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Keys:
ricerca scientifica, didattica, leggi universitarie, miur, studenti, diritto allo studio,
moneta, banche, economia, finanza, bilancio, conferenza |
In margine al DL 6 luglio 2011, sui limiti
minimi
al numero degli alunni per Preside, nelle scuole di II grado |

Cinzia Bocaccini
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Mentre l'Università si interroga sulla
Scuola di II grado del "dopo riforme" Gelmini
Cinzia Boccaccini*, E' questa la scuola che vogliamo ?
* Professoressa
di "Latino e Materie Letterarie", Liceo Classico
"Ariosto" di Ferrara
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Nota. Le riforme dell'ex-ministro Gelmini
hanno impresso grandi mutamenti nella scuola italiana, anche danni incalcolabili, quando
conseguenza di affrettate riforme organizzative, motivate dai tagli finanziari dall'alto,
del Ministero.
In questo articolo viene ripresa quella parte che riguarda la soppressione
delle Presidenze di scuole aventi un numero di alunni inferiore ad una determinata soglia
e, indirettamente, la soppressione dei centri scolastici, relativamente minori.
A parte questioni relative alla qualità dei mega plessi scolastici, al fatto
che il Preside di un Liceo non è "qualificato" per un Istituto tecnico e al
fatto che i Presidi hanno dei limiti umani alla quanità del lavoro, dovrebbe essere
evidente al Miur che la dimensione ottimale, di riferimento, delle scuole deve tener conto
sia del costo della scuola in senso stretto, sia del
costo del trasporto degli alunni e docenti per accedere alla scuola.
Il territorio del Delta del Po (kmq 893) è una delle vittime di questo modo
di fare: nel senso che la centralizzazione dei plessi scolastici ha già determinato
grandi costi di trasporto alle aziende pubbliche di trasporto e grandi sofferenze umane ai
giovani, troppo tempo sulla strada anzichè ai tavoli di studio, dopo le ore di lezione.
Ricordo, già di tre anni fa, il dissesto finanziario dell'azienda pubblica provinciale di
trasporto, poi incorporata in altra, solo per non farla fallire.NL |
La legge di riferimento:
D.L. 6 luglio 2011 n. 98,
come modificato dalla legge
di stabilità n. 148 del 2011 Art.
19, c. 4. Per garantire un processo di continuità didattica nell'ambito dello
stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012 la scuola
dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in
istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche
autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di I grado;
gli istituti compresivi per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno
1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni
montani, nelle aree geografìche caratterizzate da specificità linguistiche.
Art. 19, c. 5. Alle istituzioni scolastiche autonome costituite
con un numero di alunni inferiore a 600 unità, ridotto fino a 400 per le istituzioni site
nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografìche caratterizzate da
specificità linguistiche, non possono essere assegnati dirigenti scolastici con incarico
a tempo indeterminato. Le stesse sono conferite in reggenza a dirigenti scolastici con
incarico su altre istituzioni scolastiche autonome. |
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Cinzia Boccaccini, E' questa
la scuola che vogliamo ?
L'istruzione non è questione di numeri. E' questo che dai piani alti non si
vuole capire.
Chi decide, del resto, in genere non appartiene al mondo della scuola e non
lo conosce se non per essere stato studente, non ha mai insegnato ad una classe, non si è
mai trovato alle prese con le difficoltà connesse con la gestione della didattica, degli
studenti, della struttura scolastica e di tutto ciò che la riguarda.
E come può chi non ha una conoscenza delle dinamiche scolastiche
prendere delle decisioni adeguate in merito? Il governo si affanna a parlare di conti e
della necessità di tagli. La domanda che sorge però, spontanea, a fronte di questo è :
- perchè tagliare in campi fondamentali come sanità e istruzione e non
intervenire piuttosto, per esempio, sui famigerati costi della politica?
Ciò rende evidente che chi dovrebbe mettere se stesso al servizio della
comunità fa invece proprio l'operazione contraria !
Il problema ha raggiunto il picco con le ultime indicazioni della legge
Gelmini che sta operando su diversi piani: studenti, docenti, personale tecnico e
amministrativo.
E allora ecco classi da 30 studenti e oltre, riduzione conseguente del
corpo insegnanti e tagli in campo amministrativo. Con quali conseguenze?
Solo chi ha avuto esperienza di insegnamento conosce le difficoltà di
gestire classi tanto numerose: stare al passo di tutti, correggere compiti, fare
interrogazioni ecc. Alla fine ne risente la didattica e il livello dell'insegnamento non
può, conseguentemente, che abbassarsi.
Ma è questa la scuola che vogliamo? Una scuola di qualità invece paga
sempre, come dimostrano i casi di India e Cina, Paesi in forte sviluppo che
sull'istruzione hanno puntato. Non si vedranno forse frutti immediati, anzi i tagli
operati negli ultimi tempi dal governo italiano avranno certo una ricaduta positiva in un
primo momento sui conti pubblici, ma alla lunga non potrà che registrarsi un abbassamento
di livello di conoscenze e competenze con effetti negativi per tutto il Paese e in tutti i
campi.
Per non parlare dell'infausta manovra varata a luglio che prevede la
riduzione poderosa delle piccole scuole ed elimina gli istituti con un numero di studenti
inferiore alle 500 unità e per la quale è stato addirittura proposto un ulteriore
ritocco che nelle intenzioni doveva portare il numero a 600 studenti.
Una ulteriore aberrazione che si propone di ridurre il numero dei
dirigenti scolastici e i loro costi, ma che non potrà che avere ripercussioni pesanti su
molti istituti. Un caso emblematico nel territorio di Ferrara è, ad esempio, quello
dell'Istituto "Remo Brindisi" di Lido degli Estensi. Da sempre considerata una
"scuola di confine", quella degli Estensi ha perso nell'ultimo anno la reggenza
ed è stata unito all'Istituto Guido Monaco di Pomposa di Codigoro, con cui condivide oggi
la dirigente scolastica. |
Ebbene già in passato l'istituto si è
trovato alle prese con una dirigenza condivisa a scapito della qualità e
dell'organizzazione e alle prese con grandissime difficoltà .
Sono stati anni difficili, a cui si sperava fosse stata posta la parola
fine.
E invece ora ci si trova di nuovo alle prese con una reggenza unica.
L'istituto di Lido degli Estensi ha delle proprie specificità sia per la posizione
geografica sia per la struttura della scuola che prevede un'offerta formativa articolata e
varia (Liceo linguistico, istituto alberghiero, IPSIA) e necessita di una conoscenza
approfondita per la gestione e della presenza costante di un dirigente scolastico. Sarebbe
uno spreco?
Qualcuno potrebbe anche pensarlo, ma non di questo si sta parlando,
nessuno è favorevole agli sprechi. A livello di governo si ritiene forse che non ci sia
soluzione alternativa, ma ogni realtà va valutata il più possibile in se stessa e, se
interventi si debbono fare, vanno certamente ragionati e previsti in altra direzione.
Ci sono possibilità di ridurre gli attuali costi della scuola? La
risposta è sicuramente affermativa, ma deve essere salvaguardato l'insegnamento, la
crescita degli studenti, che sono il nostro futuro e che solo ben formati, ben preparati e
seguiti potranno in futuro gestire i nostri territori locali e la nostra Italia in
generale in maniera più adeguata.
Il messaggio che il Governo Berlusconi ha trasmesso in questo modo è
invece quello che nel valore dell'istruzione non ci si crede più, ma la storia e la vita
dimostrano che educazione e istruzione sono basilari per la vita sociale e per lo sviluppo
dell'individuo in se stesso e come cittadino. CB |
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Giorgio Cantelli Forti
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A Giorgio Cantelli Forti la medaglia d'oro
del Presidente della Repubblica 18 ottobre 2011* |
La medaglia è stata consegnata al Professore dal Ministro Carfagna.
Il riconoscimento era stato consegnato al professore, domenica 23 ottobre al
Teatro Novelli di Rimini, nel corso della 42° edizione delle Giornate internazionali di
studio del Centro Internazionale Pio Manzù**.
Innovazione e ricerca nelle scienze della vita costituiscono un
caposaldo della crescita economica e sociale delle nazioni. Questo il punto di partenza
che ha dato origine alla motivazione con la quale il Comitato scientifico internazionale
del Centro Pio Manzù ha deciso di conferire la prestigiosa medaglia al docente di
farmacologia e farmacoterapia dellAlma Mater.
Nella motivazione del Comitato Scientifico del Centro,
il professore è "personalità di riferimento nel pianeta della farmacologia italiana
e internazionale. Di questa scienza ha tracciato uno dei solchi più importanti, seminando
sapere attraverso 661 pubblicazioni su riviste internazionali.
Dalla metà degli anni 80 fino ad oggi, il suo percorso
accademico si dipana attraverso incarichi via, via più prestigiosi sino ad assumere il
rilevante impegno presso il polo riminese.
Allo scienziato e al docente il Centro Pio Manzù ha porto doveroso
omaggio, specchiandosi nella vocazione comune alla ricerca che è linfa del progresso
civile e con ciò celebrandone il prestigio attraverso lassegnazione della medaglia
doro del Presidente della Repubblica italiana".
______________________________________
* Fonte: Unibo Magazine
** Il Centro Internazionale Ricerche Pio Manzù è un organismo in status
consultivo generale con le Nazioni Unite che opera per lapprofondimento dei temi
economici e scientifici di interesse cruciale per il futuro dellumanità.
