso il non detto. Ma è questione secondaria, e del resto ciascuno di noi ha un proprio stile e nessuno può essere criticato per averne uno suo proprio. Vengo alle questioni di sostanza.
    Le motivazioni che porti a sostegno della tua decisione sono francamente risibili. Con tassi di sostituzione della componente docente che, nella migliore delle ipotesi, sono al venti o al trenta per cento, l'esigenza di riservare attrezzature e spazi ai giovani sembra fuori luogo. Considerando l'esperienza dei locali del mio ex Dipartimento, che frequento ancora in quanto impegnato come presidente di commissione in un concorso di prima fascia, sarei piuttosto preoccupato delle sembianze da "Olandese volante" che alcune strutture dipartimentali corrono il rischio di assumere.
   Ma neanche questo è il punto: sarei stato disponibile ad accettare di buon grado anche una decisione basata su motivazioni risibili. Del resto noi ex docenti dell'Alma Mater conserviamo tra i nostri privilegi quello (e non altri) di avere un indirizzo di posta elettronica (come uno studente che sia stato iscritto anche solo per sei mesi).
  E ho scoperto che posso anche aggiornare il mio curriculum e l'elenco delle mie pubblicazioni, le conferenze tenute e i convegni e seminari cui ho partecipato come relatore sulla mia pagina web alla quale soltanto io posso accedere in quanto non v'è alcun link o corrispondenza con il mio nome se lo si digita nel cerca persone dell'ateneo. Magnifico esempio di incitamento all'onanismo accademico !  
   Non mi aspettavo dunque nulla di sostanziale, neanche nel caso eventuale di conferimento della qualifica. Viceversa mi attendevo qualcosa che ha a che fare con il rispetto delle procedure, delle forme, della parità di trattamento fra docenti. In altri termini mi aspettavo che venissero tutelati i miei diritti
(Continua)

soggettivi. I quali non sono (e non erano) quelli di ottenere la qualifica (si tratta soltanto, come direbbero gli esperti di diritto amministrativo, di un interesse legittimo o di una legittima aspettativa), bensì quelli di avere una decisione in tempi ragionevoli e con parità di trattamento.
   Sui tempi non mi soffermo ulteriormente avendone già detto prima.
   Mi consentirai tuttavia di notare che se ammettessimo come ragionevole un lasso di tempo di oltre un anno e mezzo per ottenere una risposta ad un'istanza che un qualunque cittadino presenta ad una pubblica amministrazione, saremmo messi veramente male, non soltanto come Università di Bologna, ma come paese.
   Sulla parità di trattamento non si tratta certamente di comparazioni tra curricula, peso scientifico, pubblicazioni. Chiunque può cercare su "Google Scholar" o su "Publish or Perish" gli indici bibliometrici miei e dei miei colleghi sociologi del medesimo dipartimento, e trarne le debite conseguenze.
    Ed è chiaro che il Rettore ha un potere discrezionale nel concedere o meno la qualifica e può anche valutare, con discernimento, in modo difforme dagli indici bibliometrici, nell'ambito di una visione più ampia e generale.
   Quello che il Rettore non può fare tuttavia, è procedere alle valutazioni e alle rispettive decisioni senza rispettare l'ordine di presentazione delle domande, perché ciò costituisce una violazione del principio di parità di trattamento.
    Ma viceversa è proprio ciò che è stato fatto, in quanto una collega del mio dipartimento, che ha fatto domanda un mese dopo la mia (nel giugno del 2010) ha ottenuto una risposta (nel caso in ispecie positiva) dopo soli (!) 5 mesi (nel novembre 2010). Non contesto né i titoli della collega, né il suo valore scientifico, né mi dispiace che abbia ottenuto la qualifica.
   Ma ritengo gravissima la violazione del principio di parità di trattamento, in generale e soprattutto nell'ambito di una comunità scientifica e professionale nella quale certi valori che insegniamo ai nostri studenti devono essere ritenuti sacrosanti.
   E ritengo altresì che la violazione di questi principi, che è stata perpetrata nei miei confronti, costituisca un vulnus al diritto di tutti, soprattutto dopo che tanto si era sbandierata l'importanza della figura di professore dell'Alma Mater al momento della sua istituzione.
   Colgo infine nella tua lettera un sorta di avvertimento preventivo concernente i requisiti per la concessione dell'Emeritato.
   Se hai timore ch'io possa presentare domanda voglio rassicurarti: non ne ho alcuna intenzione, e non mi sentirei per nulla gratificato dal far parte di un consesso accademico che ha proceduto in modo indegno nei miei confronti.
    Appena finiti i lavori della commissione concorsuale consegnerò le chiavi del dipartimento in segreteria, e chiederò agli uffici, che dietro mia domanda mi hanno reinserito provvisoriamente in rubrica d'Ateneo (con il titolo di professore cessato dal servizio [sic!]), di essere cancellato dalla rubrica e di cancellare il mio indirizzo di posta elettronica presso l'Alma Mater.
   Con i miei più sinceri auguri di buone fortune a te personalmente e all'Alma Mater.                 Raimondo Catanzaro

 

