"Universitas News" l'assemblea sindacale "on line" del SUN. Visite: n. 18.817 nel 2011, da 23 Paesi

Sindaco di Bologna lancia un appello perchè una "università internazionale" venga a collocarsi a Bologna, e offre gratis un terreno per l'edificazione.
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UNIVERSITAS  News

Foglio on line sull'università, con  Forum di politica generale aperto a tutti.
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7- Tel  347 9470152 - nino.luciani@libero.it

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                               NINO LUCIANI, Direttore responsabile

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 Nino Luciani

Comité de Patronage: Francesco Bonsignori,Alfredo De Paz,Elena Ferracini, Dario Fertilio, Enrico Lorenzini, Nino Luciani,Bruno Lunelli,Marco Merafina, Franco Sandrolini

  PAESI VISITATORI  nel 2010: Italy, United States, United Kingdom, Germany, France, Netherlands, Ukraine, Poland, Russian Federation, Belgium, Canada, Switzerland, Greece, China, Finland, Denmark, Morocco, Spain, Israel, Sweden, Luxembourg, Romania, Australia, Costa Rica, Latvia, Turkey, Brazil, Malta, Austria, Moldova, Republic of Korea, Republic of South Africa, Malaysia, Bulgaria, Slovenia, Tunisia, United Arab Emirates, San Marino, Czech Republic, Egypt, India, Netherlands Antilles, Indonesia, Slovakia, Hong Kong, Croatia, Georgia, Senegal, Vietnam, Brunei Darussalam, Japan, Colombia, Macedonia, Mexico, Peru, Ireland, Aruba, Uruguay, Albania, Belarus, Philippines, Algeria, Portugal, Lithuania, Cote D'Ivoire, Hungary, Europe, Kuwait, Norway, Bolivia, Pakistan, Chile, Togo, Venezuela, Kenya, Panama, Iran, Islamic Republic of, Estonia, Argentina, Satellite Provider, Bahrain, Lebanon

Edizione di aprile   2012 - For translation in english, click on: http://translate.google.it/

Bologna, Piano Metropolitano, Sindaco Merola invoca "università internazionale" a Bologna. Su internazionalità di Bologna iniziative fin dal Rettorato di Fabio Roversi Monaco, in contiguità con lo "Studio Petroniano". CLICCA: Home/12 Lavoro: riforma Fornero tra diritto privato e diritto pubblico. Sulla posizione della Sig.ra S.Camusso. Per  assicurazione obbligatoria contro il rischio di disoccu- pazione. Perchè ignorati i "ricercatori precari" dell'università?CLICCA su: Forum 1/12
Universita' di Bologna, Consiglio di amministrazione prende atto del presunto esito valutazione dei dirigenti, tutti "valutati" positivamente (meno uno) dal direttore generale, ma "intoccabili" da parte del CdA. CLICCA su: Articoli/12 Governo Monti verso riforma fiscale ? Sintesi riforma fiscale Cosciani del 1970, quale "viatico" alla nuova. Ma tutto inutile senza la tempestività di spesa del gettito. Per uso "deflazionistico" dell'IVA per sblocco esportazioni. CLICCA   su: Forum 2/12
Università di Bologna. In soffitta le gloriose vecchie Facoltà. Gli insegnamenti saranno ripartiti tra 11 Scuole. (Anche approvate le nuove classi di laurea).
Commeno di G. Porzi, Consigliere di Amministrazione.
CLICCA su: Rubrica/12
Su proposta del Comune di Bologna: Università di Bologna aderisce al Patto per la Giustizia della città di Bologna. Interrogativi sulla competenza della università in questo campo.  CLICCA su: Forum 4/12
Professori Associati. Università di Bologna chiude il capitolo della collocazione forzata in pensione a 68 anni massimi, dei professori associati. Anche questi, come i prof. ordinari, potranno andare in pensione a 70 anni. CLICCA su: Forum 3/12 Marco Merafina, "Il Piano straordinario di reclutamento del Governi è una soluzione alla questione dei ricercatori ?". Neo-Ministro Profumo dice di volere la riforma Gelmini, ma perde tempo e non trova i soldi per applicarla. CLICCA: Stato/12

