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Crisi bancaria. Una "immaginaria" intervista" degli studenti INDIGNADOS alle autorità monetarie italiane. Per ritorno alle regole nel mercato della moneta
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UNIVERSITAS  News

Foglio on line sull'università, con  Forum di politica generale aperto a tutti.
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7- Tel  347 9470152 - nino.luciani@libero.it

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NINO LUCIANI, Direttore responsabile

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 Nino Luciani

Comité de Patronage: Francesco Bonsignori, Alfredo De Paz, Elena Ferracini,  Dario Fertilio,
Enrico Lorenzini, Nino Luciani,  Bruno Lunelli, Marco Merafina,  Franco Sandrolini

  PAESI VISITATORI  nel 2010: Italy, United States, United Kingdom, Germany, France, Netherlands, Ukraine, Poland, Russian Federation, Belgium, Canada, Switzerland, Greece, China, Finland, Denmark, Morocco, Spain, Israel, Sweden, Luxembourg, Romania, Australia, Costa Rica, Latvia, Turkey, Brazil, Malta, Austria, Moldova, Republic of Korea, Republic of South Africa, Malaysia, Bulgaria, Slovenia, Tunisia, United Arab Emirates, San Marino, Czech Republic, Egypt, India, Netherlands Antilles, Indonesia, Slovakia, Hong Kong, Croatia, Georgia, Senegal, Vietnam, Brunei Darussalam, Japan, Colombia, Macedonia, Mexico, Peru, Ireland, Aruba, Uruguay, Albania, Belarus, Philippines, Algeria, Portugal, Lithuania, Cote D'Ivoire, Hungary, Europe, Kuwait, Norway, Bolivia, Pakistan, Chile, Togo, Venezuela, Kenya, Panama, Iran, Islamic Republic of, Estonia, Argentina, Satellite Provider, Bahrain, Lebanon

Edizione di febbraio   2012 - For translation in english, click on: http://translate.google.it/

Laurea ad honorem al Presidente Napoletano. Sì per il suo grande capolavoro da Presidente della Repubblica. Riserve per "Laudatio" politico-ideologica del Rettore. CLICCA: Home/12 Crisi bancaria.1) Risposte Governatore Banca d'Italia in "immaginaria" intervista INDIGNADOS. 2) Legge bancaria del 1936, per "regole" mercato moneta. CLICCA su: Forum 1/12
Bologna. Altri casi PAM. LETTERA del prof. R. Catanzaro al Rettore, per inottemperanza delibera del Senato, e p.c. ai Senatori. Indagine dovuta Senato. CLICCA su: Articoli/12 Nuovi riconoscimenti a prof. G. Cantelli Forti: 1) Dal Rotary di Rimini, il Premio Minguzzi; 2) Dal Miur, approvato progetto umanitario (Alzheimer...). CLICCA su: Forum 3/12
Contenzioso Statuti: MIUR contro CdA elettivo, chiama a giudizio il Politecnico di Torino. Attesa Atenei se il Politecnico porrà questione di costituzionalità. CLICCA su: Rubrica/12 Bologna - Nuovo regolamento elettorale del Senato Accademico. Commento del CdA Gianni Porzi, Mala tempora currunt.  CLICCA su: Forum 4/12
Valore legale Lauree. Documento Intersindacale a difesa, dopo decisione del Governo di prendere tempo. Considerare Indagine conoscitiva del Senato in proposito. CLICCA su: Forum 2/12 Regolamento per l'abilitazione scientifica nazionale per l'accesso al ruolo dei professori universitari, a norma dell'art. 16 La legge 30 dic. 2010, n. 240. CLICCA: Stato/12

Tribunale di Perugia Sentenza n. 109/11, in data 27/1/2011, riammette il prof. Nino Luciani nel Cipur, Clicca su: Trib-Perugia

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EDIZIONI PRECEDENTI

In margine al DL 6 luglio 2011, sui limiti minimi
al numero degli alunni per Preside, nelle scuole di II grado

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Cinzia Bocaccini


Mentre l'Università si interroga sulla
Scuola di II grado del "dopo riforme" Gelmini



Cinzia Boccaccini*, E' questa la scuola che vogliamo ?



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Professoressa di "Latino e Materie Letterarie", Liceo Classico "Ariosto" di Ferrara

   Nota.   Le riforme dell'ex-ministro Gelmini hanno impresso grandi mutamenti nella scuola italiana, anche danni incalcolabili, quando conseguenza di affrettate riforme organizzative, motivate dai tagli finanziari dall'alto, del Ministero.
   In questo articolo viene ripresa quella parte che riguarda la soppressione delle Presidenze di scuole aventi un numero di alunni inferiore ad una determinata soglia e, indirettamente, la soppressione dei centri scolastici, relativamente minori.
   A parte questioni relative alla qualità dei mega plessi scolastici, al fatto che il Preside di un Liceo non è "qualificato" per un Istituto tecnico e al fatto che i Presidi hanno dei limiti umani alla quanità del lavoro, dovrebbe essere evidente al Miur che la dimensione ottimale, di riferimento, delle scuole deve tener conto sia del costo della scuola in senso stretto, sia del costo del trasporto degli alunni e docenti per accedere alla scuola.

  Il territorio del Delta del Po (kmq 893) è una delle vittime di questo modo di fare: nel senso che la centralizzazione dei plessi scolastici ha già determinato grandi costi di trasporto alle aziende pubbliche di trasporto e grandi sofferenze umane ai giovani, troppo tempo sulla strada anzichè ai tavoli di studio, dopo le ore di lezione. Ricordo, già di tre anni fa, il dissesto finanziario dell'azienda pubblica provinciale di trasporto, poi incorporata in altra, solo per non farla fallire.NL

La legge di riferimento:
D.L. 6 luglio 2011 n. 98,
come modificato dalla legge
di stabilità n. 148 del 2011

Art. 19, c. 4. Per garantire un processo di continuità didattica nell'ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012 la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado; gli istituti compresivi per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografìche caratterizzate da specificità linguistiche.

Art. 19, c. 5. Alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità, ridotto fino a 400 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografìche caratterizzate da specificità linguistiche, non possono essere assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato. Le stesse sono conferite in reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni scolastiche autonome.

 
  Cinzia Boccaccini
, E' questa la scuola che vogliamo ?

  L'istruzione non è questione di numeri. E' questo che dai piani alti non si vuole capire.
  Chi decide, del resto, in genere non appartiene al mondo della scuola e non lo conosce se non per essere stato studente, non ha mai insegnato ad una classe, non si è mai trovato alle prese con le difficoltà connesse con la gestione della didattica, degli studenti, della struttura scolastica e di tutto ciò che la riguarda.
   E come può chi non ha una conoscenza delle dinamiche scolastiche prendere delle decisioni adeguate in merito? Il governo si affanna a parlare di conti e della necessità di tagli. La domanda che sorge però, spontanea, a fronte di questo è :
  - perchè tagliare in campi fondamentali come sanità e istruzione e non intervenire piuttosto, per esempio, sui famigerati costi della politica?
  Ciò rende evidente che chi dovrebbe mettere se stesso al servizio della comunità fa invece proprio l'operazione contraria !
  Il problema ha raggiunto il picco con le ultime indicazioni della legge Gelmini che sta operando su diversi piani: studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo.
   E allora ecco classi da 30 studenti e oltre, riduzione conseguente del corpo insegnanti e tagli in campo amministrativo. Con quali conseguenze?
   Solo chi ha avuto esperienza di insegnamento conosce le difficoltà di gestire classi tanto numerose: stare al passo di tutti, correggere compiti, fare interrogazioni ecc. Alla fine ne risente la didattica e il livello dell'insegnamento non può, conseguentemente, che abbassarsi.
  Ma è questa la scuola che vogliamo? Una scuola di qualità invece paga sempre, come dimostrano i casi di India e Cina, Paesi in forte sviluppo che sull'istruzione hanno puntato. Non si vedranno forse frutti immediati, anzi i tagli operati negli ultimi tempi dal governo italiano avranno certo una ricaduta positiva in un primo momento sui conti pubblici, ma alla lunga non potrà che registrarsi un abbassamento di livello di conoscenze e competenze con effetti negativi per tutto il Paese e in tutti i campi.
   Per non parlare dell'infausta manovra varata a luglio che prevede la riduzione poderosa delle piccole scuole ed elimina gli istituti con un numero di studenti inferiore alle 500 unità e per la quale è stato addirittura proposto un ulteriore ritocco che nelle intenzioni doveva portare il numero a 600 studenti.
   Una ulteriore aberrazione che si propone di ridurre il numero dei dirigenti scolastici e i loro costi, ma che non potrà che avere ripercussioni pesanti su molti istituti. Un caso emblematico nel territorio di Ferrara è, ad esempio, quello dell'Istituto "Remo Brindisi" di Lido degli Estensi. Da sempre considerata una "scuola di confine", quella degli Estensi ha perso nell'ultimo anno la reggenza ed è stata unito all'Istituto Guido Monaco di Pomposa di Codigoro, con cui condivide oggi la dirigente scolastica.
  Ebbene già in passato l'istituto si è trovato alle prese con una dirigenza condivisa a scapito della qualità e dell'organizzazione e alle prese con grandissime difficoltà .
  Sono stati anni difficili, a cui si sperava fosse stata posta la parola fine.
  E invece ora ci si trova di nuovo alle prese con una reggenza unica. L'istituto di Lido degli Estensi ha delle proprie specificità sia per la posizione geografica sia per la struttura della scuola che prevede un'offerta formativa articolata e varia (Liceo linguistico, istituto alberghiero, IPSIA) e necessita di una conoscenza approfondita per la gestione e della presenza costante di un dirigente scolastico. Sarebbe uno spreco?
   Qualcuno potrebbe anche pensarlo, ma non di questo si sta parlando, nessuno è favorevole agli sprechi. A livello di governo si ritiene forse che non ci sia soluzione alternativa, ma ogni realtà va valutata il più possibile in se stessa e, se interventi si debbono fare, vanno certamente ragionati e previsti in altra direzione.
   Ci sono possibilità di ridurre gli attuali costi della scuola? La risposta è sicuramente affermativa, ma deve essere salvaguardato l'insegnamento, la crescita degli studenti, che sono il nostro futuro e che solo ben formati, ben preparati e seguiti potranno in futuro gestire i nostri territori locali e la nostra Italia in generale in maniera più adeguata.
   Il messaggio che il Governo Berlusconi ha trasmesso in questo modo è invece quello che nel valore dell'istruzione non ci si crede più, ma la storia e la vita dimostrano che educazione e istruzione sono basilari per la vita sociale e per lo sviluppo dell'individuo in se stesso e come cittadino. CB

