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COMUNE DI BOLOGNA:
PIANO STRATEGICO METROPOLITANO
SINDACO MEROLA APRE DIBATTITO AL
TEATRO " L'ARENA DEL SOLE " ,
CON LA MIRA DI ATTRARRE A BOLOGNA UNA UNIVERSITA'
INTERNAZIONALE |

Comune di Bologna
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Le
dichiarazioni del "Magnifico" MEROLA
Il Testo scritto del
Discorso ufficiale del Sindaco
L'idea di fare la "seconda università" a
Bologna " (a prescindere dalla internazionalità) rientra in un dibattito, in atto
dal termine del Rettorato
di Fabio Roversi Monaco
Forse utile, anche oggi, andare all'indietro per ritrovare
il carattere internazionale originario dello "STUDIO Petroniano". |

Virginio Merola
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Immagine dello "Studio" medievale |
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Alcuni argomenti per capire fatti e misfatti, opera di noi stessi:
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a) Collegamento con lo "Studio", avvenuto con le celebrazioni del
"NONO CENTENARIO";
b) Applicazione "deviata" della legge sui Mega Atenei;
c) Obiettivi mancati della "Fondazione Alma Mater", per un ponte verso
l'esterno;
d) Caduta irreversibile del numero degli studenti (Romagna inclusa) a partire dal
1998 e tuttora: - 17,8% gli italiani, - 22,9% gli stranieri );
e) Molti professori dimissionati, pur se ancora in piene forze, anche oltre la
legge Gelmini |
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Messaggio al rettore Dionigi:
ripartire dalla "Fondazione ALMA MATER",
ma trasformata in Fondazione di diritto pubblico e con la mira alta del Sindaco. |
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"Divus
Petronius
Protectior et Pater"

Gregiorio XIII |
Numero
studenti università di Bologna: declino inarrestabile dal 1998
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L' INTERVENTO
DEL SINDACO MEROLA
"Questo non è il solito saluto della città al solito
convegno. Questa è la città di Bologna che saluta il suo ritorno ad essere una città
speciale. Bene, tutti dobbiamo farci una domanda: Bologna è una città speciale? Lo è
ancora? Lo sarà?
Per molti anni lo siamo stati e per molti no. lo credo che dobbiamo
e vogliamo tornare ad essere una città speciale. Cosa significa speciale? Significa
innanzitutto pensare in grande, indipendentemente dalle nostre dimensioni. Salire di
rango, rischiare di essere presi molto sul serio e dire che non esistono più confini,
dire che i confini sono solo resistenza al cambiamento e al valore di questa città.
Ecco alcuni avvisi ai naviganti, oggi che ci accingiamo a salpare per il
Piano strategico.
La prima cosa la voglio dire ai sindaci della nostra area metropolitana.
Alleiamoci. Alleiamoci per uscire dai nostri confini municipali e anche dai nostri confini
mentali. Siamo noi che dobbiamo prendere per mano le nostre comunità, per renderle
solidali e competitive. Siamo noi che dobbiamo essere capaci di raccontare al mondo quello
che siamo, e soprattutto quello che vogliamo diventare.
Il Piano Strategico ambisce a che non via sia più conflitto tra le nostre
attitudini. Non si tratta più di dividerci tra chi ha una missione puramente solidale ed
una puramente competitiva, questa dicotomia alla lunga ci sta fregando.
Dunque, andare oltre i confini significa accedere al meglio dei talenti
internazionali, mettendoli in contatto e in simbiosi con i nostri. Per fare di questa area
urbana un porto attrattivo per i cittadini del mondo. Questo non solo è possibile, è
indispensabile. Competitivi per attrarre il merito e gli investimenti ovunque essi si
presentino, e questo è un obbligo per noi. Solidali, nel sostenere chi è il migliore
quando gli altri non lo fanno, questo è un dovere.
Guardiamo cosa abbiamo costruito fin qui. Bologna, per l'Italia e per
l'Europa, ha rappresentato un traduttore per culture e civiltà. Questo sia nelle forme
dell'economia quanto nelle forme della società, della sua organizzazione. Per molto tempo
la comunità bolognese ha saputo unire, rappresentare, e finanche liberare le diversità,
per tradurre tutto in un'altra dimensione delle cose e del pensiero, e ha scoperto in
questo le proprie specialità. Alla fine dei conti, dunque, o siamo in grado di essere
internazionali e universali nei valori che proponiamo, o non siamo speciali. Mettiamocelo
in testa.
Puntare sull'internazionalizzazione di Bologna vuoi dire attrarre
talenti da ogni parte del mondo, e raggiungere il massimo punto di forza possibile in
quattro campi fondamentali: la Cultura, il Lavoro, i Beni comuni, la Qualità urbana. Sono
questi i quattro campi che vi propongo per costruire quella visione che permette di
mettere in campo progetti capaci di attrarre investimenti pubblici e privati.
Badate bene, quello che ci è mancato fino ad oggi è descrivere a chi
ci osserva quale potenza e qualità ha un investimento su Bologna. E io sono convinto che
Bologna abbia tutte le carte in regola per rubare la scena a molte altre città, che state
sicuri non se ne stanno con le mani in mano.
Questo significa che servono motivazioni forti per essere scelti.
Rubare la scena, in tempi di delocalizzazioni, significa rilocalizzare qui a Bologna una
nuova internazionalità delle scelte. Per questo il Piano strategico non è la fiera delle
idee, e non è nemmeno un problema tecnico. Abbiamo già avuto il nostro governo tecnico,
e dopo ci sono state le elezioni.
Sulla base del mandato ricevuto dai cittadini voglio tenere unita la
città attorno ad una prospettiva per i prossimi 20 anni, per conquistare insieme agli
altri sindaci la nostra reputazione nel mondo.
Questo significa selezionare il meglio del meglio, e lavorare solo con
quello. E quindi sarò ancora più chiaro: non voglio concertare e lavorare per
l'unanimità, o cercare di accontentare tutti, voglio una selezione di merito di quello
che va fatto.
Vi faccio un esempio. Qualcuno si è scandalizzato in questi giorni
perché ho aperto un fronte con il Governo nazionale per l'IMU a tutela degli interessi di
Bologna, che vengono prima rispetto a qualsiasi altro interesse. Sono orgoglioso di averlo
fatto. Non sono contento di quello che il nostro Presidente del Consiglio pensa
dell'articolo 18. Però lo voglio dire, io considero il nostro Presidente del Consiglio un
alleato quando cerca di attrarre investimenti in questo Paese.
Sappia che su questo Bologna c'è, con una strategia in quattro mosse:
1. Noi siamo una "città speciale" perché possiamo mettere a disposizione importanti aree demaniali a basso costo per
attirare la sede di un'importante Università internazionale,
che affianchi l'Alma Mater per realizzare un polo della conoscenza e della ricerca tra i
più importanti d'Europa, per quantità di cervelli, di brevetti, di qualità della vita e
livello di relazioni internazionali.
2. A una "città speciale" deve essere data la
possibilità di defiscalizzare gli investimenti e gli insediamenti imprenditoriali
caratterizzati da un forte tasso di Innovazione e ICT, dedicati a premiare e attirare
talenti nei campi delle scienze e della tecniche più avanzate.
3. Quando una Repubblica fondata sul lavoro nega la cittadinanza
sociale e materiale alle giovani generazioni, che rappresentano il patrimonio su cui
investire, una 'città speciale' deve fare esattamente il contrario. Deve liberare dalla
schiavitù i giovani e i nuovi italiani, le seconde generazioni in attesa di capire se li
riconosciamo come italiani, offrendo loro cittadinanza e opportunità, premiando il merito
e l'impegno.
4. Una 'città speciale' lo è se ha un'economia sociale. E questo per
me significa delle cose precise: che i beni comuni vanno tutelati, che sono un
investimento, che sono una ricchezza, e che le persone devono essere messe nelle
condizioni di poter scegliere i loro percorsi di vita e di avere la possibilità di
organizzarsi per dare risposte ai propri bisogni, anche attraverso una integrale
applicazione della sussidiarietà, come è scritta nella nostra Costituzione.
