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Sindaco di Bologna lancia un appello perchè una "università internazionale" venga a collocarsi a Bologna, e offre gratis un terreno per l'edificazione.
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UNIVERSITAS  News

Foglio on line sull'università, con  Forum di politica generale aperto a tutti.
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7- Tel  347 9470152 - nino.luciani@libero.it

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                               NINO LUCIANI, Direttore responsabile

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 Nino Luciani

Comité de Patronage: Francesco Bonsignori,Alfredo De Paz,Elena Ferracini, Dario Fertilio, Enrico Lorenzini, Nino Luciani,Bruno Lunelli,Marco Merafina, Franco Sandrolini

  PAESI VISITATORI  nel 2010: Italy, United States, United Kingdom, Germany, France, Netherlands, Ukraine, Poland, Russian Federation, Belgium, Canada, Switzerland, Greece, China, Finland, Denmark, Morocco, Spain, Israel, Sweden, Luxembourg, Romania, Australia, Costa Rica, Latvia, Turkey, Brazil, Malta, Austria, Moldova, Republic of Korea, Republic of South Africa, Malaysia, Bulgaria, Slovenia, Tunisia, United Arab Emirates, San Marino, Czech Republic, Egypt, India, Netherlands Antilles, Indonesia, Slovakia, Hong Kong, Croatia, Georgia, Senegal, Vietnam, Brunei Darussalam, Japan, Colombia, Macedonia, Mexico, Peru, Ireland, Aruba, Uruguay, Albania, Belarus, Philippines, Algeria, Portugal, Lithuania, Cote D'Ivoire, Hungary, Europe, Kuwait, Norway, Bolivia, Pakistan, Chile, Togo, Venezuela, Kenya, Panama, Iran, Islamic Republic of, Estonia, Argentina, Satellite Provider, Bahrain, Lebanon

Edizione di aprile   2012 - For translation in english, click on: http://translate.google.it/

Bologna, Piano Metropolitano, Sindaco Merola invoca "università internazionale" a Bologna. Su internazionalità di Bologna iniziative fin dal Rettorato di Fabio Roversi Monaco, in contiguità con lo "Studio Petroniano". CLICCA: Home/12 Lavoro: riforma Monti -  Fornero tra diritto privato e diritto pubblico. Sulla posizione della Sig.ra S.Camusso. Per  assicurazione obbligatoria contro il rischio di disoc- cupazione. Perchè ignorati i "ricercatori precari" dell'università? CLICCA su: Forum 1/12
Universita' di Bologna, Consiglio di amministrazione prende atto del presunto esito valutazione dei dirigenti, tutti "valutati" positivamente (meno uno) dal direttore generale, ma "intoccabili" da parte del CdA. CLICCA su: Articoli/12 Governo Monti verso riforma fiscale ? Sintesi riforma fiscale Cosciani del 1970, quale "viatico" alla nuova. Ma tutto inutile senza la tempestività di spesa del gettito. Per uso "deflazionistico" dell'IVA per sblocco esportazioni. CLICCA   su: Forum 2/12
Università di Bologna. In soffitta le gloriose vecchie Facoltà. Gli insegnamenti saranno ripartiti tra 11 Scuole. Commeno di G. Porzi, Consigliere di Amministrazione. CLICCA su: Rubrica/12 Su proposta del Comune di Bologna: Università di Bologna aderisce al Patto per la Giustizia della città di Bologna. Interrogativi sulla competenza della università in questo campo.  CLICCA su: Forum 4/12
Professori Associati. Università di Bologna chiude il capitolo della collocazione forzata in pensione a 68 anni massimi, dei professori associati. Anche questi, come i prof. ordinari, potranno andare in pensione a 70 anni. CLICCA su: Forum 3/12 Marco Merafina, "Il Piano straordinario di reclutamento del Governi è una soluzione alla questione dei ricercatori ?". Neo-Ministro Profumo dice di volere la riforma Gelmini, ma perde tempo e non trova i soldi per applicarla. CLICCA: Stato/12

Tribunale di Perugia Sentenza n. 109/11, in data 27/1/2011, riammette il prof. Nino Luciani nel Cipur, Clicca su: Trib-Perugia

Per le pagine delle edizioni 2011 e precedenti, clicca su:

