Sindaco di Bologna lancia un appello perchè una "università internazionale" venga a collocarsi a Bologna, e offre gratis un terreno per l'edificazione.

http://www.universitas.bo.it , l'assemblea culturale e sindacale "on line" del SUN. Visite: n.18.817 nel 2011 da 23 Paesi

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UNIVERSITAS  News

Foglio on line sull'università, con  Forum di politica generale aperto a tutti.
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7- Tel  347 9470152 - nino.luciani@libero.it

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                               NINO LUCIANI, Direttore responsabile

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 Nino Luciani

Comité de Patronage: Francesco Bonsignori, Alfredo De Paz, Elena Ferracini, Dario Fertilio, Enrico Lorenzini, Nino Luciani, Bruno Lunelli, Marco Merafina, Franco Sandrolini

  PAESI VISITATORI:  Italy, United States, United Kingdom, Germany, France, Netherlands, Ukraine, Poland, Russian Federation, Belgium, Canada, Switzerland, Greece, China, Finland, Denmark, Morocco, Spain, Israel, Sweden, Luxembourg, Romania, Australia, Costa Rica, Latvia, Turkey, Brazil, Malta, Austria, Moldova, Republic of Korea, Republic of South Africa, Malaysia, Bulgaria, Slovenia, Tunisia, United Arab Emirates, San Marino, Czech Republic, Egypt, India, Netherlands Antilles, Indonesia, Slovakia, Hong Kong, Croatia, Georgia, Senegal, Vietnam, Brunei Darussalam, Japan, Colombia, Macedonia, Mexico, Peru, Ireland, Aruba, Uruguay, Albania, Belarus, Philippines, Algeria, Portugal, Lithuania, Cote D'Ivoire, Hungary, Europe, Kuwait, Norway, Bolivia, Pakistan, Chile, Togo, Venezuela, Kenya, Panama, Iran

Edizione di aprile   2012 - For translation in english, click on: http://translate.google.it/

Bologna, Piano Metropolitano, Sindaco Merola invoca "università internazionale" a Bologna. Su internazionalità di Bologna iniziative fin dal Rettorato di Fabio Roversi Monaco, in contiguità con lo "Studio Petroniano". CLICCA: Home/12 Lavoro: riforma Fornero tra diritto privato e diritto pubblico. Sulla posizione della Sig.ra S.Camusso. Per  assicurazione obbligatoria contro il rischio di disoccu- pazione. Perchè ignorati i "ricercatori precari" dell'università?CLICCA su: Forum 1/12
Universita' di Bologna, Consiglio di amministrazione prende atto del presunto esito valutazione dei dirigenti, tutti "valutati" positivamente (meno uno) dal direttore generale, ma "intoccabili" da parte del CdA. CLICCA su: Articoli/12 Governo Monti verso riforma fiscale ? Sintesi riforma fiscale Cosciani del 1970, quale "viatico" alla nuova. Ma tutto inutile senza la tempestività di spesa del gettito. Per uso "deflazionistico" dell'IVA per sblocco esportazioni. CLICCA   su: Forum 2/12
Università di Bologna. In soffitta le gloriose vecchie Facoltà. Gli insegnamenti saranno ripartiti tra 11 Scuole. (Anche approvate le nuove classi di laurea).
Commeno di G. Porzi, Consigliere di Amministrazione.
CLICCA su: Rubrica/12
Su proposta del Comune di Bologna: Università di Bologna aderisce al Patto per la Giustizia della città di Bologna. Interrogativi sulla competenza della università in questo campo.  CLICCA su: Forum 4/12
Professori Associati. Università di Bologna chiude il capitolo della collocazione forzata in pensione a 68 anni massimi, dei professori associati. Anche questi, come i prof. ordinari, potranno andare in pensione a 70 anni. CLICCA su: Forum 3/12 Marco Merafina, "Il Piano straordinario di reclutamento del Governi è una soluzione alla questione dei ricercatori ?". Neo-Ministro Profumo dice di volere la riforma Gelmini, ma perde tempo e non trova i soldi per applicarla. CLICCA: Stato/12

Tribunale di Perugia Sentenza n. 109/11, in data 27/1/2011, riammette il prof. Nino Luciani nel Cipur, Clicca su: Trib-Perugia

Per le pagine delle edizioni 2011 e precedenti, clicca su:

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COMUNE DI BOLOGNA: PIANO STRATEGICO METROPOLITANO
SINDACO  MEROLA  APRE   DIBATTITO  AL  TEATRO  " L'ARENA DEL SOLE " ,
CON  LA MIRA DI ATTRARRE A BOLOGNA UNA UNIVERSITA'   INTERNAZIONALE

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Comune di Bologna

Le dichiarazioni del "Magnifico" MEROLA

Il Testo scritto del Discorso ufficiale del Sindaco

L'idea di fare la "seconda università" a  Bologna " (a prescindere dalla internazionalità) rientra in un dibattito, in atto dal termine del Rettorato
di Fabio Roversi Monaco


Forse utile, anche oggi, andare all'indietro per ritrovare
il carattere internazionale originario dello "STUDIO Petroniano".

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Virginio Merola

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Immagine dello "Studio" medievale

                              Alcuni argomenti per capire fatti e misfatti, opera di noi stessi:
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a) Collegamento con lo "Studio", avvenuto con le celebrazioni del "NONO CENTENARIO";
b) Applicazione "deviata" della legge sui Mega Atenei;
c) Obiettivi mancati della "Fondazione Alma Mater", per un ponte verso l'esterno;
d) Caduta irreversibile del numero degli studenti (Romagna inclusa) a partire dal 1998 e tuttora:
- 17,8% gli italiani, - 22,9% gli stranieri );
e) Molti professori dimissionati, pur se ancora in piene forze, anche oltre la legge Gelmini

Messaggio al rettore Dionigi: ripartire dalla "Fondazione  ALMA MATER",
ma trasformata in Fondazione di diritto pubblico e con la mira alta del Sindaco.

"Divus Petronius
Protectior et Pater
"

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Gregiorio XIII

Numero studenti università di Bologna:  declino inarrestabile dal 1998
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L' INTERVENTO   DEL  SINDACO  MEROLA

"Questo non è il solito saluto della città al solito convegno. Questa è la città di Bologna che saluta il suo ritorno ad essere una città speciale. Bene, tutti dobbiamo farci una domanda: Bologna è una città speciale? Lo è ancora? Lo sarà?

   Per molti anni lo siamo stati e per molti no. lo credo che dobbiamo e vogliamo tornare ad essere una città speciale. Cosa significa speciale? Significa innanzitutto pensare in grande, indipendentemente dalle nostre dimensioni. Salire di rango, rischiare di essere presi molto sul serio e dire che non esistono più confini, dire che i confini sono solo resistenza al cambiamento e al valore di questa città.

  Ecco alcuni avvisi ai naviganti, oggi che ci accingiamo a salpare per il Piano strategico.

La prima cosa la voglio dire ai sindaci della nostra area metropolitana. Alleiamoci. Alleiamoci per uscire dai nostri confini municipali e anche dai nostri confini mentali. Siamo noi che dobbiamo prendere per mano le nostre comunità, per renderle solidali e competitive. Siamo noi che dobbiamo essere capaci di raccontare al mondo quello che siamo, e soprattutto quello che vogliamo diventare.


   Il Piano Strategico ambisce a che non via sia più conflitto tra le nostre attitudini. Non si tratta più di dividerci tra chi ha una missione puramente solidale ed una puramente competitiva, questa dicotomia alla lunga ci sta fregando.

   Dunque, andare oltre i confini significa accedere al meglio dei talenti internazionali, mettendoli in contatto e in simbiosi con i nostri. Per fare di questa area urbana un porto attrattivo per i cittadini del mondo. Questo non solo è possibile, è indispensabile. Competitivi per attrarre il merito e gli investimenti ovunque essi si presentino, e questo è un obbligo per noi. Solidali, nel sostenere chi è il migliore quando gli altri non lo fanno, questo è un dovere.