Questi per me sono i binari su cui corre il Piano strategico
metropolitano. E per realizzare tutto questo abbiamo bisogno di portare avanti progetti
concreti e nuove alleanze.
A chi mi chiede, di fronte alle novità che abbiamo proposto all'inizio
del nostro mandato, se avremo il coraggio di arrivare fino in fondo, io rispondo con
serenità: tagliamo i ponti con chi non vuole cambiare mai. E usiamo i prossimi mesi per
vincere questa sfida. Questa città è sazia e disperata di conservazione, lo sto con chi
le cose le vuole cambiare davvero.
A tutti gli altri dico: non aspettateci perché a voi non renderemo conto.
Signori, una città che non riesce a ricostruire le proprie leggende ripete il
suo passato nella propaganda. Questo rischio noi non lo dobbiamo correre. E allora avanti
col Piano strategico, diamo un senso al nostro futuro. Buon lavoro a tutti.
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NINO LUCIANI, Andando
all'indietro ..., ma per tornare al Sindaco
1.- Premessa. La via per il risveglio. Il
risveglio dell'università di Bologna, verso l'internazionalità, avviene sotto il rettore
Fabio Roversi Monaco con le celebrazioni del NONO CENTENARIO e la redazione della Magna
Charta Universitatum, che avrà sùbito l'adesione di molte università di vari Paesi, e
via via, possiamo dire, di tutte le università nel mondo. Il suo rettorato va dal 1986 al
2000, e conosce non solo la accennata iniziativa ma anche l'acquisizione ininterrotta di
spazi in città, per didattica, ricerca, accoglienza degli studenti.
In prefazione al volume "L'università a Bologna, dalle origini
al XVI secolo", realizzato dalla Cassa di Risparmio in Bologna, F. Roversi
Monaco scrive:
"Nel corso dei prossimi decenni l'Università, nella
consapevolezza della sua storia, dovrà tornare ad essere la sede progettuale non soltanto
per il futuro dei docenti e della comunità degli studenti, ma per la città di Bologna,
cui l'Università è legata da nove secoli di vicende comuni".
E ancora: "Ciò che soprattutto interessa è il nuovo e il futuro
che, chiuso ed inespresso nell'inesauribile giacimento storico della nostra Università,
ritorna con le sue idee e progetti. Si pensi soltanto alla originaria vocazione
internazionale della Università di Bologna, che non è mai stata soltanto una
gloria municipale, ma il luogo d'incontro europeo delle peregrinazioni studentesche, un
centro dove affluirono libri e docenti di tutti i paesi, la culla della sapienza giuridica
e di tanti altri saperi dei quali in questo libro si individuano gli inizi e l'influenza
sociale e politica, l'itinerario ininterrotto delle esperienze di studio e ricerca che ha
pervaso mentalità e sensibilità collettive".
Era anche palese la opportunità di nuove forme di dialogo col
mondo esterno (enti locali, imprese), in primis sul proprio territorio. Il compito di
ponte (verso e dal mercato), fa dato alla Fondazione "Alma Mater",
costituita da lui nel 1986 (21 dic). Su questa tornerò più avanti.
Il coronamento dell'avvenuto avvio e crescita avviene al
momento della "autonomia universitaria", Legge Ruberti, n. 168/1989.
Nel 1989 lo Stato italiano, in adempimento della Costituzione, concede
infatti l'autonomia alle università. Anche Bologna avrà l'autonomia organizzativa con
proprio Statuto (1993), e dunque con Organi eletti.
Fu un momento irripetibile di liberazione delle energie locali via via
accumulate, come conseguenza delle celebrazioni dell'ottavo centenario.
2.- L'applicazione "deviata" della legge per il
decongestionamenro dei mega atenei (1996-98), e il pantano dell'operazione in Romagna.
Ne 1996, arrivo' la legge n. 662/96, art. 1, c. 90, per il
decongestionamento dei mega atenei. Gli Atenei con più di 40.000
studenti dovevano essere sdoppiati, e anche le Facoltà con più di 7000 studenti dovevano
essere sdoppiate. Il DM attuativo (del 30.3.98 ) indicava prioritariamente
quello di Bologna, da decongestionare, perchè "sovraffollato" .
Già a quel momento (1998) era evidente che Bologna aveva bisogno di
nuove risorse per radicare il suo posizionamento internazionale e di dare accoglienza,
nella gestione dell'Ateneo, alle nuove leve emergenti. Sono di quella fase le prime crisi
di governo dell'Ateneo, fino a prendere la forma di opposizione al rinnovo del mandato
all'allora rettore. Tra i ribelli ci fu Ivano Dionigi, mentre
io (che pur mi opponevo a quella politica in Romagna) volevo anche una
chiarezza nella successione. Ma ci fu un polverone ... di cui tuttora portiamo i guai.
Torniamo alla legge sui Mega Atenei. D'intesa con i Dirigenti del Miur, il "decongestionamento"
fu interpretato, non come frazionamento, ma come decentramento
in Romagna. Nella prima ipotesi il finanziamento andava tutto a Bologna; nel
secondo caso esso andava in Romagna. Inoltre Bologna vi avrebbe dovuto trasferire
personale e risorse finanziarie del proprio bilancio, e studenti.
Cruciali erano gli studenti: nel senso che, grazie al prevedibile calo a
Bologna-città, qui il numero sarebbe rientrato nei limiti di legge.
Ricordo anche il dirottamento forzato (vale dire con promesse di
carriera) di centinaia di ricercatori, dottori di ricerca, ..., (anche professori
ordinari, per una guida), gratis o semigratis (le spese di viaggio), verso le sedi
decentrate in Romagna, rivelatesi chimere, dopo l'infame legge Gelmini (in quanto
dimentica di quella interpretazione del Miur). Sono cose note qui.
Quella scelta fu l'inizio di un vero pantano per
Bologna, soprattutto il venir meno di risorse che le permettessero giusta posizione
internazionale.
Allora ero Consigliere di Amministrazione di Bologna e mi opposi a
quella interpretazione "deviata" della legge 662. Ritenevo che
l'obiettivo di fare l'università di Romagna fosse importantissimo, ma che fosse un
obiettivo di interesse nazionale, e come tale da essere finanziato da Roma.
Per di più, quell'obiettivo dell'universita' di Romagna non era
fondato su un progetto culturale unitario (essere centrato su una sola
citta', quella portatrice della storia maggiore di Romagna: vedi Ravenna, già sede
imperiale e già in rapporti con lo "Studio petroniano"), ma su una pluralità
di mini-sedi.
Anche questo è risultato un progetto fallitto, e lo
vediamo nel fatto che, dentro il nuovo Statuto di Bologna (ex-lege Gelmini) le strutture
universitarie di Romagna sono divenute articolazioni locali di Bologna accentratrice
(perduto anche quel poco di autonomia che le "Sedi" avevano, con rispettivi
ProRettori). 3. Riprendiamo il discorso sulla "Fondazione
"Alma mater". Questa, rimasta a vegetare per anni ma senza danno, a
partire dal rettorato di P.U. Calzolari (fine 2000) diverrà la "seconda"
articolazione dell'Ateneo, vale dire:
- all'Università "Alma Mater", restano i compiti istituzionali
tradizionali;
- alla Fondazione "Alma Mater" vanno la didattica post-laurea, la
gestione dei contratti di ricerca per conto terzi (questo era sempre stato solo un compito
dei dipartimenti), la raccolta di fondi finanziari anche beneficiando di varie leggi
fiscali di sgravio, e altre attività a pagamento.
Ma la Fondazione sarà un fallimento. Infatti:
a) anzichè procurare risorse finanziarie ed economie di spesa per l'Ateneo,
la Fondazione produrrà bilanci con saldi passivi (essa si era anche
frazionata con la creazione di vari uffici in ogni facoltà , e aveva creato Alma
Cube,....) ;
b) l'obiettivo fondamentale del rapporto operoso con le imprese rimarrà un
miraggio lontano (troppi diversi i tempi di percorso delle imprese, rispetto a quelli
dell'università).