 

EDUIZIONI   PRECEDENTI

Università di Rimini

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Giorgio Cantelli Forti

 

A Giorgio Cantelli Forti la medaglia d'oro
del Presidente della Repubblica 18 ottobre 2011*

 
  La medaglia è stata consegnata al Professore dal Ministro Carfagna.
  Il riconoscimento era stato consegnato al professore, domenica 23 ottobre al Teatro Novelli di Rimini, nel corso della 42° edizione delle Giornate internazionali di studio del Centro Internazionale Pio Manzù**.
   Innovazione e ricerca nelle scienze della vita costituiscono un caposaldo della crescita economica e sociale delle nazioni. Questo il punto di partenza che ha dato origine alla motivazione con la quale il Comitato scientifico internazionale del Centro Pio Manzù ha deciso di conferire la prestigiosa medaglia al docente di farmacologia e farmacoterapia dell’Alma Mater.
  Nella motivazione del  Comitato Scientifico del Centro, il professore è "personalità di riferimento nel pianeta della farmacologia italiana e internazionale. Di questa scienza ha tracciato uno dei solchi più importanti, seminando sapere attraverso 661 pubblicazioni su riviste internazionali.
   Dalla metà degli anni ’80 fino ad oggi, il suo percorso accademico si dipana attraverso incarichi via, via più prestigiosi sino ad assumere il rilevante impegno presso il polo riminese.
   Allo scienziato e al docente il Centro Pio Manzù ha porto doveroso omaggio, specchiandosi nella vocazione comune alla ricerca che è linfa del progresso civile e con ciò celebrandone il prestigio attraverso l’assegnazione della medaglia d’oro del Presidente della Repubblica italiana".
______________________________________
* Fonte: Unibo Magazine
** Il Centro Internazionale Ricerche Pio Manzù è un organismo in status consultivo generale con le Nazioni Unite che opera per l’approfondimento dei temi economici e scientifici di interesse cruciale per il futuro dell’umanità.

PUBBLICAZIONI di GIORGIO CANTELLI FORTI

Fimognari C., Lenzi M., Cantelli-Forti G., Hrelia P., Induction of differentiation in human promyelocytic cells by the isothiocyanate sulforaphane., «IN VIVO», 2008, 22(3), pp. 317 - 320 [articolo]

ANGELINI S., KUMAR R., CARBONE F., BERMEJO J.L., MAFFEI F., CANTELLI FORTI G., HEMMINKI K., HRELIA P., Inherited susceptibility to bleomycin-induced micronuclei: Correlating polymorphisms in GSTT1, GSTM1 and DNA repair genes with mutagen sensitivity, «MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2008, 638, pp. 90 - 97 [articolo]

MAFFEI F., CARBONE F., ANGELINI S., CANTELLI FORTI G., NORPPA H., HRELIA P., Micronuclei frequency induced by bleomycin in human peripheral lymphocytes: Correlating BLHX polymorphism with mutagen sensitivity, «MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2008, 639, pp. 20 - 26 [articolo]

A.Tarozzi, F. Morroni, A. Merlicco, C. Angeloni, S. Hrelia, G. Cantelli Forti, P. Hrelia, Neuroprotective effects of sulforaphane in an in vitro model of Parkinson’s disease, in: , Oxidants and Antioxidants in Biology, s.l, s.n, 2008, pp. 124 (atti di: A Meeting of the Oxygen Club of California, Santa Barbara (CA-USA), 12-15 marzo 2008) [atti di convegno-abstract]

Brevetto n. RM2007A000668, Associazione tra un isotiocianato e levodopa per il trattamento della malattia di Parkinson.

Fimognari C., Lenzi M., Sciuscio D., Cantelli-Forti G., Hrelia P., Cell-cycle specificity of sulforaphane-mediated apoptosis in Jurkat T-leukemia cells., «IN VIVO», 2007, 21, pp. 377 - 380 [articolo]

Fimognari C., Lenzi M., Sciuscio D., Cantelli Forti G., Hrelia P., Combination of doxorubicin and sulforaphane for reversing doxorubicin-resistant phenotype in mouse fibroblasts with p53Ser220 mutation., «ANNALS OF THE NEW YORK ACADEMY OF SCIENCES», 2007, 1095, pp. 62 - 69 [articolo]

L. Marabini, S. Frigerio, E. Chiesara, F. Maffei, G. Cantelli Forti, P. Hrelia, AM. Buschini, A. Martino, P. Poli, C. Rossi, S. Radice., In vitro cytotoxicity and genotoxicity of chlorinated drinking waters sampled alomg the distribution system of two municipal networks, «MUTATION RESEARCH. GENETIC TOXICOLOGY AND ENVIRONMENTAL MUTAGENESIS», 2007, 634, pp. 1 - 13 [articolo]

A. Tarozzi, F. Morroni, S. Hrelia, C. Angeloni, A. Marchesi, G. Cantelli Forti, P. Hrelia, Neuroprotective effects of anthocyanins and their in vivo metabolites in SH-SY5Y cells., «NEUROSCIENCE LETTERS», 2007, 424, pp. 36 - 40 [articolo]

Sapone A., Gustavino B., Monfrinotti M., Canistro D., Broccoli M., Pozzetti L., Affatato A., Valgimigli L., Cantelli Forti G., Pedulli G.F., Biagi G.L., Abdel-Rahman S.Z., Paolini M., Perturbation of cytochrome P450, generation of oxidative stress and induction of DNA damage in Cyprinus carpio exposed in situ to potable surface water., «MUTATION RESEARCH. GENETIC TOXICOLOGY AND ENVIRONMENTAL MUTAGENESIS», 2007, 626, pp. 143 - 154 [articolo]

HRELIA P., ANGELINI S., MARTINELLI G., CANTELLI FORTI G., Polimorfismi genetici come determinanti della risposta farmacologica ad Imatinib., «FARMACI & TERAPIA», 2007, XXIV (suppl. 1), pp. 38 (atti di: 24° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chemioterapia, Verona25-28 Novembre 2007) [atti di convegno-abstract]

Maffei F, Tarozzi A, Carbone F, Marchesi A, Hrelia S, Angeloni C, Cantelli Forti G, Hrelia P., Relevance of apple consumption for protection against oxidative damage induced by hydrogen peroxide in human lymphocytes., «BRITISH JOURNAL OF NUTRITION», 2007, 97, pp. 921 - 927 [articolo]

CANTELLI FORTI G., ZOTTI C.A., Risposte tossiche del sistema oculare e visivo, in: , Casarett and Doull's Tossicologia. I fondamenti dell'azione delle sostanze tossiche, ROMA, E.M.S.I. Ed. Mediche Scientifiche Internazionali, 2007, pp. 591 - 623 [capitolo di libro (traduzione)]

P. HRELIA, A. TAROZZI, F. MORRONI, A. MERLICCO, C. ANGELONI, S. HRELIA, G. CANTELLI FORTI, Sulforaphane counteracts oxidative stress induced apoptosis in human neuronal cells, in: , Proceedings of the International Congress of Toxicology , s.l, s.n, 2007, pp. 181 (atti di: ICT XI - International Congress of Toxicology, Montreal, Canada, 15-19 luglio 2007) [atti di convegno-abstract]

Biagi P.L., Hrelia S., Hrelia P., Festi D., Cantelli Forti G., "Alimentazione e salute: Strategie nutrizionali per la prevenzione delle malattie”. 19 gennaio 2006 - Oratorio San Filippo Neri – Via Manzoni, 5 - Bologna., 2006. [ideazione/progettazione di manifestazione]

Coordinamento del progetto: Analisi di biomarcatori di esposizione, effetto e suscettibilità per la valutazione del rischio in popolazioni esposte a xenobiotici. Studio dei polimorfismi genetici degli enzimi coinvolti nel metabolismo dei farmaci. Valutazione del rischio tossicologico da esposizione a contaminanti alimentari e ambientali..