PUBBLICAZIONI di
GIORGIO CANTELLI FORTI
Fimognari C., Lenzi M., Cantelli-Forti G., Hrelia P., Induction of
differentiation in human promyelocytic cells by the isothiocyanate sulforaphane.,
«IN VIVO», 2008, 22(3), pp. 317 - 320 [articolo]
ANGELINI S., KUMAR R., CARBONE F., BERMEJO J.L., MAFFEI F., CANTELLI FORTI G.,
HEMMINKI K., HRELIA P., Inherited susceptibility to bleomycin-induced micronuclei:
Correlating polymorphisms in GSTT1, GSTM1 and DNA repair genes with mutagen sensitivity,
«MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2008, 638, pp.
90 - 97 [articolo]
MAFFEI F., CARBONE F., ANGELINI S., CANTELLI FORTI G., NORPPA H., HRELIA P., Micronuclei
frequency induced by bleomycin in human peripheral lymphocytes: Correlating BLHX
polymorphism with mutagen sensitivity, «MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR
MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2008, 639, pp. 20 - 26 [articolo]
A.Tarozzi, F. Morroni, A. Merlicco, C. Angeloni, S. Hrelia, G. Cantelli Forti,
P. Hrelia, Neuroprotective effects of sulforaphane in an in vitro model of
Parkinsons disease, in: , Oxidants and Antioxidants in Biology, s.l, s.n, 2008,
pp. 124 (atti di: A Meeting of the Oxygen Club of California, Santa Barbara (CA-USA),
12-15 marzo 2008) [atti di convegno-abstract]
Brevetto n. RM2007A000668, Associazione tra un isotiocianato e levodopa per
il trattamento della malattia di Parkinson.
Fimognari C., Lenzi M., Sciuscio D., Cantelli-Forti G., Hrelia P., Cell-cycle
specificity of sulforaphane-mediated apoptosis in Jurkat T-leukemia cells., «IN
VIVO», 2007, 21, pp. 377 - 380 [articolo]
Fimognari C., Lenzi M., Sciuscio D., Cantelli Forti G., Hrelia P., Combination
of doxorubicin and sulforaphane for reversing doxorubicin-resistant phenotype in mouse
fibroblasts with p53Ser220 mutation., «ANNALS OF THE NEW YORK ACADEMY OF SCIENCES»,
2007, 1095, pp. 62 - 69 [articolo]
L. Marabini, S. Frigerio, E. Chiesara, F. Maffei, G. Cantelli Forti, P. Hrelia,
AM. Buschini, A. Martino, P. Poli, C. Rossi, S. Radice., In vitro cytotoxicity and
genotoxicity of chlorinated drinking waters sampled alomg the distribution system of two
municipal networks, «MUTATION RESEARCH. GENETIC TOXICOLOGY AND ENVIRONMENTAL
MUTAGENESIS», 2007, 634, pp. 1 - 13 [articolo]
A. Tarozzi, F. Morroni, S. Hrelia, C. Angeloni, A. Marchesi, G. Cantelli Forti,
P. Hrelia, Neuroprotective effects of anthocyanins and their in vivo metabolites in
SH-SY5Y cells., «NEUROSCIENCE LETTERS», 2007, 424, pp. 36 - 40 [articolo]
Sapone A., Gustavino B., Monfrinotti M., Canistro D., Broccoli M., Pozzetti L.,
Affatato A., Valgimigli L., Cantelli Forti G., Pedulli G.F., Biagi G.L., Abdel-Rahman
S.Z., Paolini M., Perturbation of cytochrome P450, generation of oxidative stress and
induction of DNA damage in Cyprinus carpio exposed in situ to potable surface water.,
«MUTATION RESEARCH. GENETIC TOXICOLOGY AND ENVIRONMENTAL MUTAGENESIS», 2007, 626, pp.
143 - 154 [articolo]
HRELIA P., ANGELINI S., MARTINELLI G., CANTELLI FORTI G., Polimorfismi
genetici come determinanti della risposta farmacologica ad Imatinib., «FARMACI &
TERAPIA», 2007, XXIV (suppl. 1), pp. 38 (atti di: 24° Congresso Nazionale della Società
Italiana di Chemioterapia, Verona25-28 Novembre 2007) [atti di convegno-abstract]
Maffei F, Tarozzi A, Carbone F, Marchesi A, Hrelia S, Angeloni C, Cantelli Forti
G, Hrelia P., Relevance of apple consumption for protection against oxidative damage
induced by hydrogen peroxide in human lymphocytes., «BRITISH JOURNAL OF NUTRITION»,
2007, 97, pp. 921 - 927 [articolo]
CANTELLI FORTI G., ZOTTI C.A., Risposte tossiche del sistema oculare e
visivo, in: , Casarett and Doull's Tossicologia. I fondamenti dell'azione delle
sostanze tossiche, ROMA, E.M.S.I. Ed. Mediche Scientifiche Internazionali, 2007, pp. 591 -
623 [capitolo di libro (traduzione)]
P. HRELIA, A. TAROZZI, F. MORRONI, A. MERLICCO, C. ANGELONI, S. HRELIA, G.
CANTELLI FORTI, Sulforaphane counteracts oxidative stress induced apoptosis in human
neuronal cells, in: , Proceedings of the International Congress of Toxicology , s.l,
s.n, 2007, pp. 181 (atti di: ICT XI - International Congress of Toxicology, Montreal,
Canada, 15-19 luglio 2007) [atti di convegno-abstract]
Biagi P.L., Hrelia S., Hrelia P., Festi D., Cantelli Forti G., "Alimentazione
e salute: Strategie nutrizionali per la prevenzione delle malattie. 19 gennaio 2006
- Oratorio San Filippo Neri Via Manzoni, 5 - Bologna., 2006.
[ideazione/progettazione di manifestazione]
Coordinamento del progetto: Analisi di biomarcatori di esposizione, effetto
e suscettibilità per la valutazione del rischio in popolazioni esposte a xenobiotici.
Studio dei polimorfismi genetici degli enzimi coinvolti nel metabolismo dei farmaci.
Valutazione del rischio tossicologico da esposizione a contaminanti alimentari e
ambientali..
A. Tarozzi, S. Hrelia, C. Angeloni, F. Morroni, P.L. Biagi, M. Guardigli, G.
Cantelli Forti, P. Hrelia, Antioxidant effectiveness of organically and non
organically grown red oranges in cell culture systems, «EUROPEAN JOURNAL OF
NUTRITION», 2006, 45, pp. 152 - 158 [articolo]
Maffei F., Angelini S., Carbone F., Cantelli Forti G., Kumar R., Hemminki K.,
Violante F.S., Hrelia P., Biomarcatori genetici e di suscettibilità per la
valutazione del rischio da benzene ambientale in agenti di polizia., in: , ISTISAN
Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 44 (atti di: XIV Congresso
Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di
convegno-abstract]
R. Mandrioli, F. Bugamelli, C. Baccini, M. Conti, G. Cantelli Forti, M.A. Raggi,
Dosaggio di ecstasy, amfetamine e cannabinoidi in fluidi biologici, in: , ISTISAN
Congressi - XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, ROMA,
IStituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 122 (atti di: XIV Congresso Nazionale SITOX
(Società Italiana di Tossicologia), Roma, 6-9 Febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]
Morroni F., Tarozzi A., Cantelli Forti G., Hrelia P., Effetti antiapoptotici
e antiossidanti della cianidina-3-O-beta-glucopiranoside e del suo aglicone in una linea
neuronale umana., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006,
pp. 238 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma,
6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]
Sciuscio D., Fimognari C., Cantelli Forti G., Hrelia P., Effetti citostatici
e citotossici dell'isotiocianato sulforafane su linee cellulari caratterizzate da un
diverso status molecolare del gene P53., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto
Superiore di Sanità, 2006, pp. 247 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società
Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]
Marchesi A., Tarozzi A., Cantelli Forti G., Hrelia P., Effetti della
cianidina-3-O-beta-glucopiranoside sul danno cellulare indotto dai raggi UVA in
cheratinociti in coltura., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di
Sanità, 2006, pp. 237 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di
Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]
Lenzi M., Fimognari C., Cantelli Forti G., Hrelia P., Effetti sul ciclo
cellulare e induzione di apoptosi dell'isotiocianato sulforafane su colture di cellule
T-linfoblastoidi., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità,
2006, pp. 234 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia,
Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]
CANTELLI FORTI G., Effetti tossici e meccanismi di azione delle micotossine.,
in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 13 (atti di: 2°
Congresso Nazionale "Le micotossine nella filiera agro-alimentare", Roma, 16-18
Ottobre 2006) [atti di convegno-abstract]
Affatato A.A., Cantelli Forti G., Abdel-Rahman S.Z., Legator M.S., Effetto
dei polimorfismi del gene XPD sul danno genotossico basale e indotto dalla nitrosamina
tabacco-specifica NNK, in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità,
2006, pp. 217 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia,
Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]
Mandrioli R., Cantelli Forti G., Raggi M.A., Fluoxetine metabolism and
pharmacological interactions: the role of cytochrome p450., «CURRENT DRUG
METABOLISM», 2006, 7, pp. 127 - 133 [articolo]
G. Cantelli Forti, S. Hrelia, I farma-alimenti: attività farmacologica dei
componenti nutraceutici., in: , Atti del I Congresso Nazionale Associazione
Ricercatori Nutrizione e Alimenti (ARNA), BOLOGNA, s.n, 2006, pp. 112 (atti di: ARNA - I
Congresso nazionale, Bologna, 23-25 marzo 2006) [atti di convegno-abstract]
Fimognari C., Lenzi M., Cantelli-Forti G., Hrelia P., Isothiocyanates as
promising chemopreventive and antioxidant agents, in: , New developments in
antioxidants research, NEW YORK, Nova Science Publisher, 2006, pp. 43 - 59 (Nova
Biomedical) [capitolo di libro]