Non solo questo. Ci saranno anche "deviazioni": quella di
creare una impresa "Alma mater Srl", con socio unico (Fondazione Alma Mater), il
cui presunto "vantaggio" (?) era sottrarsi ai controlli diretti dell'Ateneo.
Diverrà anche socia di molte società, tutte fuori del controllo di bilancio dell'ateneo
....
Perveniamo al mandato del rettore I. Dionigi. Sulla
discussa Fondazione, egli ordina una inchiesta
e (al momento della scadenza delle cariche, gen-feb, 2011) azzera tutti gli incarichi.
Nomina un nuovo Presidente, il prof. Francesco VELLA, che si
impegna a dimettersi se entro un anno non raggiunge gli obiettivi, a cominciare
(presumerei) dalla trasformazione da ente di diritto privato a ente di diritto pubblico.
La trasformazione era motivata dal "monstrum" (della
Fondazione Alma Mater) che, pur essendo una istituzione di proprietà di un ente pubblico
(l' Ateneo), era regolato dal codice civile, e quindi sfuggiva ai controlli tipici degli
enti di diritto pubblico e a quelli di contabilità pubblica, e al tempo stesso aveva
prodotto perdite. |
4.- La Fondazione è ancora
inceppata. Un anno non è bastato per trasformarla in Fondazione universitaria e
nulla si sa del bilancio.
Il CdA dell'Università, nella riunione del 15 feb. 2012, rinviava
il decollo della Fondazione di diritto universitario, e dettava un testo
per una convenzione Ateneo-Fondazione (legata al piano strategico triennale 2011-13) che
ne ridefiniva i compiti e i limiti.
Della "Alma Mater Srl" nulla è
emerso, circa la sorte.
In conclusione, si direbbe che si è realizzata la condizione
per le dimissioni (era l'impegno del neo Presidente VELLA, se entro un anno non avesse
visto la luce), la qual cosa mi parrebbe una condizione anche per decisione analoga del
rettore.
C'è dell'altro. Dai verbali del CdA risultano alcune
interrogazioni al rettore:
- quella del Cons. Prof. G. Porzi gli "chiedeva quando riteneva di poter dare
corso agli adempimenti sopra ricordati, nel rispetto di quanto deliberato il
15/2/2011";
- quella del Cons. Lo Priore che non vedeva una chiara differenza di attribuzioni
tra Fondazione e Ateneo;
- quella del Cons. Sig.ra Zago, alla quale "non appariva evidente, nell'ambito
dell'alta formazione, il preciso riparto di competenze tra Ateneo e Fondazione".
A tutti era stata data risposta ma solo su argomenti, non sollevati.5.-
Conclusione: torniamo al SINDACO. Visto che tutto è ancora in viaggio per
realizzare le condizioni per cui la Fondazione riesca a trovare finanziamenti, per
l'Ateneo, per un suo nuovo risveglio verso l'internazionalità e verso il suo proprio
territorio (vedi il crollo degli studenti), l'incidente di percorso del Sindaco
(cos' l'avrebbe classificato il Rettore) è invece il "grillo parlante",
che dice la verità e interpreta correttamente il ruolo di Bologna "città
speciale" nel mondo.
Adelante, "Magnifico" Merola. NINO LUCIANI |
| CdA 15 febbraio 2011
IL TESTO DELLA POSSIBILE CONVENZIONE TRA ATENEO E FONDAZIONE
circa "gli impegni reciproci per alta formazione, consulenze e
ricerche in conto terzi, fund raising, gestione marchio per finalità commerciali
nel triennio 2011-2013
Rinvio sine die della trasformazione
da ente di diritto privato in ente di diritto universitario ex-D.P.R.
254/2001.
Testo della Convenzione così come licenziato dalla Giunta di
Ateneo nella seduta del 26.09.2011:
Art. 1 Oggetto della convenzione
La presente convenzione disciplina i reciproci impegni che le Parti assumono per dare
attuazione al Piano strategico 2011 -2013, nei seguenti ambiti:
- alta formazione e formazione orientata al mercato senza rilascio di crediti formativi
universitari;
- ricerca e consulenza, creazione di impresa;
- sfruttamento commerciale del marchio di Ateneo (merchandising);
- fundraising per lAteneo;
Le ulteriori attività di Fondazione, non contemplate nella convenzione o negli atti
successivi ed integrativi, sono dalla stessa gestite secondo le proprie finalità
statutarie, dintesa con lAteneo.
Art. 2 Monitoraggio
Lattuazione del Piano è monitorata dal Magnifico Rettore e dal Presidente di
Fondazione Alma Mater, con lintento, in collaborazione reciproca, di assicurare la
più efficace realizzazione del Piano strategico, proponendo, ove si renda necessario
adeguamenti e ampliamenti della stessa, che dovranno essere vagliati dai Consigli di
Amministrazione di Fondazione e dell Ateneo.
Art. 3 Obblighi di informazione
LAteneo assume l'obbligo di informazione presso le proprie Strutture ed
articolazioni interne, nonché presso il personale tutto, e nei confronti delle strutture
partecipate e collegate e dei principali stakeholders dei contenuti della
convenzione e delle attività di supporto messe a disposizione dell'Ateneo da parte di
Fondazione.
Al fine di adempiere al predetto obbligo, lAteneo assume azioni positive e concrete,
ivi inclusa ladozione di linee guida che assicurino una più armonica interrelazione
fra Strutture dellAteneo e Fondazione e definiscano i servizi che Fondazione
può erogare alle medesime Strutture a seguito dellacquisizione dello
status di fondazione universitaria.
Fondazione assicura la piena informazione allAteneo, in merito alle iniziative e
alle azioni promosse negli ambiti oggetto della presente convenzione.
Art. 4 Ambiti di intervento ed impegni tra le parti.
Le Parti, al fine di dare attuazione al Piano strategico 2011 2013, convengono
di disciplinare i rapporti tra di loro in base alle disposizioni di seguito contemplate e
per le aree di attività così definite:
4.1-Alta formazione (Master Universitari, Master non universitari, Corsi di Alta
formazione universitaria e non, Formazione continua e permanente universitaria e non):
a) Fondazione Alma Mater mantiene in questo ambito, al pari degli altri soggetti
accreditati dallAteneo, la possibilità di gestire, nellottica della
complementarietà con questultimo, i budget dei master, dei Corsi di Alta Formazione
e dei Corsi di formazione continua e permanente attivati dallAteneo, nel rispetto
delle previsioni dei vigenti regolamenti di Ateneo;
b) Fondazione può assicurare allAteneo ulteriori servizi a supporto dellAlta
Formazione, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: progettazione di percorsi
anche in e-learning, attività di tutoraggio, coordinamento, segreteria didattica e
organizzativa, promozione, organizzazione e monitoraggio stage e tirocini, supporto
generale alle attività dei direttori e dei consigli scientifici. Fondazione concorda con
i Direttori dei corsi le condizioni per i servizi di supporto, ferma restando la scelta di
questi ultimi in merito all'opportunità o meno di avvalersi della Fondazione per i
servizi medesimi;
c) Fondazione Alma Mater sviluppa inoltre una propria attività di formazione orientata al
mercato, senza rilascio di crediti formativi universitari, definendo i target su cui
costruire le azioni commerciali ed attivando eventuali partnership funzionali al
raggiungimento degli obiettivi del Piano Strategico.
d) Fondazione si impegna ad attivare le attività formative di cui alla lettera c) sentite
le Strutture universitarie di riferimento.
4.2. Ricerca e consulenza-creazione di impresa
4.2.1. Ricerca e consulenza
a) in tale ambito Fondazione opera quale interfaccia nei confronti del mercato per conto
delle Strutture di Ateneo, senza vincolo di esclusività, sulla base di accordi con le
stesse, in coordinamento con Area Ricerca e Trasferimento Tecnologico dellAteneo.