A. Tarozzi, S. Hrelia, C. Angeloni, F. Morroni, P.L. Biagi, M. Guardigli, G. Cantelli Forti, P. Hrelia, Antioxidant effectiveness of organically and non organically grown red oranges in cell culture systems, «EUROPEAN JOURNAL OF NUTRITION», 2006, 45, pp. 152 - 158 [articolo]

Maffei F., Angelini S., Carbone F., Cantelli Forti G., Kumar R., Hemminki K., Violante F.S., Hrelia P., Biomarcatori genetici e di suscettibilità per la valutazione del rischio da benzene ambientale in agenti di polizia., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 44 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]

R. Mandrioli, F. Bugamelli, C. Baccini, M. Conti, G. Cantelli Forti, M.A. Raggi, Dosaggio di ecstasy, amfetamine e cannabinoidi in fluidi biologici, in: , ISTISAN Congressi - XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, ROMA, IStituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 122 (atti di: XIV Congresso Nazionale SITOX (Società Italiana di Tossicologia), Roma, 6-9 Febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]

Morroni F., Tarozzi A., Cantelli Forti G., Hrelia P., Effetti antiapoptotici e antiossidanti della cianidina-3-O-beta-glucopiranoside e del suo aglicone in una linea neuronale umana., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 238 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]

Sciuscio D., Fimognari C., Cantelli Forti G., Hrelia P., Effetti citostatici e citotossici dell'isotiocianato sulforafane su linee cellulari caratterizzate da un diverso status molecolare del gene P53., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 247 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]

Marchesi A., Tarozzi A., Cantelli Forti G., Hrelia P., Effetti della cianidina-3-O-beta-glucopiranoside sul danno cellulare indotto dai raggi UVA in cheratinociti in coltura., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 237 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]

Lenzi M., Fimognari C., Cantelli Forti G., Hrelia P., Effetti sul ciclo cellulare e induzione di apoptosi dell'isotiocianato sulforafane su colture di cellule T-linfoblastoidi., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 234 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]

CANTELLI FORTI G., Effetti tossici e meccanismi di azione delle micotossine., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 13 (atti di: 2° Congresso Nazionale "Le micotossine nella filiera agro-alimentare", Roma, 16-18 Ottobre 2006) [atti di convegno-abstract]

Affatato A.A., Cantelli Forti G., Abdel-Rahman S.Z., Legator M.S., Effetto dei polimorfismi del gene XPD sul danno genotossico basale e indotto dalla nitrosamina tabacco-specifica NNK, in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 217 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]

Mandrioli R., Cantelli Forti G., Raggi M.A., Fluoxetine metabolism and pharmacological interactions: the role of cytochrome p450., «CURRENT DRUG METABOLISM», 2006, 7, pp. 127 - 133 [articolo]

G. Cantelli Forti, S. Hrelia, I farma-alimenti: attività farmacologica dei componenti nutraceutici., in: , Atti del I Congresso Nazionale Associazione Ricercatori Nutrizione e Alimenti (ARNA), BOLOGNA, s.n, 2006, pp. 112 (atti di: ARNA - I Congresso nazionale, Bologna, 23-25 marzo 2006) [atti di convegno-abstract]

Fimognari C., Lenzi M., Cantelli-Forti G., Hrelia P., Isothiocyanates as promising chemopreventive and antioxidant agents, in: , New developments in antioxidants research, NEW YORK, Nova Science Publisher, 2006, pp. 43 - 59 (Nova Biomedical) [capitolo di libro]

A. SAPONE, M. TORRETTA, L. VALGIMIGLI, D. CANISTRO, M. BROCCOLI, G.L. BIAGI, G. CANTELLI-FORTI, S. TRESPIDI, A. LIMIDO, G. STEFANO, E. VERNA, I. CAICO, S. GHIRINGHELLI, S. PRAVASOLI, J.A. SALERNO-URIARTE, M. PAOLINI, Levosimendan e stress ossidativo, in: , Atti del XIV Congresso Nazionale della Societa’ Italiana Tossicologia , s.l, s.n, 2006, pp. 278 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Societa’ Italiana Tossicologia, Istituto Superiore di Sanità, Roma, 6-9 Febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]

CANTELLI FORTI G., MAFFEI F., Micotossine: aspetti tossicologici, in: ACCADEMIA DEI GEORGOFILI, Micotossine e Alimentazione umana e zootecnica, FIRENZE, Accademia dei Georgofili, 2006, pp. 127 - 139 (I Georgofili - Quaderni) [capitolo di libro]

CANTELLI FORTI G., TOFFANO G., Molecular Approaches to Neuronal Regeneration: Opportunities in Neurodegenerative Diseases, Bologna, 27 Ottobre 2006, Oratorio San Filippo Neri, Via Manzoni 5, 2006. [ideazione/progettazione di manifestazione]

TORRETTA M., A. SAPONE, A. LIMIDO, L. VALGIMIGLI, G.L. BIAGI, G. CANTELLI FORTI, M. PAOLINI, J.A. SALERNO-URIARTE, Oxidative stress status and levosimendan in acute heart failure., «ACUTE CARDIAC CARE», 2006, 8, pp. 103 (atti di: Acute Cardiac Care Congress, Prague21-24 October 2006) [atti di convegno-abstract]

Angelini S., Carbone F., Kumar R., Maffei F., Cantelli Forti G., Hemminki K., Hrelia P., Polimorfismi in geni dei sistemi di riparazione del DNA, genotossicità e radiosensibilità., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 218 (atti di: XVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]

Carbone F., Maffei F., Tarozzi A., Hrelia S., Marchesi A., Cantelli Forti G., Hrelia P., Potenziale azione protettiva e antiossidante delle mele nei confronti del danno genetico indotto dal perossido di idrogeno in linfociti umani., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 224 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]

C. Sabbioni, A. Ferranti, F. Bugamelli, G. Cantelli Forti, M.A. Raggi, Simultaneous HPLC analysis of glycyrrhizin and glycyrrhetic acid in licorice roots and confectionery products, «PHYTOCHEMICAL ANALYSIS», 2006, 17, pp. 25 - 31 [articolo]

Fimognari C., Nuesse M., Lenzi M., Sciuscio D., Cantelli-Forti G., Hrelia P., Sulforaphane increases the efficacy of doxorubicin in mouse fibroblasts characterized by p53 mutations., «MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2006, 601, pp. 92 - 101 [articolo]

FIMOGNARI C.; SANGIORGI L.; CAPPONCELLI S.; NUESSE M.; FONTANESI S.; BERTI F.; SODDU S.; CANTELLI-FORTI G.; HRELIA P., A mutated p53 status did not prevent the induction of apoptosis by sulforaphane, a promising anti-cancer drug, «INVESTIGATIONAL NEW DRUGS», 2005, 23, pp. 195 - 203 [articolo]

Biagi P.L., Hrelia S., Hrelia P., Festi D., Cantelli Forti G., Alimentazione e salute: Linee guida per il Consumatore Romagnolo”. 23 maggio 2005 - Aula Magna del Polo Scientifico Didattico di Rimini – Via Angherà, 22 - Rimini, 2005. [ideazione/progettazione di manifestazione]

Coordinamento del progetto: BIOMARCATORI DI EFFETTO E SUSCETTIBILITA' NELLA VALUTAZIONE DEL DANNO DA RADIAZIONI IONIZZANTI IN POPOLAZIONI ESPOSTE.

Cantelli Forti G., Cancerogenesi., in: , Elementi di Tossicologia, ROMA, E.M.S.I., 2005, pp. 97 - 121 [capitolo di libro (traduzione)]

SAPONE A; POZZETTI L; CANISTRO D; BROCCOLI M; BRONZETTI G; POTENZA G; AFFATATO A; BIAGI G.; CANTELLI-FORTI G; PAOLINI M., CYP superfamily perturbation by diflubenzuron or acephate in different tissues of CD1 mice., «FOOD AND CHEMICAL TOXICOLOGY», 2005, 43, pp. 173 - 183 [articolo]

Fimognari C., Berti F., Cantelli Forti G., Hrelia P., Effect of sulforaphane on micronucleus induction in cultured human lymphocytes by four different mutagens., «ENVIRONMENTAL AND MOLECULAR MUTAGENESIS», 2005, 46, pp. 260 - 267 [articolo]

Maffei F., Hrelia P., Angelini S., Carbone F., Cantelli Forti G., Barbieri A., Sanguinetti G., Mattioli S., Violante F.S., Effects of environmental benzene: micronucleus frequencies and haematological values in traffic police working in an urban area., «MUTATION RESEARCH. GENETIC TOXICOLOGY AND ENVIRONMENTAL MUTAGENESIS», 2005, 583, pp. 1 - 11 [articolo]

Capponcelli S., Pedrini E., Cerone M.A., Corti V., Fontanesi S., Alessio M., Bachi A., Soddu S., Ribatti D., Picci P., Helman L.J., Cantelli Forti G., Sangiorgi L., Evaluation of the molecular mechanisms involved in the gain of function of a Li-Fraumeni TP53 mutation., «HUMAN MUTATION», 2005, 26, pp. 94 - 103 [articolo]

Cantelli Forti G., Fitofarmaci e sicurezza degli alimenti, in: , Alimenti e salute. I nutrienti strategici, BOLOGNA, CLUEB, 2005, pp. 147 - 158 (Educazione Continua in Medicina) [capitolo di libro]

Fimognari C., Berti F., Nuesse M., Cantelli Forti G., Hrelia P., In vitro anticancer activity of cyanidin-3-O-beta-glucopyranoside: effects on transformed and non-transformed T lymphocytes., «ANTICANCER RESEARCH», 2005, 25, pp. 2837 - 2840 [articolo]

Fimognari C., Berti F., Nuesse M., Cantelli-Forti G., Hrelia P., In vitro antitumour activity of cyanidin-3-O-beta-glucopyranoside., «CHEMOTHERAPY», 2005, 51, pp. 332 - 335 [articolo]

