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Università di Bologna. In soffitta le vecchie Facoltà,
LA DIDATTICA SARÀ RIPARTITA TRA 11 SCUOLE:
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Immagine dello "Studio" medievale |
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- Scuola di Agraria e Veterinaria;
- Scuola di Economia, Management e Statistica;
- Scuola di Biotecnologie, Farmacia e Discipline Motorie;
- Scuola di Giurisprudenza;
- Scuola di Ingegneria e Architettura;
- Scuola di Lettere e Conservazione dei Beni Culturali;
- Scuola di Lingue, Interpretariato e Traduzione;
- Scuola di Medicina e Chirurgia;
- Scuola di Psicologia e Formazione;
- Scuola di Scienze;
- Scuola di Scienze Politiche ( o Scienze Politiche e Sociologiche) |
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Gianni Porzi |
Le nuove Scuole
(già Facolta')
Il Consiglio di Amministrazione (3 aprile 2012) ha ripartito la didattica tra 11
Scuole (che sostituiranno le vecchie Facoltà, abolite) e deciso i criteri di affererenza
dei Dipartimenti alle Scuole stesse.
(Anche approvate le classi di laurea. Per vederle, clicca su Classi).
Le Scuole sono le seguenti:
- Scuola di Agraria e Veterinaria;
- Scuola di Economia, Management e Statistica;
- Scuola di Biotecnologie, Farmacia e Discipline Motorie;
- Scuola di Giurisprudenza;
- Scuola di Ingegneria e Architettura;
- Scuola di Lettere e Conservazione dei Beni Culturali;
- Scuola di Lingue, Interpretariato e Traduzione;
- Scuola di Medicina e Chirurgia;
- Scuola di Psicologia e Formazione;
- Scuola di Scienze;
- Scuola di Scienze Politiche (o Scienze Politiche e Sociologiche).
L'art. 19 co. 4 dello statuto prevede che all'interno delle scuole siano
costituite vicepresidenze nelle sedi territoriali caratterizzate dalla presenza di un
numero rilevante di docenti e studenti.
Nelle sedi della Romagna è stata confermata la presenza di una vicepresidenza
delle scuole, in corrispondenza delle precedenti sedi istituzionali delle presidenze di
facoltà, procedendo ad accorpamenti laddove le facoltà presenti in una sede confluiscano
nella stessa scuola e di istituire ulteriori vicepresidenze in quelle sedi in cui sono
attivati corsi di studio di competenza dei dipartimenti afferenti alla scuola a cui sono
iscritti complessivamente almeno 1000 studenti e abbiano sede di servizio almeno 25
docenti inquadrati nei dipartimenti afferenti alla scuola.
Sulla base di tale criterio sono state istituite:
- presso la sede di Bologna una vicepresidenza per ciascuna
delle scuole di cui sopra con l'eccezione della scuola di Agraria e Veterinaria per cui
sono previste due vicepresidenze, una nel comune di Bologna e l'altra nel comune di Ozzano
dell'Emilia;
- presso la sede di Cesena una vicepresidenza per ciascuna delle
seguenti scuole: Ingegneria e Architettura; Psicologia e Formazione;
- presso la sede di Forlì una vicepresidenza per ciascuna delle
seguenti scuole: Economia, Management e Statistica; Lingue, Interpretariato e Traduzione;
[Scienze Politiche o Scienze Politiche e Sociologiche];
- presso la sede di Ravenna una vicepresidenza per la scuola di
Lettere e Conservazione dei Beni Culturali;
- presso la sede di Rimini una vicepresidenza per ciascuna delle
seguenti scuole: Economia, Management e Statistica; Biotecnologie, Farmacia e Discipline
Motorie.
I criteri per l'afferenza dei Dipartimenti alle Scuole
hanno luogo in relazione alla consistenza, alla rilevanza e all'affinità disciplinare
delle attività formative garantite dai Dipartimenti.
Il criterio di consistenza delle attività formative
garantite dai dipartimenti alle scuole è soddisfatto quando un dipartimento conferisce
almeno il 4% dei crediti formativi offerti da una scuola. Tali crediti
sono calcolati sulle attività formative dei corsi di laurea di I e II ciclo che prevedono
lo svolgimento di attività didattica frontale e l'attribuzione di crediti, così come
rilevato dal data base della programmazione didattica d'ateneo (a.a. 2011-12).