    Guardiamo cosa abbiamo costruito fin qui. Bologna, per l'Italia e per l'Europa, ha rappresentato un traduttore per culture e civiltà. Questo sia nelle forme dell'economia quanto nelle forme della società, della sua organizzazione. Per molto tempo la comunità bolognese ha saputo unire, rappresentare, e finanche liberare le diversità, per tradurre tutto in un'altra dimensione delle cose e del pensiero, e ha scoperto in questo le proprie specialità. Alla fine dei conti, dunque, o siamo in grado di essere internazionali e universali nei valori che proponiamo, o non siamo speciali. Mettiamocelo in testa.
    Puntare sull'internazionalizzazione di Bologna vuoi dire attrarre talenti da ogni parte del mondo, e raggiungere il massimo punto di forza possibile in quattro campi fondamentali: la Cultura, il Lavoro, i Beni comuni, la Qualità urbana. Sono questi i quattro campi che vi propongo per costruire quella visione che permette di mettere in campo progetti capaci di attrarre investimenti pubblici e privati.
    Badate bene, quello che ci è mancato fino ad oggi è descrivere a chi ci osserva quale potenza e qualità ha un investimento su Bologna. E io sono convinto che Bologna abbia tutte le carte in regola per rubare la scena a molte altre città, che state sicuri non se ne stanno con le mani in mano.
    Questo significa che servono motivazioni forti per essere scelti. Rubare la scena, in tempi di delocalizzazioni, significa rilocalizzare qui a Bologna una nuova internazionalità delle scelte. Per questo il Piano strategico non è la fiera delle idee, e non è nemmeno un problema tecnico. Abbiamo già avuto il nostro governo tecnico, e dopo ci sono state le elezioni.
    Sulla base del mandato ricevuto dai cittadini voglio tenere unita la città attorno ad una prospettiva per i prossimi 20 anni, per conquistare insieme agli altri sindaci la nostra reputazione nel mondo.
    Questo significa selezionare il meglio del meglio, e lavorare solo con quello. E quindi sarò ancora più chiaro: non voglio concertare e lavorare per l'unanimità, o cercare di accontentare tutti, voglio una selezione di merito di quello che va fatto.
    Vi faccio un esempio. Qualcuno si è scandalizzato in questi giorni perché ho aperto un fronte con il Governo nazionale per l'IMU a tutela degli interessi di Bologna, che vengono prima rispetto a qualsiasi altro interesse. Sono orgoglioso di averlo fatto. Non sono contento di quello che il nostro Presidente del Consiglio pensa dell'articolo 18. Però lo voglio dire, io considero il nostro Presidente del Consiglio un alleato quando cerca di attrarre investimenti in questo Paese.
    Sappia che su questo Bologna c'è, con una strategia in quattro mosse:
    1. Noi siamo una "città speciale" perché possiamo mettere a disposizione importanti aree demaniali a basso costo per attirare la sede di un'importante Università internazionale, che affianchi l'Alma Mater per realizzare un polo della conoscenza e della ricerca tra i più importanti d'Europa, per quantità di cervelli, di brevetti, di qualità della vita e livello di relazioni internazionali.
     2. A una "città speciale" deve essere data la possibilità di defiscalizzare gli investimenti e gli insediamenti imprenditoriali caratterizzati da un forte tasso di Innovazione e ICT, dedicati a premiare e attirare talenti nei campi delle scienze e della tecniche più avanzate.
    3. Quando una Repubblica fondata sul lavoro nega la cittadinanza sociale e materiale alle giovani generazioni, che rappresentano il patrimonio su cui investire, una 'città speciale' deve fare esattamente il contrario. Deve liberare dalla schiavitù i giovani e i nuovi italiani, le seconde generazioni in attesa di capire se li riconosciamo come italiani, offrendo loro cittadinanza e opportunità, premiando il merito e l'impegno.
    4. Una 'città speciale' lo è se ha un'economia sociale. E questo per me significa delle cose precise: che i beni comuni vanno tutelati, che sono un investimento, che sono una ricchezza, e che le persone devono essere messe nelle condizioni di poter scegliere i loro percorsi di vita e di avere la possibilità di organizzarsi per dare risposte ai propri bisogni, anche attraverso una integrale applicazione della sussidiarietà, come è scritta nella nostra Costituzione.

    Questi per me sono i binari su cui corre il Piano strategico metropolitano. E per realizzare tutto questo abbiamo bisogno di portare avanti progetti concreti e nuove alleanze.
    A chi mi chiede, di fronte alle novità che abbiamo proposto all'inizio del nostro mandato, se avremo il coraggio di arrivare fino in fondo, io rispondo con serenità: tagliamo i ponti con chi non vuole cambiare mai. E usiamo i prossimi mesi per vincere questa sfida. Questa città è sazia e disperata di conservazione, lo sto con chi le cose le vuole cambiare davvero.
   A tutti gli altri dico: non aspettateci perché a voi non renderemo conto.
  Signori, una città che non riesce a ricostruire le proprie leggende ripete il suo passato nella propaganda. Questo rischio noi non lo dobbiamo correre. E allora avanti col Piano strategico, diamo un senso al nostro futuro. Buon lavoro a tutti.

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NINO LUCIANI, Andando all'indietro ..., ma per   tornare al Sindaco
 
1.- Premessa. La via per il risveglio.  Il risveglio dell'università di Bologna, verso l'internazionalità, avviene sotto il rettore Fabio Roversi Monaco con le celebrazioni del NONO CENTENARIO e la redazione della Magna Charta Universitatum, che avrà sùbito l'adesione di molte università di vari Paesi, e via via, possiamo dire, di tutte le università nel mondo. Il suo rettorato va dal 1986 al 2000, e conosce non solo la accennata iniziativa ma anche l'acquisizione ininterrotta di spazi in città, per didattica, ricerca, accoglienza degli studenti.
   In prefazione al volume "L'università a Bologna, dalle origini al XVI secolo", realizzato dalla Cassa di Risparmio in Bologna, F. Roversi Monaco scrive:
   "Nel corso dei prossimi decenni l'Università, nella consapevolezza della sua storia, dovrà tornare ad essere la sede progettuale non soltanto per il futuro dei docenti e della comunità degli studenti, ma per la città di Bologna, cui l'Università è legata da nove secoli di vicende comuni".
   E ancora: "Ciò che soprattutto interessa è il nuovo e il futuro che, chiuso ed inespresso nell'inesauribile giacimento storico della nostra Università, ritorna con le sue idee e progetti. Si pensi soltanto alla originaria vocazione internazionale della Università di Bologna, che non è mai stata soltanto una gloria municipale, ma il luogo d'incontro europeo delle peregrinazioni studentesche, un centro dove affluirono libri e docenti di tutti i paesi, la culla della sapienza giuridica e di tanti altri saperi dei quali in questo libro si individuano gli inizi e l'influenza sociale e politica, l'itinerario ininterrotto delle esperienze di studio e ricerca che ha pervaso mentalità e sensibilità collettive".
    Era anche palese la opportunità di nuove forme di dialogo col mondo esterno (enti locali, imprese), in primis sul proprio territorio. Il compito di ponte (verso e dal mercato), fa dato alla Fondazione "Alma Mater", costituita da lui nel 1986 (21 dic). Su questa tornerò più avanti.
   Il coronamento dell'avvenuto avvio e crescita avviene al momento della "autonomia universitaria", Legge Ruberti, n. 168/1989.
   Nel 1989 lo Stato italiano, in adempimento della Costituzione, concede infatti l'autonomia alle università. Anche Bologna avrà l'autonomia organizzativa con proprio Statuto (1993), e dunque con Organi eletti.
   Fu un momento irripetibile di liberazione delle energie locali via via accumulate, come conseguenza delle celebrazioni dell'ottavo centenario.
  
2.- L'applicazione "deviata" della legge per il decongestionamenro dei mega atenei (1996-98), e il pantano dell'operazione in Romagna.
   Ne 1996, arrivo' la legge n. 662/96, art. 1, c. 90, per il decongestionamento dei mega atenei. Gli Atenei con più di 40.000 studenti dovevano essere sdoppiati, e anche le Facoltà con più di 7000 studenti dovevano essere sdoppiate. Il DM attuativo (del 30.3.98 ) indicava prioritariamente quello di Bologna, da decongestionare, perchè "sovraffollato" .
   Già a quel momento (1998) era evidente che Bologna aveva bisogno di nuove risorse per radicare il suo posizionamento internazionale e di dare accoglienza, nella gestione dell'Ateneo, alle nuove leve emergenti. Sono di quella fase le prime crisi di governo dell'Ateneo, fino a prendere la forma di opposizione al rinnovo del mandato all'allora rettore. Tra i ribelli ci fu Ivano Dionigi, mentre io (che pur mi opponevo a quella politica in Romagna) volevo anche una chiarezza nella successione. Ma ci fu un polverone ... di cui tuttora portiamo i guai.
  
  Torniamo alla legge sui Mega Atenei. D'intesa con i Dirigenti del Miur, il "decongestionamento"   fu interpretato, non come frazionamento, ma come decentramento in Romagna. Nella prima ipotesi il finanziamento andava tutto a Bologna; nel secondo caso esso andava in Romagna. Inoltre Bologna vi avrebbe dovuto trasferire personale e risorse finanziarie del proprio bilancio, e studenti. Cruciali erano gli studenti: nel senso che, grazie al prevedibile calo a Bologna-città, qui il numero sarebbe rientrato nei limiti di legge.
   Ricordo anche il dirottamento forzato (vale dire con promesse di carriera) di centinaia di ricercatori, dottori di ricerca, ..., (anche professori ordinari, per una guida), gratis o semigratis (le spese di viaggio),  verso le sedi decentrate in Romagna, rivelatesi chimere, dopo l'infame legge Gelmini (in quanto dimentica di quella interpretazione del Miur). Sono cose note qui. 
   Quella scelta fu l'inizio di un vero pantano per Bologna, soprattutto il venir meno di risorse che le permettessero giusta posizione internazionale.
   Allora ero Consigliere di Amministrazione di Bologna e mi opposi a quella interpretazione "deviata" della legge 662. Ritenevo che l'obiettivo di fare l'università di Romagna fosse importantissimo, ma che fosse un obiettivo di interesse nazionale, e come tale da essere finanziato da Roma.
    Per di più, quell'obiettivo dell'universita' di Romagna non era fondato su un progetto culturale unitario (essere centrato su una sola citta', quella portatrice della storia maggiore di Romagna: vedi Ravenna, già sede imperiale e già in rapporti con lo "Studio petroniano"), ma su una pluralità di mini-sedi.
  Anche questo è risultato un progetto fallitto, e lo vediamo nel fatto che, dentro il nuovo Statuto di Bologna (ex-lege Gelmini) le strutture universitarie di Romagna sono divenute articolazioni locali di Bologna accentratrice (perduto anche quel poco di autonomia che le "Sedi" avevano, con rispettivi ProRettori).

