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UNIVERSITA'
DI BOLOGNA, 6 marzo 2012
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
prende atto dello "esito" della valutazione dei DIRIGENTI
Tutti valutati positivamente (meno uno)
dal Direttore Generale,
ma "intoccabili" da parte del CdA |
Ivano Dionigi, Rettore
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Nota. La procedura di
valutazione dei dirigenti inizia con la proposta dei dirigenti circa gli obiettivi
amministrativi proposti al CdA, ognuno per il proprio ufficio, . Questo approva (o non
approva gli obiettivi). Poi, in secondo tempo, sulla base della relazione del Direttore
generale, il CdA valuta se gli obiettivi sono stati raggiunti, e infine decide la
conferna o meno del dirigente.
Nei fatti, tuttavia, la valutazione è avvenuta nelle segrete stanze, e
il CdA ha solo preso atto dell'esito, genericamente, senza il punteggio. Difatti, come si
desume dal resoconto sottoriportato, il rettore racconta semplicemente il procedimento di
valutazione, ma non i risultati.
Conclusione: si conferma quanto rilevato anche lo scorso anno: i
nostri dirigenti sono degli "intoccabili", da parte del CdA.
Vedremo cosa farà il prossimo CdA, il primo dopo la riforma dello Statuto,
in applicazione alla legge Gelmini. |
CdA - 6 marzo
2012, ESITO DELLA VERIFICA DI RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DIRIGENZIALI 2011
Resoconto della
seduta del CdA
Il Rettore dà lettura
della seguente relazione presentata dal Direttore Generale:
"In data 1° febbraio 2011 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Piano
degli obiettivi dirigenziali 2011 che è stato formulato riconducendo gli obiettivi ai
seguenti orientamenti generali :
. adeguamento alle nuove disposizioni normative (didattica, ricerca, organizzazione).
. accompagnamento e supporto alla riorganizzazione dell.Ateneo;
. snellimento delle procedure e dei processi interni;
. potenziamento delle attività volte all.internazionalizzazione;
. implementazione dei sistemi di controllo di gestione;
. incremento del finanziamento da risorse diverse dal Fondo di Finanziamento Ordinario;
. miglioramento del coordinamento organizzativo tra le sedi territoriali;
. attuazione di politiche volte allo sviluppo del personale tecnico amministrativo.
In data 20 settembre
2011 la Direzione ha comunicato al Consiglio di Amministrazione gli esiti del monitoraggio
degli obiettivi in relazione al 1° semestre dell.anno. Le criticità evidenziate dai
dirigenti hanno permesso di affrontare con la massima trasversalità tra Aree alcuni nodi
importanti e rimodulare, in alcuni casi, le attività in corso per portare a termine nel
migliore dei modi in termini di economicità ed efficienza l.obiettivo prefissato tenendo
conto del cambiamento in corso di alcuni elementi di contesto.
In particolare, in considerazione dell.urgenza di presidiare le attività
connesse all.approvazione dello Statuto e delle conseguenti azioni di attuazione sono
stati sospesi tre obiettivi ed è stato introdotto nel Piano un obiettivo specifico
relativo all.attuazione del nuovo Statuto.
Elementi di contesto
La valutazione ha tenuto conto di alcuni
fattori:
1. il secondo semestre del 2011 è stato caratterizzato, come già sottolineato, da un
notevole impegno da parte dei Dirigenti finalizzato a porre le basi per l.attuazione del
nuovo Statuto;
2. in data 16 dicembre 2011 è stato firmato il contratto collettivo integrativo per il
personale dirigente per l.anno 2011 (delibera del Consiglio di Amministrazione del
23.12.2011);
3. l.apposito Fondo che finanzia la retribuzione di posizione e di risultato del personale
dirigente (costituito nel rispetto delle disposizioni contrattuali e dei vincoli normativi
ed in particolare in applicazione all.art. 9 comma 2 bis del DL 78/2010 convertito in
Legge 122/2010), pur non partendo dai valori massimi per autonoma scelta dell.Ateneo, è
stato ulteriormente ridotto in applicazione alla citata .manovra estiva..