Il criterio di rilevanza delle attività formative garantite dai
dipartimenti alle scuole è soddisfatto quando un dipartimento conferisce il maggior
numero dei crediti formativi, calcolati come sopra, ad almeno un corso di laurea di I o II
livello nelle classi dei corsi di laurea di pertinenza di una scuola.
Il criterio di affinità disciplinare delle attività
formative garantite dai dipartimenti è soddisfatto quando i settori
scientifico-disciplinari dei docenti e ricercatori appartenenti a un dipartimento sono
presenti tra quelli degli insegnamenti di base o caratterizzanti di almeno una delle
classi dei corsi di laurea di pertinenza di una scuola.
Un dipartimento afferisce a una scuola se soddisfa il criterio di
affinità disciplinare e almeno uno tra i criteri di consistenza e di rilevanza delle
attività formative garantite alla scuola stessa. |
Gianni Porzi, Il commento
(da: INTERVENTO in CdA) Innanzi tutto devo rilevare che è
stato messo all'o.d.g. un tema così importante qual'é la costituzione delle Scuole,
senza un incontro preliminare dedicato all'approfondimento del problema in tutti i suoi
aspetti, per registrare le varie ipotesi e per conoscere anche le possibili criticità, al
fine di poter poi assumere una decisione consapevole, avendo cioè acquisito la piena
conoscenza del problema.
La complessità del problema è dimostrata anche dal fatto che il pro-Rettore
Fiorentini, durante l'illustrazione della pratica, ha affermato che è stato un lavoro
difficile e molto impegnativo.
A mio avviso sarebbe stata molto utile una riunione della Assemblea Congiunta
(CdA e Senato) dove potevano essere registrate le varie proposte e che avrebbe consentito,
dopo un ampio dibattito, di raggiungere una soluzione il più possibile meditata e
condivisa.
Per quanto riguarda il n° di Scuole, la scelta di 11, che ritengo eccessive,
non credo risponda allo spirito della Legge.
A mio avviso, la Scuola doveva rappresentare un qualcosa di innovativo
(almeno per il nostro Paese) che superasse la logica delle attuali Facoltà, affidando ai
Dipartimenti tutta la responsabilità dell'attività didattica.
Ritengo che andassero il più possibile evitate sovrapposizioni con le attuali
Facoltà.
La scelta delle 11 Scuole non credo risponda all'esigenza di una
razionalizzazione dell'attuale situazione, come auspicato dalla Lg.240.
Non si capisce inoltre la logica dell'aver fissato al 4% la soglia dei crediti
formativi come consistenza minima delle attività formative perché un Dipartimento possa
partecipare ad una Scuola.
Perché proprio il 4% e non il 5% o addirittura il 10%?
Ha senso che una Scuola sia costituita da due soli Dipartimenti, uno dei quali con
peso sostanzialmente irrilevante?
Con una soglia bassa e un numero elevato di Scuole potrebbe inoltre verificarsi che
un Dipartimento (specialmente nel caso di quelli che comprendono s.s.d. di
"servizio") possa afferire a più Scuole, cosa che non credo vada nella
direzione della semplificazione.
Per quanto concerne le due opzioni proposte per la denominazione della
undicesima Scuola in elenco, accolgo con piacere la notizia data dal Rettore che il
problema è stato risolto.
Colgo tuttavia l'occasione per mettere in evidenza che la diatriba tra le due
denominazioni era chiaramente conseguenza dell'elevato n° di Scuole. GP |
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CONTENZIOSO SUGLI STATUTI:
MIUR CHIAMA IN GIUDIZIO, AL TAR, IL POLITECNICO
DI TORINO
Idem, probabilmente, per Genova e Parma |

Francesco Profumo
già Rettore
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Contestata la legittimità della decisione
del Politecnico, laddove esso insiste per la elettività
del CdA - Consiglio di Amministrazione
Il ProRettore Gilli, successore
pro-tempore di Profumo:
"Difenderemo questa
posizione con fermezza,
fiduciosi nel Giudice Amministrativo" |

Marco Gilli
ProRettore
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| NOTA. Gli scenari
che si aprono per Torino e, potenzialmente, per tutta l'universita' italiana 1.- In premessa, si ricorda che non solo Torino Politecnico, ma anche Genova
e Parma, hanno deliberato di volere un CdA elettivo, non designato, ritenendo cio' essere
conforme alla legge Gelmini.