A. SAPONE, M. TORRETTA, L. VALGIMIGLI, D. CANISTRO, M. BROCCOLI, G.L. BIAGI, G.
CANTELLI-FORTI, S. TRESPIDI, A. LIMIDO, G. STEFANO, E. VERNA, I. CAICO, S. GHIRINGHELLI,
S. PRAVASOLI, J.A. SALERNO-URIARTE, M. PAOLINI, Levosimendan e stress ossidativo,
in: , Atti del XIV Congresso Nazionale della Societa Italiana Tossicologia , s.l,
s.n, 2006, pp. 278 (atti di: XIV Congresso Nazionale della Societa Italiana
Tossicologia, Istituto Superiore di Sanità, Roma, 6-9 Febbraio 2006) [atti di
convegno-abstract]
CANTELLI FORTI G., MAFFEI F., Micotossine: aspetti tossicologici, in:
ACCADEMIA DEI GEORGOFILI, Micotossine e Alimentazione umana e zootecnica, FIRENZE,
Accademia dei Georgofili, 2006, pp. 127 - 139 (I Georgofili - Quaderni) [capitolo di
libro]
CANTELLI FORTI G., TOFFANO G., Molecular Approaches to Neuronal
Regeneration: Opportunities in Neurodegenerative Diseases, Bologna, 27 Ottobre 2006,
Oratorio San Filippo Neri, Via Manzoni 5, 2006. [ideazione/progettazione di
manifestazione]
TORRETTA M., A. SAPONE, A. LIMIDO, L. VALGIMIGLI, G.L. BIAGI, G. CANTELLI FORTI,
M. PAOLINI, J.A. SALERNO-URIARTE, Oxidative stress status and levosimendan in acute
heart failure., «ACUTE CARDIAC CARE», 2006, 8, pp. 103 (atti di: Acute Cardiac Care
Congress, Prague21-24 October 2006) [atti di convegno-abstract]
Angelini S., Carbone F., Kumar R., Maffei F., Cantelli Forti G., Hemminki K.,
Hrelia P., Polimorfismi in geni dei sistemi di riparazione del DNA, genotossicità e
radiosensibilità., in: , ISTISAN Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità,
2006, pp. 218 (atti di: XVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia,
Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di convegno-abstract]
Carbone F., Maffei F., Tarozzi A., Hrelia S., Marchesi A., Cantelli Forti G.,
Hrelia P., Potenziale azione protettiva e antiossidante delle mele nei confronti del
danno genetico indotto dal perossido di idrogeno in linfociti umani., in: , ISTISAN
Congressi, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2006, pp. 224 (atti di: XIV Congresso
Nazionale della Società Italiana di Tossicologia, Roma, 6-9 febbraio 2006) [atti di
convegno-abstract]
C. Sabbioni, A. Ferranti, F. Bugamelli, G. Cantelli Forti, M.A. Raggi, Simultaneous
HPLC analysis of glycyrrhizin and glycyrrhetic acid in licorice roots and confectionery
products, «PHYTOCHEMICAL ANALYSIS», 2006, 17, pp. 25 - 31 [articolo]
Fimognari C., Nuesse M., Lenzi M., Sciuscio D., Cantelli-Forti G., Hrelia P., Sulforaphane
increases the efficacy of doxorubicin in mouse fibroblasts characterized by p53 mutations.,
«MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2006, 601, pp.
92 - 101 [articolo]
FIMOGNARI C.; SANGIORGI L.; CAPPONCELLI S.; NUESSE M.; FONTANESI S.; BERTI F.;
SODDU S.; CANTELLI-FORTI G.; HRELIA P., A mutated p53 status did not prevent the
induction of apoptosis by sulforaphane, a promising anti-cancer drug,
«INVESTIGATIONAL NEW DRUGS», 2005, 23, pp. 195 - 203 [articolo]
Biagi P.L., Hrelia S., Hrelia P., Festi D., Cantelli Forti G., Alimentazione
e salute: Linee guida per il Consumatore Romagnolo. 23 maggio 2005 - Aula Magna del
Polo Scientifico Didattico di Rimini Via Angherà, 22 - Rimini, 2005.
[ideazione/progettazione di manifestazione]
Coordinamento del progetto: BIOMARCATORI DI EFFETTO E SUSCETTIBILITA' NELLA
VALUTAZIONE DEL DANNO DA RADIAZIONI IONIZZANTI IN POPOLAZIONI ESPOSTE.
Cantelli Forti G., Cancerogenesi., in: , Elementi di Tossicologia,
ROMA, E.M.S.I., 2005, pp. 97 - 121 [capitolo di libro (traduzione)]
SAPONE A; POZZETTI L; CANISTRO D; BROCCOLI M; BRONZETTI G; POTENZA G; AFFATATO
A; BIAGI G.; CANTELLI-FORTI G; PAOLINI M., CYP superfamily perturbation by
diflubenzuron or acephate in different tissues of CD1 mice., «FOOD AND CHEMICAL
TOXICOLOGY», 2005, 43, pp. 173 - 183 [articolo]
Fimognari C., Berti F., Cantelli Forti G., Hrelia P., Effect of sulforaphane
on micronucleus induction in cultured human lymphocytes by four different mutagens.,
«ENVIRONMENTAL AND MOLECULAR MUTAGENESIS», 2005, 46, pp. 260 - 267 [articolo]
Maffei F., Hrelia P., Angelini S., Carbone F., Cantelli Forti G., Barbieri A.,
Sanguinetti G., Mattioli S., Violante F.S., Effects of environmental benzene:
micronucleus frequencies and haematological values in traffic police working in an urban
area., «MUTATION RESEARCH. GENETIC TOXICOLOGY AND ENVIRONMENTAL MUTAGENESIS», 2005,
583, pp. 1 - 11 [articolo]
Capponcelli S., Pedrini E., Cerone M.A., Corti V., Fontanesi S., Alessio M.,
Bachi A., Soddu S., Ribatti D., Picci P., Helman L.J., Cantelli Forti G., Sangiorgi L., Evaluation
of the molecular mechanisms involved in the gain of function of a Li-Fraumeni TP53
mutation., «HUMAN MUTATION», 2005, 26, pp. 94 - 103 [articolo]
Cantelli Forti G., Fitofarmaci e sicurezza degli alimenti, in: ,
Alimenti e salute. I nutrienti strategici, BOLOGNA, CLUEB, 2005, pp. 147 - 158 (Educazione
Continua in Medicina) [capitolo di libro]
Fimognari C., Berti F., Nuesse M., Cantelli Forti G., Hrelia P., In vitro
anticancer activity of cyanidin-3-O-beta-glucopyranoside: effects on transformed and
non-transformed T lymphocytes., «ANTICANCER RESEARCH», 2005, 25, pp. 2837 - 2840
[articolo]
Fimognari C., Berti F., Nuesse M., Cantelli-Forti G., Hrelia P., In vitro
antitumour activity of cyanidin-3-O-beta-glucopyranoside., «CHEMOTHERAPY», 2005,
51, pp. 332 - 335 [articolo]
Cantelli Forti G., Hrelia P. (a cura di): , Le Biotecnologie e la qualità
della vita, BOLOGNA, Patron Editore, 2005, pp. 1-337 (Alimentazione ed Ambiente).
[curatela]
ANGELINI S.; R. KUMAR; F. CARBONE; F. MAFFEI; CANTELLI FORTI G.; F.S. VIOLANTE;
V. LODI; S. CURTI; K. HEMMINKI; P. HRELIA, Micronuclei in humans induced by exposure
to low level of ionizing radiation: influence of polymorphisms in DNA repair genes.,
«MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2005, 570, pp.
105 - 117 [articolo]
C. FIMOGNARI; F. BERTI; R. IORI; G. CANTELLI FORTI; P. HRELIA, Micronucleus
formation and induction of apoptosis by different isothiocyanates and a mixture of
isothiocyanates in human lymphocyte cultures., «MUTATION RESEARCH. GENETIC
TOXICOLOGY AND ENVIRONMENTAL MUTAGENESIS», 2005, 582(1-2), pp. 1 - 10 [articolo]
Cantelli Forti G., Maffei F., Principi di Tossicologia, in: ,
Farmacologia. Principi di base e applicazioni terapeutiche, TORINO, Edizioni Minerva
Medica SpA, 2005, pp. 859 - 864 [capitolo di libro]
Tarozzi A., Marchesi A., Hrelia S., Angeloni C., Andrisano V., Fiori J.,
Cantelli Forti G., Hrelia P., Protective effects of cyanidin-3-O-beta-glucopyranoside
against UVA-induced oxidative stress in human keratinocytes., «PHOTOCHEMISTRY AND
PHOTOBIOLOGY», 2005, 81, pp. 623 - 629 [articolo]
Tarozzi A., Morroni F., Marchesi A., Angeloni C., Hrelia S., Merlicco A.,
Cantelli Forti G., Hrelia P., Protective effects of sulforaphane against oxidative
stress-induced apoptosis in human neuronal cells, in: , Oxidants and Antioxidants in
Biology, s.l, s.n, 2005, pp. 215 (atti di: Oxidants and Antioxidants in Biology - A Joint
Meeting of Oxygen Club of California and University of Turin, Alba (CN), 7-10 settembre
2005) [atti di convegno-abstract]
Sabbioni C., Mandrioli R., Ferranti A., Bugamelli F., Saracino M.A., Cantelli
Forti G., Fanali S., Raggi M.A., Separation and analysis of glycyrrhizin,
18beta-glycyrrhetic acid and 18alfa-glycyrrhetic acid in licorice roots by means of
capillary zone electrophoresis., «JOURNAL OF CHROMATOGRAPHY A», 2005, 1081, pp. 65
- 71 [articolo]
Coordinamento del progetto: STRATEGIE FARMACOLOGICHE E NUTRIZIONALI PER LA
PREVENZIONE DI PATOLOGIE CRONICO-DEGENERATIVE CON ISOTIOCIANATI DA CRUCIFERE..