3. Riprendiamo il discorso sulla "Fondazione "Alma mater". Questa, rimasta a vegetare per anni ma senza danno, a partire dal rettorato di P.U. Calzolari (fine 2000) diverrà la "seconda" articolazione dell'Ateneo, vale dire:
- all'Università "Alma Mater", restano i compiti istituzionali tradizionali;
- alla Fondazione "Alma Mater" vanno la didattica post-laurea, la gestione dei contratti di ricerca per conto terzi (questo era sempre stato solo un compito dei dipartimenti), la raccolta di fondi finanziari anche beneficiando di varie leggi fiscali di sgravio, e altre attività a pagamento.
   Ma la Fondazione sarà un fallimento. Infatti:
  a) anzichè procurare risorse finanziarie ed economie di spesa per l'Ateneo, la Fondazione produrrà bilanci con saldi passivi (essa si era anche frazionata con la creazione di vari uffici in ogni facoltà , e aveva creato Alma Cube,....) ;
  b) l'obiettivo fondamentale del rapporto operoso con le imprese rimarrà un miraggio lontano (troppi diversi i tempi di percorso delle imprese, rispetto a quelli dell'università).
   Non solo questo. Ci saranno anche "deviazioni": quella di creare una impresa "Alma mater Srl", con socio unico (Fondazione Alma Mater), il cui presunto "vantaggio" (?) era sottrarsi ai controlli diretti dell'Ateneo. Diverrà anche socia di molte società, tutte fuori del controllo di bilancio dell'ateneo ....
  Perveniamo al mandato del rettore I. Dionigi. Sulla discussa Fondazione, egli ordina una inchiesta e (al momento della scadenza delle cariche, gen-feb, 2011) azzera tutti gli incarichi. Nomina un nuovo Presidente, il prof. Francesco VELLA, che si impegna a dimettersi se entro un anno non raggiunge gli obiettivi, a cominciare (presumerei) dalla trasformazione da ente di diritto privato a ente di diritto pubblico.
   La trasformazione era motivata dal "monstrum" (della Fondazione Alma Mater) che, pur essendo una istituzione di proprietà di un ente pubblico (l' Ateneo), era regolato dal codice civile, e quindi sfuggiva ai controlli tipici degli enti di diritto pubblico e a quelli di contabilità pubblica, e al tempo stesso aveva prodotto perdite.

  4.- La Fondazione è ancora inceppata. Un anno non è bastato per trasformarla in Fondazione universitaria e nulla si sa del bilancio.
 
Il CdA dell'Università, nella riunione del 15 feb. 2012, rinviava il decollo della Fondazione di diritto universitario, e dettava un testo per una convenzione Ateneo-Fondazione (legata al piano strategico triennale 2011-13) che ne ridefiniva i compiti e i limiti. 
    Della "Alma Mater Srl" nulla è emerso, circa la sorte.
   In conclusione, si direbbe che si è realizzata la condizione per le dimissioni (era l'impegno del neo Presidente VELLA, se entro un anno non avesse visto la luce), la qual cosa mi parrebbe una condizione anche per decisione analoga del rettore.
    C'è dell'altro. Dai verbali del CdA risultano alcune interrogazioni al rettore:
- quella del Cons. Prof. G. Porzi gli "chiedeva quando riteneva di poter dare corso agli adempimenti sopra ricordati, nel rispetto di quanto deliberato il 15/2/2011";
- quella del Cons. Lo Priore che non vedeva una chiara differenza di attribuzioni tra Fondazione e Ateneo;
- quella del Cons. Sig.ra Zago, alla quale "non appariva evidente, nell'ambito dell'alta formazione, il preciso riparto di competenze tra Ateneo e Fondazione".
   A tutti era stata data risposta ma solo su argomenti, non sollevati.

5.- Conclusione: torniamo al SINDACO. Visto che tutto è ancora in viaggio per realizzare le condizioni per cui la Fondazione riesca a trovare finanziamenti, per l'Ateneo, per un suo nuovo risveglio verso l'internazionalità e verso il suo proprio territorio (vedi il crollo degli studenti), l'incidente di percorso del Sindaco (cos' l'avrebbe classificato il Rettore) è invece il "grillo parlante", che dice la verità e interpreta correttamente il ruolo di Bologna "città speciale" nel mondo.
   Adelante, "Magnifico" Merola.
  NINO LUCIANI

 

CdA 15 febbraio 2011 
IL TESTO DELLA POSSIBILE  CONVENZIONE TRA ATENEO E FONDAZIONE
circa "gli impegni reciproci per alta formazione, consulenze e ricerche in conto terzi, fund raising, gestione marchio per finalità commerciali nel triennio 2011-2013

Rinvio sine die della trasformazione da ente di diritto privato in ente di diritto universitario ex-D.P.R. 254/2001.

Testo della Convenzione così come licenziato dalla Giunta di Ateneo nella seduta del 26.09.2011:

Art. 1 – Oggetto della convenzione
La presente convenzione disciplina i reciproci impegni che le Parti assumono per dare attuazione al Piano strategico 2011 -2013, nei seguenti ambiti:
- alta formazione e formazione orientata al mercato senza rilascio di crediti formativi universitari;
- ricerca e consulenza, creazione di impresa;
- sfruttamento commerciale del marchio di Ateneo (merchandising);
- fundraising per l’Ateneo;
Le ulteriori attività di Fondazione, non contemplate nella convenzione o negli atti successivi ed integrativi, sono dalla stessa gestite secondo le proprie finalità statutarie, d’intesa con l’Ateneo.

Art. 2 – Monitoraggio
L’attuazione del Piano è monitorata dal Magnifico Rettore e dal Presidente di Fondazione Alma Mater, con l’intento, in collaborazione reciproca, di assicurare la più efficace realizzazione del Piano strategico, proponendo, ove si renda necessario adeguamenti e ampliamenti della stessa, che dovranno essere vagliati dai Consigli di Amministrazione di Fondazione e dell’ Ateneo.

Art. 3 – Obblighi di informazione
L’Ateneo assume l'obbligo di informazione presso le proprie Strutture ed articolazioni interne, nonché presso il personale tutto, e nei confronti delle strutture partecipate e collegate e dei principali stakeholders dei contenuti della convenzione e delle attività di supporto messe a disposizione dell'Ateneo da parte di Fondazione.
Al fine di adempiere al predetto obbligo, l’Ateneo assume azioni positive e concrete, ivi inclusa l’adozione di linee guida che assicurino una più armonica interrelazione fra Strutture dell’Ateneo e Fondazione e definiscano i servizi che Fondazione può erogare alle medesime Strutture a seguito dell’acquisizione dello status di fondazione universitaria.
Fondazione assicura la piena informazione all’Ateneo, in merito alle iniziative e alle azioni promosse negli ambiti oggetto della presente convenzione.

Art. 4 – Ambiti di intervento ed impegni tra le parti.
Le Parti, al fine di dare attuazione al Piano strategico 2011 – 2013, convengono di disciplinare i rapporti tra di loro in base alle disposizioni di seguito contemplate e per le aree di attività così definite:

4.1-Alta formazione (Master Universitari, Master non universitari, Corsi di Alta formazione universitaria e non, Formazione continua e permanente universitaria e non):
a) Fondazione Alma Mater mantiene in questo ambito, al pari degli altri soggetti accreditati dall’Ateneo, la possibilità di gestire, nell’ottica della complementarietà con quest’ultimo, i budget dei master, dei Corsi di Alta Formazione e dei Corsi di formazione continua e permanente attivati dall’Ateneo, nel rispetto delle previsioni dei vigenti regolamenti di Ateneo;
b) Fondazione può assicurare all’Ateneo ulteriori servizi a supporto dell’Alta Formazione, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: progettazione di percorsi anche in e-learning, attività di tutoraggio, coordinamento, segreteria didattica e organizzativa, promozione, organizzazione e monitoraggio stage e tirocini, supporto generale alle attività dei direttori e dei consigli scientifici. Fondazione concorda con i Direttori dei corsi le condizioni per i servizi di supporto, ferma restando la scelta di questi ultimi in merito all'opportunità o meno di avvalersi della Fondazione per i servizi medesimi;
c) Fondazione Alma Mater sviluppa inoltre una propria attività di formazione orientata al mercato, senza rilascio di crediti formativi universitari, definendo i target su cui costruire le azioni commerciali ed attivando eventuali partnership funzionali al raggiungimento degli obiettivi del Piano Strategico.
d) Fondazione si impegna ad attivare le attività formative di cui alla lettera c) sentite le Strutture universitarie di riferimento.

4.2. Ricerca e consulenza-creazione di impresa
4.2.1. – Ricerca e consulenza
a) in tale ambito Fondazione opera quale interfaccia nei confronti del mercato per conto delle Strutture di Ateneo, senza vincolo di esclusività, sulla base di accordi con le stesse, in coordinamento con Area Ricerca e Trasferimento Tecnologico dell’Ateneo. Tali accordi e le relative modalità di coordinamento sono regolati da scambi di corrispondenza fra le parti.
Nella gestione di tali commesse Fondazione, assume un ruolo da general contractor, e affiderà alle singole Strutture di Ateneo coinvolte nella commessa la quota ad esse spettante mediante un rapporto di sub-committenza "c/terzi" o mediante altre modalità quali a titolo esemplificativo, finanziamenti per borse di studio, assegni di ricerca, acquisto per strumentazione, ricercatori a tempo determinato.
b) in casi specifici e debitamente motivati Fondazione può gestire direttamente una commessa di ricerca/consulenza e trasferimento tecnologico, offrendo un sistema organizzato di servizi a valore aggiunto. In questi casi:
   1. Fondazione comunica preventivamente l’attivazione della commessa al Dipartimento di appartenenza del Responsabile Scientifico della commessa.
   2. i docenti coinvolti svolgono tali attività in conformità con le vigenti disposizioni.
c) Nelle fattispecie di cui alle precedenti lettere a) e b), Fondazione armonizza le proprie attività a quanto stabilito dalla regolamentazione di Ateneo in materia di "ripartizione di proventi derivanti da attività di ricerca e consulenza, fatta salva la remunerazione dei costi FAM,
In particolare, il prelievo su ogni commessa non può essere inferiore al 16% e la quota da trasferire all'Ateneo non può essere inferiore al 10%, fermo restando che la quota di attività affidate da FAM alle Strutture di Ateneo, nella fattispecie di cui alla lettera a), non è soggetta ai prelievi previsti dalla predetta regolamentazione;
d) l’Ateneo valuta la possibilità di affidare a Fondazione la realizzazione di servizi a sostegno della promozione e disseminazione dei risultati della ricerca di Ateneo, ivi incluse le attività di disseminazione nell’ambito di progetti europei, ferma restando la realizzazione di tali attività in stretta collaborazione e coordinamento con Area Ricerca e Trasferimento Tecnologico.
e) l'Ateneo affida a Fondazione l'attuazione di protocolli di collegamento tra dottorato di ricerca e imprese o enti, pubblici o privati, in attuazione di convenzioni basate sullo strumento dell'alto apprendistato.
4.2.2. - Creazione di impresa
Nell’ampia gamma di attività legate al trasferimento tecnologico, Fondazione si impegna a concordare con l’Ateneo, tramite l’Area della Ricerca e del Trasferimento Tecnologico, servizi volti a favorire la creazione e la gestione della partecipazione nel capitale sociale di nuove imprese o enti nati da risultati di ricerca, nel rispetto dei regolamenti dell’Ateneo.