Questa, all'art. 2, lett. i stabilisce, "per la composizione del consiglio di
amministrazione", ... "una rappresentanza elettiva degli studenti; designazione
o scelta degli altri componenti,... tra candidature individuate ... tra personalita'
italiane o straniere in possesso di comprovata competenza in campo gestionale ovvero di
un'esperienza professionale di alto livello con una necessaria attenzione alla
qualificazione scientifica culturale".
Secondo il Miur, ''designazione o scelta'' e' diverso da ''elezione'', ma secondo
alcuni giuristi l'aggiunta di "o scelta" e' un ripensamento del legislatore che
offre, in subordine, la possibilita' della elezione: nel senso che anche la elezione e'
una scelta.
Sempre, secondo il Miur, posto che il CdA vada designato, esso va configurato come
distinto da ogni altro Organo. Pertanto, esso non puo' essere neppure l'emanazione di un
altro organo (il Senato), e dunque dev'essere nominato da almeno due organi.
2. Quale linea di difesa Torino potrebbe adottare, al Tar ?
Torino potrebbe scegliere tra due linee difensive:
a) potrebbe sostenere di avere correttamente applicato la legge, perche' ''eleggere''
vuole dire anche ''scegliere'', non importa se mediante votaziono o mediante designazione.
L'importante e' che i candidati abbiano le competenze professionali di legge per fare bene
il loro compito;
b) potrebbe, invece:
- sostenere che lo Statuto degli Atenei puo' disporre nei limiti della legge ordinaria e
che questa, essendo una legge ordinaria, (a sua volta) puo' disporre nei limiti della
legge costituzionale, secondo cui (art. 33) '' le ... universita' ... hanno il diritto di
darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato'';
- e sostenere cha le legge Gelmini ha violato la Costituzione, laddove non ha rispettato
l'autonomia universitaria, in materia di ordinamento e, dunque, chiedere al TAR che, prima
di decidere, ponga la questione di costituzionalita' alla Corte Costituzionale.
La prima linea e' molto rischiosa e forse perdente.
La seconda linea, ma che postula che il TAR ritenga fondata la questione di
costituzionalita', viene ad aprire per l'universita' italiana una stagione nuova: la
speranza che la Corte la liberi ora e per sempre dal guinzaglio dei politici, in materia
di autonomia di ordinamento.
3.- Cosa dire per provare la incostituzionalita' della legge Gelmini ? Gli elementi
costitutivi del dispositivo di legge contestato sono, a mio avviso, tre:
a) le competenze del CdA;
b) i requisiti dei candidati, ai fini della nomina;
c) il decisone delle nomine.
A mio avviso, i primi due punti possono rientrare nei limiti, di possibile competenza
della legge ordinaria, senza violare l'autonomia universitaria su questioni essenziali di
ordinamento.
Invece, il potere di decidere chi fa la scelta (elezione, designazione ...) e' invece
essenziale perche' l'autonomia sussista o sia annullata.
Dunque, la incostituzionalita' della legge ordinaria mi parrebbe ineccepibile, sul punto
c). Nino Luciani |
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Il nuovo ministro prof. Francesco
Profumo
audito dalla Commissione Cultura della Camera
(10 gennaio 2012) |

Francesco Profumo,
ministro università
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Documento Programmatico del Ministro
contenente le sue linee di azione
per la Ricerca e lUniversità
( Testo integrale relativo alle Parti I e II )
Primo commento: accento sul rifinanziamento della ricerca
e dell'università,
per dare sostanza alla riforma ex-lege 240/2010, in via di completamento |
Linee di azione - Sintesi
Il presente Documento Programmatico contiene le linee di
azione del Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca (di
seguito anche MIUR).