Valutazione obiettivi 2011
Sulla base del contratto collettivo integrativo per il personale dirigente sopraccitato,
sono quindi previste come per il 2010 quattro fasce di valutazione che consentono una
maggiore differenziazione e riconoscimento dei risultati raggiunti.
livello
range*
valutazione complessiva
retribuzione di risultato
1
> 180
Obiettivi raggiunti in misura eccellente
Fino al 55% della retribuzione di posizione
2
da > 150 a <= 180
Obiettivi raggiunti in misura medio/alta
Fino al 36% della retribuzione di posizione
3
da > 110 a <= 150
Obiettivi raggiunti in misura discreta
Fino al 27% della retribuzione di posizione
4
da > 100 a <= 110
Obiettivi raggiunti in misura sufficiente
Fino al 20% della retribuzione di posizione
-
<= a 100
§Obiettivi non raggiunti
-
La valutazione finale è data
dalla somma di obiettivi quantitativi e aree comportamentali ciascuno in percentuale
rispetto al 100%.
Con delibera del Consiglio di Amministrazione del 1° febbraio 2011 è stata
attribuita al Direttore Generale una quota percentuale pari al 15%, nell.ambito della
valutazione complessiva, che consente di tenere conto delle differenze tra i vari
dirigenti in termini di complessità organizzativa e relazionale, continuità e costanza
di impegno nell.attività manageriale, clima organizzativo. Pertanto il risultato
raggiunto dal dirigente, sia nella parte relativa alle aree comportamentali sia nella
parte relativa agli obiettivi quantitativi, è stato riparametrato su 85/100. Il Direttore
ha avuto quindi a disposizione 30 punti (corrispondenti al 15% sulla valutazione
complessiva) da attribuire a ciascun dirigente.
Per quanto attiene all.area delle competenze trasversali, nel 2011 la
valutazione si è incentrata sulle tre aree di capacità manageriali e comportamenti
organizzativi individuati per tutti i dirigenti (cooperazione e lavoro di gruppo,
orientamento ai risultati, consapevolezza sociale) e su altre due aree individuate a
inizio anno per ciascun dirigente, sulla base delle caratteristiche personali di
interpretazione del ruolo e delle esigenze e peculiarità della posizione ricoperta.
Esito della valutazione
Complessivamente sono stati valutati 17 dirigenti:
. Ersilia Barbieri (Area Sanità)
. Andrea Braschi (Area Edilizia e Logistica)
. Giuseppe Conti (Area Ricerca e Trasferimento tecnologico)
. Stefano Corazza (Unità Professionale Grandi Appalti di Lavoro)
. Alice Corradi (Area Finanza e Controllo di Gestione)
. Michela Dalla Vite (Area UniboCultura, promozione e fundraising) fino al 31.8.2011
. Marco Degli Esposti (Area Affari Generali)
. Nicola De Laurentis (Polo scientifico didattico di Ravenna)
. Elisabetta De Toma (Area Didattica e Servizi agli Studenti)
P.S. Nell'elenco non compare
uno dei Dirigenti (ne omettiamo il nome) che avrebbe avuto valutazione negativa. Si
deduce indirettamente che i suddetti dirigenti avrebbero avuto valutazione positiva, pur
se non è indicato il punteggio rispettivo, nè la la specifica motivazione.
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Piero Spagnolo |
Bologna,
Per segnalazione al Senato Accademico.
Altri casi di "PAM" (titolo di "Professore dell'Alma Mater")
negati" senza motivazione conforme a Delibera del Senato.
Lettera del prof. Catanzaro al Rettore, inviata
p.c. ai membri del Senato Accademico.
Anche Lettera del prof. P. Spagnolo. |

Raimondo Catanzaro
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POICHE'
IL DINIEGO E' AVVENUTO IN FORMA E SOSTANZA DIVERSE
RISPETTO ALLA DELIBERA DEL SENATO,
PARREBBE ATTO DOVUTO
DEL SENATO CENSURARE IL RETTORE, ANCHE PERCHE'
I CASI
DI VIOLAZIONE DELLA DELIBERA RISULTANO NUMEROSI.
Rilevante, poi, è che la
legge Gelmini ha innovato i poteri
del Senato, nei confronti del Rettore, attribuendo ad esso
il potere di proporre mozione di sfiducia al Rettore.