Le Parti manifestano quindi la disponibilità a collaborare per definire, con successivi accordi, soluzioni da attuare in sinergia per la promozione di azioni quali, a titolo esemplificativo:
1. promozione della creazione di nuova impresa (scouting, iniziative quali promozione, ecc…);
2. selezione di idee innovative e supporto nella stesura dei Business Plan;
3. collaborazione e coordinamento con altre iniziative locali, regionali, nazionali;
4. incubazione e accelerazione;
5. accesso e coordinamento con Venture Capitalist per la crescita delle nuove imprese.
Nella gestione delle attività a supporto della creazione di impresa, Fondazione si avvale prioritariamente dell’Incubatore Almacube.

4. 3 - Fund raising per l’Ateneo
a) l’Ateneo definisce, secondo le modalità che risultino più idonee, le azioni di fund raising, stabilendo le direttive e le disponibilità economico finanziarie necessarie alla realizzazione delle stesse;
b) Fondazione gestisce, secondo le direttive dell’Ateneo, le azioni sopra previste assicurando una specifica contabilità delle somme eventualmente incassate a titolo di erogazioni liberali, al fine di consentire all’Ateneo di decidere in ordine alla destinazione di tali somme, al netto delle spese sostenute da Fondazione;
c) L’Ateneo si impegna a rimborsare a Fondazione i costi sostenuti per conto dell’Ateneo per lo svolgimento delle azioni di fund raising, comprese le spese generali, risultanti dalla rendicontazione analitica nell’ambito del budget disponibile;
d) l’Ateneo, per la realizzazione delle predette azioni e per assicurare un supporto gestionale alle attività dell'Associazione Almae Matris Alumni, si impegna a rendere disponibili le professionalità necessarie. A tal fine, l’Ateneo si impegna ad inserire nell’organizzazione di Fondazione, mediante specifico accordo attuativo che disciplini la procedura di distacco, una unità di personale di categoria EP ed un’unità di personale di categoria C, rendendo disponibile, con il medesimo accordo, per il 2011, il budget assegnato per l’attuazione del piano di fund raising di Ateneo. Eventuali assegnazioni future saranno oggetto di accordi attuativi;
Gli oneri relativi al trattamento economico fondamentale ed accessorio relativi al personale distaccato restano a carico dell’Ateneo.

4.4. Marchio:
a) Fondazione è licenziataria esclusiva per sei anni del marchio di Ateneo per lo sfruttamento commerciale dello stesso finalizzata alla produzione di abbigliamento e oggettistica, compresa la produzione di articoli promozionali per le esigenze dell’Ateneo e delle proprie strutture;
L’Ateneo e la sue Strutture ed articolazioni si impegnano ad usufruire dell’oggettistica predisposta da Fondazione o dei prodotti dalla stessa messi a disposizione, ove per le finalità sopra indicate, oggetti o prodotti debbano recare o essere associati al marchio di Ateneo.
Fondazione si impegna ad accordare all’Ateneo e alle sue Strutture ed articolazioni speciali condizioni economiche sui prodotti a marchio predisposti dalla stessa, nonché di servizi di supporto per il soddisfacimento di specifiche esigenze promozionali.
b) il contratto per la cessione in esclusiva del marchio a Fondazione è sottoscritto contestualmente alla presente convenzione;
c) Fondazione può cedere in licenza il marchio ad aziende strutturate e competenti, individuate congiuntamente all’Ateneo, che offrano garanzie in merito allo sviluppo dell’attività commerciale ed assicurino benefici all’Ateneo sia in termini di immagine che di proventi;
d) i proventi delle azioni di merchandising rimangono nella disponibilità di Fondazione per il periodo di validità del piano strategico e fino alla concorrenza dell’importo complessivo contabilizzato nel medesimo piano. Le eventuali somme eccedenti saranno gestite da Fondazione secondo le direttive dell’Ateneo.

Art. 5 - Spazi
Per favorire le migliori sinergie operative fra Fondazione e Ateneo, quest’ultimo verifica la possibilità di ospitare presso propri spazi gli uffici direzionali di Fondazione. L’individuazione di tali spazi e le modalità di conduzione degli stessi saranno definiti con successivi accordi. Gli oneri sono a carico dell’Ateneo.

Art. 6 – Durata
La presente Convenzione ha durata di un anno a decorrere dalla sua sottoscrizione, fatta eccezione per il periodo di licenza del marchio di cui all’art. 4.4, e può essere rinnovata, previo accordo fra le parti, in relazione agli esiti del monitoraggio di cui all’art. 2.

IMPEGNO DI SPESA/ACCERTAMENTO DI ENTRATA PER L’ATENEO
L’impegno che l’Ateneo assume, ai sensi dell’art. 4 della Convenzione, in materia di "Fund raising", rendendo disponibile, mediante specifici accordi attuativi, per il 2011, il budget finalizzato all’attuazione del piano di fund raising di Ateneo, potrà essere sostenuto con le risorse disponibili (euro 80.000,00) sul Budget AAGG, E.F. 2011.

 

EDIZIONE PRECEDENTE



NECESSARIA  RIVISITAZIONE DELLA CERIMONIA  DI LAUREA 
AD  HONOREM  AL  PRESIDENTE  DR.  GIORGIO  NAPOLITANO


La "Laudatio" troppo politico-ideologica del Rettore  ha finito per declassare
il  capolavoro politico di G. Napolitano, quello da Presidente della Repubblica

 

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NOTA. Adesione al conferimento della laurea. Plaudo, credo con tantissimi altri, al conferimento della laurea ad honorem in Scienze Politiche al Presidente della Repubblica, da parte dell'Alma Mater. Ritengo, infatti, che il Presidente abbia dimostrato di ben conoscere le scienze politiche (discipline storiche, e di economia, e di diritto pubblico e privato), e di avere massimamente operato, come Presidente, nell'applicarle al meglio. Ed è utile ricordare (perché non fatto dall'Ateneo), che Egli aveva conseguito la Laurea in giurisprudenza a Napoli, nel 1947.
    I motivi ufficiali del conferimento sono contenuti nella Laudatio (pronunciata dal Rettore) che, a mio giudizio, contiene alcuni elementi che in una certa misura, hanno tolto smalto alla Laudatio stessa.
   Voglio anche riprendere due eventi, avvenuti dentro e fuori Santa Lucia: l'intervento del rappresentante del Personale e la manifestazione esterna degli studenti, che sarebbe stato doveroso "includere" tra gli elementi positivi, perché una siffatta cerimonia è "vera" se, ad un tempo, è celebrativa ed è congiunta con l'attuale stato di sofferenza dell'Università.

1) "Laudatio". Totalmente ignorata dalla stampa e non pubblicata in digitale dal Rettorato, essa é stata diffusa (durante la cerimonia) dalla radio GR Parlamento, dal sito internet dell'Ateneo e replicata due volte da "èTV", nei giorni successivi.
    Il testo qui riportato è stato trascritto in proprio dalla una registrazione originale.
    La "Laudatio", a mio avviso, ha mancato nel cogliere quanto di meglio seminato da Napolitato, quello cioè da Presidente della Repubblica, liquidato invece come di "difficilissimo momento", durante il quale "Egli ribadisce fiducia negli orizzonti europei ..." (?). Al contrario, è nella difficoltà che si dimostra il proprio valore, e dunque è qui che va colta la prova.
    La "Laudatio" si è, invece, persa in una "fantasiosa" interpretazione della vita di Napolitano, eccedendo nel ricordare, per ben tre volte ( più due, da parte dei Presidi di Scienze Politiche) che egli era stato un esponente di primo piano del PCI (Partito Comunista Italiano), ma poi assolvendolo, quasi fosse stato un peccato originale . Precisamente Napolitano sarebbe passato, da uomo che ha fatto parte di ideologie contrapposte, ad uomo del superamento dei limiti di quelle ideologie e quindi uomo del dialogo (anche in ambito europeo).
   Questo avveniva alla presenza del Cardinale Caffarra, esponente della Chiesa Cattolica, indirettamente chiamata in causa da Dionigi, perchè la componente "polacca" (e anche italiana) era stata il maggiore avversario di quelle ideologie.
   In questo modo la motivazione della Laurea è finita per diventare puramente ideologica e partitica. Questo, a mio avviso, ha danneggiato il valore culturale e professionale della laurea conferita, e anche fatto sorgere dubbi sulla "genuinità scientifica" delle due Facoltà emiliano-romagnole proponenti. Napolitano, che ha parlato dopo, ha glissato totalmente su quei riferimenti.
   Ritengo sia parimenti degno l'appartenere ad un partito o ad un altro, e sia parimenti degno che le ideologie si contrappongano o che dialoghino. Soprattutto, ritengo che non sia compito dell'Università "parteggiare", ma solo prendere atto dei fatti, e spiegarli scientificamente con la sperimentazione o, almeno, con la logica.