Tali accordi e le relative modalità di coordinamento sono regolati da scambi di
corrispondenza fra le parti.
Nella gestione di tali commesse Fondazione, assume un ruolo da general contractor,
e affiderà alle singole Strutture di Ateneo coinvolte nella commessa la quota ad esse
spettante mediante un rapporto di sub-committenza "c/terzi" o mediante altre
modalità quali a titolo esemplificativo, finanziamenti per borse di studio, assegni di
ricerca, acquisto per strumentazione, ricercatori a tempo determinato.
b) in casi specifici e debitamente motivati Fondazione può gestire direttamente una
commessa di ricerca/consulenza e trasferimento tecnologico, offrendo un sistema
organizzato di servizi a valore aggiunto. In questi casi:
1. Fondazione comunica preventivamente lattivazione della commessa al
Dipartimento di appartenenza del Responsabile Scientifico della commessa.
2. i docenti coinvolti svolgono tali attività in conformità con le vigenti
disposizioni.
c) Nelle fattispecie di cui alle precedenti lettere a) e b), Fondazione armonizza le
proprie attività a quanto stabilito dalla regolamentazione di Ateneo in materia di
"ripartizione di proventi derivanti da attività di ricerca e consulenza, fatta salva
la remunerazione dei costi FAM,
In particolare, il prelievo su ogni commessa non può essere inferiore al 16% e la
quota da trasferire all'Ateneo non può essere inferiore al 10%, fermo restando
che la quota di attività affidate da FAM alle Strutture di Ateneo, nella fattispecie di
cui alla lettera a), non è soggetta ai prelievi previsti dalla predetta regolamentazione;
d) lAteneo valuta la possibilità di affidare a Fondazione la realizzazione di
servizi a sostegno della promozione e disseminazione dei risultati della ricerca di
Ateneo, ivi incluse le attività di disseminazione nellambito di progetti europei,
ferma restando la realizzazione di tali attività in stretta collaborazione e
coordinamento con Area Ricerca e Trasferimento Tecnologico.
e) l'Ateneo affida a Fondazione l'attuazione di protocolli di collegamento tra dottorato
di ricerca e imprese o enti, pubblici o privati, in attuazione di convenzioni basate sullo
strumento dell'alto apprendistato.
4.2.2. - Creazione di impresa
Nellampia gamma di attività legate al trasferimento tecnologico, Fondazione si
impegna a concordare con lAteneo, tramite lArea della Ricerca e del
Trasferimento Tecnologico, servizi volti a favorire la creazione e la gestione della
partecipazione nel capitale sociale di nuove imprese o enti nati da risultati di ricerca,
nel rispetto dei regolamenti dellAteneo.
Le Parti manifestano quindi la disponibilità a collaborare per definire, con successivi
accordi, soluzioni da attuare in sinergia per la promozione di azioni quali, a titolo
esemplificativo:
1. promozione della creazione di nuova impresa (scouting, iniziative quali
promozione, ecc
);
2. selezione di idee innovative e supporto nella stesura dei Business Plan;
3. collaborazione e coordinamento con altre iniziative locali, regionali, nazionali;
4. incubazione e accelerazione;
5. accesso e coordinamento con Venture Capitalist per la crescita delle nuove imprese.
Nella gestione delle attività a supporto della creazione di impresa, Fondazione si avvale
prioritariamente dellIncubatore Almacube.
4. 3 - Fund raising per lAteneo
a) lAteneo definisce, secondo le modalità che risultino più idonee, le azioni
di fund raising, stabilendo le direttive e le disponibilità economico finanziarie
necessarie alla realizzazione delle stesse;
b) Fondazione gestisce, secondo le direttive dellAteneo, le azioni sopra previste
assicurando una specifica contabilità delle somme eventualmente incassate a titolo di
erogazioni liberali, al fine di consentire allAteneo di decidere in ordine alla
destinazione di tali somme, al netto delle spese sostenute da Fondazione;
c) LAteneo si impegna a rimborsare a Fondazione i costi sostenuti per conto
dellAteneo per lo svolgimento delle azioni di fund raising, comprese le spese
generali, risultanti dalla rendicontazione analitica nellambito del budget
disponibile;
d) lAteneo, per la realizzazione delle predette azioni e per assicurare un supporto
gestionale alle attività dell'Associazione Almae Matris Alumni, si impegna a rendere
disponibili le professionalità necessarie. A tal fine, lAteneo si impegna ad
inserire nellorganizzazione di Fondazione, mediante specifico accordo attuativo che
disciplini la procedura di distacco, una unità di personale di categoria EP ed
ununità di personale di categoria C, rendendo disponibile, con il medesimo accordo,
per il 2011, il budget assegnato per lattuazione del piano di fund raising di
Ateneo. Eventuali assegnazioni future saranno oggetto di accordi attuativi;
Gli oneri relativi al trattamento economico fondamentale ed accessorio relativi al
personale distaccato restano a carico dellAteneo.
4.4. Marchio:
a) Fondazione è licenziataria esclusiva per sei anni del marchio di Ateneo per lo
sfruttamento commerciale dello stesso finalizzata alla produzione di abbigliamento e
oggettistica, compresa la produzione di articoli promozionali per le esigenze
dellAteneo e delle proprie strutture;
LAteneo e la sue Strutture ed articolazioni si impegnano ad usufruire
delloggettistica predisposta da Fondazione o dei prodotti dalla stessa messi a
disposizione, ove per le finalità sopra indicate, oggetti o prodotti debbano recare o
essere associati al marchio di Ateneo.
Fondazione si impegna ad accordare allAteneo e alle sue Strutture ed articolazioni
speciali condizioni economiche sui prodotti a marchio predisposti dalla stessa, nonché di
servizi di supporto per il soddisfacimento di specifiche esigenze promozionali.
b) il contratto per la cessione in esclusiva del marchio a Fondazione è sottoscritto
contestualmente alla presente convenzione;
c) Fondazione può cedere in licenza il marchio ad aziende strutturate e competenti,
individuate congiuntamente allAteneo, che offrano garanzie in merito allo sviluppo
dellattività commerciale ed assicurino benefici allAteneo sia in termini di
immagine che di proventi;
d) i proventi delle azioni di merchandising rimangono nella disponibilità di Fondazione
per il periodo di validità del piano strategico e fino alla concorrenza dellimporto
complessivo contabilizzato nel medesimo piano. Le eventuali somme eccedenti saranno
gestite da Fondazione secondo le direttive dellAteneo.
Art. 5 - Spazi
Per favorire le migliori sinergie operative fra Fondazione e Ateneo, questultimo
verifica la possibilità di ospitare presso propri spazi gli uffici direzionali di
Fondazione. Lindividuazione di tali spazi e le modalità di conduzione degli stessi
saranno definiti con successivi accordi. Gli oneri sono a carico dellAteneo.
Art. 6 Durata
La presente Convenzione ha durata di un anno a decorrere dalla sua sottoscrizione,
fatta eccezione per il periodo di licenza del marchio di cui allart. 4.4, e può
essere rinnovata, previo accordo fra le parti, in relazione agli esiti del monitoraggio di
cui allart. 2.