Tribunale di Perugia Sentenza n. 109/11, in data 27/1/2011, riammette il prof. Nino Luciani nel Cipur, Clicca su: Trib-Perugia

Per le pagine delle edizioni 2011 e precedenti, clicca su:

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RUBRICA 2012

 


Università di Bologna. In soffitta le vecchie Facoltà,
LA DIDATTICA SARÀ RIPARTITA TRA 11 SCUOLE:
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Immagine dello "Studio" medievale

- Scuola di Agraria e Veterinaria;
- Scuola di Economia, Management e Statistica;
- Scuola di Biotecnologie, Farmacia e Discipline Motorie;
- Scuola di Giurisprudenza;
- Scuola di Ingegneria e Architettura;
- Scuola di Lettere e Conservazione dei Beni Culturali;
- Scuola di Lingue, Interpretariato e Traduzione;
- Scuola di Medicina e Chirurgia;
- Scuola di Psicologia e Formazione;
- Scuola di Scienze;
- Scuola di Scienze Politiche ( o Scienze Politiche e Sociologiche)

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Gianni Porzi

Le nuove Scuole (già Facolta')

  Il Consiglio di Amministrazione (3 aprile 2012) ha ripartito la didattica tra 11 Scuole (che sostituiranno le vecchie Facoltà, abolite) e deciso i criteri di affererenza dei Dipartimenti alle Scuole stesse.
  (Anche approvate le classi di laurea. Per vederle, clicca su Classi).
   Le Scuole sono le seguenti:
- Scuola di Agraria e Veterinaria;
- Scuola di Economia, Management e Statistica;
- Scuola di Biotecnologie, Farmacia e Discipline Motorie;
- Scuola di Giurisprudenza;
- Scuola di Ingegneria e Architettura;
- Scuola di Lettere e Conservazione dei Beni Culturali;
- Scuola di Lingue, Interpretariato e Traduzione;
- Scuola di Medicina e Chirurgia;
- Scuola di Psicologia e Formazione;
- Scuola di Scienze;
- Scuola di Scienze Politiche (o Scienze Politiche e Sociologiche).

  L'art. 19 co. 4 dello statuto prevede che all'interno delle scuole siano costituite vicepresidenze nelle sedi territoriali caratterizzate dalla presenza di un numero rilevante di docenti e studenti.
  Nelle sedi della Romagna è stata confermata la presenza di una vicepresidenza delle scuole, in corrispondenza delle precedenti sedi istituzionali delle presidenze di facoltà, procedendo ad accorpamenti laddove le facoltà presenti in una sede confluiscano nella stessa scuola e di istituire ulteriori vicepresidenze in quelle sedi in cui sono attivati corsi di studio di competenza dei dipartimenti afferenti alla scuola a cui sono iscritti complessivamente almeno 1000 studenti e abbiano sede di servizio almeno 25 docenti inquadrati nei dipartimenti afferenti alla scuola.

   Sulla base di tale criterio sono state istituite:
   - presso la sede di Bologna una vicepresidenza per ciascuna delle scuole di cui sopra con l'eccezione della scuola di Agraria e Veterinaria per cui sono previste due vicepresidenze, una nel comune di Bologna e l'altra nel comune di Ozzano dell'Emilia;
  - presso la sede di Cesena una vicepresidenza per ciascuna delle seguenti scuole: Ingegneria e Architettura; Psicologia e Formazione;
  - presso la sede di Forlì una vicepresidenza per ciascuna delle seguenti scuole: Economia, Management e Statistica; Lingue, Interpretariato e Traduzione; [Scienze Politiche o Scienze Politiche e Sociologiche];
  - presso la sede di Ravenna una vicepresidenza per la scuola di Lettere e Conservazione dei Beni Culturali;
  - presso la sede di Rimini una vicepresidenza per ciascuna delle seguenti scuole: Economia, Management e Statistica; Biotecnologie, Farmacia e Discipline Motorie.