2.- I due eventi. Il rappresentante del personale Raffaele Pileggi si è reso interprete dello stato di sofferenza dell'università italiana, per effetto della legge Gelmini:
   - per la sua configurazione gestionale "aziendalista", anzichè di struttura di "utilità pubblica";
   - e perché sottofinanziata (l'FFO nel 2002, era di 6,2 miliardi e oggi ammonta a circa 7 miliardi). Tenendo conto dell'aumento del costo della vita, (raddoppiato nel 2002-03 per effetto dell'euro), oggi l' FFO dovrebbe essere di circa € 12 miliardi, per essere come nel 2002, in termini reali;
   - dal 2008 al 2011, sono venuti a mancare circa 7.000 posti coperti, di ruolo docente, per il blocco delle assunzioni, una carenza alla quale si è in parte posto rimedio con personale precario (contrattisti, assegnasti - vedi CINECA).
   La protesta degli studenti è la segnalazione della carenza della didattica. Pertanto la manifestazione degli studenti è stata importante per l'università, sempre che si sia disposti ad "ascoltare" e a "migliorare".
  Il Rettore, anziché essere "inclusivo" dei due eventi, li ha invece declassati come "fattori di disturbo".
  Sia chiaro che gli studenti hanno errato a stigmatizzare il Presidente per aver promulgato la legge Gelmini. Infatti, il Presidente della Repubblica, costituzionalmente, non ha responsabilità politica.
  Chi invece ha una tale responsabilità politica sono il Rettore, e il Ministro Profumo (presente alla cerimonia, come invitato), ma che (forse sorpreso) si è trincerato nel silenzio, in attesa di migliori opportunità. Nino Luciani


Rettore, "LAUDATIO" a  Napolitano
.

 " 1.-   Alla generazione del Presidente Napolitano, misurarsi con la dimensione internazionale non è stata la scelta di una specializzazione professionale, ma la risposta alla sfida della storia. Gli uomini di quella generazione si erano affacciati alla politica ventenni, nel momento in cui la fine della seconda guerra mondiale rivelava quello scenario che oggi definiremmo globale. Si erano formati in un universo, che cercava di mantenersi fedele a prospettive di pace e sviluppo nella ricostruzione dell’ordine mondiale.
   Hanno conosciuto una lunga stagione di tensione, passioni e fatiche, prima alla luce di ideologie che sembravano offrire soluzioni definitive, poi nella traumatica scoperta dei limiti di quelle stesse ideologie incapaci di comprendere la grande transizione verso cui si avviava  il sistema internazionale.
   Giorgio Napolitano ha percorso questa vicenda con la determinazione di chi sa che nessun uomo è un’isola, né nel suo orizzonte immediato né tanto meno nell’ampio contesto in cui è inserita ogni vita, nel ventesimo e nel ventunesimo secolo.
Egli accetta la politica come professione nel senso profondo che questa parola, oggi così stoltamente svalutata, comporta. Professione come chiamata, professione come proclamazione pubblica non di una verità posseduta, ma di una verità cercata.
   Egli ha dovuto misurarsi a lungo con questa ricerca. Ha iniziato nel fatidico 1956, un passato assai arduo, durante il quale ha confessato poi, con una limpidezza rara, non riuscì veramente a capire quello che succedeva .
    Ma in seguito i contorni della grande transizione che si stava preparando gli sono apparsi sempre più chiari. Impossibile non ricordare la sua battaglia all’interno del P.C.I. (Partito Comunista Italiano), per analisi che Weber avrebbe definito comprendenti.
   Contro gli schematismi così tipici degli anni sessanta, dall’esperienza ai vertici del suo partito per l’organizzazione culturale, Giorgio Napolitano è diventato sempre più non solo l’uomo del confronto con la grande cultura europea occidentale e con le molti correnti del riformismo politico, ma anche per esempio politico impegnato a promuovere strumenti di analisi e di esperienza per aiutare il paese a vivere consapevolmente quella stagione.
   Divenuto nel 1986 responsabile della politica estera del P.C.I. , egli ha trasfuso nel confronto internazionale quel patrimonio di esperienza percorrendo con passione e pazienza i sentieri prima mai battuti del dialogo. Sono stati anni di grande trasformazione anche sul piano personale con il suo ingresso come rappresentante del partito comunista nell’assemblea parlamentare della NATO con il ruolo di interlocutore delle grandi socialdemocrazie europee e delle personalità raggruppate dall’ASPEN INSTITUTE e con i dialoghi che intrattenne con figure di rilievo quali Willy Brandt, …Brevinsky .
"2.-   Erano anche gli anni della grande trasformazione dell’Europa Orientale . Non possiamo dimenticare la sua attività discreta ma costante, per la libertà di Dubcek e l’incontro che ebbe con lui dopo la laurea che il leader slovacco ricevette proprio in quest’aula nel 1988.
   L’anno seguente, anno dell’epocale caduta del muro, vide il suo ingresso al parlamento europeo dove è stato fino al 1992 presidente della Commissione per gli Affari Costituzionali. Si apriva così nella pienezza del nuovo ruolo quella più intensa fase di impegno europeista già a lungo coltivato nella consapevolezza che dopo il tornante del 1989 si apriva una nuova fase storica anche per l’unione europea come avrebbe argomentato nel suo libro del 1992 “Europa e America dopo il 1989”.
   Quella convinzione non lo ha mai lasciato e oggi in questo difficilissimo momento egli continua, quasi biblicamente sperando contro ogni speranza, a ribadire la sua fiducia in quegli orizzonti europei in cui ha creduto fin dal suo ingresso nella vita pubblica. Per questo egli ha potuto dire il 27 novembre 2007 agli studenti e ai professori dell’Università di Berlino:” lasciate che vi parli più che da capo di Stato da convinto partigiano della causa europea”.
   La sua azione costante si è sempre ispirata, in questi anni, a una grande fiducia nelle arti razionali della politica, che non deve smettere mai di guardare alla realtà per quella che essa è.
    Durante la conferenza da lui tenuta a Londra il 19.05.2009 all’Istituto Internazionale per gli Studi Strategici aveva ripreso le parole di Keynes a Bretton Woods ed espresso l’auspicio che nella realtà internazionale si operasse, parole sue, con spirito di saggezza, pazienza e severo riserbo.
   Era in un certo senso il motto che meglio rappresentava la sua lunga azione politica nell’ambito delle relazioni internazionali. Azione spesa per il nostro Paese per quel che De Gasperi chiamava la nostra patria europea, per quel mondo pacificato per cui si erano battuti nella prima metà del ventesimo secolo i maestri di molte fedi da cui aveva chiarificamente tratto ispirazione.
   Dover riassumere il senso di tanto impegno, ciò che Giorgio Napolitano ha dichiarato il 27.10.2011 al Collegio Europeo di Bruges. Tutto è cambiato rispetto al punto di partenza al lontano 1950, ma ci sorreggono fortissime nuove motivazioni, l’ammissione dell’Unione degli Stati di Popoli a cui abbiamo dato forza crescente è quella di far vivere dentro una globalizzazione sregolata che potrebbe sommergerci, la nostra identità, il nostro esempio moderno di integrazione e unità, l’insopprimibile peculiarità del nostro apporto allo sviluppo storico e all’avvenire della civiltà mondiale.
   E poiché siamo in università cioè in una istituzione che è anzitutto una comunità di studenti e ricercatori siamo orgogliosi di chiudere accogliendo le parole di esortazione che il nostro Presidente ebbe a pronunciare in quella stessa occasione: “concentriamoci sul da farsi nella fase attuale, ma in pari tempo cercando di spingere più lontano lo sguardo per riproporre il discorso sull’Europa alle generazioni più giovani."
____________________________________

Prof. Fabio GIUSBERTI e Prof. Paolo ZURLA, Presidi delle due Facoltà di Scienze Politiche
Deliberato del Consiglio della Facoltà di Scienze Politiche di Bologna e Forlì.

   “Il Consiglio della Facoltà di Scienze Politiche di Bologna condivide con il Consiglio della Facoltà di Scienze Politiche di Forlì la proposta di conferire la Laurea ad Honorem al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
   La decisione si colloca nel solco della tradizione di attribuire il titolo a eminenti studiosi e a personalità che si siano contraddistinte per il loro impegno nello sviluppo della democrazia e delle istituzioni politiche.
   Nato a Napoli nel 1925, Giorgio Napolitano si iscrive all’Università nel 1942 dove incontra l’antifascismo attraverso i gruppi studenteschi. Iscritto al P.C.I. nel 1945, viene eletto alla Camera dei Deputati nel 1953 e ne fa parte, quasi ininterrottamente, fino al 1996 rivestendo anche il ruolo di Presidente; è stato deputato nel Parlamento Europeo; ha rivestito rilevanti incarichi nel governo nazionale; è stato nominato Senatore a vita nel 2005 e infine eletto Presidente della Repubblica nel 2006.
    La sua vita politica attraversa tutta la complessa vicenda della Repubblica, dal dopoguerra ai nostri giorni. E’ stato uno dei più convinti sostenitori del processo di trasformazione del P.C.I. nella direzione della socialdemocrazia europea. Ed è in particolare sulle relazioni internazionali, che costituiscono motivo di forte divisione nella prima fase della storia repubblicana, che Giorgio Napolitano concentra le sue energie, partecipando alla Commissione affari Esteri della Camera dei Deputati e alla Delegazione italiana all’Assemblea dell’Atlantico del Nord. A partire dagli anni ’70 contribuisce attivamente al dibattito nelle più prestigiose istituzioni accademiche specializzate nella politica internazionale in Europa e negli Stati Uniti. Riguardo al processo di integrazione europea in particolare ha saputo portare un sostegno convinto e continuativo alle ragioni della unificazione.
   Molte delle idee maturate nelle esperienze politiche ed istituzionali ispirano i suoi numerosi scritti di carattere europeistico ed internazionalistico. Il suo impegno per il rafforzamento delle istituzioni democratiche gli è valso importanti riconoscimenti quali premi “Leibniz-Ring” e “Dan David”.
  In occasione del cinquantesimo anniversario del trattato istitutivo delle Comunità Europee, il Presidente Napolitano ha detto: “dobbiamo sentirci più che mai uniti ….(parole omesse, perchè autocancellate) che ci dice quanto profonde siano le nostre radici e quanto significativo sia stato il cammino della nostra comune civiltà e cultura europea.
   Tocca a tutti noi che rappresentiamo gli Stati e i popoli dell’Unione Europea mostrarci all’altezza di quello straordinario retaggio e trasmettere alle giovani generazioni il senso dell’impegno dispiegato in questi cinquant’anni, il solenne mandato di rinnovare e portare più avanti quell’impegno per un continente più unito e più forte.
   Il senso della storia, la responsabilità della politica, la tensione al superamento dei conflitti e l’investimento sul futuro sono i valori che ispirano anche le nostre facoltà.
   Si riconoscono nel percorso politico e nella vita di Giorgio Napolitano, un contributo fondamentale allo sviluppo della cultura europea e al superamento degli steccati ideologici.
   E’ infine significativo ricordare che Giorgio Napolitano nei vari ruoli che ha rivestito ha incontrato molti docenti delle Facoltà di Scienze Politiche dell’Ateneo bolognese, sui banchi del Parlamento, nelle responsabilità di governo e nelle sedi di riflessione scientifica. Alla luce di questi elementi i Consigli di Facoltà propongono all’unanimità la Laurea Magistrale ad Honorem in Relazioni Internazionali e Scienze Internazionali Diplomatiche al Presidente Giorgio Napolitano."