IMPEGNO DI SPESA/ACCERTAMENTO DI ENTRATA PER LATENEO
Limpegno che lAteneo assume, ai sensi dellart. 4 della Convenzione,
in materia di "Fund raising", rendendo disponibile, mediante specifici
accordi attuativi, per il 2011, il budget finalizzato allattuazione del piano di
fund raising di Ateneo, potrà essere sostenuto con le risorse disponibili (euro
80.000,00) sul Budget AAGG, E.F. 2011. |
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NECESSARIA RIVISITAZIONE DELLA CERIMONIA DI LAUREA
AD HONOREM AL PRESIDENTE DR. GIORGIO NAPOLITANO
La "Laudatio" troppo politico-ideologica
del Rettore ha finito per declassare
il capolavoro politico di G. Napolitano, quello da Presidente della Repubblica
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NOTA. Adesione al
conferimento della laurea. Plaudo, credo con tantissimi altri, al conferimento
della laurea ad honorem in Scienze Politiche al Presidente della Repubblica, da parte
dell'Alma Mater. Ritengo, infatti, che il Presidente abbia dimostrato di ben conoscere le
scienze politiche (discipline storiche, e di economia, e di diritto pubblico e privato), e
di avere massimamente operato, come Presidente, nell'applicarle al meglio. Ed è utile
ricordare (perché non fatto dall'Ateneo), che Egli aveva conseguito la Laurea in
giurisprudenza a Napoli, nel 1947.
I motivi ufficiali del conferimento sono contenuti nella Laudatio
(pronunciata dal Rettore) che, a mio giudizio, contiene alcuni elementi che in una certa
misura, hanno tolto smalto alla Laudatio stessa.
Voglio anche riprendere due eventi, avvenuti dentro e fuori Santa Lucia:
l'intervento del rappresentante del Personale e la manifestazione esterna degli studenti,
che sarebbe stato doveroso "includere" tra gli elementi positivi, perché una
siffatta cerimonia è "vera" se, ad un tempo, è celebrativa ed è congiunta con
l'attuale stato di sofferenza dell'Università. 1)
"Laudatio". Totalmente ignorata dalla stampa e non pubblicata in
digitale dal Rettorato, essa é stata diffusa (durante la cerimonia) dalla radio GR
Parlamento, dal sito internet dell'Ateneo e replicata due volte da "èTV", nei
giorni successivi.
Il testo qui riportato è stato trascritto in proprio dalla una
registrazione originale.
La "Laudatio", a mio avviso, ha mancato nel cogliere quanto
di meglio seminato da Napolitato, quello cioè da Presidente della Repubblica, liquidato
invece come di "difficilissimo momento", durante il quale "Egli ribadisce
fiducia negli orizzonti europei ..." (?). Al contrario, è nella difficoltà che si
dimostra il proprio valore, e dunque è qui che va colta la prova.
La "Laudatio" si è, invece, persa in una "fantasiosa"
interpretazione della vita di Napolitano, eccedendo nel ricordare, per
ben tre volte ( più due, da parte dei Presidi di Scienze
Politiche) che egli era stato un esponente di primo piano del PCI
(Partito Comunista Italiano), ma poi assolvendolo, quasi fosse stato un peccato
originale . Precisamente Napolitano sarebbe passato, da uomo che ha fatto parte
di ideologie contrapposte, ad uomo del superamento dei limiti di quelle
ideologie e quindi uomo del dialogo (anche in ambito europeo).
Questo avveniva alla presenza del Cardinale Caffarra,
esponente della Chiesa Cattolica, indirettamente chiamata in causa da Dionigi, perchè la
componente "polacca" (e anche italiana) era stata il maggiore
avversario di quelle ideologie.
In questo modo la motivazione della Laurea è finita per diventare
puramente ideologica e partitica. Questo, a mio avviso, ha danneggiato il
valore culturale e professionale della laurea conferita, e anche fatto sorgere
dubbi sulla "genuinità scientifica" delle due Facoltà emiliano-romagnole
proponenti. Napolitano, che ha parlato dopo, ha glissato totalmente su quei riferimenti.
Ritengo sia parimenti degno l'appartenere ad un partito o ad
un altro, e sia parimenti degno che le ideologie si contrappongano o che dialoghino.
Soprattutto, ritengo che non sia compito dell'Università "parteggiare", ma solo
prendere atto dei fatti, e spiegarli scientificamente con la sperimentazione o, almeno,
con la logica.
2.- I due eventi. Il rappresentante del personale
Raffaele Pileggi si è reso interprete dello stato di sofferenza dell'università
italiana, per effetto della legge Gelmini:
- per la sua configurazione gestionale "aziendalista", anzichè di
struttura di "utilità pubblica";
- e perché sottofinanziata (l'FFO nel 2002, era di 6,2 miliardi e oggi
ammonta a circa 7 miliardi). Tenendo conto dell'aumento del costo della vita, (raddoppiato
nel 2002-03 per effetto dell'euro), oggi l' FFO dovrebbe essere di circa 12
miliardi, per essere come nel 2002, in termini reali;
- dal 2008 al 2011, sono venuti a mancare circa 7.000 posti coperti, di ruolo
docente, per il blocco delle assunzioni, una carenza alla quale si è in parte posto
rimedio con personale precario (contrattisti, assegnasti - vedi CINECA).
La protesta degli studenti è la segnalazione della carenza della didattica.
Pertanto la manifestazione degli studenti è stata importante per l'università, sempre
che si sia disposti ad "ascoltare" e a "migliorare".
Il Rettore, anziché essere "inclusivo" dei due eventi, li ha invece
declassati come "fattori di disturbo".
Sia chiaro che gli studenti hanno errato a stigmatizzare il Presidente per aver
promulgato la legge Gelmini. Infatti, il Presidente della Repubblica, costituzionalmente,
non ha responsabilità politica.
Chi invece ha una tale responsabilità politica sono il Rettore, e il Ministro
Profumo (presente alla cerimonia, come invitato), ma che (forse sorpreso) si è trincerato
nel silenzio, in attesa di migliori opportunità. Nino Luciani |
Rettore, "LAUDATIO" a Napolitano
.
|
" 1.- Alla generazione
del Presidente Napolitano, misurarsi con la dimensione internazionale non è stata la
scelta di una specializzazione professionale, ma la risposta alla sfida della storia. Gli
uomini di quella generazione si erano affacciati alla politica ventenni, nel momento in
cui la fine della seconda guerra mondiale rivelava quello scenario che oggi definiremmo
globale. Si erano formati in un universo, che cercava di mantenersi fedele a prospettive
di pace e sviluppo nella ricostruzione dellordine mondiale.
Hanno conosciuto una lunga stagione di tensione, passioni e fatiche, prima
alla luce di ideologie che sembravano offrire soluzioni definitive, poi nella
traumatica scoperta dei limiti di quelle stesse ideologie incapaci di comprendere
la grande transizione verso cui si avviava il
sistema internazionale.
Giorgio Napolitano ha percorso questa vicenda con la determinazione di chi sa
che nessun uomo è unisola, né nel suo orizzonte immediato né tanto meno
nellampio contesto in cui è inserita ogni vita, nel ventesimo e nel ventunesimo
secolo.
Egli accetta la politica come professione nel senso profondo che questa parola, oggi così
stoltamente svalutata, comporta. Professione come chiamata, professione come proclamazione
pubblica non di una verità posseduta, ma di una verità cercata.
Egli ha dovuto misurarsi a lungo con questa ricerca. Ha iniziato nel fatidico
1956, un passato assai arduo, durante il quale ha confessato poi, con una limpidezza rara,
non riuscì veramente a capire quello che succedeva .
Ma in seguito i contorni della grande transizione che si stava
preparando gli sono apparsi sempre più chiari. Impossibile non ricordare la sua battaglia
allinterno del P.C.I. (Partito Comunista Italiano), per analisi che
Weber avrebbe definito comprendenti.
Contro gli schematismi così tipici degli anni sessanta,
dallesperienza ai vertici del suo partito per lorganizzazione culturale,
Giorgio Napolitano è diventato sempre più non solo luomo del confronto con la
grande cultura europea occidentale e con le molti correnti del riformismo politico, ma
anche per esempio politico impegnato a promuovere strumenti di analisi e di esperienza per
aiutare il paese a vivere consapevolmente quella stagione.
Divenuto nel 1986 responsabile della politica estera del P.C.I.