Maffei F., Buschini A., Rossi C., Poli P., Cantelli Forti G., Hrelia P., Use
of the Comet test and micronucleus assay on human white blood cells for in vitro
assessment of genotoxicity induced by different drinking water disinfection protocols.,
«ENVIRONMENTAL AND MOLECULAR MUTAGENESIS», 2005, 46, pp. 116 - 125 [articolo]
CANTELLI FORTI G., Valutazione tossicologica e sicurezza degli alimenti,
in: , Rapporti ISTISAN, ROMA, Istituto Superiore di Sanità, 2005, pp. 29 - 35 (atti di:
Atti 1° Congresso nazionale "Le micotossine nella filiera agro-alimentare",
Roma, 29-30 novembre 2004) [atti di convegno-relazione]
A. SAPONE, M. PAOLINI, L. POZZETTI, D. CANISTRO, M. BROCCOLI, G.L. BIAGI, G.
CANTELLI FORTI., Ventricular fibrillation after omeprazole treatment: a case control.,
in: , Libro degli Abstracts, TORINO, Ed. Minerva Medica, 2005, pp. 227 (atti di: 32°
Congresso Nazionale della Società Italiana di Farmacologia, Napoli, 1-4 Giugno 2005)
[atti di convegno-abstract]
FIMOGNARI C.; NUESSE M.; BERTI F.; IORI R.; CANTELLI-FORTI G.; HRELIA P., A
mixture of isothiocyanates induces cyclin B1- and p53-mediated cell-cycle arrest and
apoptosis of human T lymphoblastoid cells., «MUTATION RESEARCH. FUNDAMENTAL AND
MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2004, 554(1-2), pp. 205 - 214 [articolo]
HRELIA P.; F. MAFFEI; S. ANGELINI; CANTELLI FORTI G., A molecular
epidemiological approach to health risk assessment of urban air pollution.,
«TOXICOLOGY LETTERS», 2004, 149, pp. 261 - 267 [articolo]
Coordinamento del progetto: BIOMARCATORI DI EFFETTO E SUSCETTIBILITA' NELLA
VALUTAZIONE DEL DANNO DA RADIAZIONI IONIZZANTI IN POPOLAZIONI ESPOSTE.
Maffei F., Angelini S., Cantelli Forti G., Carbone F., Violante F.S., Kumar R.,
Hemminki K., Hrelia P., Biomarker study to assess health risk in human occupationally
exposed to environmental benzene., «DISEASE MARKERS», 2004, 20, pp. 31 (atti di:
ICTX Satellite Meeting on Molecular Epidemiology, Haikko, Porvoo, Finland8-10 July, 2004)
[atti di convegno-abstract]
TAROZZI A.; A. MARCHESI; CANTELLI FORTI G.; P. HRELIA, Cold-storage affects
antioxidant properties of apples in Caco-2 cells., «JOURNAL OF NUTRITION», 2004,
134, pp. 1105 - 1109 [articolo]
FIMOGNARI C.; F. BERTI; CANTELLI FORTI G.; P. HRELIA, Effect of cyanidin
3-O-beta-glucopyranoside on micronucleus induction cultured human lymphocytes by four
different mutagens., «ENVIRONMENTAL AND MOLECULAR MUTAGENESIS», 2004, 43, pp. 45 -
52 [articolo]
Fimognari C., Berti F., M. Nuesse, Cantelli Forti G., Hrelia P., In vitro
anticancer activity of cyanidin-3-O-beta-glucopyranoside: effects on transformed and
non-transformed T lymphocytes., «ANTICANCER RESEARCH», 2004, 24, pp. 3487 (atti di:
Seventh International Conference on Anticancer Research, Corfu, GreeceOctober 25-30, 2004)
[atti di convegno-abstract]
FIMOGNARI C.; F. BERTI; M. NUESSE; CANTELLI FORTI G.; P. HRELIA, Induction
of apoptosis in two human leukemia cell lines as well as differentiation in human
promyelocytic cells by cyanidin-3-O-betaglucopyranoside., «BIOCHEMICAL
PHARMACOLOGY», 2004, 67, pp. 2047 - 2056 [articolo]
PAOLINI M.; P. PEROCCO; D. CANISTRO; L. VALGIMIGLI; G.F. PEDULLI; R. IORI; C.
DELLA CROCE; CANTELLI FORTI G.; M.S. LEGATOR; S.Z. ABDEL-RAHMAN, Induction of
cytochrome P450, generation of oxidative stress and in vitro cell-transforming and
DNA-damaging activities by glucoraphanin, the bioprecursor of the chemopreventive agent
sulforaphane found in broccoli., «CARCINOGENESIS», 2004, 25, pp. 61 - 67 [articolo]
FIMOGNARI C.; M. NUESSE; F. BERTI; R. IORI; CANTELLI FORTI G.; P. HRELIA, Isothiocyanates
as novel cytotoxic and cytostatic agents: molecular pathway on human transformed and
non-transformed cells., «BIOCHEMICAL PHARMACOLOGY», 2004, 68, pp. 1133 - 1138
[articolo]
C. Sabbioni, R. Mandrioli, A. Ferranti, F. Bugamelli, R. Masi, G. Cantelli
Forti, S. Fanali, M.A. Raggi, Separation and analysis of Glycyrrhizin,
18beta-Glycyrrhetic Acid and 18alpha-Glycyrrhetic Acid in licorice by means of capillary
zone electrophoresis, in: , Proceedings of the 14th International Symposium on
Capillary Electroseparation Techniques, ROMA, s.n, 2004, pp. 14 (atti di: 14th
International Symposium on Capillary Electroseparation Techniques, Roma, 12-15 settembre
2004) [atti di convegno-relazione]
MAFFEI F.; S. ANGELINI; CANTELLI FORTI G.; F.S. VIOLANTE; V. LODI; S. MATTIOLI;
P. HRELIA, Spectrum of chromosomal aberrations in peripheral lymphocytes of hospital
workers occupationally exposed to low doses of ionizing radiation., «MUTATION
RESEARCH. FUNDAMENTAL AND MOLECULAR MECHANISMS OF MUTAGENESIS», 2004, 547, pp. 91 - 99
[articolo]
FIMOGNARI C.; M. NUESSE; R. IORI; CANTELLI FORTI G.; P. HRELIA, The new
isothiocyanate 4-(methylthio)butylisothiocyanate selectively affects cell-cycle
progression and apoptosis induction of human leukemia cells., «INVESTIGATIONAL NEW
DRUGS», 2004, 22, pp. 119 - 129 [articolo]
Coordinamento del progetto: VALORIZZAZIONE NUTRIZIONALE E FUNZIONALE DELLE
ARANCE ROSSE DI SICILIA E DELLE LORO COMPONENTI ANTIOSSIDANTI.
Angelini S., Kumar R., Maffei F., Cantelli Forti G., Violante F.S., Hemminki
K., Hrelia P., Variability in the adaptive response induced in human lymphocytes by
occupational exposure to low doses of ionizing radiation: influenced by polymorphisms in
DNA repair genes?, «DISEASE MARKERS», 2004, 20, pp. 21 (atti di: ICTX Satellite
Meeting on Molecular Epidemiology, Haikko, Porvoo, Finland8-10 July 2004) [atti di
convegno-abstract] |
|

Carlo Caffarra
|
Un mese
fa, l'Arcivescovo aveva preannunciato per il 4 ottobre,
a San Petronio il suo più importante messaggio, l'ottavo dallo
insediamento nell'antica Diocesi di Bologna ;
" Per un Consiglio permanente per la
sussidiarietà"
composto da: "Municipalità, Imprese, Terzo settore"
|
C. Caffarra,
Abbandonare il pregiudizio della contrapposizione tra pubblico e privato e
riconoscere pienamente la funzione sociale del privato.
La Solennità del Santo Patrono della nostra città ci riunisce ogni anno nella sua
basilica, vanto ed onore di ogni bolognese e delizia dei nostri occhi. Momento grave e
solenne questo, che non. Alla luce della Parola di Dio appena proclamata, anchio
desidero offrire a voi tutti qualche spunto di riflessione.
1. «Come in un solo
corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione,
così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo».