    I criteri per l'afferenza dei Dipartimenti alle Scuole hanno luogo in relazione alla consistenza, alla rilevanza e all'affinità disciplinare delle attività formative garantite dai Dipartimenti.
   Il criterio di consistenza delle attività formative garantite dai dipartimenti alle scuole è soddisfatto quando un dipartimento conferisce almeno il 4% dei crediti formativi offerti da una scuola. Tali crediti sono calcolati sulle attività formative dei corsi di laurea di I e II ciclo che prevedono lo svolgimento di attività didattica frontale e l'attribuzione di crediti, così come rilevato dal data base della programmazione didattica d'ateneo (a.a. 2011-12).
  Il criterio di rilevanza delle attività formative garantite dai dipartimenti alle scuole è soddisfatto quando un dipartimento conferisce il maggior numero dei crediti formativi, calcolati come sopra, ad almeno un corso di laurea di I o II livello nelle classi dei corsi di laurea di pertinenza di una scuola.
   Il criterio di affinità disciplinare delle attività formative garantite dai dipartimenti è soddisfatto quando i settori scientifico-disciplinari dei docenti e ricercatori appartenenti a un dipartimento sono presenti tra quelli degli insegnamenti di base o caratterizzanti di almeno una delle classi dei corsi di laurea di pertinenza di una scuola.

    Un dipartimento afferisce a una scuola se soddisfa il criterio di affinità disciplinare e almeno uno tra i criteri di consistenza e di rilevanza delle attività formative garantite alla scuola stessa.   

 
  Gianni Porzi, Il commento

   (da: INTERVENTO in CdA)

   Innanzi tutto devo rilevare che è stato messo all'o.d.g. un tema così importante qual'é la costituzione delle Scuole, senza un incontro preliminare dedicato all'approfondimento del problema in tutti i suoi aspetti, per registrare le varie ipotesi e per conoscere anche le possibili criticità, al fine di poter poi assumere una decisione consapevole, avendo cioè acquisito la piena conoscenza del problema.
   La complessità del problema è dimostrata anche dal fatto che il pro-Rettore Fiorentini, durante l'illustrazione della pratica, ha affermato che è stato un lavoro difficile e molto impegnativo.
   A mio avviso sarebbe stata molto utile una riunione della Assemblea Congiunta (CdA e Senato) dove potevano essere registrate le varie proposte e che avrebbe consentito, dopo un ampio dibattito, di raggiungere una soluzione il più possibile meditata e condivisa.
   Per quanto riguarda il n° di Scuole, la scelta di 11, che ritengo eccessive, non credo risponda allo spirito della Legge.
   A mio avviso, la Scuola doveva rappresentare un qualcosa di innovativo (almeno per il nostro Paese) che superasse la logica delle attuali Facoltà, affidando ai Dipartimenti tutta la responsabilità dell'attività didattica.
  Ritengo che andassero il più possibile evitate sovrapposizioni con le attuali Facoltà.
   La scelta delle 11 Scuole non credo risponda all'esigenza di una razionalizzazione dell'attuale situazione, come auspicato dalla Lg.240.
  Non si capisce inoltre la logica dell'aver fissato al 4% la soglia dei crediti formativi come consistenza minima delle attività formative perché un Dipartimento possa partecipare ad una Scuola.
  Perché proprio il 4% e non il 5% o addirittura il 10%?
  Ha senso che una Scuola sia costituita da due soli Dipartimenti, uno dei quali con peso sostanzialmente irrilevante?
  Con una soglia bassa e un numero elevato di Scuole potrebbe inoltre verificarsi che un Dipartimento (specialmente nel caso di quelli che comprendono s.s.d. di "servizio") possa afferire a più Scuole, cosa che non credo vada nella direzione della semplificazione.
   Per quanto concerne le due opzioni proposte per la denominazione della undicesima Scuola in elenco, accolgo con piacere la notizia data dal Rettore che il problema è stato risolto.
  Colgo tuttavia l'occasione per mettere in evidenza che la diatriba tra le due denominazioni era chiaramente conseguenza dell'elevato n° di Scuole.  GP

 

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CONTENZIOSO SUGLI STATUTI:
MIUR  CHIAMA  IN  GIUDIZIO,  AL TAR,  IL  POLITECNICO  DI   TORINO
Idem, probabilmente, per Genova e  Parma