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Bologna. Spunta
(a carico del Rettore, per presunto abuso di potere)
un nuovo caso  "PAM" (titolo di "Professore dell'Alma Mater"),
dopo il  "flop" dei "professori emeriti" a Giurisprudenza

UN COLLEGA, DOPO LE DIMISSIONI ANTICIPATE DI DUE ANNI,
AVEVA FATTO REGOLARE DOMANDA DEL TITOLO DI PAM

  FATTO. Un nostro Collega, il prof. P.L.P., ordinario di matematica, classe 1943, oltre 40 anni di servizio in varie Facoltà dell'Ateneo (da molti anni a Ingegneria) aveva presentato domanda (febbraio 2011) di riconoscimento del titolo onorario di professore dell'Alma Mater (divenuta "PAM"), di cui è presupposto la cessazione dal servizio, in anticipo di più di due anni rispetto al pensionamento per limiti di età (prima 70 anni+2, oggi 70 anni, dal 19 gennaio 2011, avendo la legge Gelmini abolito il biennio dopo i 70 anni).
  
  FONTI GIURIDICHE. La delibera fondamentale del Senato Accademico è del 28 feb. 2010 (di seguito ripotata).
   Segue una delibera del Senato, del 28 giugno 2011,  per "rivedere il criterio di determinazione della durata della qualifica onoraria di "Professore e Ricercatore dell'Alma Mater" in seguito all'abolizione, prevista dall'art. 25 della L. 240/2010 (cd. Riforma Gelmini), della possibilità di presentare l'istanza di permanenza in servizio ai sensi dell'art. 16 del D. Lgs. 503/1992 da parte del personale docente e ricercatore". Segue infine una delibera del 13 dic. 2011 per "Individuare il termine di cessazione dal servizio per volontarie dimissioni del personale docente che presenta la domanda di "Professore dell'Alma Mater".
   Come si legge nella delibera fondamentale, per il riconoscimento del titolo non è sufficiente il requisito della rinuncia all'ultimo biennio di servizio, ma è anche disposto (si veggano le ultime righe della delibera del 28.2.2010) , relativamente alla domanda del dimissionario, che : "La valutazione delle richieste compete al Magnifico Rettore che, sentiti anche i responsabili delle strutture coinvolte, decide sulla base dell'apprezzamento degli alti meriti scientifici del richiedente o delle rilevanti benemerenze accademiche acquisite nel corso della carriera".

  NEL MERITO, a fronte della "richiesta", il rettore ha risposto NO (unica risposta del Rettorato). Clicca su Lettera.
   Come si può leggere, essa è motivata:
   1)  dalla difficoltà di dargli (in aggiunta al titolo) attrezzature e spazi (si tratta di un matematico, e quindi non si direbbe abbisogni di grosse attrezzature, servendogli poco più di un PC e programmi matematici - NdR);
  2) dà una attenzione al fare spazio ai giovani (ma egli occupa una stanzetta, in locali notoriamente semivuoti);
  3) dalla opportunità di  stringere sui requisiti per il riconoscimento, in analogia a quanto fatto per l'Emeritato.
   
   Riportandoci adesso alla delibera del Senato, si trova che il Rettore deve decidere unicamente per meriti scientifici, dopo aver "sentiti anche i responsabili delle strutture coinvolte".
   Come si ben notare, tornando di nuovo alla lettera del Rettore, in essa non solo non "consta" il parere delle strutture coinvolte, ma i motivi addotti non sono pertinenti ai motivi adducibili in base alla delibera del Senato.
    Se si potesse sostenere che il Rettore ha motivato il NO con le ragioni di cui alla delibera del Senato, si potrebbe solo contestargli di avere omesso il parere dei competenti, pur se rimane una perplessità nel fatto che egli è un latinista, mentre il richiedente è un matematico.
    Tuttavia, le cose non stanno così. Egli ha motivato con ragioni, che non sono quelle di cui alla delibera del Senato, e quindi con motivazioni inammissibili, sul piano ufficiale.
    Si nota, infine, che la lettera, per il carattere come è espressa, pare più un fatto personale del rettore, che una comunicazione ufficiale, preparata dagli Uffici dell'Amministrazione, contro la quale il richiedente possa ricorrere alla magistratura amministrativa.
   Last not not least: non vorrei che si arrivasse, nel nostro Ateneo, ai tempi delle monarchie assolute, quando i titoli erano distribuiti dal Re per il controllo del consenso. Non siamo (credo) a questo punto. Ma la strada è quella. N. LUCIANI

 

Delibera Senato Accademico  23 febbraio 2010

RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA DI “PROFESSORE DELL’ALMA MATER”
O ”RICERCATORE DELL’ALMA MATER”