 

EDIZIONI  PRECEDENTI


Mentre l'Università cerca il ritorno a una vita normale, dato il vuoto normativo e
finanziario di cui alla legge Gelmini, anche per inapplicabilità di Decreti attuativi di base,

giunge notizia che il Consiglio di Stato ha dato parere negativo al MIUR, per  il
Decreto per la formazione delle Commissioni giudicatrici per l'abilitazione nazionale.

I  Ricercatori, a loro volta, sono andati alla CRUI (sotto i Comunicati ),
di seguito alla visita del nuovo Ministro alla CRUI , su invito di questa.


ATTESA
  E  FIDUCIA  DELLA  RISPOSTA  DEL   MINISTRO  ALLA  LETTERA  DELLA INTERSINDACALE UNIVERSITARIA (DEL 24 NOVEMBRE), CHE FACEVA RICHIESTA
DI  INCONTRO  SULLO  STATO  DI  "ESTREMA CRITICITÀ DELL'UNIVERSITÀ "

I Comunicati della CRUI-Conferenza dei Rettori
e del CNRU - Comitato Naz.le Ricercatori Universitari

Il Comunicato della CRUI

   Il 19 dicembre 2011, presso la sede della CRUI, si è svolto un incontro tra il Presidente della CRUI, Prof. Marco Mancini, il Rettore dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, Prof. Massimo Giovannini, membro della Giunta, e il Coordinatore Nazionale del Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari (CNRU), Prof. Marco Merafina, accompagnato da una delegazione.
   Durante l’incontro il Presidente della CRUI ha innanzitutto informato la delegazione del CNRU sui contenuti del recente intervento del Ministro Profumo all’Assemblea.

   Sono stati quindi affrontati numerosi argomenti di stringente interesse per il sistema universitario quali:
-  i finanziamenti alle Università e alla ricerca;
- il piano straordinario di reclutamento dei professori associati e le problematiche a esso connesse;
- la questione dei ricercatori e del loro stato giuridico; gli aspetti critici della normativa sulle retribuzioni in connessione con le progressioni di carriera;
- la questione del finanziamento della tenure track per i ricercatori a tempo determinato.

  Su molti di questi argomenti si è riscontrata una convergenza di posizioni tra le parti che hanno anche convenuto sull’opportunità di prevedere incontri periodici per garantire un confronto sulle tematiche che saranno oggetto dei prossimi dell’Università e della Ricerca. 



La lettera dell'InterSindacale
(24 novembre 2011)

 
   - Al Ministro dell’IUR
   prof. Francesco Profumo

    OGGETTO: Richiesta incontro

                   Signor Ministro,
   nel rivolgerLe i migliori auguri di buon lavoro, le scriventi Organizzazioni e Associazioni universitarie intendono evidenziare la stato di estrema criticità in cui versa l’Università italiana. In questo scenario appare necessario che il nuovo Governo avvii un confronto costante con le diverse componenti universitarie da noi rappresentate, riconoscendo il ruolo fondamentale dell’Università per lo sviluppo sociale ed economico del Paese.
  

    Per questo chiediamo al più presto un incontro per affrontare i diversi temi che riguardano l’Università italiana, anche alla luce del processo attuativo della legge 240/10.

  Distinti saluti.

  ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU,
  CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile,
  SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA,
  USB-Pubblico impiego

 


Il Comunicato dei Ricercatori

(estratto dei punti essenziali)

   Il 19 Dicembre 2011, presso la sede della CRUI, una delegazione del Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari (CNRU), guidato da  Marco MERAFINA, Coordinatore Nazional (Universita' di Roma La Sapienza - Coordinatore Nazionale) ha incontrato il Presidente della CRUI, Marco MANCINI, accompagnato dal Rettore dell'Universita' Mediterranea di Reggio Calabria Massimo GIOVANNINI, membro della Giunta. L'incontro e' stato articolato in due momenti: nel primo il Presidente della CRUI ha informato la delegazione del CNRU sul recente incontro con il Ministro PROFUMO e su alcuni contenuti discussi in quella sede; nel secondo sono stati affrontati diversi argomenti aventi per oggetto:
- la situazione del finanziamenti al sistema universitario,
- la questione dei finanziamenti alla ricerca,
- il piano straordinario di reclutamento dei professori associati e le problematiche ad esso connesse, - la questione dei ricercatori e del loro stato giuridico,
  - alcuni aspetti critici riguardanti la normativa relativa alle retribuzioni in connessione con le progressioni di carriera, - la questione del finanziamento della "tenure track" per i ricercatori a tempo determinato (da approfondire in futuro).

   E' stata inoltre consegnata al Presidente Mancini una versione aggiornata della proposta del CNRU sulla questione del riconoscimento del ruolo di professore ai ricercatori meritevoli, con un'analisi della sua sostenibilita' finanziaria, in merito alla quale il Presidente ha assunto l'impegno di sottoporre il testo ad una valutazione in seno alla Giunta della CRUI.
   Al termine della riunione, le parti si sono impegnate a prevedere una serie di incontri periodici per garantire un confronto costruttivo sulle tematiche oggetto dei prossimi interventi normativi.

  Sintesi dei punti affrontati, rispetto ai quali e' stata riscontrata una convergenza tra le due parti:
(a) I fondi previsti dal piano di finanziamento straordinario per il reclutamento in II fascia (Legge di stabilita' del 13 dicembre 2010, n. 220, art. 1, comma 24) devono essere considerati aggiuntivi a quelli ordinari e devono poter essere spesi anche negli anni successivi a quelli di dotazione. Su questo punto si e' registrata una convergenza nella richiesta di trasferire al 2012 la quota di 13 milioni di euro prevista nel 2011 e non ancora utilizzabile per le future abilitazioni.
  (b) Accordo sulla necessita' di dare la massima priorita' all'emanazione delle procedure per l'abilitazione nazionale la cui mancanza, tra l'altro, rende appunto inutilizzabili i finanziamenti straordinari previsti dalla suddetta legge di stabilita'.
(c) Per quanto riguarda gli scatti stipendiali previsti da specifiche norme di legge per i ricercatori nel primo triennio, le parti concordano sul fatto che esso debba essere riconosciuto. Inoltre, si e' convenuto sulla necessita' che gli organi competenti chiariscano in modo definitivo e per tutto il personale universitario come deve essere considerata la ricostruzione di carriera all'atto della conferma.
  (d) Si e' riscontrata un'identita' di vedute nel prevedere un recupero del blocco degli scatti stipendiali (art. 9 del DL 78/2010) dal punto di vista giuridico, analogamente a quanto previsto per altre categorie di lavoratori non contrattualizzati.
(e) Si e' sottolineata la necessita' che tutti gli Atenei, in modo uniforme, mantengano comunque ben distinte le attivita' di didattica integrativa (affidate ai ricercatori ai sensi della legge n. 382 del 1980) dalle attivita' di didattica frontale anche ai fini della retribuzione prevista dall'art. 6, comma 4, della Legge 240/2010.
  (f) Si e' convenuto sulla necessita' che venga garantita, pur nel rispetto delle autonomie, l'omogeneita' dei criteri previsti dai regolamenti per le chiamate o concorsi locali (art. 18 della Legge 240/2010) e che si apra un canale di dialogo con i ricercatori sugli aspetti specifici legati ai criteri di valutazione.
  (g) Su nostra sollecitazione, e' stata rilevata la necessita' di avviare una discussione in merito alla "tenure track" e ai relativi meccanismi di finanziamento. Su questo il Presidente ha dato ampia disponibilita' ad approfondire la questione.
  (h) Si e' riscontrata un'identita' di vedute nel prevedere che i finanziamenti della ricerca per i giovani ricercatori siano garantiti ed erogati secondo scadenze certe.
  (i) Infine, si e' convenuto sulla necessita' di chiedere per il prossimo esercizio un cofinanziamento alla mobilita' dei ricercatori.

   Sulla questione del riconoscimento del merito in un'ottica disgiunta dalle disponibilita' finanziarie degli Atenei si e' registrata una differenza di vedute e pertanto si e' convenuto di approfondire l'argomento nei prossimi incontri.