Cantelli Forti G., Hrelia P. (a cura di): , Le Biotecnologie e la qualità della vita, BOLOGNA, Patron Editore, 2005, pp. 1-337 (Alimentazione ed Ambiente). [curatela]

ANGELINI S.; R. KUMAR; F. CARBONE; F. MAFFEI; CANTELLI FORTI G.; F.S. VIOLANTE; V. LODI; S. CURTI; K. HEMMINKI; P. HRELIA, Micronuclei in humans induced by exposure to low level of ionizing radiation: influence of polymorphisms in DNA repair genes., «MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2005, 570, pp. 105 - 117 [articolo]

C. FIMOGNARI; F. BERTI; R. IORI; G. CANTELLI FORTI; P. HRELIA, Micronucleus formation and induction of apoptosis by different isothiocyanates and a mixture of isothiocyanates in human lymphocyte cultures., «MUTATION RESEARCH. GENETIC TOXICOLOGY AND ENVIRONMENTAL MUTAGENESIS», 2005, 582(1-2), pp. 1 - 10 [articolo]

Cantelli Forti G., Maffei F., Principi di Tossicologia, in: , Farmacologia. Principi di base e applicazioni terapeutiche, TORINO, Edizioni Minerva Medica SpA, 2005, pp. 859 - 864 [capitolo di libro]

Tarozzi A., Marchesi A., Hrelia S., Angeloni C., Andrisano V., Fiori J., Cantelli Forti G., Hrelia P., Protective effects of cyanidin-3-O-beta-glucopyranoside against UVA-induced oxidative stress in human keratinocytes., «PHOTOCHEMISTRY AND PHOTOBIOLOGY», 2005, 81, pp. 623 - 629 [articolo]

Tarozzi A., Morroni F., Marchesi A., Angeloni C., Hrelia S., Merlicco A., Cantelli Forti G., Hrelia P., Protective effects of sulforaphane against oxidative stress-induced apoptosis in human neuronal cells, in: , Oxidants and Antioxidants in Biology, s.l, s.n, 2005, pp. 215 (atti di: Oxidants and Antioxidants in Biology - A Joint Meeting of Oxygen Club of California and University of Turin, Alba (CN), 7-10 settembre 2005) [atti di convegno-abstract]

Sabbioni C., Mandrioli R., Ferranti A., Bugamelli F., Saracino M.A., Cantelli Forti G., Fanali S., Raggi M.A., Separation and analysis of glycyrrhizin, 18beta-glycyrrhetic acid and 18alfa-glycyrrhetic acid in licorice roots by means of capillary zone electrophoresis., «JOURNAL OF CHROMATOGRAPHY A», 2005, 1081, pp. 65 - 71 [articolo]

Coordinamento del progetto: STRATEGIE FARMACOLOGICHE E NUTRIZIONALI PER LA PREVENZIONE DI PATOLOGIE CRONICO-DEGENERATIVE CON ISOTIOCIANATI DA CRUCIFERE..

Maffei F., Buschini A., Rossi C., Poli P., Cantelli Forti G., Hrelia P., Use of the Comet test and micronucleus assay on human white blood cells for in vitro assessment of genotoxicity induced by different drinking water disinfection protocols., «ENVIRONMENTAL AND MOLECULAR MUTAGENESIS», 2005, 46, pp. 116 - 125 [articolo]

CANTELLI FORTI G., Valutazione tossicologica e sicurezza degli alimenti, in: , Rapporti ISTISAN, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2005, pp. 29 - 35 (atti di: Atti 1° Congresso nazionale "Le micotossine nella filiera agro-alimentare", Roma, 29-30 novembre 2004) [atti di convegno-relazione]

A. SAPONE, M. PAOLINI, L. POZZETTI, D. CANISTRO, M. BROCCOLI, G.L. BIAGI, G. CANTELLI FORTI., Ventricular fibrillation after omeprazole treatment: a case control., in: , Libro degli Abstracts, TORINO, Ed. Minerva Medica, 2005, pp. 227 (atti di: 32° Congresso Nazionale della Società Italiana di Farmacologia, Napoli, 1-4 Giugno 2005) [atti di convegno-abstract]

FIMOGNARI C.; NUESSE M.; BERTI F.; IORI R.; CANTELLI-FORTI G.; HRELIA P., A mixture of isothiocyanates induces cyclin B1- and p53-mediated cell-cycle arrest and apoptosis of human T lymphoblastoid cells., «MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2004, 554(1-2), pp. 205 - 214 [articolo]

HRELIA P.; F. MAFFEI; S. ANGELINI; CANTELLI FORTI G., A molecular epidemiological approach to health risk assessment of urban air pollution., «TOXICOLOGY LETTERS», 2004, 149, pp. 261 - 267 [articolo]

Coordinamento del progetto: BIOMARCATORI DI EFFETTO E SUSCETTIBILITA' NELLA VALUTAZIONE DEL DANNO DA RADIAZIONI IONIZZANTI IN POPOLAZIONI ESPOSTE.

Maffei F., Angelini S., Cantelli Forti G., Carbone F., Violante F.S., Kumar R., Hemminki K., Hrelia P., Biomarker study to assess health risk in human occupationally exposed to environmental benzene., «DISEASE MARKERS», 2004, 20, pp. 31 (atti di: ICTX Satellite Meeting on Molecular Epidemiology, Haikko, Porvoo, Finland8-10 July, 2004) [atti di convegno-abstract]

TAROZZI A.; A. MARCHESI; CANTELLI FORTI G.; P. HRELIA, Cold-storage affects antioxidant properties of apples in Caco-2 cells., «JOURNAL OF NUTRITION», 2004, 134, pp. 1105 - 1109 [articolo]

FIMOGNARI C.; F. BERTI; CANTELLI FORTI G.; P. HRELIA, Effect of cyanidin 3-O-beta-glucopyranoside on micronucleus induction cultured human lymphocytes by four different mutagens., «ENVIRONMENTAL AND MOLECULAR MUTAGENESIS», 2004, 43, pp. 45 - 52 [articolo]

Fimognari C., Berti F., M. Nuesse, Cantelli Forti G., Hrelia P., In vitro anticancer activity of cyanidin-3-O-beta-glucopyranoside: effects on transformed and non-transformed T lymphocytes., «ANTICANCER RESEARCH», 2004, 24, pp. 3487 (atti di: Seventh International Conference on Anticancer Research, Corfu, GreeceOctober 25-30, 2004) [atti di convegno-abstract]

FIMOGNARI C.; F. BERTI; M. NUESSE; CANTELLI FORTI G.; P. HRELIA, Induction of apoptosis in two human leukemia cell lines as well as differentiation in human promyelocytic cells by cyanidin-3-O-betaglucopyranoside., «BIOCHEMICAL PHARMACOLOGY», 2004, 67, pp. 2047 - 2056 [articolo]

PAOLINI M.; P. PEROCCO; D. CANISTRO; L. VALGIMIGLI; G.F. PEDULLI; R. IORI; C. DELLA CROCE; CANTELLI FORTI G.; M.S. LEGATOR; S.Z. ABDEL-RAHMAN, Induction of cytochrome P450, generation of oxidative stress and in vitro cell-transforming and DNA-damaging activities by glucoraphanin, the bioprecursor of the chemopreventive agent sulforaphane found in broccoli., «CARCINOGENESIS», 2004, 25, pp. 61 - 67 [articolo]

FIMOGNARI C.; M. NUESSE; F. BERTI; R. IORI; CANTELLI FORTI G.; P. HRELIA, Isothiocyanates as novel cytotoxic and cytostatic agents: molecular pathway on human transformed and non-transformed cells., «BIOCHEMICAL PHARMACOLOGY», 2004, 68, pp. 1133 - 1138 [articolo]

C. Sabbioni, R. Mandrioli, A. Ferranti, F. Bugamelli, R. Masi, G. Cantelli Forti, S. Fanali, M.A. Raggi, Separation and analysis of Glycyrrhizin, 18beta-Glycyrrhetic Acid and 18alpha-Glycyrrhetic Acid in licorice by means of capillary zone electrophoresis, in: , Proceedings of the 14th International Symposium on Capillary Electroseparation Techniques, ROMA, s.n, 2004, pp. 14 (atti di: 14th International Symposium on Capillary Electroseparation Techniques, Roma, 12-15 settembre 2004) [atti di convegno-relazione]

MAFFEI F.; S. ANGELINI; CANTELLI FORTI G.; F.S. VIOLANTE; V. LODI; S. MATTIOLI; P. HRELIA, Spectrum of chromosomal aberrations in peripheral lymphocytes of hospital workers occupationally exposed to low doses of ionizing radiation., «MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2004, 547, pp. 91 - 99 [articolo]

FIMOGNARI C.; M. NUESSE; R. IORI; CANTELLI FORTI G.; P. HRELIA, The new isothiocyanate 4-(methylthio)butylisothiocyanate selectively affects cell-cycle progression and apoptosis induction of human leukemia cells., «INVESTIGATIONAL NEW DRUGS», 2004, 22, pp. 119 - 129 [articolo]

Coordinamento del progetto: VALORIZZAZIONE NUTRIZIONALE E FUNZIONALE DELLE ARANCE ROSSE DI SICILIA E DELLE LORO COMPONENTI ANTIOSSIDANTI.