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Francesco Profumo
già Rettore


Contestata la legittimità della decisione
del Politecnico, laddove esso insiste per la elettività
del CdA - Consiglio di Amministrazione

Il ProRettore Gilli, successore pro-tempore di Profumo:
"Difenderemo questa posizione con fermezza,
fiduciosi nel Giudice Amministrativo"


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Marco Gilli
ProRettore

NOTA. Gli scenari che si aprono per Torino e, potenzialmente, per tutta l'universita' italiana

1.- In premessa, si ricorda che non solo Torino Politecnico, ma anche Genova e Parma, hanno deliberato di volere un CdA elettivo, non designato, ritenendo cio' essere conforme alla legge Gelmini.
  Questa, all'art. 2, lett. i stabilisce, "per la composizione del consiglio di amministrazione", ... "una rappresentanza elettiva degli studenti; designazione o scelta degli altri componenti,... tra candidature individuate ... tra personalita' italiane o straniere in possesso di comprovata competenza in campo gestionale ovvero di un'esperienza professionale di alto livello con una necessaria attenzione alla qualificazione scientifica culturale".
  Secondo il Miur, ''designazione o scelta'' e' diverso da ''elezione'', ma secondo alcuni giuristi l'aggiunta di "o scelta" e' un ripensamento del legislatore che offre, in subordine, la possibilita' della elezione: nel senso che anche la elezione e' una scelta.
  Sempre, secondo il Miur, posto che il CdA vada designato, esso va configurato come distinto da ogni altro Organo. Pertanto, esso non puo' essere neppure l'emanazione di un altro organo (il Senato), e dunque dev'essere nominato da almeno due organi.

2. Quale linea di difesa Torino potrebbe adottare, al Tar ?
Torino potrebbe scegliere tra due linee difensive:
a) potrebbe sostenere di avere correttamente applicato la legge, perche' ''eleggere'' vuole dire anche ''scegliere'', non importa se mediante votaziono o mediante designazione. L'importante e' che i candidati abbiano le competenze professionali di legge per fare bene il loro compito;
b) potrebbe, invece:
- sostenere che lo Statuto degli Atenei puo' disporre nei limiti della legge ordinaria e che questa, essendo una legge ordinaria, (a sua volta) puo' disporre nei limiti della legge costituzionale, secondo cui (art. 33) '' le ... universita' ... hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato'';
- e sostenere cha le legge Gelmini ha violato la Costituzione, laddove non ha rispettato l'autonomia universitaria, in materia di ordinamento e, dunque, chiedere al TAR che, prima di decidere, ponga la questione di costituzionalita' alla Corte Costituzionale.

La prima linea e' molto rischiosa e forse perdente.
La seconda linea, ma che postula che il TAR ritenga fondata la questione di costituzionalita', viene ad aprire per l'universita' italiana una stagione nuova: la speranza che la Corte la liberi ora e per sempre dal guinzaglio dei politici, in materia di autonomia di ordinamento.

3.- Cosa dire per provare la incostituzionalita' della legge Gelmini ?
Gli elementi costitutivi del dispositivo di legge contestato sono, a mio avviso, tre:
a) le competenze del CdA;
b) i requisiti dei candidati, ai fini della nomina;
c) il decisone delle nomine.

A mio avviso, i primi due punti possono rientrare nei limiti, di possibile competenza della legge ordinaria, senza violare l'autonomia universitaria su questioni essenziali di ordinamento.
Invece, il potere di decidere chi fa la scelta (elezione, designazione ...) e' invece essenziale perche' l'autonomia sussista o sia annullata.
Dunque, la incostituzionalita' della legge ordinaria mi parrebbe ineccepibile, sul punto c). Nino Luciani

 


EDIZIONE PRECEDENTE
    

   Il nuovo ministro prof. Francesco Profumo
audito dalla Commissione Cultura della Camera
(10 gennaio 2012)


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Francesco Profumo,
ministro università

 


Documento Programmatico del Ministro
contenente le sue linee di azione
per  la Ricerca
e l’Università
( Testo integrale relativo alle Parti I e II )