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COMUNE di BOLOGNA -  UNIVERITA' di BOLOGNA

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Su proposta del Comune di Bologna

Università di Bologna aderisce al Patto per la Giustizia della città di Bologna

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     Il Comune di Bologna ha posto all'attenzione del Rettore un testo di Protocollo d'intesa per la costituzione del Patto per la Giustizia della Città di Bologna. proponendo l'adesione allo stesso Protocollo.
     Il Protocollo dovrebbe integrarsi con il più generale Piano Strategico Metropolitano per la Città di Bologna, al quale l'Ateneo aveva già aderito.
    In specifico il Protocollo , collocato nell'alveo del più ampio processo di partecipazione fra le istituzioni locali per il rilancio del territorio nel panorama nazionale e internazionale, avrà ad oggetto, tra l'altro, la promozione, da parte degli attori coinvolti, di forme di collaborazione per attivare e realizzare iniziative e progetti volti a migliorare l'efficienza e la qualificazione dei servizi della giustizia civile e penale per la città di Bologna.
   Non è stato chiarito da nessuno come l'Università possa occuparsi di giustizia in compagnia con il Comune, nè se questa adesione è solo morale o comporta spese a carico dell'università.
   Sta di fatto che il Rettore vi ha aderito con un Decreto di urgenza, poi ratificato dal CdA.
   In particolare il protocollo mira alla promozione da parte di Amministrazioni Pubbliche Locali ed Enti del Territorio di forme di collaborazione per attivare e realizzare iniziative e progetti volti a migliorare l.efficienza e la qualificazione dei servizi della giustizia civile e penale per la città di Bologna e che si pone l.obiettivo di assolvere, da un lato, ad una funzione ricognitiva delle proficue collaborazioni realizzate e, dall.altro lato, ad una funzione costitutiva di un nuovo e più articolato sistema di stabili relazioni istituzionali sui temi della giustizia, ai fini di un miglioramento dei servizi.

 

EDIZIONI  PRECEDENTI


BOLOGNA -  ELEZIONE DEL SENATO ACCADEMICO
APPROVATO IL REGOLAMENTO ELETTORALE ( 7 feb. 2012)
Per trovare il testo, clicca su: elezioni




Gianni Porzi*, MALA TEMPORA CURRUNT

  

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Università di Bologna, Membro del CdA

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Gianni Porzi


MALA TEMPORA CURRUNT

    Con l’approvazione del “Regolamento per l’elezione delle componenti dei Direttori di Dipartimento e del Personale Docente, Ricercatore e Tecnico Amministrativo nel Senato Accademico” (avvenuta il 7 febbraio u.s.) si chiude la fase preparatoria per il nuovo assetto della governance dell’Ateneo. Non ritengo che in tale occasione sia stata scritta una bella pagina della storia dell’Alma Mater, anche se certamente non la peggiore - primato che a mio avviso spetta all’approvazione dello Statuto del luglio scorso - ma una continuazione di quella linea di politica universitaria della quale non credo sia un vanto per l’Ateneo.
    In occasione dell’approvazione di tale Regolamento in CdA, il sottoscritto e il collega Giorgini hanno presentato due emendamenti, entrambi finalizzati a che del nuovo Senato Accademico potessero far parte tutte le componenti del corpo docente, nel rispetto del principio democratico della massima rappresentatività. Infatti, l’emendamento di Giorgini poneva la incompatibilità dei Direttori di Dipartimento a candidarsi quali Rappresentanti d’area, essendo già a loro riservati 10 posti nel Senato, e il mio prevedeva che per ciascuna delle 5 aree elettorali fosse eletto un Prof. di I fascia, un Prof. di II fascia e un Ricercatore.
   Se entrambi gli emendamenti fossero stati approvati, avrebbero fatto parte del nuovo S.A. 10 Direttori, 5 Prof. di I fascia, 5 Prof. di II fascia e 5 Ricercatori; il Senato sarebbe stato così l’organo accademico in cui, non solo le aree (peraltro prevalentemente di tipo elettorale), ma anche tutte le componenti della docenza sarebbero state rappresentate in accordo al principio di rappresentanza democratica della comunità universitaria peraltro previsto dall’art. 6, comma 1 dello Statuto.
    Inoltre, garantire una rappresentanza più ampia possibile sarebbe stato opportuno anche per evitare la formazione di cartelli elettorali (possibilità affatto remota) che darebbe una brutta immagine dell’Alma Mater e potrebbe anche creare dannosi attriti all’interno della stessa comunità accademica.
   Essendo stati respinti entrambi gli emendamenti (15 contrari e 8 favorevoli), il CdA ha sostanzialmente fatto una scelta ben precisa, e cioè ignorare quei principi fondamentali della rappresentatività democratica nella governance dell’Ateneo, perfino nel caso di un organo collegiale quale il nuovo S.A. che avrà il solo compito di formulare proposte e pareri, essendo tutto il potere decisionale in capo al nuovo CdA.
  