Angelini S., Kumar R., Maffei F., Cantelli Forti G., Violante F.S., Hemminki K., Hrelia P., Variability in the adaptive response induced in human lymphocytes by occupational exposure to low doses of ionizing radiation: influenced by polymorphisms in DNA repair genes?, «DISEASE MARKERS», 2004, 20, pp. 21 (atti di: ICTX Satellite Meeting on Molecular Epidemiology, Haikko, Porvoo, Finland8-10 July 2004) [atti di convegno-abstract]

 

Bologna, da San Petronio  l'Arcivescovo
http://www.bologna.chiesacattolica.it/arcivescovi/caffarra/2011/2011_10_04.php

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Carlo Caffarra


Un mese fa, l'Arcivescovo aveva preannunciato per il 4 ottobre,
a San Petronio il suo più importante messaggio,  l'ottavo dallo
insediamento nell'antica Diocesi di Bologna ;



" Per un Consiglio permanente per la sussidiarietà"
composto da: "Municipalità, Imprese, Terzo settore"

C. Caffarra, “Abbandonare il pregiudizio della contrapposizione tra pubblico e privato” e riconoscere pienamente la funzione sociale del privato”.
 
La Solennità del Santo Patrono della nostra città ci riunisce ogni anno nella sua basilica, vanto ed onore di ogni bolognese e delizia dei nostri occhi. Momento grave e solenne questo, che non. Alla luce della Parola di Dio appena proclamata, anch’io desidero offrire a voi tutti qualche spunto di riflessione.


1.     «Come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo».
La forza originaria che costituisce la città è la coscienza di essere «ciascuno per la sua parte… membra gli uni degli altri». È la coscienza di una reciproca appartenenza, la quale genera quella profonda amicizia civile che è il legame più forte di ogni città, come già la sapienza pagana aveva affermato [cfr. Aristotele, La politica 1262 b, 9-14; cfr. anche il commento di S. Tommaso: «tutti comunemente pensiamo che l’amicizia civile è il più grande bene della città»].
   Esiste ancora nel cuore di ogni bolognese quell’amore per la sua città che non consente che sia sfregiata e deturpata nella sua bellezza? Se così fosse, non vedremmo la nostra città ridotta ad un degrado tale, quale forse non ha mai conosciuto nella sua storia recente. Sporcizia e conseguente degrado sono il segno di un disinteresse per la propria città; più profondamente, di estraneità al bene comune. Ma non posso non compiacermi e non lodare quanti nei mesi scorsi si sono impegnati perché potessimo vivere in una città semplicemente più pulita.
   La comunità cittadina è costituita, come dicevo, dall’amicizia civile, poiché essa [l’amicizia civile] è condivisione dei beni umani fondamentali e precede ogni legittima cura degli interessi particolari ed individuali, impedendo al necessario confronto democratico di degenerare in una lotta tra avversari. Ma in che cosa consiste l’amicizia civile intesa come forza di intima coesione sociale?
    Essa è in primo luogo la consapevolezza che ciascuno di noi è originariamente relazionato agli altri. La relazione fra le persone non è semplicemente il risultato di una contrattazione fra individui naturalmente separati, ma è una dimensione costitutiva della nostra persona: «ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri», ci ha detto poc’anzi l’Apostolo.
   Vari secoli di visione individualista della persona umana hanno progressivamente oscurato la coscienza che l’uomo ha di se stesso, del suo essere – in – relazione. Hanno inaridito, di conseguenza, il terreno di cultura della vera amicizia civile.
Essa tuttavia non è solamente consapevolezza di una verità circa l’uomo. È anche e soprattutto una modalità di esercitare la propria libertà.


   Cari fratelli e sorelle: forse questo è il cuore del dramma che anche la nostra città sta attraversando.
Tre sono state le grandi esperienze storiche che hanno generato il nostro modo occidentale di pensare e di esercitare la libertà: la liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù egiziana; l’esperienza della polis greca; la costruzione giuridica edificata da Roma. Tutte e tre sono state fatte proprie dalla fede cristiana, poiché in ciascuna di esse la fede cristiana ha intravisto la stessa logica, una sorta di grammatica elementare della libertà. E cioè: la libertà è un bene condiviso; non si è liberi da soli, a prescindere dagli altri. Portando a perfezione l’intuizione comune a quei tre grandi eventi fondatori della nostra libertà, la fede cristiana le ha dato il nome di capacità di donarsi.

    La corruzione che ha subito l’idea e l’esperienza di libertà è stato ed è il principale fattore di mortificazione dell’amicizia civile, anche nella nostra città.

Caro Cardinale, sarebbe utile puntare, dentro il terzo settore, a una seconda università di Bologna, "laica" e vicina al mondo produttivo e dell'occupazione

1. La premessa.  L'ottavo messaggio del Cardinale, in San Petronio, preannunciato da lui stesso (qualche settimana fa) come il più importante, dopo i 7 messaggi precedenti, ha preso le mosse:
- dalla constatazione, nella città, di "un degrado tale, quale forse non ha mai conosciuto nella sua storia recente. Sporcizia e conseguente degrado sono il segno di un disinteresse per la propria città; più profondamente, di estraneità al bene comune;
- per passare a proporre a Bologna di "diventare un vero laboratorio sociale della sussidiarietà" per affrontare adeguatamente i propri problemi;
- e concludere nell'indicare, come strumento, la istituzione di  "un Consiglio permanente per la sussidiarietà", composto da "Municipalità, Imprese, Terzo settore".
   Considerato che, dentro il Terzo Settore, la Chiesa bolognese ha presenze forti (basti accennare ai "Ciellini" (vale dire C.L., Comunione e Liberazione, a cui si dice appartenere il Cardinale), alla "Caritas Diocesana"..., la offerta del Cardinale si configura come la richiesta del riconoscimento (per la chiesa locale) di un ruolo politico-sociale dentro il Comune, nel momento giusto (il Comune è in uno stato di bisogno finanziario).
   Dalla stampa risulta che l'offerta ha fatto discutere per alcuni giorni. Si è notato un "sì" obbligato da certi ambienti (si può rispondere NO ad una offerta generosa del Cardinale ?); un "NO, grazie" da altri ambienti, in qualche modo "concorrenziali"; taluna diffidenza per conclusioni forzate, rispetto alle citazioni aristoteliche, tomistiche, paoline, ... in premessa, o per contestazioni che   va superato il pregiudizio della contrapposizione tra pubblico e privato ... .( Direi, infatti, che è pacifico, oggi, che il pubblico e il privato sono di reciproca complementarietà).
   
2.  Una nostra proposta al Cardinale: approfondire, dentro il terzo settore, la possibilità di istituire, a Bologna, una seconda università.
 
  Della istituzione di una seconda università a Bologna, si parla da almeno 10 anni. E ci sono vari motivi:
  1) L'Alma Mater ha perduto circa 30.000 studenti (erano 120.000 all'inizio del Rettorato di Calzolari);
  2) Negli ultimi 3 anni ha dimesso anticipatamente almeno 400 professori ordinari, ancora in forma, in seguito alla cura dimagrante dei vari governi di Berlusconi.
  3) Ci sono sulla piazza 4000 ricercatori precari, la gran parte preparatissimi, ma dei quali pochi saranno ammessi alla carriera universitaria di ruolo.
   Ci sono, poi, alcune questioni di fondo:
   1) il collegamento tra ricerca scientifica universitaria e imprese è sempre stato difficile, a causa della rigidità della attuale università nel rapportarsi all'esterno, ma è cosa opportuna e necessaria;
   2) vive, con ostentazione, in alcuni settori dell'ateneo, una cosiddetta "ideologia" (parte di sinistra, parte di Curia) che riesce a catturare il consenso nei momenti elettorali, fino ad eleggere il Rettore. Tale è Ivano Dionigi, pur se nei comportamenti è risultato tutt'altro che di quella ideologia "mista", salvo per le forme di ossequio formale alla curia e al partito (va alla Festa dell'Unità, e non in silenzio).
 
    In queste condizioni,
che si direbbero propizie al grande salto, servirebbe un finanziatore (e dei locali), per far  partire la seconda università di Bologna. Si tratta di occupare spazi completamente liberi, ma con un rinnovato slancio teso:
-  a creare un rapporto vivo con il mondo industriale e culturale, e del lavoro;
-  a seguire una linea "laica", vale dire pariteticamente aperta alle varie istanze della società civile ed unicamente scientifica, sia umanistica sia tecnologica. Nino Luciani

  Certamente la municipalità – così come le altre istituzioni pubbliche – non è in grado di far rifiorire l’amicizia civile. In ragione della sua competenza specifica non è in possesso di mezzi adeguati a tale scopo. Ma essa deve riconoscere e promuovere quelle comunità nelle quali il carattere amicale dell’esistenza è favorito. In primo luogo la famiglia. Essa infatti non è solo un luogo di consumo. È sorgente di quei beni umani immateriali senza dei quali è impossibile l’amicizia civile.
    L’apostolo Paolo, sempre nella seconda lettura, non si limita a dire che «siamo un solo corpo», ma fa un’aggiunta decisiva: «in Cristo». Agostino aveva ragione quando scrisse: «il genere umano è … il più incline alla discordia per passione e il più socievole per natura» [De civitate Dei 12, 27, 1].
In questo contesto si comprende quale sia il primo servizio che la comunità cristiana può offrire alla città. Esso non consiste principalmente nell’offrire una dottrina morale; nell’essere portatrice di un’etica civile. Il primo servizio è introdurre nella nostra città la realtà di una vera comunione fra le persone; far accadere dentro alla nostra vita cittadina l’evento di una vera fraternità. «Voi non chiamate nessuno “Rabbì”, poiché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli» [Si può vedere la mia Omelia della Solennità di Pentecoste, dove ho sviluppato più a lungo questo tema].
Il primo e fondamentale servizio della comunità cristiana è pertanto la celebrazione dell’Eucarestia, sacramento della passione del Signore. «Colui che fu steso sulla croce» infatti «nel momento della morte è colui che unisce a sé ed armonizza ogni cosa, conducendo le diverse nature degli esseri ad un’unica cospirazione ed armonia» [S. Gregorio di Nissa, Oratio catechetica 32,61; GNO III/4,80].