Il Documento, che premette brevemente quelle che sono le caratteristiche del
Ministero dal punto di vista organizzativo, si articola nellesposizione di:
interventi programmati per implementare la ricerca scientifica e tecnologica (Parte
I: Ricerca); piano di azioni ed obiettivi per la riforma del sistema universitario (Parte
II: Università); priorità strategiche nonché ambiti prioritari di intervento in materia
di istruzione (Parte III) (omessa in questo servizio - NdR).
PREMESSA
Nel panorama delle amministrazioni centrali e periferiche
in cui si articola lorganizzazione statale, il MIUR si contraddistingue per alcune
peculiarità specifiche tra le quali, in particolare: la complessità istituzionale,
dal punto di vista della rete di relazioni con altri enti, limponenza
dellorganizzazione, che si sviluppa sia a livello centrale che periferico [3
dipartimenti, 12 direzioni generali centrali, 18 direzioni generali regionali; un organico
di 8.462 unità di personale amministrativo, con personale in servizio pari a circa 5.235
unità]; lesiguità dei fondi in settori di rilievo in cui è chiamato ad
operare; il carattere strategico delle prestazioni e dei servizi resi
(istruzione, formazione universitaria e ricerca) non solo dal punto di vista sociale ma
anche quale fattore di competitività del Paese nonché oggetto di specifici impegni
assunti in sede europea. In allegato, si illustrano elementi esplicativi sullo stato
attuale dellorganizzazione ministeriale, evidenziando criticità ed individuando
specifici interventi strutturali (All. 1: Ministero).
PARTE I - RICERCA-
1. Laccesso ai fondi europei e la competizione
internazionale sulla ricerca
LItalia soffre di una ridotta capacità di
accesso e sfruttamento dei fondi messi a disposizione dallUnione Europea per la
Ricerca. Sul VII Programma Quadro, a fronte di un contributo totale dellItalia al
finanziamento del programma pari circa al 14%, lo sfruttamento degli stessi è stato solo
pari all8% circa. Sul fronte delle politiche di coesione, le percentuali di utilizzo
dei fondi strutturali vedono lItalia al penultimo posto, davanti alla Romania, con
situazioni particolarmente critiche nelle Regioni della convergenza.
A fronte di questa situazione, il Ministero è impegnato in
una robusta azione di recupero della competitività del sistema della ricerca italiana nel
contesto internazionale, con particolare riferimento agli indirizzi di priorità
espressi dalla Commissione Europea attraverso la strategia Horizon 2020. Lobiettivo
perseguito è quello di aumentare la competitività dei ricercatori e delle imprese
italiane nellaccesso alle varie tipologie di fondi messi a disposizione dalla
Commissione Europea nonché di favorire lintegrazione tra tali fondi e capitali
privati. Il Ministero intende anche promuovere specifici programmi e progetti di
cooperazione bilaterale con paesi terzi di particolare interesse sotto il profilo
dellattività scientifica, tecnologica e dellinnovazione.
A questo scopo il Ministero è impegnato nello sviluppo di
un insieme integrato di azioni che compongono una strategia complessiva di crescita
prevalentemente basata sul miglior utilizzo delle risorse europee. Tale strategia muove
dal rafforzamento delle capacità tecnologiche delle imprese, delle università e degli
enti di ricerca su alcuni temi specifici, si sviluppa attraverso la realizzazioni delle
condizioni di crescita per le giovani imprese innovative, si completa con la
capitalizzazione del valore sul territorio e con la creazione di infrastrutture
intangibili e si chiude attraverso il sostegno alla domanda di prodotti e servizi
innovativi e la creazione di nuovi mercati per linnovazione, anche attraverso la
committenza pubblica pre-commerciale.