   Il Magnifico Rettore informa i Senatori che il documento che viene sottoposto alla loro attenzione (che ha registrato l’unanime consenso in sede di Giunta nella seduta di ieri) rappresenta, all’esito della approfondita istruttoria svolta, un opportuno bilanciamento delle istanze volte da un lato ad un equo riconoscimento, all’atto del collocamento a riposo, degli alti meriti scientifici e benemerenze accademiche acquisite dai docenti nel corso della loro carriera lavorativa e dall’altro ad incentivare il necessario ricambio generazionale nei ruoli universitari a favore dei più giovani. Chiarita la ratio dell’intervento, che va nella direzione di non disperdere i saperi dei docenti prossimi al collocamento a riposo, ne illustra i contenuti più qualificanti (per la cui disamina di merito si fa rinvio al documento che fa parte integrante della presente delibera).
   Si tratta del primo atto promosso dalla Giunta nel contesto di un più articolato piano di interventi allo studio che riguardano l’intero arco della carriera dei docenti, per valorizzarne competenze ed esperienze e rafforzarne il senso di appartenenza all’istituzione universitaria.
Dopo aver dato lettura della missiva a sua firma con la quale oggi stesso provvederà a darne notizia a tutto il personale docente e ricercatore, e resi ai Senatori i primi chiarimenti su alcune parti di testo, comunica che saranno a breve predisposte dai competenti Uffici le linee guida di carattere tecnico operativo che consentiranno di definire con puntualità ogni profilo procedurale e di dettaglio.
   Il Senato Accademico in forma unanime, preso atto del favorevole parere espresso dalla Giunta di Ateneo, condividendo lo spirito della proposta e le sue finalità, approva il documento di seguito trascritto avente ad oggetto Riconoscimento della qualifica di “professore dell’alma mater” o ”ricercatore dell’alma mater” :
“I docenti e ricercatori rappresentano un patrimonio che va riconosciuto e valorizzato a partire dal loro ingresso fino all’uscita dai ruoli e oltre.
In tal senso è importante che l’Ateneo assuma un’esplicita ottica di valorizzazione delle esperienze e dei risultati del personale docente e ricercatore durante l’intero arco di vita accademica, creando le condizioni che facilitino il conseguimento degli obiettivi scientifici, culturali e didattici delle persone e offrendo i giusti riconoscimenti per il lavoro svolto, per il coinvolgimento personale nella vita universitaria e per l’impegno volto a conseguire le finalità dell’Ateneo.
Il presente atto costituisce un primo intervento di valorizzazione del personale docente e ricercatore che risponda alla necessità dell’Ateneo di comporre due diverse esigenze:

   • riconoscere l’esperienza del personale docente e ricercatore che si sta avvicinando alla conclusione della carriera e la legittima aspirazione a rimanere all’interno della comunità accademica per completare i propri progetti di studio e ricerca;
   • favorire il ricambio generazionale per le progressioni di carriera e per il reclutamento dei giovani studiosi.
A tal fine tutti i docenti attualmente in servizio di ruolo, che abbiano maturato il requisito per il pensionamento di vecchiaia (per gli uomini dai 65 ai 70 anni, per le donne dai 61 ai 70) e che abbiano proposto istanza di pensionamento, nell’anno precedente alla data di effettiva cessazione dal servizio possono fare richiesta di riconoscimento della qualifica di “Professore dell’Alma Mater” o ”Ricercatore dell’Alma Mater”. In caso di accoglimento dell’istanza, tale qualifica avrà decorrenza dal giorno successivo alla data di effettiva cessazione.   [
In via transitoria possono fare richiesta di riconoscimento della qualifica anche i docenti e ricercatori che abbiano presentato istanza di biennio di trattenimento in servizio, previa rinuncia alla medesima. ] .
    I ricercatori possono presentare l’istanza nell’anno precedente la data di cessazione del servizio. Il riconoscimento della qualifica di “Professore dell’Alma Mater” o ”Ricercatore dell’Alma Mater” è disposto per il periodo di tempo massimo di permanenza in ruolo comprensivo del biennio di trattenimento in servizio. 
    Oltre a mantenere la posta elettronica istituzionale, comparire nel portale di Ateneo con indicazione della qualifica di “Professore o Ricercatore dell’Alma Mater”, accedere alle risorse bibliografiche on-line e accedere alla rete wireless Almawi-fi di Ateneo, il riconoscimento della qualifica comporta la possibilità di:
   - continuare la ricerca scientifica usufruendo di adeguati spazi di lavoro e della copertura assicurativa per infortuni e responsabilità civile;
  - collaborare a titolo gratuito alle attività di didattica e ricerca delle strutture di riferimento nonché ad altre iniziative in coordinamento con i responsabili delle strutture stesse.  
    Resta ferma la possibilità, secondo la normativa in materia, di accedere a contratti di insegnamento previsti dagli ordinamenti didattici delle Facoltà e/o a contratti di collaborazione con il Dipartimento. La qualifica non consente, ovviamente, l’assunzione di incarichi di responsabilità istituzionale o gestionale o la partecipazione ad organi e collegi per i quali la legge preveda la posizione di professore in servizio.
    La valutazione delle richieste compete al Magnifico Rettore che, sentiti anche i responsabili delle strutture coinvolte, decide sulla base dell’apprezzamento degli alti meriti scientifici del richiedente o delle rilevanti benemerenze accademiche acquisite nel corso della carriera”.

LETTERA

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        Anno 2012
       Direttore Responsabile del Foglio Indipendente on line: Prof. Nino Luciani  
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