Primo commento: accento sul rifinanziamento della ricerca e dell'università,
per dare sostanza alla  riforma ex-lege 240/2010, in via di completamento

  
Linee di azione - Sintesi

   Il presente Documento Programmatico contiene le linee di azione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (di seguito anche MIUR).
  Il Documento, che premette brevemente quelle che sono le caratteristiche del Ministero dal punto di vista organizzativo, si articola nell’esposizione di: interventi programmati per implementare la ricerca scientifica e tecnologica  (Parte I: Ricerca); piano di azioni ed obiettivi per la riforma del sistema universitario (Parte II: Università); priorità strategiche nonché ambiti prioritari di intervento in materia di istruzione (Parte III) (omessa in questo servizio - NdR).

PREMESSA

   Nel panorama delle amministrazioni centrali e periferiche in cui si articola l’organizzazione statale, il MIUR si contraddistingue per alcune peculiarità specifiche tra le quali, in particolare: la complessità istituzionale, dal punto di vista della rete di relazioni con altri enti, l’imponenza dell’organizzazione, che si sviluppa sia a livello centrale che periferico [3 dipartimenti, 12 direzioni generali centrali, 18 direzioni generali regionali; un organico di 8.462 unità di personale amministrativo, con personale in servizio pari a circa 5.235 unità]; l’esiguità dei fondi in settori di rilievo in cui è chiamato ad operare; il carattere strategico delle prestazioni e dei servizi resi (istruzione, formazione universitaria e ricerca) non solo dal punto di vista sociale ma anche quale fattore di competitività del Paese nonché oggetto di specifici impegni assunti in sede europea. In allegato, si illustrano elementi esplicativi sullo stato attuale dell’organizzazione ministeriale, evidenziando criticità ed individuando specifici interventi strutturali (All. 1: Ministero).

PARTE I - RICERCA-

1. L’accesso ai fondi europei e la competizione internazionale sulla ricerca

    L’Italia soffre di una ridotta capacità di accesso e sfruttamento dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per la Ricerca. Sul VII Programma Quadro, a fronte di un contributo totale dell’Italia al finanziamento del programma pari circa al 14%, lo sfruttamento degli stessi è stato solo pari all’8% circa. Sul fronte delle politiche di coesione, le percentuali di utilizzo dei fondi strutturali vedono l’Italia al penultimo posto, davanti alla Romania, con situazioni particolarmente critiche nelle Regioni della convergenza.

   A fronte di questa situazione, il Ministero è impegnato in una robusta azione di recupero della competitività del sistema della ricerca italiana nel contesto internazionale, con particolare riferimento agli indirizzi di priorità  espressi dalla Commissione Europea attraverso la strategia Horizon 2020. L’obiettivo perseguito è quello di aumentare la competitività dei ricercatori e delle imprese italiane nell’accesso alle varie tipologie di fondi messi a disposizione dalla Commissione Europea nonché di favorire l’integrazione tra tali fondi e capitali privati. Il Ministero intende anche promuovere specifici programmi e progetti di cooperazione bilaterale con paesi terzi di particolare interesse sotto il profilo dell’attività scientifica, tecnologica e dell’innovazione.

   A questo scopo il Ministero è impegnato nello sviluppo di un insieme integrato di azioni che compongono una strategia complessiva di crescita prevalentemente basata sul miglior utilizzo delle risorse europee. Tale strategia muove dal rafforzamento delle capacità tecnologiche delle imprese, delle università e degli enti di ricerca su alcuni temi specifici, si sviluppa attraverso la realizzazioni delle condizioni di crescita per le giovani imprese innovative, si completa con la capitalizzazione del valore sul territorio e con la creazione di infrastrutture intangibili e si chiude attraverso il sostegno alla domanda di prodotti e servizi innovativi e la creazione di nuovi mercati per l’innovazione, anche attraverso la committenza pubblica pre-commerciale.

   Nella tabella seguente sono riportate le specifiche azioni in essere e quelle in fase di avvio.