Nella tabella seguente sono riportate le specifiche azioni
in essere e quelle in fase di avvio.
| AZIONI IN ESSERE |
|
|
|
Azione |
Destinatari |
Area Geografica |
Risorse |
Ricerca FAR |
Imprese, Università, EPR |
Centro Nord + Sud no
convergenza |
700 ML |
PON azioni integrate |
Imprese, Università, PA,
EPR |
Convergenza |
400 ML |
Distretti Tecnologici 1 |
Imprese, Università, EPR |
Convergenza |
514 ML |
Distretti Tecnologici 2 |
Imprese, Università, EPR |
Centro Nord + Sud no
convergenza |
375 ML |
Fondo infrastrutture |
Università e centri di ricerca |
Convergenza |
650 ML |
Fondo High Tech |
Imprese |
Convergenza |
80 ML |
| Totale parziale |
|
|
2.719 ML |
| |
|
|
|
| AZIONI DA AVVIARE |
|
|
|
Azione |
Destinatari |
Area
Geografica |
Risorse |
Incentivi
al Venture Capital x Spin Off ricerca |
Imprese,
Università, Enti di Ricerca |
Centro Nord
|
100 ML |
Zone
Franche dInnovazione |
Imprese,
Università, PA, Enti |
Convergenza |
20 ML |
Procurement
precommerciale |
PA e
Imprese |
Tutte |
2 ML |
Firb
Giovani |
Ricercatori |
Tutte |
58 ML |
PRIN |
Ricercatori |
Tutte |
173 ML |
Poli di
eccellenza |
Università |
Convergenza |
150 ML |
| Totale parziale |
|
|
503 ML |
| TOTALE GENERALE |
|
|
3.222
ML |
2. Un progetto strategico per il Paese
Tale sistema di interventi, infine, è coordinato e
finalizzato attraverso lindividuazione di un obiettivo strategico, le città
intelligenti (Smart Cities), che assume il ruolo di punto focale per lorganizzazione
e il coordinamento degli sforzi di tutti gli attori che partecipano al processo. Le grandi
sfide sociali rappresentano non solo problemi da affrontare, ma anche grandi opportunità
di rilancio e di crescita per alcuni importanti settori della nostra industria e del
sistema della ricerca e della formazione. Lazione integrata proposta dal Ministero
è finalizzata a realizzare politiche duali, capaci contestualmente di migliorare la vita
dei cittadini e di avviare processi di sviluppo economico. Da un lato, quindi,
lazione si ispira alla volontà di affrontare problemi di grande rilevanza sociale,
quali la riduzione delle emissioni attraverso le tecnologie pulite, le infrastrutture
intelligenti per la mobilità, la realizzazione di modelli urbani e di abitazione più
sostenibili, una sanità più efficiente, un welfare equo e tecnologico per la
società che invecchia e per le persone in condizioni di disagio. Dallaltro, la
stessa si ispira alla volontà di capitalizzare gli sforzi necessari al miglioramento
della vita dei cittadini attraverso laumento delle capacità tecnologiche, della
competitività e del potenziale di crescita delle imprese italiane. Al fine di realizzare
tale disegno, concentrando gli sforzi sui settori e sulle applicazioni più rilevanti, il
Governo intende utilizzare la piattaforma ideale della Smart City e la visione di
sviluppo ad essa sottesa come punto focale per il coordinamento delle azioni di governo
orientate allo sviluppo, nonché come metafora narrativa del percorso lungo il quale
lazione di governo intende coinvolgere cittadini, imprese, ricercatori ed
amministrazioni. La piattaforma progettuale di Smart City è una collezione di
problemi di scala urbana e metropolitana da affrontare e di idee per risolverli, un
insieme di tecnologie, applicazioni, modelli di inclusione, regole di relazione tra
sistema pubblico e privato, nuova strumentazione finanziaria, innovazione nella pubblica
amministrazione, procedure di procurement, azioni di semplificazione e
trasparenza, regolamentazione, su cui la pubblica amministrazione sappia formulare
promesse credibili nel medio periodo.
PARTE II - UNIVERSITA'
Il sistema universitario (All. 2: Università) vive un momento di grande
trasformazione, sia in ragione della particolare situazione di finanza pubblica sia in
ragione dellavvio del profondo processo di riassetto che segue lentrata in
vigore della riforma.