, egli ha trasfuso nel confronto internazionale quel patrimonio di esperienza percorrendo
con passione e pazienza i sentieri prima mai battuti del dialogo. Sono stati anni di
grande trasformazione anche sul piano personale con il suo ingresso come rappresentante
del partito comunista nellassemblea parlamentare della NATO con il
ruolo di interlocutore delle grandi socialdemocrazie europee e delle personalità
raggruppate dallASPEN INSTITUTE e con i dialoghi che intrattenne con figure di
rilievo quali Willy Brandt,
Brevinsky .
"2.- Erano anche gli anni della grande trasformazione dellEuropa
Orientale . Non possiamo dimenticare la sua attività discreta ma costante, per la
libertà di Dubcek e lincontro che ebbe con lui dopo la laurea che
il leader slovacco ricevette proprio in questaula nel 1988.
Lanno seguente, anno dellepocale caduta del muro, vide il suo
ingresso al parlamento europeo dove è stato fino al 1992 presidente della Commissione per
gli Affari Costituzionali. Si apriva così nella pienezza del nuovo ruolo quella più
intensa fase di impegno europeista già a lungo coltivato nella consapevolezza che dopo il
tornante del 1989 si apriva una nuova fase storica anche per lunione europea come
avrebbe argomentato nel suo libro del 1992 Europa e America dopo il 1989.
Quella convinzione non lo ha mai lasciato e oggi in questo
difficilissimo momento egli continua, quasi biblicamente sperando contro ogni
speranza, a ribadire la sua fiducia in quegli orizzonti europei in cui ha
creduto fin dal suo ingresso nella vita pubblica. Per questo egli ha potuto dire il 27
novembre 2007 agli studenti e ai professori dellUniversità di Berlino:
lasciate che vi parli più che da capo di Stato da convinto partigiano della causa
europea.
La sua azione costante si è sempre ispirata, in questi anni, a una grande
fiducia nelle arti razionali della politica, che non deve smettere mai di guardare alla
realtà per quella che essa è.
Durante la conferenza da lui tenuta a Londra il 19.05.2009
allIstituto Internazionale per gli Studi Strategici aveva ripreso le parole di
Keynes a Bretton Woods ed espresso lauspicio che nella realtà internazionale si
operasse, parole sue, con spirito di saggezza, pazienza e severo riserbo.
Era in un certo senso il motto che meglio rappresentava la sua lunga azione
politica nellambito delle relazioni internazionali. Azione spesa per il nostro Paese
per quel che De Gasperi chiamava la nostra patria europea, per quel mondo pacificato per
cui si erano battuti nella prima metà del ventesimo secolo i maestri di molte fedi da cui
aveva chiarificamente tratto ispirazione.
Dover riassumere il senso di tanto impegno, ciò che Giorgio Napolitano ha
dichiarato il 27.10.2011 al Collegio Europeo di Bruges. Tutto è cambiato rispetto al
punto di partenza al lontano 1950, ma ci sorreggono fortissime nuove motivazioni,
lammissione dellUnione degli Stati di Popoli a cui abbiamo dato forza
crescente è quella di far vivere dentro una globalizzazione sregolata che potrebbe
sommergerci, la nostra identità, il nostro esempio moderno di integrazione e unità,
linsopprimibile peculiarità del nostro apporto allo sviluppo storico e
allavvenire della civiltà mondiale.
E poiché siamo in università cioè in una istituzione che è anzitutto una
comunità di studenti e ricercatori siamo orgogliosi di chiudere accogliendo le parole di
esortazione che il nostro Presidente ebbe a pronunciare in quella stessa occasione:
concentriamoci sul da farsi nella fase attuale, ma in pari tempo cercando di
spingere più lontano lo sguardo per riproporre il discorso sullEuropa alle
generazioni più giovani."
____________________________________
Prof. Fabio GIUSBERTI e Prof. Paolo ZURLA, Presidi delle due Facoltà di Scienze Politiche
Deliberato del Consiglio della Facoltà di Scienze Politiche di Bologna e Forlì.
Il Consiglio della Facoltà di Scienze Politiche di Bologna condivide
con il Consiglio della Facoltà di Scienze Politiche di Forlì la proposta di conferire la
Laurea ad Honorem al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La decisione si colloca nel solco della tradizione di attribuire il titolo a
eminenti studiosi e a personalità che si siano contraddistinte per il loro impegno nello
sviluppo della democrazia e delle istituzioni politiche.
Nato a Napoli nel 1925, Giorgio Napolitano si iscrive allUniversità
nel 1942 dove incontra lantifascismo attraverso i gruppi studenteschi. Iscritto al P.C.I.
nel 1945, viene eletto alla Camera dei Deputati nel 1953 e ne fa parte, quasi
ininterrottamente, fino al 1996 rivestendo anche il ruolo di Presidente; è stato deputato
nel Parlamento Europeo; ha rivestito rilevanti incarichi nel governo nazionale; è stato
nominato Senatore a vita nel 2005 e infine eletto Presidente della Repubblica nel 2006.
La sua vita politica attraversa tutta la complessa vicenda della
Repubblica, dal dopoguerra ai nostri giorni. E stato uno dei più convinti
sostenitori del processo di trasformazione del P.C.I. nella direzione
della socialdemocrazia europea. Ed è in particolare sulle relazioni internazionali, che
costituiscono motivo di forte divisione nella prima fase della storia repubblicana, che
Giorgio Napolitano concentra le sue energie, partecipando alla Commissione affari Esteri
della Camera dei Deputati e alla Delegazione italiana allAssemblea
dellAtlantico del Nord. A partire dagli anni 70 contribuisce attivamente al
dibattito nelle più prestigiose istituzioni accademiche specializzate nella politica
internazionale in Europa e negli Stati Uniti. Riguardo al processo di integrazione europea
in particolare ha saputo portare un sostegno convinto e continuativo alle ragioni della
unificazione.
Molte delle idee maturate nelle esperienze politiche ed istituzionali
ispirano i suoi numerosi scritti di carattere europeistico ed internazionalistico. Il suo
impegno per il rafforzamento delle istituzioni democratiche gli è valso importanti
riconoscimenti quali premi Leibniz-Ring e Dan David.
In occasione del cinquantesimo anniversario del trattato istitutivo delle Comunità
Europee, il Presidente Napolitano ha detto: dobbiamo sentirci più che mai uniti
.(parole omesse, perchè autocancellate) che ci dice quanto profonde siano
le nostre radici e quanto significativo sia stato il cammino della nostra comune civiltà
e cultura europea.
Tocca a tutti noi che rappresentiamo gli Stati e i popoli dellUnione
Europea mostrarci allaltezza di quello straordinario retaggio e trasmettere alle
giovani generazioni il senso dellimpegno dispiegato in questi cinquantanni, il
solenne mandato di rinnovare e portare più avanti quellimpegno per un continente
più unito e più forte.
Il senso della storia, la responsabilità della politica, la tensione al
superamento dei conflitti e linvestimento sul futuro sono i valori che ispirano
anche le nostre facoltà.
Si riconoscono nel percorso politico e nella vita di Giorgio Napolitano, un
contributo fondamentale allo sviluppo della cultura europea e al superamento degli
steccati ideologici.
E infine significativo ricordare che Giorgio Napolitano nei vari ruoli
che ha rivestito ha incontrato molti docenti delle Facoltà di Scienze Politiche
dellAteneo bolognese, sui banchi del Parlamento, nelle responsabilità di governo e
nelle sedi di riflessione scientifica. Alla luce di questi elementi i Consigli di Facoltà
propongono allunanimità la Laurea Magistrale ad Honorem in Relazioni Internazionali
e Scienze Internazionali Diplomatiche al Presidente Giorgio Napolitano."
|
EDIZIONI PRECEDENTI |
Mentre l'Università cerca il ritorno a una
vita normale, dato il vuoto normativo e
finanziario di cui alla legge Gelmini, anche per inapplicabilità di Decreti attuativi di
base,
giunge notizia che il Consiglio di Stato ha dato parere negativo al MIUR, per il
Decreto per la formazione delle Commissioni giudicatrici per l'abilitazione nazionale.