AZIONI IN ESSERE      

Azione

Destinatari

Area Geografica

Risorse

Ricerca FAR

Imprese, Università, EPR

Centro Nord + Sud no convergenza

700 ML

PON azioni integrate

Imprese, Università, PA, EPR

Convergenza

400 ML

Distretti Tecnologici 1

Imprese, Università, EPR

Convergenza

514 ML

Distretti Tecnologici 2

Imprese, Università, EPR

Centro Nord + Sud no convergenza

375 ML

Fondo infrastrutture

Università e centri di ricerca

Convergenza

650 ML

Fondo High Tech

Imprese

Convergenza

80 ML

Totale parziale    

2.719 ML

       
AZIONI DA AVVIARE      

Azione

Destinatari

Area Geografica

Risorse

Incentivi al Venture Capital x Spin Off ricerca

Imprese, Università, Enti di Ricerca

Centro Nord

100 ML

Zone Franche d’Innovazione

Imprese, Università, PA, Enti

Convergenza

20 ML

Procurement precommerciale

PA e Imprese

Tutte

2 ML

Firb Giovani

Ricercatori

Tutte

58 ML

PRIN

Ricercatori

Tutte

173 ML

Poli di eccellenza

Università

Convergenza

150 ML

Totale parziale    

503 ML

TOTALE GENERALE    

3.222 ML

2. Un progetto strategico per il Paese

   Tale sistema di interventi, infine, è coordinato e finalizzato attraverso l’individuazione di un obiettivo strategico, le città intelligenti (Smart Cities), che assume il ruolo di punto focale per l’organizzazione e il coordinamento degli sforzi di tutti gli attori che partecipano al processo. Le grandi sfide sociali rappresentano non solo problemi da affrontare, ma anche grandi opportunità di rilancio e di crescita per alcuni importanti settori della nostra industria e del sistema della ricerca e della formazione. L’azione integrata proposta dal Ministero è finalizzata a realizzare politiche duali, capaci contestualmente di migliorare la vita dei cittadini e di avviare processi di sviluppo economico. Da un lato, quindi, l’azione si ispira alla volontà di affrontare problemi di grande rilevanza sociale, quali la riduzione delle emissioni attraverso le tecnologie pulite, le infrastrutture intelligenti per la mobilità, la realizzazione di modelli urbani e di abitazione più sostenibili, una sanità più efficiente, un welfare equo e tecnologico per la società che invecchia e per le persone in condizioni di disagio. Dall’altro, la stessa si ispira alla volontà di capitalizzare gli sforzi necessari al miglioramento della vita dei cittadini attraverso l’aumento delle capacità tecnologiche, della competitività e del potenziale di crescita delle imprese italiane. Al fine di realizzare tale disegno, concentrando gli sforzi sui settori e sulle applicazioni più rilevanti, il Governo intende utilizzare la piattaforma ideale della Smart City e la visione di sviluppo ad essa sottesa come punto focale per il coordinamento delle azioni di governo orientate allo sviluppo, nonché come metafora narrativa del percorso lungo il quale l’azione di governo intende coinvolgere cittadini, imprese, ricercatori ed amministrazioni. La piattaforma progettuale di Smart City è una collezione di problemi di scala urbana e metropolitana da affrontare e di idee per risolverli, un insieme di tecnologie, applicazioni, modelli di inclusione, regole di relazione tra sistema pubblico e privato, nuova strumentazione finanziaria, innovazione nella pubblica amministrazione, procedure di procurement, azioni di semplificazione e trasparenza, regolamentazione, su cui la pubblica amministrazione sappia formulare promesse credibili nel medio periodo.

PARTE II - UNIVERSITA'

Il sistema universitario (All. 2: Università) vive un momento di grande trasformazione, sia in ragione della particolare situazione di finanza pubblica sia in ragione dell’avvio del profondo processo di riassetto che segue l’entrata in vigore della riforma.