2.     L’amicizia civile non basta. Non basta infatti evitare che il bene comune sia avvertito come meno “interessante” del proprio individuale profitto. L’amicizia civile deve generare il coinvolgimento operativo di tutti per il bene comune della nostra città, senza restringerlo dentro gli schemi utilitaristici, della legalità per la legalità, di ideologie astratte e false.
   Cari fratelli e sorelle, ciò che in questo momento tanto difficile anche per la nostra città è richiesto, è un vero e profondo cambiamento culturale, una vera e profonda trasformazione di mentalità. È a questo che ci invita la Parola di Dio: «Abbiamo… doni diversi secondo la grazia data a ciascuno».
   La conversione culturale, la trasformazione di mentalità ha un nome: si chiama sussidiarietà.
Cari fratelli e sorelle, se questa conversione accade, è l’architettura stessa della nostra cittadinanza, della nostra civile convivenza, che cambia profondamente. Non abbiamo forse il diritto di sperare che Bologna possa diventare un vero laboratorio sociale della sussidiarietà ? Altre volte essa si è mostrata capace di essere un vero laboratorio sociale. Non è certamente questo il luogo ed il contesto per sviluppare come meriterebbe questo tema. Mi limito ad un paio di riflessioni.
   La prima. Sussidiarietà significa che «tutte le società di ordine superiore devono porsi in atteggiamento di aiuto […], quindi di sostegno, promozione e sviluppo rispetto alle minori» [Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, 186]. Sussidiarietà significa corrispondentemente che il bene comune della nostra città è raggiunto solo mettendo assieme sui contenuti essenziali del medesimo bene municipalità, imprese, e la società civile organizzata nel cosiddetto terzo settore.
   Questa architettura sociale favorisce la responsabilità delle singole persone e dei gruppi sociali; impone ai tre soggetti suddetti di cooperare secondo la propria natura e la finalità propria. Né la municipalità, né l’impresa, né la società civile nel senso suddetto da sole, ossia considerate separatamente, possono rispondere in modo soddisfacente alle necessità della nostra città. Come dicevo, è una vera conversione culturale che solamente può rigenerarla.
   Non sarebbe forse utile che si istituisse un «Consiglio permanente per la sussidiarietà» che aiuti a progettare questa nuova architettura sociale di cui la nostra città ha così urgente bisogno?
   La seconda. Perché la nostra vita cittadina possa edificarsi secondo questo modello di sussidiarietà, dobbiamo abbandonare definitivamente due pregiudizi.
Il primo è costituito dalla contrapposizione tra pubblico e privato. È un vecchio pregiudizio ideologico, falso sul piano di dottrina della società, devastante sul piano pratico, e che la storia stessa si è già incaricata di condannare. Va pienamente riconosciuta la funzione sociale del privato: si pensi alla famiglia.
    Trattasi di un riconoscimento che non va pensato in termini di una conciliazione fra due ambiti della vita tendenzialmente confliggenti. Ma va pensato in termini di una armonia che vede pubblico e privato nella loro diversità, reciprocità e complementarietà.

   Il secondo è una concezione ancillare del rapporto della società civile colle istituzioni pubbliche. È una sorta di sussidiarietà rovesciata: imprese, società civile diventano semplicemente funzionali all’amministrazione, alla sua programmazione ed organizzazione.
    Cari amici, la nostra città non può rassegnarsi a gestire l’eredità passata. Essa sarà capace di costruire il nuovo, solo se vorrà veramente ripensare e riprogettare l’architettura spirituale della sua convivenza. È questo anche un grave dovere verso le nuove generazioni, che non possono essere private del loro diritto di sperare.
    Non lasciarci, Signore; non abbandonarci: illumina su questa città il tuo volto, e saremo salvi. Amen

 

Edizioni precedenti

Dalla Fondazione della Cassa dei Risparmi di ForlìENTE FINANZIATORE
(con SERINAR) DELL'UNIVERSITA' DI FORLI' e CESENA, mentre in CdA
prosegue ( 21 giugno) iter approvazione nuovo Statuto Ateneo di Bologna

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PierGiuseppe Dolcini

Mentre in CdA il prof. Gallina "ama" il progetto del Rettore,

il Presidente DOLCINI:

vede "segnali non incoraggianti nella bozza
del nuovo statuto, riguardo alla dimensione autonoma".

e chiede"UN  DECENTRAMENTO  AUTONOMISTICO".
e di "sfruttare" le opportunità della legge Gelmini
per i "decentramenti meritevoli e virtuosi"

   Nota. Nelle scorse settimane, docenti della Romagna avevano invocato:
   1) L'autonomia gestionale dei Campus (già Poli), nel rispetto delle norme istitutive del sistema Multicampus concordate con il MIUR;
   2) i Presidenti-Coordinatori dei Campus siano eletti (non "designati" dal Rettore) dai membri del Campus tra i Docenti incardinati.
   3) il Campus abbia un Dirigente amministrativo, l'autonomia di bilancio e il supporto amministrativo ai
Dipartimenti/ Facoltà della Romagna, senza vincoli da Dipartimenti di Bologna.
   4) Il ProRettore per le sedi decentrate della Romagna sia designato dal rettore "tra i presidenti-coordinatori" dei Campus.

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Dalla Corte di cassazione: stato di amministrazione della giustizia

 

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Inaugurazione dell'anno giudiziario 2011

RELAZIONE DEL PRIMO PRESIDENTE

Dr. Ernesto Lupo

  Nino Luciani. Per la riforma della "giustizia", la premessa è partire dalle proposte dei Magistrati.
   
Propongo ai Colleghi la relazione del Dr. E. LUPO, perchè mi è sembrata ( tra le relazioni ascoltate negli scorsi anni), incisiva ("tre parole", dirette al segno) e vera, quale espressione della situazione della giustizia in Italia.
   Emerge  che il nodo di base (tra tanti nodi) è quello della scopertura dell'organico. Non si va avanti perchè non c'è personale, e questo viene affermato con ragionamenti sicuramente fondati, perchè prendono a riferimento un organico minimale, (quello attuale), fatto per l'Italia di anni fa, quando la popolazione era minore di quella attuale, e non c'era la popolazione estera, sopravvenuta in questi anni. Peggio, a causa del blocco del turnover, non ci sarà una normale trasmissione delle competenze dai magistrati attuali ai giovani successori, e quindi peggiorerà la qualità dei futuri giudici.
  Tra i politici, all'inaugurazione ha parlato il Vice Presidente del Consiglio della Magistratura Michele Vietti, ed ha parlato il Ministro Angelino Alfano. Non è neppure il caso di riportare alcunchè del discorso del Ministro, tanto mi è sembrato balbettante, non so se per eccesso di inesperienza in confronto alle "spalle" dei Magistrati (ha parlato anche il Procuratore generale Dr. Vitaliano Esposito), o se (più probabilmente) per la limitatezza degli spazi che Berlusconi e Tremonti lasciano al giovane Ministro.
  Va anche detto che la spesa pubblica in Italia è pari al 52% del PIL, e dunque non c'è parola che possa giustificare la detta ristrettezza di personale, che i Governi (non da adesso) assegnano ad un settore  (la giustizia) che rientra tra i compiti fondamentali dello Stato (difesa, ordine pubblico, grandi infrastrutture), e che per questo è nata con lo Stato, già da millenni. Alla fine mi domando verso quale altra parte vadano i soldi dello Stato (ma su questo mi riservo uno studio, che farò, prima o poi), considerato che il 52% del PIL è veramente tanto.

   La relazione qui riportata è quella "letta" dal Primo Presidente. Chi volesse ulteriormente leggere, clicchi su:
           http://www.cortedicassazione.it/DocumentiPrimaPag/InaugurazioneAG/InaugurazioneAG.asp#

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

             Ernesto Lupo,  Relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2010
              Testo orale, in inaugurazione dell’anno giudiziario 2011, Roma, 28 gennaio 2011

..........
..........
2.- Lo stato dell’amministrazione della giustizia non differisce molto da quanto riportato nella Relazione dell’anno precedente.
    Va rilevata soprattutto la preoccupante situazione di scopertura dell’organico della magistratura, frutto in primo luogo dei ritardi con cui a partire dall’anno 2002 sono stati banditi i concorsi per l’ingresso di nuovi magistrati.
Gli effetti di tali ritardi non sono stati ancora superati dall’impegno dell’attuale Ministro, Angelino Alfano, che ha messo a concorso 713 posti, che si aggiungono ai 253 magistrati assunti nel 2010.
Nell’anno decorso vi sono stati 414 pensionamenti, di cui 227 anticipati rispetto al limite d’età e, perciò, presumibilmente favoriti dall’entrata in vigore delle misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria. (Sono andati in pensione anticipata ben 24 magistrati della Corte di cassazione e della Procura generale!).
Non meno preoccupante è il decennale blocco di assunzioni del personale amministrativo e tecnico: l’organico del personale, nell’arco di dieci anni, è passato da oltre 46.000 unità a poco più di 39.000 presenze.