Non è, poi, irrilevante che la nuova figura rischia di
cadere in desuetudine, in quanto è verosimile che un
prof. ordinario non rinuncerà più a parte della propria
carriera, visto che in cambio non sa cosa incontra. |
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FATTO. La nuova figura dI PAM rischia la soppressione, per
desuetudine, in quanto (a causa del diniego immotivato del Rettore) i potenziali
aventi diritto non hanno più interesse ad aspirare a questo titolo.
Come, infatti, risulta dalla delibera del
Senato, essa prefigura uno scambio atipico (ma, direi, un atto dovuto nel caso dei
professori ordinari) tra:
a) la rinuncia ad uno (o due) anni della propria carriera, per favorire
il il ricambio generazionale per le progressioni di carriera e per il reclutamento dei
docenti;
b) e la accettazione di loro presso i locali del dipartimento, il
mantenimento della posta elettronica istituzionale con indicazione della qualifica di
Professore o Ricercatore dellAlma Mater, l'accesso alle risorse
bibliografiche on-line e alla rete wireless Almawi-fi di Ateneo, l'accesso a contratti di
insegnamento, a incarichi di responsabilità istituzionale o gestionale o la
partecipazione ad organi e collegi per i quali la legge preveda la posizione di professore
in servizio.
La delibera prevede anche che il SI' sia accompagnato da una positiva
valutazione scientifica del richiedente.
A questo punto, visto il rischio di "sberleffo
scientifico" da parte del Rettore, perchè il diniego del Rettore è
"somministrabile" con "lettera identica" inviata a tutti gli esclusi,
parrebbe cosa ovvia che un docente di questo Ateneo non sia più motivato a rinunciare
incondizionatmente a parte della propria carriera.
Pertanto, il comportanento del Rettore danneggia l'Ateneo,
diciamo i giovani ricercatori in attesa di porre fine al loro stato di precarietà,
partecipando ai concorsi ai posti liberati. Ma vediamo meglio cosa hanno
risposto al rettore, alcuni di loro.
Ultimo ma non ultimo. L'art. 2, lettera e) della legge
Gelmini ha attribuito al Senato il potere di "proporre al corpo
elettorale .... una mozione di sfiducia al rettore non prima che siano trascorsi due anni
dallinizio del suo mandato".
Questo dispositivo è già in vigore, e prescinde dallo Statuto. Esso è
operativo anche per il Senato Accademico attuale. |
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| Bologna, 19/12/2011 Al Magnifico Rettore Università degli Studi di Bologna Via Zamboni 33, 40126
Bologna
Oggetto: domanda di riconoscimento della qualifica di "Professore
dell'Alma Mater"
.
Caro
Rettore Ivano Dionigi,
ho ricevuto in data 16/12/2011 la tua lettera raccomandata, con la quale mi
comunichi ufficialmente che la mia domanda di riconoscimento della qualifica di
"Professore dell'Alma Mater" non è stata accolta.
Le motivazioni da te addotte tolgono non poco spazio ai meriti scientifici da
me acquisiti in oltre 43 anni di carriera accademica e ben documentati dal curriculum
vitae tuttora visionabile nel Portale d'Ateneo.
Nella formulazione iniziale, le Linee Operative 2011 per il riconoscimento di
quella qualifica onorifica ponevano "alti meriti scientifici oppure l'acquisizione di
rilevanti benemerenze accademiche" come unici requisiti utili per l'acquisizione
della qualifica stessa.
La successiva scelta da te fatta, d'intesa con il Senato Accademico, di
procedere ad una attenta valutazione e revisione dei requisiti, tenendo conto anche di
altri elementi di varia natura, al fine di dimensionare e contenere le figure non
"istituzionali", è fortemente punitiva nei confronti di quanti altri, come me,
in possesso di oggettivi meriti scientifici, hanno voluto condividere le dichiarate
intenzioni di questo Ateneo di favorire il ricambio generazionale per le progressioni di
carriera e per il reclutamento dei docenti, sacrificando una parte della propria carriera,
con un costo economico non irrilevante. Un contenimento, pur se rigoroso, di figure
"non istituzionali" è pienamente legittimo ed anche condivisibile qualora il
loro riconoscimento non venga subordinato ad un oneroso ed incondizionato sacrificio da
parte di chi reputa di potervi meritatamente aspirare.