 

 

 

EDIZIONE  DI  GENNAIO 2011

Attesa risposta del Ministro Profumo alla Lettera dell' Intersindacale Universitaria, del 24 novembre, che faceva richiesta di incontro su stato di "estrema criticità dell'Università".CLICCA: HOME

Crisi economica. Luciani: Se due imprese su tre sono in difficoltà, il rilancio degli investimenti e la demonizzazione dell'
evasione fiscale non sono conciliabili. Priorità a destatalizza-
zioni, più che a "liberalizzazioni". CLICCA su: FORUM1
Dopo i bandi miur per i Fondi "PRIN" e  "Futuro in Ricerca", Gianni Porzi, Critiche al Ministro Profumo. Commenti da più parti dell'Università italiana. CLICCA su: FORUM4 Per dibattito su metodo e criteri per la riforma della Governance, che dovrà riguardare Governo e legge elettorale per Parlamento. CLICCA su: FORUM2
Bologna: Regolamento per le chiamate, dentro la lista degli abilitati.Niente concorso. Commento:concorsopoli fu strumen- talizzata, per abolire i concorsi. CLICCA su: Stato giuridico CEUB - CENTRO UNIVERSITARIO RESIDENZIALE Srl di Bertinoro (Ateneo Bologna, proprietà 1/3 del capitale. Quali i motivi della situazione debitoria ? Clicca su: FORUM3
Ministro Profumo illustra a Commissione Cultura della Ca-
mera proprio Documento Programmatico: completare la riforma e rifinanziare Ricerca e Università. CLICCA su RUBRICA
Bologna, Spunta (per presunto abuso di potere del Rettore) un caso "PAM" (titolo di Professore dell'Alma Mater), dopo"flop" dei "professori emeriti" a Giurisprudenza.CLICCA: ARTICOLI

 

Edizione di febbraio   2012 - For translation in english, click on: http://translate.google.it/

Laurea ad honorem al Presidente Napolitano. Sì per il suo grande capolavoro da Presidente della Repubblica. Riserve per "Laudatio" politico-ideologica del Rettore. CLICCA: Home/12 Crisi bancaria.1) Risposte Governatore Banca d'Italia in "immaginaria" intervista INDIGNADOS. 2) Legge bancaria del 1936, per "regole" mercato moneta. CLICCA su: Forum 1/12
Bologna. Altri casi PAM. LETTERA del prof. R. Catanzaro al Rettore, per inottemperanza delibera del Senato, e p.c. ai Senatori. Indagine dovuta Senato. CLICCA su: Articoli/12 Nuovi riconoscimenti a prof. G. Cantelli Forti: 1) Dal Rotary di Rimini, il Premio Minguzzi; 2) Dal Miur, approvato progetto umanitario (Alzheimer...). CLICCA su: Forum 3/12
Contenzioso Statuti: MIUR contro CdA elettivo, chiama a giudizio il Politecnico di Torino. Attesa Atenei se il Politecnico porrà questione di costituzionalità. CLICCA su: Rubrica/12 Bologna - Nuovo regolamento elettorale del Senato Accademico. Commento del CdA Gianni Porzi, Mala tempora currunt.  CLICCA su: Forum 4/12
Valore legale Lauree. Documento Intersindacale a difesa, dopo decisione del Governo di prendere tempo. Considerare Indagine conoscitiva del Senato in proposito. CLICCA su: Forum 2/12 Regolamento per l'abilitazione scientifica nazionale per l'accesso al ruolo dei professori universitari, a norma dell'art. 16 La legge 30 dic. 2010, n. 240. CLICCA: Stato/12

 


  
   importante importante importante: Per informazioni di carattere generale sull'università in Italia, puoi cliccare direttamente sul sito: http://www.universitas.bo.it
        

 

 

 

Biografia di Nino Luciani

Nino Luciani
Professore Ordinario
Full professor

Università di Bologna - Dipartimento di Scienze Economiche
University of Bologna - Department of Economic Sciences

E-mail
Contacts:

nino.luciani@unibo.it
; nino.luciani@libero.it
Telefono
Phone
+39 051 2093938 - 347 9470152
+39 051 2093938 - 347 9470152
Orario di ricevimento
Student reception
Mar : dalle 9:00  alle 11:00. Sede di V. Saragozza 8, Bologna
Tue from 9:00 to 11:00 at via Saragozza 8, Bologna
Settore Scientifico
Scientific Sector
Scienza delle Finanze (Economia della Finanza Pubblica)
Science of Public Finance (Economy of Public Finance)

Insegnamenti
Teachings

pallino-gif.gif (1014 byte) Economia della Finanza Pubblica
     Economy of Public Finance

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pallino-gif.gif (1014 byte)   Libro: ECONOMIA GENERALE, Franco Angeli, Milano 2005
Textbook: General Economy ( in Italian), Franco Angeli, Milano 2005

pallino-gif.gif (1014 byte)  "Il "2° criterio Paretiano", d'Albergo e la Scienza delle finanze" (The "2d Pareto's criterion", d'Albergo and the Science of public finance), 2009,
Saggio annesso al Libro di Ernesto d'Albergo, Economia della finanza pubblica, 2009. Edizione digitalizzata a cura di Nino Luciani: Clicca su http://amsacta.cib.unibo.it/archive/00002571/


Prof
. NINOLUCIANI            Curriculum Vitae

POSIZIONE: Professore ordinario di Scienza delle Finanze, nell'Università di
Bologna.
Present Status: Full professor of Science of Public Finance at the University of Bologna.

DATA DI NASCITA: 30 aprile 1937 a Comacchio (Italy)
Birth Date: April 30, 1937, Comacchio (Ferrara, Italy)

RESIDENZA: via Titta Ruffo 7, 40141 Bologna
Home: via Titta Ruffo 7, 40141 Bologna

EDUCAZIONE: Laurea in Scienze politiche, 1960; Diploma di Specializzazione sullo Sviluppo Economico, 1961.
EDUCATION: Degree of Political Sciences, 1960, Rome, University “La Sapienza”; Master of Economic Development, 1961, Roma, Italian Union of Trade Chambers.

CARRIERA ACCADEMICA: 1967 Assistente Ordinario (1967 e Professore Associato (1983) presso l'Università di Roma "La Sapienza"; Professore Incaricato nelle Università di Venezia, Parma, nell’Accademia Militare di Modena. Professore ordinario nell'Università di Bologna.
ACADEMIC CAREER: Assistant Professor (1967 at the University "La Sapienza"of Rome); Associate Professor (1983 at the University "La Sapienza"of Rome); Professor at the Universities of Venise and Parma, and at the  Military Academy of Modena. Full Professor at the University of Bologna.

DOCENZE: Scienza delle Finanze, Finanza degli Enti Locali, Economia Politica, Economia dell’Ingegneria, Economia pubblica dell’Energia.
COURSES GIVEN:  Science of Public Finance, Local Public Finance, Political Economy, Engineering Economy, Public Economy of Energy.


ATTIVITA' SCIENTIFICA. Allievo di Ernesto d’Albergo, uno degli studiosi italiani più rappresentativi della scienza delle finanze degli ultimi 50 anni, l'attività scientifica svolta ha consentito al Prof. Nino Luciani la produzione di un centinaio di pubblicazioni e di 5 libri.
I principali temi di ricerca sviluppati riguardano il concetto di reddito, la pressione fiscale internazionale, l'efficacia della manovra dei prezzi pubblici nel controllo dell'inflazione da costi, l’economia delle scelte pubbliche di beni e servizi, l’uso del "rate of return" nella valutazione degli investimenti", l’ottimizzazione della finanza pubblica per ‘welfare state’, l’importanza della comunicazione interattiva per la public choice e la democrazia diretta, la misurazione economica dell’efficienza della Pubblica Amministrazione, la misurazione del progresso tecnologico, l’impostazione delle "due" equazioni del cambio.
RESEARCH: , A pupil of Ernesto d’Albergo, one of the most relevant Italian scholars of Science of Finance over the last 50 years, , a fallout of the research carried out by this author is over one hundred publications and five textbooks.
Main research topics were the concept of income, the international fiscal burden, the efficiency of the adjustment of public prices aimed to control “cost inflation”, the economy of the public choices of goods and services, the correct use of the "rate of return" to evaluate the investments, the optimization of the public finance aimed to the ‘welfare state’, the relevance of the interactive communication in the public choice and in direct democracy, the economic measurement of the efficiency of the Public Administration, the quantification of the technological progress, the formulation of the "two" international exchange equations.


ATTIVITA' EXTRA-SCIENTIFICA.
- "Esperto" per la finanza pubblica presso il Comitato Interministeriale per la Ricostruzione, e presso di Uffici per la programmazione economica del Ministero del Bilancio e della Programmazione economica, dal 1961 al 1965.
- Membro del Gruppo di lavoro per lo studio comparato della contabilità nazionale dei Paesi della Comunità Europea, a Bruxelles dal 1961 al 1963.
- Membro della Commissione per la sperimentazione didattica e organizzativa dell'Università "La Sapienza" di Roma dal 1985 al 1987.
- Membro elettivo del Senato Accademico Integrato dell'Università di Bologna dal 1990 al 1993.
- Consigliere di Amministrazione dell’Università di Bologna dal 1996 al 1999.
- Magistrato tributario della Commissione Tributaria Regionale dello Stato per l'Emilia Romagna.
COMMITTEE AND WORKING MEMBERSHIP
- Expert for the Public Finance at the Inter-ministerial Committee for Italian Recovery) and at the Office for the Economic Programming of the Ministry of the Budget and of Economic Programming from 1961 to 1965.
- Member of the Workgroup for the comparative study of the national accoubts of EEC countrie), Bruxelles, from 1961 to 1963.
- Member of the Commission for the didactic and organizational experimentation of the University "La Sapienza" of Rome from 1985 to 1987.
- Elected member of the Integrated Academic Senate of the University of Bologna from 1990 to 1993 .
- Member of the Administration Council of the University of Bologna from 1996 to 1999.
- Magistrate of the Fiscal Commission of Central Government for Emilia Romagna region.


ATTIVITA’ EXTRA-UNIVERSITARIE
- "Consigliere Comunale" del Comune di Comacchio nel 1975-80.
- Già Vice Presidente Nazionale del CIPUR (Coordinamento InterSedi Professori Universitari di Ruolo).
- Direttore del Foglio elettronico "UNIVERSITAS - Notizie", in: http://www.universitas.bo.it

EXTRA-ACADEMIC ACTIVITIES
- Councillor of the Comacchio Municipality in 1975-80.
- Formerly National Vice President of the trade union CIPUR (Coordinamento InterSedi Professori Universitari di Ruolo).
- Director of the Electronic Newspaper "UNIVERSITAS - News",  http://www.universitas.bo.it.