   Ho la fondata sensazione che l’Ateneo si trovi a dover affrontare un lungo periodo di oscurantismo durante il quale il potere sarà gestito da una ristretta oligarchia.
   Viene così annullato quel tasso di democrazia, garantito dal precedente Statuto (risalente a circa 20 anni fa), per lasciare il posto al ben noto “dirigismo”.
   Invece della democrazia reale andrà così in scena, purtroppo, la sua parodia.
   Presto molti, e in particolare i meno giovani, rimpiangeranno il DPR 382 (del lontano 1980) al quale mise mano il Senatore Prof. Spadolini, profondo conoscitore del mondo universitario, uomo di grande cultura, politico di alto profilo e persona che aveva un profondo senso delle Istituzioni e della democrazia.
   Non era certamente uomo che avesse bisogno, per farsi ricordare dalla storia, di legare il proprio nome ad una Legge, in quanto, grazie alla sua levatura, sarebbe rimasto comunque negli annali della storia politica e culturale italiana.
   Quella fu una Riforma veramente epocale in quanto era innovativa e proiettata nel futuro, rappresentando una netta discontinuità con il passato.
    Invece di tenere il DPR 382 come punto di riferimento fondamentale per una modernizzazione dell’Università, con la Legge 240 sono stati erosi spazi all’autonomia universitaria, in particolare per quanto riguarda la governance; e nello specifico l’Alma Mater ha poi contribuito sia con uno Statuto che concentra tutto il potere nei vertici dell’Ateneo, sia con il recente Regolamento che non garantisce il principio della più ampia rappresentanza possibile del corpo docente nel nuovo S.A.
   La Legge 240 lasciava spazi, seppur limitati, per una governance meno verticistica, ma l’Alma Mater ha deciso di non utilizzarli, scelta che invece è stata fatta dagli Atenei di Genova, Parma e dal Politecnico di Torino, quest’ultimo essendosi opposto anche al ricorso amministrativo intentato dal Ministero.
   Personalmente ho potuto constatare come il concetto di democrazia venga sbandierato, a parole, ma al momento di metterlo in pratica emergono in modo evidente forti quanto estese resistenze. Spesso infatti il termine “democrazia” viene usato come “grimaldello” per accedere al potere e, una volta raggiunto, il grimaldello viene prontamente seppellito e addirittura parole quali democraticità e trasparenza vengono rimosse, quasi procurassero un certo fastidio. Forse, perché sono termini ritenuti un po’ sovversivi, per chi è al potere.   Gianni Porzi

 

EDIZIONI PRECEDENTI

Dopo i bandi miur per i Fondi "PRIN" e  "Futuro in Ricerca",
commenti da più parti dell'Università italiana

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Gianni Porzi




Gianni Porzi*, Critiche al Ministro Profumo
già dopo pochi giorni dal suo insediamento
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(su "il Sole - 24 ORE", 3, 4, 5, 7, 10 gennaio 2012)

 

   * Università di Bologna

 

  Nota. Il 3 gennaio 2012, la pubblicazione dei Bandi ministeriali per i Fondi "PRIN" e "Futuro in Ricerca" aveva suscitato, il 3 gennaio 2012 (su Il Sole - 24 ORE) i commenti di due illustri professori di Pisa, ai quali (avendo essi, presumibilmente, toccato nervi scoperti) il nuovo Ministro rispondeva a tamburo battente, il 4 gennaio, sullo stesso giornale. La cosa non finiva qui. Seguivano ulteriori 5 commentatori, sullo stesso giornale (si vegga l'elenco, qui sotto).    Pubblichiamo qui il commento del prof. Gianni Porzi dell'Università di Bologna. NL  
   