La generosa disponibilità che ha ispirato la mia istanza viene ora liquidata
sic et simpliciter con un tuo apprezzamento formale. Imprescindibili criteri di serietà e
chiarezza imponevano che le regole di questa "partita" fossero ben definite
dall'Ateneo all'inizio e non nel corso (o addirittura al termine) della partita stessa. A
questo punto, come docente di prima fascia in "volontaria" quiescenza a partire
dal 1° gennaio 2012, chiedo di avere a breve un colloquio con te: esigo che il Rettore di
questo Ateneo mi dimostri personalmente di non avermi arrecato un grave danno, morale e
materiale, in modo indebito e surrettizio. Confidando nella tua sensibilità ed in attesa
di un tuo sollecito riscontro, ti porgo cordiali saluti.
Piero Spagnolo* __________________________
* Prof. Piero Spagnolo Dipartimento di Chimica Organica "A. Mangini" Viale
Risorgimento 4, 40136 Bologna |
Budrio, 9 gennaio 2012 Magnifico Rettore Università di Bologna Chiar.mo Prof. Ivano Dionigi SEDE
Oggetto: risposta alla lettera del 6/12/2011, prot. 52754, avente ad
oggetto : domanda di riconoscimento della qualifica di "Professore dell'Alma
Mater"
Magnifico Rettore,
rispondo con qualche ritardo alla lettera in oggetto, nella quale mi
comunichi di non avermi concesso la qualifica di professore dell'Alma Mater.
Spero scuserai il mio ritardo di poco più di un mese, anche in
considerazione del fatto che la mia istanza per ottenere la qualifica risaliva al 17
maggio 2010, e che dunque ho atteso 18 mesi e 20 giorni per ottenere una risposta
negativa. Mi consentirai innanzitutto una nota di stile. Avrei preferito un modo
più diretto di comunicarmi il tuo rifiuto.
Nella tua lettera ciò non viene detto mai apertamente e confesso che sono
rimasto sinceramente ammirato del modo in cui si riesca a dire qualcosa attraverso il non
detto. Ma è questione secondaria, e del resto ciascuno di noi ha un proprio stile e
nessuno può essere criticato per averne uno suo proprio. Vengo alle questioni di
sostanza.
Le motivazioni che porti a sostegno della tua decisione sono
francamente risibili. Con tassi di sostituzione della componente docente che, nella
migliore delle ipotesi, sono al venti o al trenta per cento, l'esigenza di riservare
attrezzature e spazi ai giovani sembra fuori luogo. Considerando l'esperienza dei locali
del mio ex Dipartimento, che frequento ancora in quanto impegnato come presidente di
commissione in un concorso di prima fascia, sarei piuttosto preoccupato delle sembianze da
"Olandese volante" che alcune strutture dipartimentali corrono il rischio di
assumere.
Ma neanche questo è il punto: sarei stato disponibile ad accettare di buon
grado anche una decisione basata su motivazioni risibili. Del resto noi ex docenti
dell'Alma Mater conserviamo tra i nostri privilegi quello (e non altri) di avere un
indirizzo di posta elettronica (come uno studente che sia stato iscritto anche solo per
sei mesi).
E ho scoperto che posso anche aggiornare il mio curriculum e l'elenco delle mie
pubblicazioni, le conferenze tenute e i convegni e seminari cui ho partecipato come
relatore sulla mia pagina web alla quale soltanto io posso accedere in quanto non v'è
alcun link o corrispondenza con il mio nome se lo si digita nel cerca persone dell'ateneo.
Magnifico esempio di incitamento all'onanismo accademico !
Non mi aspettavo dunque nulla di sostanziale, neanche nel caso eventuale di
conferimento della qualifica. Viceversa mi attendevo qualcosa che ha a che fare con il
rispetto delle procedure, delle forme, della parità di trattamento fra docenti. In altri
termini mi aspettavo che venissero tutelati i miei diritti
(Continua) |
soggettivi. I quali non sono (e non erano) quelli di ottenere la
qualifica (si tratta soltanto, come direbbero gli esperti di diritto amministrativo, di un
interesse legittimo o di una legittima aspettativa), bensì quelli di avere una decisione
in tempi ragionevoli e con parità di trattamento.
Sui tempi non mi soffermo ulteriormente avendone già detto prima.
Mi consentirai tuttavia di notare che se ammettessimo come ragionevole un
lasso di tempo di oltre un anno e mezzo per ottenere una risposta ad un'istanza che un
qualunque cittadino presenta ad una pubblica amministrazione, saremmo messi veramente
male, non soltanto come Università di Bologna, ma come paese.