La forza originaria che costituisce la città è la coscienza di essere «ciascuno per la
sua parte
membra gli uni degli altri». È la coscienza di una reciproca
appartenenza, la quale genera quella profonda amicizia civile che è il legame più forte
di ogni città, come già la sapienza pagana aveva affermato [cfr. Aristotele, La politica
1262 b, 9-14; cfr. anche il commento di S. Tommaso: «tutti comunemente pensiamo che
lamicizia civile è il più grande bene della città»].
Esiste ancora nel cuore di ogni bolognese quellamore per la sua città
che non consente che sia sfregiata e deturpata nella sua bellezza? Se così fosse, non
vedremmo la nostra città ridotta ad un degrado tale, quale forse non ha mai
conosciuto nella sua storia recente. Sporcizia e conseguente degrado sono il segno di un
disinteresse per la propria città; più profondamente, di estraneità al bene comune. Ma
non posso non compiacermi e non lodare quanti nei mesi scorsi si sono impegnati perché
potessimo vivere in una città semplicemente più pulita.
La comunità cittadina è costituita, come dicevo, dallamicizia civile,
poiché essa [lamicizia civile] è condivisione dei beni umani fondamentali e
precede ogni legittima cura degli interessi particolari ed individuali, impedendo al
necessario confronto democratico di degenerare in una lotta tra avversari. Ma in che cosa
consiste lamicizia civile intesa come forza di intima coesione sociale?
Essa è in primo luogo la consapevolezza che ciascuno di noi è
originariamente relazionato agli altri. La relazione fra le persone non è semplicemente
il risultato di una contrattazione fra individui naturalmente separati, ma è una
dimensione costitutiva della nostra persona: «ciascuno per la sua parte siamo membra gli
uni degli altri», ci ha detto pocanzi lApostolo.
Vari secoli di visione individualista della persona umana hanno
progressivamente oscurato la coscienza che luomo ha di se stesso, del suo essere
in relazione. Hanno inaridito, di conseguenza, il terreno di cultura della
vera amicizia civile.
Essa tuttavia non è solamente consapevolezza di una verità circa luomo. È anche e
soprattutto una modalità di esercitare la propria libertà.
Cari fratelli e sorelle: forse questo è il cuore del dramma che anche la
nostra città sta attraversando.
Tre sono state le grandi esperienze storiche che hanno generato il nostro modo occidentale
di pensare e di esercitare la libertà: la liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù
egiziana; lesperienza della polis greca; la costruzione giuridica edificata da Roma.
Tutte e tre sono state fatte proprie dalla fede cristiana, poiché in ciascuna di esse la
fede cristiana ha intravisto la stessa logica, una sorta di grammatica elementare della
libertà. E cioè: la libertà è un bene condiviso; non si è liberi da soli, a
prescindere dagli altri. Portando a perfezione lintuizione comune a quei tre grandi
eventi fondatori della nostra libertà, la fede cristiana le ha dato il nome di capacità
di donarsi.
La corruzione che ha subito lidea e lesperienza di
libertà è stato ed è il principale fattore di mortificazione dellamicizia civile,
anche nella nostra città. |
Caro
Cardinale, sarebbe utile puntare, dentro il terzo settore, a una seconda università di
Bologna, "laica" e vicina al mondo produttivo e dell'occupazione
1. La premessa.
L'ottavo messaggio del Cardinale, in San Petronio, preannunciato da lui stesso (qualche
settimana fa) come il più importante, dopo i 7 messaggi precedenti, ha preso le mosse:
- dalla constatazione, nella città, di "un degrado tale, quale
forse non ha mai conosciuto nella sua storia recente. Sporcizia e conseguente degrado sono
il segno di un disinteresse per la propria città; più profondamente, di estraneità al
bene comune;
- per passare a proporre a Bologna di "diventare un vero laboratorio
sociale della sussidiarietà" per affrontare adeguatamente i propri problemi;
- e concludere nell'indicare, come strumento, la istituzione di
"un Consiglio permanente per la sussidiarietà", composto da
"Municipalità, Imprese, Terzo settore".
Considerato che, dentro il Terzo Settore, la Chiesa bolognese ha presenze
forti (basti accennare ai "Ciellini" (vale dire C.L., Comunione e Liberazione, a
cui si dice appartenere il Cardinale), alla "Caritas Diocesana"..., la offerta
del Cardinale si configura come la richiesta del riconoscimento (per la chiesa locale) di
un ruolo politico-sociale dentro il Comune, nel momento giusto (il Comune è in uno stato
di bisogno finanziario).
Dalla stampa risulta che l'offerta ha fatto discutere per alcuni giorni. Si
è notato un "sì" obbligato da certi ambienti (si può rispondere NO ad una
offerta generosa del Cardinale ?); un "NO, grazie" da altri ambienti, in qualche
modo "concorrenziali"; taluna diffidenza per conclusioni forzate, rispetto alle
citazioni aristoteliche, tomistiche, paoline, ... in premessa, o per contestazioni che
va superato il pregiudizio della contrapposizione tra pubblico e privato ... .(
Direi, infatti, che è pacifico, oggi, che il pubblico e il privato sono di reciproca
complementarietà).
2. Una nostra proposta al Cardinale: approfondire, dentro il terzo settore,
la possibilità di istituire, a Bologna, una seconda università.
Della istituzione di una seconda università a
Bologna, si parla da almeno 10 anni. E ci sono vari motivi:
1) L'Alma Mater ha perduto circa 30.000 studenti (erano 120.000 all'inizio del
Rettorato di Calzolari);
2) Negli ultimi 3 anni ha dimesso anticipatamente almeno 400 professori ordinari,
ancora in forma, in seguito alla cura dimagrante dei vari governi di Berlusconi.
3) Ci sono sulla piazza 4000 ricercatori precari, la gran parte preparatissimi, ma
dei quali pochi saranno ammessi alla carriera universitaria di ruolo.
Ci sono, poi, alcune questioni di fondo:
1) il collegamento tra ricerca scientifica universitaria e imprese è sempre
stato difficile, a causa della rigidità della attuale università nel rapportarsi
all'esterno, ma è cosa opportuna e necessaria;
2) vive, con ostentazione, in alcuni settori dell'ateneo, una cosiddetta
"ideologia" (parte di sinistra, parte di Curia) che riesce a catturare il
consenso nei momenti elettorali, fino ad eleggere il Rettore. Tale è Ivano Dionigi, pur
se nei comportamenti è risultato tutt'altro che di quella ideologia "mista",
salvo per le forme di ossequio formale alla curia e al partito (va alla Festa dell'Unità,
e non in silenzio).
In queste condizioni, che si direbbero propizie al grande
salto, servirebbe un finanziatore (e dei locali), per far partire la seconda
università di Bologna. Si tratta di occupare spazi completamente liberi,
ma con un rinnovato slancio teso:
- a creare un rapporto vivo con il mondo industriale e culturale, e del lavoro;
- a seguire una linea "laica", vale dire pariteticamente aperta
alle varie istanze della società civile ed unicamente scientifica, sia umanistica sia
tecnologica. Nino Luciani |
Certamente la municipalità così come le altre
istituzioni pubbliche non è in grado di far rifiorire lamicizia civile. In
ragione della sua competenza specifica non è in possesso di mezzi adeguati a tale scopo.
Ma essa deve riconoscere e promuovere quelle comunità nelle quali il carattere amicale
dellesistenza è favorito. In primo luogo la famiglia. Essa infatti non è solo un
luogo di consumo. È sorgente di quei beni umani immateriali senza dei quali è
impossibile lamicizia civile.
Lapostolo Paolo,
sempre nella seconda lettura, non si limita a dire che «siamo un solo corpo», ma fa
unaggiunta decisiva: «in Cristo». Agostino aveva ragione quando scrisse: «il
genere umano è
il più incline alla discordia per passione e il più socievole per
natura» [De civitate Dei 12, 27, 1].
In questo contesto si comprende quale sia il primo servizio che la comunità cristiana
può offrire alla città. Esso non consiste principalmente nelloffrire una dottrina
morale; nellessere portatrice di unetica civile. Il primo servizio è
introdurre nella nostra città la realtà di una vera comunione fra le persone; far
accadere dentro alla nostra vita cittadina levento di una vera fraternità. «Voi
non chiamate nessuno Rabbì, poiché uno solo è il vostro maestro, e voi
siete tutti fratelli» [Si può vedere la mia Omelia della Solennità di Pentecoste, dove
ho sviluppato più a lungo questo tema].
Il primo e fondamentale servizio della comunità cristiana è pertanto la celebrazione
dellEucarestia, sacramento della passione del Signore. «Colui che fu steso sulla
croce» infatti «nel momento della morte è colui che unisce a sé ed armonizza ogni
cosa, conducendo le diverse nature degli esseri ad ununica cospirazione ed armonia»
[S. Gregorio di Nissa, Oratio catechetica 32,61; GNO III/4,80].
2. Lamicizia
civile non basta. Non basta infatti evitare che il bene comune sia avvertito come
meno interessante del proprio individuale profitto. Lamicizia civile
deve generare il coinvolgimento operativo di tutti per il bene comune della nostra città,
senza restringerlo dentro gli schemi utilitaristici, della legalità per la legalità, di
ideologie astratte e false.
Cari fratelli e sorelle, ciò che in questo momento tanto difficile anche per
la nostra città è richiesto, è un vero e profondo cambiamento culturale, una vera e
profonda trasformazione di mentalità. È a questo che ci invita la Parola di Dio:
«Abbiamo
doni diversi secondo la grazia data a ciascuno».