PUBBLICAZIONI PRINCIPALI

MOST RELEVANT PUBLICATIONS
1 - Intorno alle proposizioni Fisheriane sul concetto di reddito (About
I. Fisher's propositions on the concept of income),  Giuffrè, Milano 1971, pp. 122 (textbook)
2 - "Incrementi di valore e loro posizione in un sistema di imposta sul reddito" (Capital gains and their position in a system of income tax), Rome, Tributi 1970, pp. 60
3.- "Reddito, introito lordo, valore aggiunto e tassazione secondo il criterio del beneficio" (Income, gross income, added value and taxation by application of the criterion of benefit), Rome, Rivista della Guardia di Finanza 1970, pp. 37
4 - "Pressione fiscale internazionale e sua interpretazione" (International fiscal burden and its interpretation), Rome, Tributi 1973, pp. 36
5 - "Le condizioni per l'impiego 'specializzato' delle leve monetaria e fiscale per gli equilibri interno ed esterno" (The conditions for the ‘detaileduse of the monetary and fiscal levers for the internal and external equilibria), Rome, Rivista Bancaria - Minerva Bancaria 1974, pp. 71
6 - "Scelta dell'investimento in rapporto al rischio e imposte sul reddito e sul patrimonio" (Selection of the investment with relation to risk, and taxation of income and property), Rome, Rivista di Politica Economica 1978, pp. 57
7.- "Effetti dell'imposta sull'offerta individuale di lavoro" (effects of taxation on individual workforce supply), Rome, Tributi 1975, pp. 21
8 - "Problemi di efficienza della spesa pubblica locale" ( Problems of efficiency of local public expenditure), Rome, Rivista della Guardia di Finanza 1984, pp. 39
9 - "Condizioni per la parità del gettito delle imposte diretta e indiretta e applicabilità di un noto teorema alla politica finanziaria" (Conditions for the balance of direct and indirect taxation and applicability of a “well-knowntheorem to financial policy), Rome, Tributi 1985, pp. 11
10 - Teoria economica della finanza locale (Economic theory of local public finance). Lectures on the finance of local authorities, at the University of Rome, Rome 1984, pp. 209
11 - "Efficacia della regolazione dei prezzi pubblici nel controllo dell’inflazione da costi” (The efficiency of the adjustment of public prices aimed to control of “inflation from cost), Rome, Rivista di Politica Economica 1987, pp. 42
12 - " Scelta degli investimenti di diversa durata e imposta sui profitti" (Choice of investments of different times, and income taxation), Rome, Tributi 1988, pp. 8
13 - "Influenza dell'imposta sulla scelta della fonte di finanziamento dell'investimento" (Effects of taxation on the selection of financing of the investment), Roma, Rivista di Politica Economica 1988, pp. 12
14 - "Ritiro e innovazione degli impianti industriali: calcolo di convenienza considerando l'imposta sui profitti" (Retirement and innovation of industrial installations: evaluation of convenience in relation to income tax), Rome, Rivista di Impiantistica Italiana, 1990, pp. 8
15 - Economia delle scelte pubbliche di beni e servizi (Economy of the public choice of goods and services), Franco Angeli, Milano 1992, pp. 142 (textbook)
16 - "Il "rate of return" nella valutazione degli in vestimenti" (The rate of return in the evaluation of investments), Rome, revew “Economia, società istituzioni", LUISS, Rome, 1992, pp. 21
17 - "L'activity based costing e il principio di non distorsione dei costi comparati" (Activity based costing and the principle of non-distortion of comparative costs), revew “Economia, società istituzioni", LUISS, Roma 1995, pp. 27
18. "Finanza pubblica e ‘welfare state’ nel modello Pareto-d'Albergo e sviluppi dinamici del modello” (Public finance and welfare state in the Pareto-d'Albergo model, and dynamic developments of the model), in the book “Verso un nuovo stato sociale” (Towards a new social state), D. da Empoli and G. Muraro, Eds., Franco Angeli, Milano 1997, pp. 27
19. "Federalismo fiscale concorrenziale: Regioni o Comuni? " (Competition in fiscal federalism: Regions or Municipalities?), in revew TRIBUTI, n. 7, 1997, Ministero delle Finanze, pp. 13. Discussed at the SIEP meeting of 1997
20. "Comunicazione interattiva, scelte pubbliche e democrazia diretta” (Interactive Communication, public choice and direct democracy"), Scientific Communication at Session 5.B: “Constitutional Rules of Direct Democracy” of the international meeting “Constitutional Issues in Modern Democracies”, University of Messina, Sept. 25-27, 1997. Published in revew “Economia, Società Istituzioni", LUISS, Rome 1998, pp. 42
21.- Economia generale e applicata (Economy, general and applie
d), Progetto Leonardo, Bologna 1999. (textbook, 3rd edition)
22.- "Proposte per un riordino territoriale dei Comuni prima del decentramento dei poteri" (Proposals for a territorial rearrangement of Municipalities prior to decentering of powers), TRIBUTI, n. 5, 1999, Rome, Ministero delle Finanze, pp. 35.
23.- "La figura e l’opera scientifica di Ernesto d’Albergo" (Character and scientific work of Ernesto d’Albergo), Communication at the Meeting "Ernesto d’Albergo e l’evoluzione della scienza delle finanze italiana" (Ernesto d’Albergo and the evolution of the Italian Science of Finance), University of Rome "La Sapienza", 25 giugno 1998, Minutes of the Meeting, Gangemi, Roma 2003, pp. 39.
24 - "L’efficienza della Pubblica Amministrazione misurata dal saldo di bilancio? Idee a partire da una recente riforma del bilancio dello Stato in Italia (The balance of accounts as a measure of the efficiency of the Public Bodies New ideas starting from a recent reform of the State Budget in Italy), revew “Economia, Società Istituzioni", LUISS, Rome 2002, pp. 27.
25 - "Progresso tecnologico: nuovo metodo di misurazione e applicazioni per l’Italia. Su un possibile ruolo dell’I.V.A. nell’incentivare il progresso "labour using." (Technological progress: a new methodology for its evaluation and applications to the case of Italy. On a possible role of IVA [Added value taxation] to favor the progress “labour using”), rev. “Economia, società istituzioni", ed. LUISS, Roma 2002, pp. 28.
26 - "Un'assicurazione pubblica contro il rischio di disoccupazione, come contropartita "uniforme" in Europa alla flessibilità del mercato del lavoro" (Public insurance against the risk of unemployment as a “uniformcompensation to the flexibility of workforce market in Europe), ATTI Convegno SIEP su "Il futuro dei sistemi di welfare nazionali tra integrazione europea e decentramento regionale" (Minutes of the SIEP Meeting on “The future of the welfare systems between European integration and regional decentering”) , 2002 (Pavia, 4 - 5 ottobre 2003), pp. 20.
27 - "Pionieri della Scienza delle Finanze italiana negli anni ‘30 (Pioneers of Italian Science of Finance in the Thirties): Attilio da Empoli ed Ernesto d’Albergo sugli"sgravi fiscali” (fiscal deductions), Minutes of the XVI Scientific Meeting of SIEP, Public policies, development and growth", Pavia 2004.

28 - Ernesto d'Albergo, la Scienza delle Finanze e il problema di una regola sicura di decisione collettiva, a supporto del "II teorema dell'economia del benessere" (Ernesto d'Albergo, the Science of Public Finances and the problem of finding a sure rule of public choice, to help the "The second theorem of economic welfare"), rev. "Economia, società istituzioni", ed. LUISS, Roma 2003, pp. 22.
29 - ECONOMIA GENERALE (General Economy -  in Italian), Franco Angeli, Milano 2005. pp. 520.
30.
Ernesto d'Albergo, Economia della finanza pubblica. Edizione digitalizzata a cura di Nino Luciani. Libro. Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, Bologna, 2009. Clicca su http://amsacta.cib.unibo.it/archive/00002571/,   Documento PDF , pp. 446
31.
"Il "2° criterio Paretiano", d'Albergo e la Scienza delle finanze" (The "2d Pareto's criterion", d'Albergo and the Science of public finance), 2009, Saggio annesso al Libro di Ernesto d'Albergo, Economia della finanza pubblica, 2009. Edizione digitalizzata a cura di Nino Luciani: Clicca su http://amsacta.cib.unibo.it/archive/00002571/,   Documento PDF , pp. 408-446.

SUN - SINDACATO  UNIVERSITARIO NAZIONALE


Fondato a Bologna l'8 novembre 2004 il nuovo Sindacato on Line, fondato sulla assemblea
  permanente dei visitatori del Foglio "Universitas News" - www.universitas.bo.it

Eletto Presidente: NINO LUCIANI

SOCI FONDATORI: Francesco Bonsignori, Alfredo De Paz, Elena Ferracini, Adriano Guarnieri,
Enrico Lorenzini, Nino Luciani, Bruno Lunelli, Gianni Porzi, Franco Sandrolini, Vittorio Tomasi

GLI OBIETTIVI DEL NUOVO SINDACATO

   Aperto alle istanze sociali, in spirito di servizio dell’Università alla società civile, il nuovo sindacato   ha come obiettivi:

a) La promozione dell’efficienza universitaria, della libertà di ricerca e di didattica;

b) La strutturazione della docenza in un ruolo unico, articolato su livelli;

c) La tutela del diritto-dovere dei docenti alla valutazione e alla carriera, unicamente in base al merito;

d) La garanzia della dignità della docenza, anche attraverso una adeguata retribuzione.

Aperte le adesioni: gli interessati possono scrivere all'indirizzo sottostante,
indicando la parola "adesione" nel subject della lettera.

                        

        Anno 2012
       Direttore Responsabile del Foglio Indipendente on line: Prof. Nino Luciani  
          UNIVERSITAS Notizie - Organo del SUN - SINDACATO UNIVERSITARIO NAZIONALE on Line - SEDE IN BOLOGNA
           MEMBRO  delle OO.UU.DD: ADU,ANDU, APU,CISAL-Università, CISL-Università,  CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UILPA-UR, UGL

       Invia i tuoi articoli alla Redazione, all'indirizzo E-mail: nino.luciani@libero.it
     
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