3. - Tra i tanti problemi posti dalle corti d’appello ritengo che priorità assoluta debba essere data al tema dei tempi della giustizia. Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, nella risoluzione del 2 dicembre 2010, ha rivolto per l’ennesima volta la sua attenzione al nostro Paese per ribadire che i tempi eccessivi nell'amministrazione della giustizia italiana "un grave pericolo per il rispetto dello Stato di diritto, conducendo alla negazione dei diritti consacrati dalla Convenzione" europea dei diritti dell’uomo.
La durata media dei giudizi penali e, ancor più, dei giudizi civili supera notevolmente quella ritenuta ragionevole dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, come risulta dalle più precise informazioni che sono state fornite nelle parti IV e V della relazione scritta, in cui lo stato della giustizia è stato analizzato soprattutto sotto la prospettiva dei tempi della giustizia. La conseguenza è che, dall'entrata in vigore della c.d. legge Pinto, sono stati promossi dinanzi alle corti d'appello quasi 40.000 procedimenti camerali per l'equa riparazione dei danni derivanti dall'irragionevole durata del processo, con costi enormi per le finanze dello Stato, il quale, inoltre, ritarda nel pagamento degli indennizzi già liquidati in via giudiziale, tanto che, sempre nel mese scorso, la Corte di Strasburgo ha pronunziato 475 sentenze di condanna dell’Italia per ritardati pagamenti di indennizzi. La realizzazione di una durata ragionevole dei processi, secondo le concordi prescrizioni dell’art. 111 della Costituzione italiana, dell’art. 6 della CEDU e dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, è essenziale:
- per il rispetto di un diritto fondamentale di ogni persona, il diritto alla giustizia, che costituisce una sorta di precondizione per la tutela di ogni altro diritto, una sorta di "diritto ai propri diritti";
- per l’immagine dell’Italia nel panorama europeo e internazionale;
- per gli effetti sull’economia e sulla competitività internazionale del sistema Italia.
Il Presidente della Repubblica, nel discorso pronunciato il 20 dicembre scorso nell’incontro al Quirinale con le Alte Magistrature della Repubblica, ha rivolto una pressante sollecitazione ad un "nuovo spirito di condivisione", che conduca tutti "a individuare, fuori da ogni schema e contrapposizione pregiudiziale, i temi, le esigenze, le sfide ineludibili per qualsiasi soggetto rappresentativo responsabile".
Non intendiamo sottrarci a questo esercizio di responsabilità, a cui tutti siamo chiamati. Sul tema della crisi di complessiva efficienza che è il vero problema del nostro sistema giudiziario nessuno può chiamarsi fuori, limitandosi ad additare le colpe altrui. Tutte le istituzioni sono coinvolte e tutte debbono sentire come propria responsabilità, su ogni altra prevalente, l’esigenza di ridurre la durata dei processi civili e penali.
Vi è allora da chiedersi: cosa fare? La risposta è nella stessa risoluzione del Comitato dei Ministri del Consiglio di Europa il quale ha invitato l’Italia ad adottare "una strategia a medio e lungo termine" per risolvere "il problema strutturale" della durata dei processi "che esige un forte impegno politico".
Questa strategia ritengo che debba essere adottata attraverso l’elaborazione di un vero e proprio Piano per la durata ragionevole dei processi che impegni tutti i soggetti che hanno responsabilità nel sistema giudiziario e che prenda in considerazione, in modo organico, tutti i fattori che incidono sui tempi del processo.
Il Piano deve mirare a rendere compatibili, da un lato, l’entità complessiva della domanda di procedimenti giudiziari civili e penali e, dall’altro, la capacità dell’apparato di soddisfare tale domanda nei tempi che, in relazione ai vari tipi di procedimenti, sono stati specificamente indicati dalla Corte di Strasburgo. Se questi tempi vengono in concreto rispettati dalla gran parte degli altri 46 Stati che hanno aderito alla Convenzione sui diritti umani, questo risultato può e deve essere raggiunto anche dal nostro Paese.
Rispetto alla situazione attuale, e nell’immediato, l’obiettivo del Piano si deve concretizzare sia nel diminuire l’entità della domanda di procedimenti, sia nell’aumentare la capacità di risposta degli uffici giudiziari. Nella relazione scritta sono state date talune indicazioni per perseguire i detti obbiettivi, nell’intento di fornire un contributo agli organi politici competenti, ai quali il Consiglio di Europa ha chiesto "un forte impegno".

3.1. Per quanto riguarda la giustizia civile occorrono strumenti deflattivi della domanda. Merita consenso l’iniziativa governativa della mediazione realizzatasi con il d. lgs. 4 marzo 2010, n.28, in attuazione di orientamenti dell'Unione europea. E’ essenziale, pertanto, che si superino, prima dell’entrata in vigore del provvedimento (prevista per il 20 marzo 2011), le difficoltà applicative segnalate dal Consiglio nazionale forense.
Occorre, purtroppo, rilevare che la Pubblica Amministrazione, come parte in un numero elevato di controversie, non fornisce un apporto di tipo conciliativo, pure possibile di fronte ad indirizzi giurisprudenziali ormai consolidati, ma tende a riversare sulle pronunce giurisdizionali la soluzione di controversie che potrebbero essere, se non eliminate, quantomeno semplificate attraverso una fase conciliativa pre-contenziosa.
Come significativa eccezione può essere segnalato il comportamento dell’INPS che, coinvolto in circa 1.000.000 di cause civili pendenti (circa il 20% del totale), sta pervenendo, secondo quanto affermato di recente dal suo presidente, grazie a una più attenta vigilanza e a una migliore organizzazione interna dell’Istituto, a una drastica riduzione di quella che è stata efficacemente definita una "domanda drogata" di giustizia.
Più in generale, non si può ignorare un’anomalia che ci caratterizza rispetto ad altri Paesi: l’elevatissimo e crescente numero di avvocati. Secondo il rapporto della Commissione europea per l’efficacia della giustizia del Consiglio d'Europa dell’anno 2010, il rapporto giudici/avvocati, nel 2008, era in Italia di 32,4 avvocati per ogni giudice, in Francia di 8,2 e in Inghilterra di 5.
Anche nel rapporto avvocati/abitanti, l’Italia surclassa la Francia con 332 avvocati per 100.000 abitanti, contro 75,8 della Francia.

3.2. Nel settore della giustizia penale l’afflusso di procedimenti è necessariamente correlato al numero dei reati commessi. Si impone, allora, un restringimento dell’area degli illeciti penali, mediante il proseguimento della politica di depenalizzazione, che non ha più visto interventi organici dopo il d. lgs. 30 dicembre 1999, n. 507: non esiste sistema processuale che possa far fronte in tempi ragionevoli all’abnorme numero di fatti che sono considerati reati nel nostro ordinamento.
Per quanto riguarda il processo penale, nella relazione scritta vengono individuati diversi fattori di rallentamento del corso della giustizia, alcuni di tipo normativo, altri di tipo culturale, che si concretano in prassi distorte dell’uso di strumenti processuali.
Con riferimento ad auspicabili interventi normativi, mi limito qui a indicare il processo contumaciale, che, com’è emerso da molte annotazioni provenienti dai distretti, continua a rappresentare una delle più rilevanti cause di ritardo dei procedimenti penali. Si è perciò proposta una riforma dell’istituto – la sospensione dei procedimenti nei confronti degli irreperibili che conseguirebbe un duplice obiettivo:
- innanzitutto, di evitare la trattazione di processi molto spesso destinati a essere prolungati a seguito del meccanismo della restituzione in termini (oggi ormai praticamente inevitabile per gli irreperibili), riducendo così lo spreco di risorse giudiziarie inutilmente impiegate;
- conformare, poi, il nostro sistema processuale ai principi della CEDU. Al di là dei temi affrontati e degli interventi proposti, mi preme osservare che dotarsi di un piano per la durata ragionevole dei processi non comporta che debba precedersi alla sua realizzazione operando contemporaneamente tutte le innovazioni ritenute necessarie, ma significa soprattutto cambiare metodo nello studio e nella realizzazione di tutti gli interventi legislativi e strutturali futuri. Occorre prestare la massima attenzione agli effetti che ogni innovazione può avere sulla durata dei giudizi.
E’ necessario sempre ricercare quel giusto equilibrio tra diritti delle parti ed esigenze di funzionalità del processo che Vittorio Grevi al quale va il mio commosso ricordo ha posto, specie negli ultimi tempi, al centro della sua riflessione scientifica e del suo impegno civile.