La conversione culturale, la trasformazione di mentalità ha un nome: si
chiama sussidiarietà.
Cari fratelli e sorelle, se questa conversione accade, è larchitettura stessa della
nostra cittadinanza, della nostra civile convivenza, che cambia profondamente. Non abbiamo
forse il diritto di sperare che Bologna possa diventare un vero laboratorio
sociale della sussidiarietà ? Altre volte essa si è mostrata capace di essere
un vero laboratorio sociale. Non è certamente questo il luogo ed il contesto per
sviluppare come meriterebbe questo tema. Mi limito ad un paio di riflessioni.
La prima. Sussidiarietà significa che «tutte le società
di ordine superiore devono porsi in atteggiamento di aiuto [
], quindi di sostegno,
promozione e sviluppo rispetto alle minori» [Compendio della Dottrina sociale della
Chiesa, 186]. Sussidiarietà significa corrispondentemente che il bene comune della nostra
città è raggiunto solo mettendo assieme sui contenuti essenziali del medesimo bene municipalità,
imprese, e la società civile organizzata nel cosiddetto terzo settore.
Questa architettura sociale favorisce la responsabilità delle singole
persone e dei gruppi sociali; impone ai tre soggetti suddetti di cooperare secondo la
propria natura e la finalità propria. Né la municipalità, né limpresa, né la
società civile nel senso suddetto da sole, ossia considerate separatamente, possono
rispondere in modo soddisfacente alle necessità della nostra città. Come dicevo, è una
vera conversione culturale che solamente può rigenerarla.
Non sarebbe forse utile che si istituisse un «Consiglio permanente
per la sussidiarietà» che aiuti a progettare questa nuova architettura sociale
di cui la nostra città ha così urgente bisogno?
La seconda. Perché la nostra vita cittadina possa
edificarsi secondo questo modello di sussidiarietà, dobbiamo abbandonare definitivamente
due pregiudizi.
Il primo è costituito dalla contrapposizione tra pubblico e privato. È
un vecchio pregiudizio ideologico, falso sul piano di dottrina della società, devastante
sul piano pratico, e che la storia stessa si è già incaricata di condannare. Va
pienamente riconosciuta la funzione sociale del privato: si pensi alla famiglia.
Trattasi di un riconoscimento
che non va pensato in termini di una conciliazione fra due ambiti della vita
tendenzialmente confliggenti. Ma va pensato in termini di una armonia che vede
pubblico e privato nella loro diversità, reciprocità e complementarietà.
Il secondo è una concezione ancillare del rapporto della società
civile colle istituzioni pubbliche. È una sorta di sussidiarietà rovesciata: imprese,
società civile diventano semplicemente funzionali allamministrazione, alla sua
programmazione ed organizzazione.
Cari amici, la nostra città non può rassegnarsi a gestire
leredità passata. Essa sarà capace di costruire il nuovo, solo se vorrà veramente
ripensare e riprogettare larchitettura spirituale della sua convivenza. È questo
anche un grave dovere verso le nuove generazioni, che non possono essere private del loro
diritto di sperare.
Non lasciarci, Signore; non abbandonarci: illumina su questa città il
tuo volto, e saremo salvi. Amen |
|
Dalla
Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì - ENTE FINANZIATORE
(con SERINAR) DELL'UNIVERSITA' DI FORLI' e CESENA, mentre in CdA
prosegue ( 21 giugno) iter approvazione nuovo Statuto Ateneo di Bologna |

PierGiuseppe Dolcini
|
Mentre in CdA il prof. Gallina "ama" il progetto del Rettore,
il Presidente DOLCINI:
vede "segnali non incoraggianti nella bozza
del nuovo statuto, riguardo alla dimensione autonoma".
e chiede"UN DECENTRAMENTO AUTONOMISTICO".
e di "sfruttare" le opportunità della legge Gelmini
per i "decentramenti meritevoli e virtuosi" |
Nota. Nelle
scorse settimane, docenti della Romagna avevano invocato:
1) L'autonomia gestionale dei Campus (già Poli), nel rispetto delle norme
istitutive del sistema Multicampus concordate con il MIUR;
2) i Presidenti-Coordinatori dei Campus siano eletti (non
"designati" dal Rettore) dai membri del Campus tra i Docenti incardinati.
3) il Campus abbia un Dirigente amministrativo, l'autonomia di bilancio e il
supporto amministrativo ai Dipartimenti/ Facoltà della Romagna, senza
vincoli da Dipartimenti di Bologna.
4) Il ProRettore per le sedi decentrate della Romagna sia designato dal
rettore "tra i presidenti-coordinatori" dei Campus. |
|
Dalla
Corte di cassazione: stato di amministrazione della giustizia |
 |
Inaugurazione
dell'anno giudiziario 2011
RELAZIONE DEL PRIMO PRESIDENTE
Dr. Ernesto Lupo |
|
Nino Luciani. Per la riforma della "giustizia", la premessa è partire dalle
proposte dei Magistrati.
Propongo ai Colleghi la relazione del Dr. E. LUPO,
perchè mi è sembrata ( tra le relazioni ascoltate negli scorsi anni), incisiva
("tre parole", dirette al segno) e vera, quale espressione della situazione
della giustizia in Italia.
Emerge che il nodo di base (tra tanti nodi) è quello della scopertura
dell'organico. Non si va avanti perchè non c'è personale, e questo viene affermato con
ragionamenti sicuramente fondati, perchè prendono a riferimento un organico minimale,
(quello attuale), fatto per l'Italia di anni fa, quando la popolazione era minore di
quella attuale, e non c'era la popolazione estera, sopravvenuta in questi anni. Peggio, a
causa del blocco del turnover, non ci sarà una normale trasmissione delle competenze dai
magistrati attuali ai giovani successori, e quindi peggiorerà la qualità dei futuri
giudici.
Tra i politici, all'inaugurazione ha parlato il Vice Presidente del Consiglio della
Magistratura Michele Vietti, ed ha parlato il Ministro Angelino Alfano. Non è neppure il
caso di riportare alcunchè del discorso del Ministro, tanto mi è sembrato balbettante,
non so se per eccesso di inesperienza in confronto alle "spalle" dei Magistrati
(ha parlato anche il Procuratore generale Dr. Vitaliano Esposito), o se (più
probabilmente) per la limitatezza degli spazi che Berlusconi e Tremonti lasciano al
giovane Ministro.
Va anche detto che la spesa pubblica in Italia è pari al 52% del PIL, e dunque non
c'è parola che possa giustificare la detta ristrettezza di personale, che i Governi (non
da adesso) assegnano ad un settore (la giustizia) che rientra tra i compiti
fondamentali dello Stato (difesa, ordine pubblico, grandi infrastrutture), e che per
questo è nata con lo Stato, già da millenni. Alla fine mi domando verso quale altra
parte vadano i soldi dello Stato (ma su questo mi riservo uno studio, che farò, prima o
poi), considerato che il 52% del PIL è veramente tanto.
La relazione qui riportata è quella "letta" dal Primo
Presidente. Chi volesse ulteriormente leggere, clicchi su:
http://www.cortedicassazione.it/DocumentiPrimaPag/InaugurazioneAG/InaugurazioneAG.asp#
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Ernesto Lupo, Relazione sullamministrazione della giustizia nellanno
2010
Testo orale, in inaugurazione dellanno giudiziario 2011, Roma, 28 gennaio 2011
..........
..........
2.- Lo stato dellamministrazione della giustizia non differisce molto da
quanto riportato nella Relazione dellanno precedente.
Va rilevata soprattutto la preoccupante situazione di scopertura
dellorganico della magistratura, frutto in primo luogo dei ritardi con cui a
partire dallanno 2002 sono stati banditi i concorsi per lingresso di nuovi
magistrati.
Gli effetti di tali ritardi non sono stati ancora superati dallimpegno dellattuale
Ministro, Angelino Alfano, che ha messo a concorso 713 posti, che si aggiungono ai
253 magistrati assunti nel 2010.
Nellanno decorso vi sono stati 414 pensionamenti, di cui 227 anticipati
rispetto al limite detà e, perciò, presumibilmente favoriti dallentrata in
vigore delle misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria. (Sono andati in
pensione anticipata ben 24 magistrati della Corte di cassazione e della Procura
generale!).
Non meno preoccupante è il decennale blocco di assunzioni del personale amministrativo
e tecnico: lorganico del personale, nellarco di dieci anni, è passato da
oltre 46.000 unità a poco più di 39.000 presenze.
3. - Tra i tanti problemi posti dalle corti dappello ritengo che priorità
assoluta debba essere data al tema dei tempi della giustizia. Il Comitato
dei Ministri del Consiglio dEuropa, nella risoluzione del 2 dicembre 2010, ha
rivolto per lennesima volta la sua attenzione al nostro Paese per ribadire
che i tempi eccessivi nell'amministrazione della giustizia italiana "un grave
pericolo per il rispetto dello Stato di diritto, conducendo alla negazione dei diritti
consacrati dalla Convenzione" europea dei diritti delluomo.