1. Il percorso riformatore in atto

   Il sistema universitario e della ricerca è chiamato nel corso del 2012 a consolidare e completare il percorso riformatore che, tenendo conto del quadro delineato dalla legge 240/2010, si esplica in un articolato piano di azioni e obiettivi.
   a) Ringiovanimento delle università e revisione del sistema di reclutamento. Con l’obiettivo di rendere più flessibile e competitivo il sistema della ricerca, il reclutamento dei ricercatori è strutturato in modo da prevedere un ingresso con contratti a tempo determinato al termine dei quali è prevista l’assunzione nei ruoli della docenza a seguito del conseguimento dell’abilitazione nazionale.
  b) Riforma dei dottorati di ricerca. Si tratta di un altro tassello fondamentale finalizzato alla formazione di ricercatori in grado di operare a stretto contatto con il sistema della ricerca universitaria e il sistema delle imprese con una prospettiva di forte internazionalizzazione dei percorsi di terzo livello attraverso l’accreditamento di corsi di dottorato con elevati livelli qualitativi e nel rispetto di rigorosi requisiti dimensionali.
  c) Valutazione e accreditamento degli atenei e dei corsi. La valutazione, vista come strumento di costante monitoraggio delle politiche realizzate, vede nel percorso di accreditamento degli atenei e dei corsi di studio il primo elemento per assicurare agli studenti e alle famiglie di poter frequentare percorsi formativi e sedi universitarie di qualità certificata.
   d) Diritto allo studio e Sistema integrato di politiche a sostegno degli studenti
   Il diritto allo studio declinato come intervento di equità a sostegno dei percorsi di mobilità sociale necessari affinché si affermino i principi del merito e dello sviluppo della conoscenza nella società. Ciò attraverso: un portale nazionale di informazione ed iscrizione all’università; l’impostazione su base sperimentale di modalità valutative di accesso a tutti i corsi di laurea; l’offerta di test di accesso per le facoltà a numero chiuso su base almeno interregionale; la correlazione del sistema di valutazione e accreditamento a specifici interventi di diritto allo studio, utilizzando anche il Fondo per il merito; l’ampliamento della possibilità di accesso ai corsi italiani di studenti stranieri; l’avvio della Fondazione per il merito cui è affidato il compito di convogliare risorse pubbliche e private da destinare a interventi per borse di studio e per prestiti d’onore; la realizzazione e la  ristrutturazione degli edifici destinati ad ospitare gli studenti sia in termini di residenzialità, sia di spazio destinati allo svolgimento delle attività di didattica e di ricerca.
   e) Revisione del sistema di finanziamento delle Università.
    Il principale obiettivo è quello di far conoscere per tempo agli atenei i criteri di assegnazione delle risorse, l’entità dei finanziamenti e tempestivamente la dimensione delle rispettive assegnazioni in modo da metterli in condizioni di poter programmare con un orizzonte temporale pluriennale le proprie attività. Il sistema universitario può contare su tre distinte linee di finanziamento statale: le risorse a copertura delle spese correnti, i fondi infrastrutturali e i fondi per la ricerca. Tali risorse non includono il cofinanziamento da parte di soggetti privati.

Risorse a copertura di spese correnti Fondi infrastrutturali Fondi per la Ricerca
FFO - Fondo di Finanziamento Ordinario FONDO EDILIZIA e INFRASTRUTTURE PRIN 2010-11
PROGRAMMAZIONE TRIENNALE FONDO L.338/2000 FIRB "Futuro in ricerca" 2012
ECONOMIE DA TURN OVER COLLEGI E RESIDENZE PON 2 - DISTRETTI E LABORATORI
 

 

 

PIANO NAZIONALE PER IL SUD
PON A3 - RAFFORZAMENTO STRUTTURALE
RINEGOZIAZIONE CONTRATTI E MUTUI
CASSA DEPOSITI E PRESTITI
PON 1 - RICERCA INDUSTRIALE
DISTRETTI CENTRO NORD
DOTTORATO DI RICERCA

7.500 ML

1.700 ML

3.300 ML

TOTALE 12.500 ML

P.S. . Nei prossimi giorni si potrà disporre del  resosconto stenografico della Commissione Cultura

 

        Anno 2012
       Direttore Responsabile del Foglio Indipendente on line: Prof. Nino Luciani  
          UNIVERSITAS Notizie - Organo del SUN - SINDACATO UNIVERSITARIO NAZIONALE on Line - SEDE IN BOLOGNA
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