Sulla parità di trattamento non si tratta certamente di comparazioni tra
curricula, peso scientifico, pubblicazioni. Chiunque può cercare su "Google
Scholar" o su "Publish or Perish" gli indici bibliometrici miei e dei miei
colleghi sociologi del medesimo dipartimento, e trarne le debite conseguenze.
Ed è chiaro che il Rettore ha un potere discrezionale nel concedere o
meno la qualifica e può anche valutare, con discernimento, in modo difforme dagli indici
bibliometrici, nell'ambito di una visione più ampia e generale.
Quello che il Rettore non può fare tuttavia, è procedere alle valutazioni e
alle rispettive decisioni senza rispettare l'ordine di presentazione delle domande,
perché ciò costituisce una violazione del principio di parità di trattamento.
Ma viceversa è proprio ciò che è stato fatto, in quanto una collega
del mio dipartimento, che ha fatto domanda un mese dopo la mia (nel giugno del 2010) ha
ottenuto una risposta (nel caso in ispecie positiva) dopo soli (!) 5 mesi (nel novembre
2010). Non contesto né i titoli della collega, né il suo valore scientifico, né mi
dispiace che abbia ottenuto la qualifica.
Ma ritengo gravissima la violazione del principio di parità di trattamento,
in generale e soprattutto nell'ambito di una comunità scientifica e professionale nella
quale certi valori che insegniamo ai nostri studenti devono essere ritenuti sacrosanti.
E ritengo altresì che la violazione di questi principi, che è stata
perpetrata nei miei confronti, costituisca un vulnus al diritto di tutti, soprattutto dopo
che tanto si era sbandierata l'importanza della figura di professore dell'Alma Mater al
momento della sua istituzione.
Colgo infine nella tua lettera un sorta di avvertimento preventivo
concernente i requisiti per la concessione dell'Emeritato.
Se hai timore ch'io possa presentare domanda voglio rassicurarti: non ne ho
alcuna intenzione, e non mi sentirei per nulla gratificato dal far parte di un consesso
accademico che ha proceduto in modo indegno nei miei confronti.
Appena finiti i lavori della commissione concorsuale consegnerò le
chiavi del dipartimento in segreteria, e chiederò agli uffici, che dietro mia domanda mi
hanno reinserito provvisoriamente in rubrica d'Ateneo (con il titolo di professore cessato
dal servizio [sic!]), di essere cancellato dalla rubrica e di cancellare il mio indirizzo
di posta elettronica presso l'Alma Mater.
Con i miei più sinceri auguri di buone fortune a te personalmente e all'Alma
Mater.
Raimondo Catanzaro |
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Bologna. Spunta (a carico del Rettore, per presunto abuso di potere)
un nuovo caso "PAM" (titolo di "Professore dell'Alma Mater"),
dopo il "flop" dei "professori emeriti" a Giurisprudenza
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UN COLLEGA, DOPO LE
DIMISSIONI ANTICIPATE DI DUE ANNI,
AVEVA FATTO REGOLARE DOMANDA DEL TITOLO DI PAM |
FATTO. Un nostro Collega, il prof. P.L.P.,
ordinario di matematica, classe 1943, oltre 40 anni di servizio in varie Facoltà
dell'Ateneo (da molti anni a Ingegneria) aveva presentato domanda (febbraio 2011) di
riconoscimento del titolo onorario di professore dell'Alma Mater (divenuta
"PAM"), di cui è presupposto la cessazione dal servizio, in anticipo di più di
due anni rispetto al pensionamento per limiti di età (prima 70 anni+2, oggi 70 anni, dal
19 gennaio 2011, avendo la legge Gelmini abolito il biennio dopo i 70 anni).
FONTI GIURIDICHE. La delibera fondamentale
del Senato Accademico è del 28 feb. 2010 (di seguito ripotata).
Segue una delibera del Senato, del 28 giugno 2011, per
"rivedere il criterio di determinazione della durata della qualifica onoraria di
"Professore e Ricercatore dell'Alma Mater" in seguito all'abolizione, prevista
dall'art. 25 della L. 240/2010 (cd. Riforma Gelmini), della possibilità di presentare
l'istanza di permanenza in servizio ai sensi dell'art. 16 del D. Lgs. 503/1992 da parte
del personale docente e ricercatore". Segue infine una delibera del 13
dic. 2011 per "Individuare il termine di cessazione dal servizio per volontarie
dimissioni del personale docente che presenta la domanda di "Professore dell'Alma
Mater".