La durata media dei giudizi penali e, ancor più, dei giudizi civili supera
notevolmente quella ritenuta ragionevole dalla Corte europea dei diritti delluomo,
come risulta dalle più precise informazioni che sono state fornite nelle parti IV e V
della relazione scritta, in cui lo stato della giustizia è stato analizzato soprattutto
sotto la prospettiva dei tempi della giustizia. La conseguenza è che, dall'entrata
in vigore della c.d. legge Pinto, sono stati promossi dinanzi alle corti d'appello
quasi 40.000 procedimenti camerali per l'equa riparazione dei danni derivanti
dall'irragionevole durata del processo, con costi enormi per le finanze dello Stato, il
quale, inoltre, ritarda nel pagamento degli indennizzi già liquidati in via giudiziale,
tanto che, sempre nel mese scorso, la Corte di Strasburgo ha pronunziato 475 sentenze di
condanna dellItalia per ritardati pagamenti di indennizzi. La realizzazione di una
durata ragionevole dei processi, secondo le concordi prescrizioni dellart. 111 della
Costituzione italiana, dellart. 6 della CEDU e dellart. 47 della Carta dei
diritti fondamentali dellUnione europea, è essenziale:
- per il rispetto di un diritto fondamentale di ogni persona, il diritto alla
giustizia, che costituisce una sorta di precondizione per la tutela di ogni altro diritto,
una sorta di "diritto ai propri diritti";
- per limmagine dellItalia nel panorama europeo e internazionale;
- per gli effetti sulleconomia e sulla competitività internazionale del
sistema Italia.
Il Presidente della Repubblica, nel discorso pronunciato il 20 dicembre scorso
nellincontro al Quirinale con le Alte Magistrature della Repubblica, ha rivolto una pressante
sollecitazione ad un "nuovo spirito di condivisione", che conduca
tutti "a individuare, fuori da ogni schema e contrapposizione pregiudiziale, i
temi, le esigenze, le sfide ineludibili per qualsiasi soggetto rappresentativo
responsabile".
Non intendiamo sottrarci a questo esercizio di responsabilità, a cui tutti siamo
chiamati. Sul tema della crisi di complessiva efficienza che è il vero problema
del nostro sistema giudiziario nessuno può chiamarsi fuori, limitandosi ad additare
le colpe altrui. Tutte le istituzioni sono coinvolte e tutte debbono sentire come propria
responsabilità, su ogni altra prevalente, lesigenza di ridurre la durata dei
processi civili e penali.
Vi è allora da chiedersi: cosa fare? La risposta è nella stessa risoluzione del
Comitato dei Ministri del Consiglio di Europa il quale ha invitato lItalia ad
adottare "una strategia a medio e lungo termine" per risolvere "il
problema strutturale" della durata dei processi "che esige un forte
impegno politico".
Questa strategia ritengo che debba essere adottata attraverso lelaborazione
di un vero e proprio Piano per la durata ragionevole dei processi che impegni tutti
i soggetti che hanno responsabilità nel sistema giudiziario e che prenda in
considerazione, in modo organico, tutti i fattori che incidono sui tempi del processo.
Il Piano deve mirare a rendere compatibili, da un lato, lentità
complessiva della domanda di procedimenti giudiziari civili e penali e,
dallaltro, la capacità dellapparato di soddisfare tale domanda nei
tempi che, in relazione ai vari tipi di procedimenti, sono stati specificamente indicati
dalla Corte di Strasburgo. Se questi tempi vengono in concreto rispettati dalla gran
parte degli altri 46 Stati che hanno aderito alla Convenzione sui diritti umani, questo
risultato può e deve essere raggiunto anche dal nostro Paese.
Rispetto alla situazione attuale, e nellimmediato, lobiettivo del Piano si
deve concretizzare sia nel diminuire lentità della domanda di procedimenti,
sia nellaumentare la capacità di risposta degli uffici giudiziari. Nella
relazione scritta sono state date talune indicazioni per perseguire i detti obbiettivi,
nellintento di fornire un contributo agli organi politici competenti, ai quali il
Consiglio di Europa ha chiesto "un forte impegno".
3.1. Per quanto riguarda la giustizia civile occorrono strumenti deflattivi
della domanda. Merita consenso liniziativa governativa della mediazione realizzatasi
con il d. lgs. 4 marzo 2010, n.28, in attuazione di orientamenti dell'Unione europea.
E essenziale, pertanto, che si superino, prima dellentrata in vigore del
provvedimento (prevista per il 20 marzo 2011), le difficoltà applicative segnalate dal
Consiglio nazionale forense.
Occorre, purtroppo, rilevare che la Pubblica Amministrazione, come parte in un
numero elevato di controversie, non fornisce un apporto di tipo conciliativo, pure
possibile di fronte ad indirizzi giurisprudenziali ormai consolidati, ma tende a riversare
sulle pronunce giurisdizionali la soluzione di controversie che potrebbero essere, se non
eliminate, quantomeno semplificate attraverso una fase conciliativa pre-contenziosa.
Come significativa eccezione può essere segnalato il comportamento dellINPS
che, coinvolto in circa 1.000.000 di cause civili pendenti (circa il 20% del totale),
sta pervenendo, secondo quanto affermato di recente dal suo presidente, grazie a una più
attenta vigilanza e a una migliore organizzazione interna dellIstituto, a una
drastica riduzione di quella che è stata efficacemente definita una "domanda
drogata" di giustizia.
Più in generale, non si può ignorare unanomalia che ci caratterizza
rispetto ad altri Paesi: lelevatissimo e crescente numero di avvocati.
Secondo il rapporto della Commissione europea per lefficacia della giustizia del
Consiglio d'Europa dellanno 2010, il rapporto giudici/avvocati, nel 2008, era
in Italia di 32,4 avvocati per ogni giudice, in Francia di 8,2 e in Inghilterra di 5.
Anche nel rapporto avvocati/abitanti, lItalia surclassa la Francia con 332
avvocati per 100.000 abitanti, contro 75,8 della Francia.
3.2. Nel settore della giustizia penale lafflusso di procedimenti è
necessariamente correlato al numero dei reati commessi. Si impone, allora, un
restringimento dellarea degli illeciti penali, mediante il proseguimento della
politica di depenalizzazione, che non ha più visto interventi organici dopo il d.
lgs. 30 dicembre 1999, n. 507: non esiste sistema processuale che possa far fronte in
tempi ragionevoli allabnorme numero di fatti che sono considerati reati nel nostro
ordinamento.
Per quanto riguarda il processo penale, nella relazione scritta vengono individuati
diversi fattori di rallentamento del corso della giustizia, alcuni di tipo
normativo, altri di tipo culturale, che si concretano in prassi distorte
delluso di strumenti processuali.
Con riferimento ad auspicabili interventi normativi, mi limito qui a indicare il processo
contumaciale, che, comè emerso da molte annotazioni provenienti dai distretti,
continua a rappresentare una delle più rilevanti cause di ritardo dei procedimenti
penali. Si è perciò proposta una riforma dellistituto la sospensione
dei procedimenti nei confronti degli irreperibili che conseguirebbe un duplice obiettivo:
- innanzitutto, di evitare la trattazione di processi molto spesso destinati a
essere prolungati a seguito del meccanismo della restituzione in termini (oggi ormai
praticamente inevitabile per gli irreperibili), riducendo così lo spreco di risorse
giudiziarie inutilmente impiegate;
- conformare, poi, il nostro sistema processuale ai principi della CEDU. Al di là
dei temi affrontati e degli interventi proposti, mi preme osservare che dotarsi di un
piano per la durata ragionevole dei processi non comporta che debba precedersi alla sua
realizzazione operando contemporaneamente tutte le innovazioni ritenute necessarie, ma significa
soprattutto cambiare metodo nello studio e nella realizzazione di tutti gli interventi
legislativi e strutturali futuri. Occorre prestare la massima attenzione agli effetti che
ogni innovazione può avere sulla durata dei giudizi.
E necessario sempre ricercare quel giusto equilibrio tra diritti delle parti
ed esigenze di funzionalità del processo che Vittorio Grevi al quale va il mio
commosso ricordo ha posto, specie negli ultimi tempi, al centro della sua riflessione
scientifica e del suo impegno civile.
4. In relazione agli obiettivi del piano strategico è bene precisare che
linefficienza del sistema giustizia non dipende dallassetto
ordinamentale e dallequilibrio dei poteri delineato dalla Costituzione repubblicana,
concretamente realizzato a partire dallistituzione della Corte
costituzionale e del Consiglio superiore della magistratura. Questi organi, nei
rispettivi ambiti di competenza, hanno costituito e costituiscono componenti
fondamentali per la connotazione della Repubblica come Stato costituzionale di
diritto.
Chiunque abbia dimestichezza con le istituzioni di altri paesi sa che il modello
ordinamentale italiano costituisce un punto di riferimento nel mondo. Nel panorama
internazionale prescindendo dal sistema professionale anglosassone, derivante da
tradizioni secolari del tutto peculiari si contrappongono due modelli ordinamentali: quello
gerarchico-piramidale di discendenza napoleonica e quello italiano, noto come modello
orizzontale, caratterizzato dalla pari dignità di tutte le funzioni, dal governo
autonomo della giurisdizione, dallindipendenza del Pubblico Ministero
dallinfluenza del potere esecutivo, principi di cui è garante il Consiglio
superiore della magistratura.
Questo modello orizzontale ha meritato al sistema italiano grande attenzione in ambito
internazionale, come risulta dai tanti atti ufficiali adottati nellambito delle
Nazioni Unite e del Consiglio di Europa (alcuni dei quali recentissimi) che sono stati
citati nella relazione scritta.