1. Il percorso riformatore in atto
Il sistema universitario e della ricerca è chiamato nel
corso del 2012 a consolidare e completare il percorso riformatore che, tenendo conto del
quadro delineato dalla legge 240/2010, si esplica in un articolato piano di azioni e
obiettivi.
a) Ringiovanimento delle università e revisione del sistema di
reclutamento. Con lobiettivo di rendere più flessibile e competitivo il
sistema della ricerca, il reclutamento dei ricercatori è strutturato in modo da prevedere
un ingresso con contratti a tempo determinato al termine dei quali è prevista
lassunzione nei ruoli della docenza a seguito del conseguimento
dellabilitazione nazionale.
b) Riforma dei dottorati di ricerca. Si tratta di un altro
tassello fondamentale finalizzato alla formazione di ricercatori in grado di operare a
stretto contatto con il sistema della ricerca universitaria e il sistema delle imprese con
una prospettiva di forte internazionalizzazione dei percorsi di terzo livello attraverso
laccreditamento di corsi di dottorato con elevati livelli qualitativi e nel rispetto
di rigorosi requisiti dimensionali.
c) Valutazione e accreditamento degli atenei e dei corsi. La
valutazione, vista come strumento di costante monitoraggio delle politiche realizzate,
vede nel percorso di accreditamento degli atenei e dei corsi di studio il primo elemento
per assicurare agli studenti e alle famiglie di poter frequentare percorsi formativi e
sedi universitarie di qualità certificata.
d) Diritto allo studio e Sistema integrato di politiche a sostegno
degli studenti
Il diritto allo studio declinato come intervento di equità a sostegno dei
percorsi di mobilità sociale necessari affinché si affermino i principi del merito e
dello sviluppo della conoscenza nella società. Ciò attraverso: un portale nazionale di
informazione ed iscrizione alluniversità; limpostazione su base sperimentale
di modalità valutative di accesso a tutti i corsi di laurea; lofferta di test di
accesso per le facoltà a numero chiuso su base almeno interregionale; la correlazione del
sistema di valutazione e accreditamento a specifici interventi di diritto allo studio,
utilizzando anche il Fondo per il merito; lampliamento della possibilità di accesso
ai corsi italiani di studenti stranieri; lavvio della Fondazione per il merito cui
è affidato il compito di convogliare risorse pubbliche e private da destinare a
interventi per borse di studio e per prestiti donore; la realizzazione e la
ristrutturazione degli edifici destinati ad ospitare gli studenti sia in termini di
residenzialità, sia di spazio destinati allo svolgimento delle attività di didattica e
di ricerca.
e) Revisione del sistema di finanziamento delle Università.
Il principale obiettivo è quello di far conoscere per tempo agli
atenei i criteri di assegnazione delle risorse, lentità dei finanziamenti e
tempestivamente la dimensione delle rispettive assegnazioni in modo da metterli in
condizioni di poter programmare con un orizzonte temporale pluriennale le proprie
attività. Il sistema universitario può contare su tre distinte linee di finanziamento
statale: le risorse a copertura delle spese correnti, i fondi infrastrutturali e i fondi
per la ricerca. Tali risorse non includono il cofinanziamento da parte di soggetti
privati.
| Risorse a copertura di spese correnti |
Fondi infrastrutturali |
Fondi per la Ricerca |
| FFO - Fondo di Finanziamento Ordinario |
FONDO EDILIZIA e INFRASTRUTTURE |
PRIN 2010-11 |
| PROGRAMMAZIONE TRIENNALE |
FONDO L.338/2000 |
FIRB "Futuro in ricerca" 2012 |
| ECONOMIE DA TURN OVER |
COLLEGI E RESIDENZE |
PON 2 - DISTRETTI E LABORATORI |
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|
| PIANO NAZIONALE PER IL SUD |
| PON A3 - RAFFORZAMENTO STRUTTURALE |
| RINEGOZIAZIONE CONTRATTI E MUTUI |
| CASSA DEPOSITI E PRESTITI |
|
| PON 1 - RICERCA INDUSTRIALE |
| DISTRETTI CENTRO NORD |
| DOTTORATO DI RICERCA |
|
7.500
ML |
1.700 ML |
3.300 ML |
P.S. . Nei prossimi giorni si potrà disporre del resosconto stenografico della
Commissione Cultura |
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