Come si legge nella delibera fondamentale, per il riconoscimento del
titolo non è sufficiente il requisito della rinuncia all'ultimo biennio di servizio, ma
è anche disposto (si veggano le ultime righe della delibera del 28.2.2010) ,
relativamente alla domanda del dimissionario, che : "La
valutazione delle richieste compete al Magnifico Rettore che, sentiti anche i responsabili
delle strutture coinvolte, decide sulla base dell'apprezzamento degli alti meriti
scientifici del richiedente o delle rilevanti benemerenze accademiche acquisite nel corso
della carriera".
NEL MERITO, a fronte della "richiesta", il
rettore ha risposto NO (unica risposta del Rettorato). Clicca su Lettera.
Come si può leggere, essa è motivata:
1) dalla difficoltà di dargli (in aggiunta al titolo)
attrezzature e spazi (si tratta di un matematico, e quindi non si direbbe abbisogni di
grosse attrezzature, servendogli poco più di un PC e programmi matematici - NdR);
2) dà una attenzione al fare spazio ai giovani (ma egli occupa una
stanzetta, in locali notoriamente semivuoti);
3) dalla opportunità di stringere sui requisiti per il
riconoscimento, in analogia a quanto fatto per l'Emeritato.
Riportandoci adesso alla delibera del Senato, si trova che il Rettore
deve decidere unicamente per meriti scientifici, dopo aver "sentiti anche i
responsabili delle strutture coinvolte".
Come si ben notare, tornando di nuovo alla lettera del Rettore, in
essa non solo non "consta" il parere delle strutture coinvolte, ma i motivi
addotti non sono pertinenti ai motivi adducibili in base alla delibera del Senato.
Se si potesse sostenere che il Rettore ha motivato il NO con le
ragioni di cui alla delibera del Senato, si potrebbe solo contestargli di avere omesso il
parere dei competenti, pur se rimane una perplessità nel fatto che egli è un latinista,
mentre il richiedente è un matematico.
Tuttavia, le cose non stanno così. Egli ha motivato con
ragioni, che non sono quelle di cui alla delibera del Senato, e quindi con motivazioni
inammissibili, sul piano ufficiale.
Si nota, infine, che la lettera, per il carattere come è
espressa, pare più un fatto personale del rettore, che una comunicazione ufficiale,
preparata dagli Uffici dell'Amministrazione, contro la quale il richiedente possa
ricorrere alla magistratura amministrativa.
Last not not least: non vorrei che si arrivasse, nel
nostro Ateneo, ai tempi delle monarchie assolute, quando i titoli erano distribuiti dal Re
per il controllo del consenso. Non siamo (credo) a questo punto. Ma la strada è quella.
N. LUCIANI |
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Delibera Senato Accademico 23
febbraio 2010
RICONOSCIMENTO
DELLA QUALIFICA DI PROFESSORE DELLALMA MATER
O RICERCATORE DELLALMA MATER
Il Magnifico Rettore informa i Senatori che il
documento che viene sottoposto alla loro attenzione (che ha registrato lunanime
consenso in sede di Giunta nella seduta di ieri) rappresenta, allesito della
approfondita istruttoria svolta, un opportuno bilanciamento delle istanze volte da un lato
ad un equo riconoscimento, allatto del collocamento a riposo, degli alti meriti
scientifici e benemerenze accademiche acquisite dai docenti nel corso della loro carriera
lavorativa e dallaltro ad incentivare il necessario ricambio generazionale nei ruoli
universitari a favore dei più giovani. Chiarita la ratio dellintervento, che va
nella direzione di non disperdere i saperi dei docenti prossimi al collocamento a riposo,
ne illustra i contenuti più qualificanti (per la cui disamina di merito si fa rinvio al
documento che fa parte integrante della presente delibera).
Si tratta del primo atto promosso
dalla Giunta nel contesto di un più articolato piano di interventi allo studio che
riguardano lintero arco della carriera dei docenti, per valorizzarne competenze ed
esperienze e rafforzarne il senso di appartenenza allistituzione universitaria.