Da tali documenti emerge la considerazione che in campo internazionale si ha per il sistema
di equilibrio di poteri realizzato nel nostro Paese, in attuazione del disegno che
i nostri saggi Padri Costituenti tracciarono per costruire uno Stato costituzionale di
diritto, in cui nessun potere è assoluto, neppure il potere del popolo, che la
sovranità "esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".
Di quel delicato equilibrio che merita di essere salvaguardato e tutelato perché è
elemento decisivo della democrazia costituzionale e ha garantito la vita democratica del
nostro Paese è parte essenziale il principio di legalità come indefettibile
connotato dellesercizio di ogni potere.
Come ha reiteratamente affermato la Corte costituzionale, il principio di legalità, in un
sistema fondato sul principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla
legge, non può essere salvaguardato se non attraverso l'obbligatorietà dell'azione
penale, principio che costituisce "il punto di convergenza di un complesso di
principi basilari del sistema costituzionale, talché il suo venir meno ne altererebbe
l'assetto complessivo".
Lindipendenza garantita da questo modello ordinamentale ai magistrati ha permesso al
sistema di giustizia di affermare il primato della legalità nellesercizio del
potere politico, amministrativo ed economico, a prescindere dalle variabili e contingenti
maggioranze politiche.
Lesercizio di tali rilevanti compiti da parte di giudici e pubblici
ministeri, garantiti da uno statuto di indipendenza, richiede piena consapevolezza
del ruolo proprio della giurisdizione, elevata qualificazione e competenza professionale,
rispetto delle regole deontologiche, massima attenzione alle ragioni degli altri, costume
di sobrietà e di rigore istituzionale e professionale.
La collettività, per potere nutrire fiducia nellistituzione giudiziaria, deve poter
apprezzare tutte queste qualità in ogni magistrato, dal Primo Presidente della Corte
di cassazione al più giovane giudice che inizia la sua attività nella più piccola
sezione distaccata di tribunale. In un sistema democratico, fondato sul bilanciamento dei
poteri con pesi e contrappesi, anche lesercizio dellattività giudiziaria e
giurisdizionale è liberamente valutabile, ma va ribadito che i processi (civili,
penali, disciplinari) si svolgono nelle sedi proprie, dinanzi agli organi
giurisdizionali, e che il sistema processuale assicura le più ampie facoltà di ricorso e
dimpugnazione, a garanzia della compiuta applicazione delle norme di diritto
sostanziale e della piena osservanza delle regole procedimentali.
5. Lultima parte della relazione è dedicata alla situazione della
Corte di cassazione.
Qualunque valutazione sullandamento dellattività giudiziaria svolta presso la
Corte nel 2010 non può ignorare la gravissima situazione di vacanze nellorganico
dei magistrati, che si protrae ormai da tempo e si è aggravata nellultimo anno.
Lorganico dei magistrati risulta oggi scoperto del 26%.
La scopertura del personale amministrativo, che era dell8,74% nel 2009, è
aumentata nel 2010 al 13,44%.
Questa situazione di minori risorse personali si è unita a un aumento sensibile delle sopravvenienze
dei ricorsi. Nel 2010 sono stati presentati: 30.382 ricorsi civili (incremento del 7%
rispetto al 2009), 51.137 ricorsi penali (incremento del 9%).
Affluiscono alla Corte, in media, 320 ricorsi in ogni giornata lavorativa. Si tratta di
numeri che non trovano corrispondenza in alcunaltra Corte di legittimità e che
costituiscono unassoluta anomalia della giustizia italiana (un unicum nel
panorama europeo !).
E perciò indifferibile ladozione di provvedimenti volti a ridurre
lafflusso di procedimenti in Cassazione, che non può essere trasformata da
Corte suprema, garante dei diritti, della legalità e delluniforme applicazione
del diritto, in un "sentenzificio" di scadente qualità.
Lo richiede il decoro della Corte come istituzione, la dignità professionale dei
magistrati e degli avvocati che vi operano e, soprattutto, il rispetto dei diritti dei
cittadini che rivolgono al massimo organo della giurisdizione domande di giustizia.
Nonostante lenorme carico di lavoro, va segnalato che la Cassazione penale riesce
a mantenere tempi ragionevoli quasi unoasi nel deserto della lentezza
della giustizia italiana giacché la durata media per la definizione dei ricorsi
penali è di circa 7 mesi.
Ben diversi sono i tempi di definizione dei ricorsi civili: 35 mesi, diminuiti
peraltro rispetto al 2009 (37 mesi).
Il futuro della Cassazione civile dipenderà dal funzionamento della Sesta sezione
prevista dalla legge n.69/2009, che ha introdotto un filtro interno per la cui
operatività è stato messo in opera un apposito sistema informatico. La nuova
organizzazione è ancora in fase iniziale, ma il giudizio che va espresso sul filtro dei
ricorsi civili è di cauto ottimismo: esso potrà consentire di selezionare e
portare a rapida decisione i ricorsi che pongono questioni di notevole importanza sociale
o economica; potrà anche favorire lapplicazione costante dei principi giuridici in
precedenza enunciati dalla stessa Corte.
Malgrado la diminuzione nel 2010 dei procedimenti definiti, la produttività media dei
consiglieri è aumentata del 2,8% nel settore civile e dell1,6% nel penale.
Tale dato sta a dimostrare che la diminuzione delle definizioni nel 2010 non è dipesa da
una minore produttività dei magistrati, che hanno anzi incrementato il loro impegno in
termini assoluti e percentuali, ma da un sensibile aumento delle scoperture e da una
conseguente riduzione del numero dei magistrati impegnati nella trattazione delle cause.
In questa situazione non si può aggravare ulteriormente limpegno e la
disponibilità individuale dei consiglieri.
Lobiettivo perseguibile è che i magistrati della Corte lavorino
non di più, ma meglio. Una più alta produttività della Corte nel suo complesso è
conseguibile attraverso una migliore organizzazione e una più efficiente
informatizzazione dei servizi, verso cui è stato orientato il programma della Prima
Presidenza fin dallatto del mio insediamento.
In tale direzione si sono indirizzati i primi interventi della Presidenza:
a) una nuova struttura del Segretariato generale, configurato come centro di
coordinamento dellorganizzazione complessiva della Corte;
b) un progetto per la progressiva riduzione dellarretrato civile (in alcune
sezioni sono ancora pendenti ricorsi presentati nel 20052006);
c) listituzione di un ufficio per il procedimento preparatorio delle
decisioni dei ricorsi delle Sezioni unite civili: si è, tra laltro, prevista (e
già iniziata ad attuare) la diffusione delle ordinanze di rimessione alle Sezioni unite,
al fine di provocare sulle relative questioni un dibattito nella dottrina e nel foro,
prima della decisione della Corte;
d) lelaborazione di una bozza di provvedimento sulla previsione di "motivazioni
semplificate" civili, previa deliberazione collegiale, nei casi in cui il motivo
di ricorso prospetti soltanto un vizio di motivazione ovvero una questione giuridica già
decisa e meritevole di essere confermata.
Linnovazione, attualmente oggetto di discussione allinterno e allesterno
della Corte, è coerente con lorientamento della legge n. 69/2009 e segue le
riflessioni che, già nel 1989, elaborò il mio predecessore Antonio Brancaccio, la
cui lunga ed efficace presidenza della Corte costituisce un modello per la mia azione.
Per quanto riguarda, infine, il sistema informatico della Corte, la necessità di un
intervento di riorganizzazione è stata affermata dal CSM con delibera del 28 luglio 2010,
che ha criticato lassetto dato al Centro Elettronico di Documentazione in
anni recenti.
Per una valutazione attenta delle critiche e dei possibili miglioramenti ho istituito un
gruppo di lavoro che ha concluso nei giorni scorsi la propria attività e consegnato una
relazione ove sono proposte linee dintervento. Nelle prossime settimane saranno
predisposti gli schemi degli opportuni provvedimenti riorganizzativi, da sottoporre alla
valutazione di tutte le componenti che hanno partecipato al gruppo di lavoro. 14
6. Questa apertura dellanno giudiziario cade in una fase particolarmente
delicata e critica della vita del nostro Paese, in cui sembrano prevalere
contrapposizioni, frammentazioni e interessi settoriali, mentre è necessario fortificare
il senso della dimensione comune e della coesione collettiva, come presupposto per
uscire dalle difficoltà che lItalia vive. Nella relazione ho tentato di offrire in
nome dei magistrati di questa Corte un contributo di razionalità da immettere nel
dibattito pubblico e istituzionale, che nasce dallesperienza di un lungo esercizio
di funzioni giurisdizionali, esperienza che identifica nelleffettività del
principio di legalità, inteso in tutta la sua ricchezza costituzionale, la precondizione
della libertà e del rilancio economico, sociale e morale del paese.
Per quanto ci compete, assicuriamo
che i magistrati continueranno ad adempiere
alle loro funzioni con serenità e con impegno, fedeli al modello di giudice che
efficacemente un nostro filosofo del diritto ha delineato come proprio dello Stato
democratico costituzionale: "un giudice capace, per la sua indipendenza, di
assolvere un cittadino in mancanza di prove della sua colpevolezza, anche quando il
sovrano o la pubblica opinione ne chiedono la condanna, e di condannarlo in presenza di
prove anche quando i medesimi poteri ne vorrebbero l'assoluzione". ERNESTO LUPO |
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