I Ricercatori, a loro
volta, sono andati alla CRUI (sotto i Comunicati ),
di seguito alla visita del nuovo Ministro alla CRUI , su invito di
questa.
|
ATTESA E FIDUCIA DELLA RISPOSTA DEL
MINISTRO ALLA LETTERA DELLA INTERSINDACALE UNIVERSITARIA (DEL 24
NOVEMBRE), CHE FACEVA RICHIESTA
DI INCONTRO SULLO STATO DI "ESTREMA CRITICITÀ
DELL'UNIVERSITÀ "
|
|
I Comunicati della CRUI-Conferenza dei Rettori
e del CNRU - Comitato Naz.le Ricercatori UniversitariIl Comunicato della CRUI
Il 19 dicembre 2011,
presso la sede della CRUI, si è svolto un incontro tra il Presidente della CRUI, Prof.
Marco Mancini, il Rettore dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, Prof. Massimo
Giovannini, membro della Giunta, e il Coordinatore Nazionale del Coordinamento Nazionale
dei Ricercatori Universitari (CNRU), Prof. Marco Merafina, accompagnato da una
delegazione.
Durante lincontro il Presidente della CRUI ha innanzitutto informato la
delegazione del CNRU sui contenuti del recente intervento del Ministro Profumo
allAssemblea.
Sono stati quindi affrontati numerosi argomenti di stringente interesse per
il sistema universitario quali:
- i finanziamenti alle Università e alla ricerca;
- il piano straordinario di reclutamento dei professori associati e le problematiche a
esso connesse;
- la questione dei ricercatori e del loro stato giuridico; gli aspetti critici della
normativa sulle retribuzioni in connessione con le progressioni di carriera;
- la questione del finanziamento della tenure track per i ricercatori a tempo determinato.
Su molti di questi argomenti si è riscontrata una convergenza di posizioni tra le
parti che hanno anche convenuto sullopportunità di prevedere incontri periodici per
garantire un confronto sulle tematiche che saranno oggetto dei prossimi
dellUniversità e della Ricerca. |
La lettera dell'InterSindacale
(24 novembre 2011)
- Al Ministro dellIUR
prof. Francesco Profumo
OGGETTO: Richiesta incontro
Signor Ministro,
nel rivolgerLe i migliori auguri di buon lavoro, le scriventi
Organizzazioni e Associazioni universitarie intendono evidenziare la stato di estrema
criticità in cui versa lUniversità italiana. In questo scenario appare necessario
che il nuovo Governo avvii un confronto costante con le diverse componenti universitarie
da noi rappresentate, riconoscendo il ruolo fondamentale dellUniversità per lo
sviluppo sociale ed economico del Paese.
Per questo chiediamo al più presto un incontro per affrontare i
diversi temi che riguardano lUniversità italiana, anche alla luce del processo
attuativo della legge 240/10.
Distinti saluti.
ADI, ADU, ANDU, CISL-Università, CNRU,
CNU, CoNPAss, FLC-CGIL, RETE29Aprile,
SUN, UDU, UGL-Università, UIL-RUA,
USB-Pubblico impiego
|
Il Comunicato dei Ricercatori
(estratto dei punti essenziali)
Il 19 Dicembre 2011, presso la sede della CRUI, una delegazione del
Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari (CNRU), guidato da Marco
MERAFINA, Coordinatore Nazional (Universita' di Roma La Sapienza - Coordinatore Nazionale)
ha incontrato il Presidente della CRUI, Marco MANCINI, accompagnato dal Rettore
dell'Universita' Mediterranea di Reggio Calabria Massimo GIOVANNINI, membro della Giunta.
L'incontro e' stato articolato in due momenti: nel primo il Presidente della CRUI ha
informato la delegazione del CNRU sul recente incontro con il Ministro PROFUMO e su alcuni
contenuti discussi in quella sede; nel secondo sono stati affrontati diversi argomenti
aventi per oggetto:
- la situazione del finanziamenti al sistema universitario,
- la questione dei finanziamenti alla ricerca,
- il piano straordinario di reclutamento dei professori associati e le problematiche ad
esso connesse, - la questione dei ricercatori e del loro stato giuridico,
- alcuni aspetti critici riguardanti la normativa relativa alle retribuzioni in
connessione con le progressioni di carriera, - la questione del finanziamento della
"tenure track" per i ricercatori a tempo determinato (da approfondire in
futuro).
E' stata inoltre consegnata al Presidente Mancini una versione aggiornata
della proposta del CNRU sulla questione del riconoscimento del ruolo di professore ai
ricercatori meritevoli, con un'analisi della sua sostenibilita' finanziaria, in merito
alla quale il Presidente ha assunto l'impegno di sottoporre il testo ad una valutazione in
seno alla Giunta della CRUI.
Al termine della riunione, le parti si sono impegnate a prevedere una serie
di incontri periodici per garantire un confronto costruttivo sulle tematiche oggetto dei
prossimi interventi normativi.
Sintesi dei punti affrontati, rispetto ai quali e' stata riscontrata una
convergenza tra le due parti:
(a) I fondi previsti dal piano di finanziamento straordinario per il reclutamento in II
fascia (Legge di stabilita' del 13 dicembre 2010, n. 220, art. 1, comma 24) devono essere
considerati aggiuntivi a quelli ordinari e devono poter essere spesi anche negli anni
successivi a quelli di dotazione. Su questo punto si e' registrata una convergenza nella
richiesta di trasferire al 2012 la quota di 13 milioni di euro prevista nel 2011 e non
ancora utilizzabile per le future abilitazioni.
(b) Accordo sulla necessita' di dare la massima priorita' all'emanazione delle
procedure per l'abilitazione nazionale la cui mancanza, tra l'altro, rende appunto
inutilizzabili i finanziamenti straordinari previsti dalla suddetta legge di stabilita'.
(c) Per quanto riguarda gli scatti stipendiali previsti da specifiche norme di legge per i
ricercatori nel primo triennio, le parti concordano sul fatto che esso debba essere
riconosciuto. Inoltre, si e' convenuto sulla necessita' che gli organi competenti
chiariscano in modo definitivo e per tutto il personale universitario come deve essere
considerata la ricostruzione di carriera all'atto della conferma.
(d) Si e' riscontrata un'identita' di vedute nel prevedere un recupero del blocco
degli scatti stipendiali (art. 9 del DL 78/2010) dal punto di vista giuridico,
analogamente a quanto previsto per altre categorie di lavoratori non contrattualizzati.
(e) Si e' sottolineata la necessita' che tutti gli Atenei, in modo uniforme, mantengano
comunque ben distinte le attivita' di didattica integrativa (affidate ai ricercatori ai
sensi della legge n. 382 del 1980) dalle attivita' di didattica frontale anche ai fini
della retribuzione prevista dall'art. 6, comma 4, della Legge 240/2010.
(f) Si e' convenuto sulla necessita' che venga garantita, pur nel rispetto delle
autonomie, l'omogeneita' dei criteri previsti dai regolamenti per le chiamate o concorsi
locali (art. 18 della Legge 240/2010) e che si apra un canale di dialogo con i ricercatori
sugli aspetti specifici legati ai criteri di valutazione.
(g) Su nostra sollecitazione, e' stata rilevata la necessita' di avviare una
discussione in merito alla "tenure track" e ai relativi meccanismi di
finanziamento. Su questo il Presidente ha dato ampia disponibilita' ad approfondire la
questione.
(h) Si e' riscontrata un'identita' di vedute nel prevedere che i finanziamenti
della ricerca per i giovani ricercatori siano garantiti ed erogati secondo scadenze certe.
(i) Infine, si e' convenuto sulla necessita' di chiedere per il prossimo esercizio
un cofinanziamento alla mobilita' dei ricercatori.