Gianni Porzi, Sintesi degli interventi


   I professori Fabio Beltram, Direttore della Scuola Normale di Pisa, e Chiara Carrozza, Direttrice della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, hanno decisamente criticato, in un articolo su "Il Sole 24 ore", i bandi relativi sia ai PRIN che ai fondi "Futuro in Ricerca". La critica sostanzialmente consiste nel fatto che la procedura di selezione non è basata esclusivamente sulla validità dei progetti in quanto sono stati introdotti dei limiti sia al numero di progetti che possono essere proposti da un Ateneo, sia a quanti giovani possono proporre la propria ricerca in una specifica Università. Tutto essendo parametrato su una frazione dell'entità numerica del personale di ruolo nel singolo Ateneo. Nei bandi in questione viene richiesta agli Atenei una preselezione dei progetti sulla base del numero delle proposte presentate nei singoli s.s.d. Con tale scelta tutti verrebbero messi sullo stesso piano quando invece la distribuzione delle buone idee, affermano Beltram e Carrozza, non è un fatto statistico, ma è strettamente connessa con la qualità delle strutture e delle persone. I due Docenti sostengono che un tale approccio quantitativo porterà alla formazione di cordate e di turnazioni nell'assegnazione dei fondi di ricerca e quindi con una scarsa incidenza del merito.

   Molto critico è stato anche il prof. Guido Tabellini, Rettore della Bocconi, che in un articolo, sempre su "Il Sole 24 ore", dal titolo "La concorrenza tra le Università non deve sparire" ritiene che si tratti sostanzialmente di una distribuzione a pioggia per l'incapacità di selezionare in base al merito e che le eccellenze italiane essendo disperse in sedi diverse non sono in grado di raggiungere una massa critica. Non condivide anche il fatto che siano ammessi al finanziamento solo progetti che prevedono la collaborazione di almeno 5 unità di ricerca (cioè gruppi di ricercatori appartenenti a Dipartimenti diversi) e siano invece esclusi i progetti individuali o con un numero inferiore di ricercatori. Il Rettore Tabellini giudica incomprensibili le procedure previste per l'assegnazione di fondi, procedure che non trovano riscontro nelle migliori prassi internazionali e pertanto aggraveranno la situazione. Ritiene inoltre che se si vogliono rendere più efficaci le procedure di finanziamento della ricerca occorre istituire un'agenzia indipendente che si occupi di tali procedure lasciando al Ministero solo il compito di stabilire gli importi aggregati e la suddivisione per aree disciplinari. Il prof. Tabellini chiude il suo intervento dicendo che la priorità di questo Governo è affrontare l'emergenza economica e non riformare scuola e università; c'è bisogno di una migliore allocazione delle risorse non solo nell'economia privata, ma anche nelle scuole e nell'università.

    Alle critiche il Ministro ha risposto, a mio avviso non in modo puntuale, con un'intervista rilasciata a "Il Sole 24 ore", affermando che il suo intento è di corresponsabilizzare le Università attraverso la preselezione dei progetti che dovranno poi essere sottoposti alla valutazione a livello nazionale. Secondo il Ministro occorre incentivare l'aggregazione di ricercatori su gruppi di progetto, cioè la formazione di team in grado di interagire al meglio.

   Sul tema sono poi intervenuti, sempre su "Il Sole 24 ore", anche i professori Frati, Rettore della Sapienza di Roma, e Braga, pro-Rettore alla ricerca dell'Università di Bologna, il primo a difesa dell'operato del Ministro e il secondo a salvaguardia delle ricerche di punta nell'area delle scienze umani e sociali.

   Altro commento è venuto dal prof. Pier Luigi Celli.