4.  In relazione agli obiettivi del piano strategico è bene precisare che l’inefficienza del sistema giustizia non dipende dall’assetto ordinamentale e dall’equilibrio dei poteri delineato dalla Costituzione repubblicana, concretamente realizzato a partire dall’istituzione della Corte costituzionale e del Consiglio superiore della magistratura. Questi organi, nei rispettivi ambiti di competenza, hanno costituito e costituiscono componenti fondamentali per la connotazione della Repubblica come Stato costituzionale di diritto.
Chiunque abbia dimestichezza con le istituzioni di altri paesi sa che il modello ordinamentale italiano costituisce un punto di riferimento nel mondo. Nel panorama internazionale prescindendo dal sistema professionale anglosassone, derivante da tradizioni secolari del tutto peculiari si contrappongono due modelli ordinamentali: quello gerarchico-piramidale di discendenza napoleonica e quello italiano, noto come modello orizzontale, caratterizzato dalla pari dignità di tutte le funzioni, dal governo autonomo della giurisdizione, dall’indipendenza del Pubblico Ministero dall’influenza del potere esecutivo, principi di cui è garante il Consiglio superiore della magistratura.
Questo modello orizzontale ha meritato al sistema italiano grande attenzione in ambito internazionale, come risulta dai tanti atti ufficiali adottati nell’ambito delle Nazioni Unite e del Consiglio di Europa (alcuni dei quali recentissimi) che sono stati citati nella relazione scritta.
Da tali documenti emerge la considerazione che in campo internazionale si ha per il sistema di equilibrio di poteri realizzato nel nostro Paese, in attuazione del disegno che i nostri saggi Padri Costituenti tracciarono per costruire uno Stato costituzionale di diritto, in cui nessun potere è assoluto, neppure il potere del popolo, che la sovranità "esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".
Di quel delicato equilibrio che merita di essere salvaguardato e tutelato perché è elemento decisivo della democrazia costituzionale e ha garantito la vita democratica del nostro Paese è parte essenziale il principio di legalità come indefettibile connotato dell’esercizio di ogni potere.
Come ha reiteratamente affermato la Corte costituzionale, il principio di legalità, in un sistema fondato sul principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, non può essere salvaguardato se non attraverso l'obbligatorietà dell'azione penale, principio che costituisce "il punto di convergenza di un complesso di principi basilari del sistema costituzionale, talché il suo venir meno ne altererebbe l'assetto complessivo".
L’indipendenza garantita da questo modello ordinamentale ai magistrati ha permesso al sistema di giustizia di affermare il primato della legalità nell’esercizio del potere politico, amministrativo ed economico, a prescindere dalle variabili e contingenti maggioranze politiche.
L’esercizio di tali rilevanti compiti da parte di giudici e pubblici ministeri, garantiti da uno statuto di indipendenza, richiede piena consapevolezza del ruolo proprio della giurisdizione, elevata qualificazione e competenza professionale, rispetto delle regole deontologiche, massima attenzione alle ragioni degli altri, costume di sobrietà e di rigore istituzionale e professionale.
La collettività, per potere nutrire fiducia nell’istituzione giudiziaria, deve poter apprezzare tutte queste qualità in ogni magistrato, dal Primo Presidente della Corte di cassazione al più giovane giudice che inizia la sua attività nella più piccola sezione distaccata di tribunale. In un sistema democratico, fondato sul bilanciamento dei poteri con pesi e contrappesi, anche l’esercizio dell’attività giudiziaria e giurisdizionale è liberamente valutabile, ma va ribadito che i processi (civili, penali, disciplinari) si svolgono nelle sedi proprie, dinanzi agli organi giurisdizionali, e che il sistema processuale assicura le più ampie facoltà di ricorso e d’impugnazione, a garanzia della compiuta applicazione delle norme di diritto sostanziale e della piena osservanza delle regole procedimentali.

5. L’ultima parte della relazione è dedicata alla situazione della Corte di cassazione.
Qualunque valutazione sull’andamento dell’attività giudiziaria svolta presso la Corte nel 2010 non può ignorare la gravissima situazione di vacanze nell’organico dei magistrati, che si protrae ormai da tempo e si è aggravata nell’ultimo anno.
L’organico dei magistrati risulta oggi scoperto del 26%.
La scopertura del personale amministrativo, che era dell’8,74% nel 2009, è aumentata nel 2010 al 13,44%.
Questa situazione di minori risorse personali si è unita a un aumento sensibile delle sopravvenienze dei ricorsi. Nel 2010 sono stati presentati: 30.382 ricorsi civili (incremento del 7% rispetto al 2009), 51.137 ricorsi penali (incremento del 9%).
Affluiscono alla Corte, in media, 320 ricorsi in ogni giornata lavorativa. Si tratta di numeri che non trovano corrispondenza in alcun’altra Corte di legittimità e che costituiscono un’assoluta anomalia della giustizia italiana (un unicum nel panorama europeo !).
E’ perciò indifferibile l’adozione di provvedimenti volti a ridurre l’afflusso di procedimenti in Cassazione, che non può essere trasformata da Corte suprema, garante dei diritti, della legalità e dell’uniforme applicazione del diritto, in un "sentenzificio" di scadente qualità.
Lo richiede il decoro della Corte come istituzione, la dignità professionale dei magistrati e degli avvocati che vi operano e, soprattutto, il rispetto dei diritti dei cittadini che rivolgono al massimo organo della giurisdizione domande di giustizia.
Nonostante l’enorme carico di lavoro, va segnalato che la Cassazione penale riesce a mantenere tempi ragionevoli – quasi un’oasi nel deserto della lentezza della giustizia italiana – giacché la durata media per la definizione dei ricorsi penali è di circa 7 mesi.
Ben diversi sono i tempi di definizione dei ricorsi civili: 35 mesi, diminuiti peraltro rispetto al 2009 (37 mesi).
Il futuro della Cassazione civile dipenderà dal funzionamento della Sesta sezione prevista dalla legge n.69/2009, che ha introdotto un filtro interno per la cui operatività è stato messo in opera un apposito sistema informatico. La nuova organizzazione è ancora in fase iniziale, ma il giudizio che va espresso sul filtro dei ricorsi civili è di cauto ottimismo: esso potrà consentire di selezionare e portare a rapida decisione i ricorsi che pongono questioni di notevole importanza sociale o economica; potrà anche favorire l’applicazione costante dei principi giuridici in precedenza enunciati dalla stessa Corte.
Malgrado la diminuzione nel 2010 dei procedimenti definiti, la produttività media dei consiglieri è aumentata del 2,8% nel settore civile e dell’1,6% nel penale. Tale dato sta a dimostrare che la diminuzione delle definizioni nel 2010 non è dipesa da una minore produttività dei magistrati, che hanno anzi incrementato il loro impegno in termini assoluti e percentuali, ma da un sensibile aumento delle scoperture e da una conseguente riduzione del numero dei magistrati impegnati nella trattazione delle cause.
In questa situazione non si può aggravare ulteriormente l’impegno e la disponibilità individuale dei consiglieri.
L’obiettivo perseguibile è che i magistrati della Corte lavorino non di più, ma meglio. Una più alta produttività della Corte nel suo complesso è conseguibile attraverso una migliore organizzazione e una più efficiente informatizzazione dei servizi, verso cui è stato orientato il programma della Prima Presidenza fin dall’atto del mio insediamento.
In tale direzione si sono indirizzati i primi interventi della Presidenza:
a) una nuova struttura del Segretariato generale, configurato come centro di coordinamento dell’organizzazione complessiva della Corte;
b) un progetto per la progressiva riduzione dell’arretrato civile (in alcune sezioni sono ancora pendenti ricorsi presentati nel 20052006);
c) l’istituzione di un ufficio per il procedimento preparatorio delle decisioni dei ricorsi delle Sezioni unite civili: si è, tra l’altro, prevista (e già iniziata ad attuare) la diffusione delle ordinanze di rimessione alle Sezioni unite, al fine di provocare sulle relative questioni un dibattito nella dottrina e nel foro, prima della decisione della Corte;
d) l’elaborazione di una bozza di provvedimento sulla previsione di "motivazioni semplificate" civili, previa deliberazione collegiale, nei casi in cui il motivo di ricorso prospetti soltanto un vizio di motivazione ovvero una questione giuridica già decisa e meritevole di essere confermata.
L’innovazione, attualmente oggetto di discussione all’interno e all’esterno della Corte, è coerente con l’orientamento della legge n. 69/2009 e segue le riflessioni che, già nel 1989, elaborò il mio predecessore Antonio Brancaccio, la cui lunga ed efficace presidenza della Corte costituisce un modello per la mia azione.
Per quanto riguarda, infine, il sistema informatico della Corte, la necessità di un intervento di riorganizzazione è stata affermata dal CSM con delibera del 28 luglio 2010, che ha criticato l’assetto dato al Centro Elettronico di Documentazione in anni recenti.
Per una valutazione attenta delle critiche e dei possibili miglioramenti ho istituito un gruppo di lavoro che ha concluso nei giorni scorsi la propria attività e consegnato una relazione ove sono proposte linee d’intervento. Nelle prossime settimane saranno predisposti gli schemi degli opportuni provvedimenti riorganizzativi, da sottoporre alla valutazione di tutte le componenti che hanno partecipato al gruppo di lavoro. 14

6.
Questa apertura dell’anno giudiziario cade in una fase particolarmente delicata e critica della vita del nostro Paese, in cui sembrano prevalere contrapposizioni, frammentazioni e interessi settoriali, mentre è necessario fortificare il senso della dimensione comune e della coesione collettiva, come presupposto per uscire dalle difficoltà che l’Italia vive. Nella relazione ho tentato di offrire in nome dei magistrati di questa Corte un contributo di razionalità da immettere nel dibattito pubblico e istituzionale, che nasce dall’esperienza di un lungo esercizio di funzioni giurisdizionali, esperienza che identifica nell’effettività del principio di legalità, inteso in tutta la sua ricchezza costituzionale, la precondizione della libertà e del rilancio economico, sociale e morale del paese.
Per quanto ci compete, assicuriamo … che i magistrati continueranno ad adempiere alle loro funzioni con serenità e con impegno, fedeli al modello di giudice che efficacemente un nostro filosofo del diritto ha delineato come proprio dello Stato democratico costituzionale: "un giudice capace, per la sua indipendenza, di assolvere un cittadino in mancanza di prove della sua colpevolezza, anche quando il sovrano o la pubblica opinione ne chiedono la condanna, e di condannarlo in presenza di prove anche quando i medesimi poteri ne vorrebbero l'assoluzione". ERNESTO LUPO

 

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