Dopo aver dato lettura della missiva a sua firma con la quale oggi stesso provvederà a
darne notizia a tutto il personale docente e ricercatore, e resi ai Senatori i primi
chiarimenti su alcune parti di testo, comunica che saranno a breve predisposte dai
competenti Uffici le linee guida di carattere tecnico operativo che consentiranno di
definire con puntualità ogni profilo procedurale e di dettaglio.
Il Senato Accademico in forma unanime, preso atto del favorevole parere
espresso dalla Giunta di Ateneo, condividendo lo spirito della proposta e le sue
finalità, approva il documento di seguito trascritto avente ad oggetto Riconoscimento della qualifica di professore
dellalma mater o ricercatore dellalma mater :
I docenti e ricercatori rappresentano un patrimonio che va riconosciuto e
valorizzato a partire dal loro ingresso fino alluscita dai ruoli e oltre.
In tal senso è importante che lAteneo assuma unesplicita ottica di
valorizzazione delle esperienze e dei risultati del personale docente e ricercatore
durante lintero arco di vita accademica, creando le condizioni che facilitino il
conseguimento degli obiettivi scientifici, culturali e didattici delle persone e offrendo
i giusti riconoscimenti per il lavoro svolto, per il coinvolgimento personale nella vita
universitaria e per limpegno volto a conseguire le finalità dellAteneo.
Il presente atto costituisce un primo intervento di valorizzazione del personale docente e
ricercatore che risponda alla necessità dellAteneo di comporre due diverse
esigenze:
riconoscere lesperienza del personale docente e
ricercatore che si sta avvicinando alla conclusione della carriera e la legittima
aspirazione a rimanere allinterno della comunità accademica per completare i propri
progetti di studio e ricerca;
favorire il ricambio generazionale per le progressioni di carriera e
per il reclutamento dei giovani studiosi.
A tal fine tutti i docenti attualmente in servizio di ruolo, che abbiano maturato il
requisito per il pensionamento di vecchiaia (per gli uomini dai 65 ai 70 anni, per le
donne dai 61 ai 70) e che abbiano proposto istanza di pensionamento, nellanno
precedente alla data di effettiva cessazione dal servizio possono fare richiesta di
riconoscimento della qualifica di Professore
dellAlma Mater o Ricercatore dellAlma Mater. In caso di
accoglimento dellistanza, tale qualifica avrà decorrenza dal giorno successivo alla
data di effettiva cessazione.
[In via transitoria possono fare richiesta di riconoscimento
della qualifica anche i docenti e ricercatori che abbiano presentato istanza di biennio di
trattenimento in servizio, previa rinuncia alla medesima. ] .
I ricercatori possono presentare listanza nellanno
precedente la data di cessazione del servizio. Il riconoscimento della qualifica di
Professore dellAlma Mater o Ricercatore dellAlma Mater
è disposto per il periodo di tempo massimo di permanenza in ruolo comprensivo del biennio
di trattenimento in servizio.
Oltre a mantenere la posta elettronica istituzionale, comparire nel
portale di Ateneo con indicazione della qualifica di Professore o Ricercatore
dellAlma Mater, accedere alle risorse bibliografiche on-line e accedere alla
rete wireless Almawi-fi di Ateneo, il riconoscimento della qualifica comporta la
possibilità di:
- continuare la ricerca scientifica usufruendo di adeguati spazi di lavoro e
della copertura assicurativa per infortuni e responsabilità civile;
- collaborare a titolo gratuito alle attività di didattica e ricerca delle
strutture di riferimento nonché ad altre iniziative in coordinamento con i responsabili
delle strutture stesse.
Resta ferma la possibilità, secondo la normativa in materia, di
accedere a contratti di insegnamento previsti dagli ordinamenti didattici delle Facoltà
e/o a contratti di collaborazione con il Dipartimento. La qualifica non consente,
ovviamente, lassunzione di incarichi di responsabilità istituzionale o gestionale o
la partecipazione ad organi e collegi per i quali la legge preveda la posizione di
professore in servizio.
La valutazione delle richieste
compete al Magnifico Rettore che, sentiti anche i responsabili delle strutture coinvolte,
decide sulla base dellapprezzamento degli alti meriti scientifici del richiedente o delle
rilevanti benemerenze accademiche acquisite nel corso della carriera. |
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