   Una sostanziale difesa dei bandi è venuta anche da parte del prof. Gianluigi Condorelli (Direttore del Dipartimento di Medicina del CNR) su "Il Sole 24 ore" del 10 gennaio. Concludo questa sintesi sul dibattito, pacato e costruttivo, che si è sviluppato sui bandi per i PRIN e per i fondi "Futuro in Ricerca" con una personale opinione. Innanzi tutto, la diversità di opinioni ritengo sia una ricchezza indispensabile nella ricerca delle soluzioni migliori; la dialettica, se intellettualmente onesta e non ideologica, come nella fattispecie, è fondamentale per realizzare obiettivi condivisi e ambiziosi.

(seguito di Gianni Porzi)

   Critiche al Ministro Profumo, già dopo pochi giorni dal suo insediamento.

   A mio avviso, le critiche fatte ai bandi non sono del tutto infondate e in particolare condivido pienamente quanto rilevato dal Rettore della Bocconi e cioè che non è giusto, né a mio avviso corretto, che in nome di non so cosa, vengano esclusi a priori i progetti individuali o con un numero di ricercatori inferiore a quanto richiesto dal bando.

    In particolare in settori di tipo umanistico, giuridico, socio-economico, vi sono eccellenti individualità che sarebbe un grave errore non sostenere o addirittura emarginare.

    Incentivare l'aggregazione di ricercatori su progetti rilevanti per poter essere competitivi anche a livello internazionale è indubbiamente importante, ma non ritengo giusto immolare le singole eccellenze sull'altare dell'internazionalizzazione o della interdisciplinarità "a tutti i costi".

   Per quanto concerne poi la preselezione dei progetti da parte dei singoli Atenei, ritengo che questa andrebbe eventualmente relegata al mero controllo della correttezza formale della richiesta di finanziamento. Non credo infatti che, per rendere più veloce il momento decisionale, si possa, anche solo in parte, trascurare la meritocrazia in base a parametri peraltro discutibili.

   Infine, è del tutto condivisibile la proposta del Rettore della Bocconi di istituire un'agenzia veramente indipendente alla quale affidare le procedure di finanziamento della ricerca lasciando al Ministero solo il compito di stabilire l'entità degli stanziamenti e la suddivisione per aree disciplinari. La proposta è sicuramente buona, ma va tenuto presente che la sua riuscita sarebbe sempre legata al senso di responsabilità, all'etica di coloro che dovrebbero valutare e quindi stilare una graduatoria delle richieste di finanziamento in base alla qualità sia del progetto che dei proponenti.

  Sono convinto che la condicio sine qua non per la buona riuscita di qualsiasi valutazione, che è sempre un processo molto delicato, è la moralità di chi è chiamato a giudicare; non è sufficiente essere culturalmente all'altezza del compito, ma è necessario esserlo anche eticamente.

   In qualunque tipo di valutazione sono indispensabili due requisiti inscindibili, cioè competenza ed eticità. Nel nostro Paese non sempre il secondo requisito è all'altezza del primo e troppo spesso i concorsi universitari, e non solo, ne sono una dimostrazione.

                                                          Gianni Porzi

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Da  "Il Sole 24 ORE" :

- Fabio Beltram, Chiara Carrozza, Lettera a Profumo: Caro ministro, così la ricerca parte con il piede sbagliato, 3 Gennaio 2011

- Francesco Profumo, Intervista al Ministro, di Francesco Antonioli, 4 gennaio 2011

- Guido Tabellini, La concorrenza tra le Università non deve sparire, 5 gennaio 2011

- Luigi Frati, Soltanto come sistema si può svettare all'estero, 7 gennaio 2011

- Dario Braga, Meritocrazia anche per gli studi culturali, 7 gennaio 2011

- Pier Luigi Celli, Meno ripiegamenti miopi e più aperture per il futuro dei giovani laureati, 7 gennaio 2011

- Gianluigi Condorelli, Trasparenza e merito nei bandi promossi dal ministro Profumo, 10 gennaio 2011

** P.S. - SI informano i lettori che, dopo il Commento del prof. Porzi, il MIUR ha emanato due decreti ( D.M. 2/2012 per il FIRB, e D.D. 12.1.2012 per Futuro in Ricerca), che in parte modificano i precedenti.

 

        Anno 2012
       Direttore Responsabile del Foglio Indipendente on line: Prof. Nino Luciani  
          UNIVERSITAS Notizie - Organo del SUN - SINDACATO UNIVERSITARIO NAZIONALE on Line - SEDE IN BOLOGNA
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