Sulla questione del riconoscimento del merito in un'ottica disgiunta dalle
disponibilita' finanziarie degli Atenei si e' registrata una differenza di vedute e
pertanto si e' convenuto di approfondire l'argomento nei prossimi incontri. |
|
Attesa risposta del Ministro Profumo alla Lettera
dell' Intersindacale Universitaria, del 24 novembre, che faceva richiesta di
incontro su stato di "estrema criticità dell'Università".CLICCA: HOME |
Crisi
economica. Luciani: Se due imprese su tre
sono in difficoltà, il rilancio degli investimenti e la demonizzazione dell'
evasione fiscale non sono conciliabili. Priorità a destatalizza-
zioni, più che a "liberalizzazioni". CLICCA su: FORUM1 |
| Dopo i bandi
miur per i Fondi "PRIN" e "Futuro in Ricerca", Gianni
Porzi, Critiche al Ministro Profumo. Commenti da più parti dell'Università
italiana. CLICCA su: FORUM4 |
Per dibattito su metodo
e criteri per la riforma della Governance, che dovrà riguardare Governo e legge
elettorale per Parlamento. CLICCA su: FORUM2 |
| Bologna: Regolamento per
le chiamate, dentro la lista degli abilitati.Niente concorso. Commento:concorsopoli fu
strumen- talizzata, per abolire i concorsi. CLICCA
su: Stato giuridico |
CEUB - CENTRO
UNIVERSITARIO RESIDENZIALE Srl di Bertinoro (Ateneo Bologna, proprietà 1/3 del capitale.
Quali i motivi della situazione debitoria ? Clicca su: FORUM3 |
Ministro Profumo illustra
a Commissione Cultura della Ca-
mera proprio Documento Programmatico: completare la riforma e rifinanziare Ricerca
e Università. CLICCA su RUBRICA |
Bologna, Spunta (per
presunto abuso di potere del Rettore) un caso "PAM" (titolo di Professore
dell'Alma Mater), dopo"flop" dei "professori emeriti" a
Giurisprudenza.CLICCA: ARTICOLI |
| Laurea
ad honorem al Presidente Napolitano. Sì per il suo grande capolavoro da Presidente della
Repubblica. Riserve per "Laudatio" politico-ideologica del Rettore. CLICCA: Home/12 |
Crisi bancaria.1)
Risposte Governatore Banca d'Italia in "immaginaria" intervista
INDIGNADOS. 2) Legge bancaria del 1936, per "regole" mercato moneta. CLICCA su: Forum 1/12 |
| Bologna.
Altri casi PAM. LETTERA del prof. R. Catanzaro al Rettore, per inottemperanza delibera del
Senato, e p.c. ai Senatori. Indagine dovuta Senato. CLICCA su: Articoli/12 |
Nuovi
riconoscimenti a prof. G. Cantelli Forti: 1) Dal Rotary di Rimini, il Premio Minguzzi; 2)
Dal Miur, approvato progetto umanitario (Alzheimer...). CLICCA su: Forum 3/12 |
| Contenzioso
Statuti: MIUR contro CdA elettivo, chiama a giudizio il Politecnico di Torino. Attesa
Atenei se il Politecnico porrà questione di costituzionalità. CLICCA su: Rubrica/12 |
Bologna - Nuovo
regolamento elettorale del Senato Accademico. Commento del CdA Gianni Porzi, Mala
tempora currunt. CLICCA su: Forum
4/12 |
| Valore legale
Lauree. Documento Intersindacale a difesa, dopo decisione del Governo di prendere tempo.
Considerare Indagine conoscitiva del Senato in proposito. CLICCA su: Forum 2/12 |
Regolamento per
l'abilitazione scientifica nazionale per l'accesso al ruolo dei professori universitari, a
norma dell'art. 16 La legge 30 dic. 2010, n. 240. CLICCA: Stato/12 |
Biografia di Nino Luciani
Nino Luciani
Professore Ordinario
Full professor
Università
di Bologna - Dipartimento di Scienze Economiche
University of Bologna - Department
of Economic Sciences |
 |
E-mail
Contacts: |
nino.luciani@unibo.it; nino.luciani@libero.it |
Telefono
Phone |
+39 051 2093938
- 347 9470152
+39 051 2093938 - 347 9470152 |
Orario di
ricevimento
Student reception |
Mar : dalle 9:00 alle 11:00. Sede di V. Saragozza 8, Bologna
Tue from 9:00 to 11:00
at via Saragozza 8, Bologna |
Settore
Scientifico
Scientific Sector |
Scienza delle
Finanze (Economia della Finanza Pubblica)
Science of Public Finance (Economy of Public Finance) |
Insegnamenti
Teachings |
Economia
della Finanza Pubblica
Economy of Public Finance
|
Ultime pubblicazioni
Most recent publications |
Libro: ECONOMIA GENERALE, Franco Angeli, Milano 2005
Textbook: General Economy ( in Italian), Franco Angeli, Milano 2005 "Il "2° criterio
Paretiano", d'Albergo e la Scienza delle finanze" (The "2d Pareto's
criterion", d'Albergo and the Science of public finance), 2009,
Saggio annesso al Libro di Ernesto d'Albergo, Economia
della finanza pubblica, 2009. Edizione digitalizzata a cura di Nino Luciani: Clicca
su http://amsacta.cib.unibo.it/archive/00002571/
|
Prof. NINOLUCIANI
Curriculum Vitae
POSIZIONE: Professore ordinario di Scienza delle Finanze, nell'Università di Bologna.
Present Status: Full professor of Science of Public
Finance at the University of Bologna.
DATA DI NASCITA: 30 aprile 1937 a Comacchio (Italy)
Birth Date: April 30, 1937, Comacchio (Ferrara,
Italy)
RESIDENZA: via Titta Ruffo 7, 40141 Bologna
Home: via Titta Ruffo 7, 40141 Bologna
EDUCAZIONE: Laurea in Scienze politiche, 1960; Diploma di Specializzazione sullo Sviluppo
Economico, 1961.
EDUCATION: Degree of Political Sciences, 1960,
Rome, University La Sapienza; Master of Economic Development, 1961, Roma,
Italian Union of Trade Chambers.
CARRIERA ACCADEMICA: 1967 Assistente Ordinario (1967 e Professore Associato (1983) presso
l'Università di Roma "La Sapienza"; Professore Incaricato nelle Università di
Venezia, Parma, nellAccademia Militare di Modena. Professore ordinario
nell'Università di Bologna.
ACADEMIC CAREER: Assistant Professor (1967 at the
University "La Sapienza"of Rome); Associate Professor (1983 at the University
"La Sapienza"of Rome); Professor at the Universities of Venise and Parma, and at
the Military Academy of Modena. Full
Professor at the University of Bologna.
DOCENZE: Scienza delle Finanze, Finanza degli Enti Locali, Economia Politica, Economia
dellIngegneria, Economia pubblica dellEnergia.
COURSES GIVEN:
Science of Public Finance, Local Public Finance, Political Economy, Engineering
Economy, Public Economy of Energy.
ATTIVITA' SCIENTIFICA. Allievo di Ernesto dAlbergo, uno degli studiosi italiani più
rappresentativi della scienza delle finanze degli ultimi 50 anni, l'attività scientifica
svolta ha consentito al Prof. Nino Luciani la produzione di un centinaio di pubblicazioni
e di 5 libri.
I principali temi di ricerca sviluppati riguardano il concetto di reddito, la pressione
fiscale internazionale, l'efficacia della manovra dei prezzi pubblici nel controllo
dell'inflazione da costi, leconomia delle scelte pubbliche di beni e servizi,
luso del "rate of return" nella valutazione degli investimenti",
lottimizzazione della finanza pubblica per welfare state,
limportanza della comunicazione interattiva per la public choice e la democrazia
diretta, la misurazione economica dellefficienza della Pubblica Amministrazione, la
misurazione del progresso tecnologico, limpostazione delle "due" equazioni
del cambio.
RESEARCH: , A pupil of Ernesto dAlbergo, one
of the most relevant Italian scholars of Science of Finance over the last 50 years, , a
fallout of the research carried out by this author is over one hundred publications and
five textbooks.
Main research topics were the concept of income, the international fiscal burden, the
efficiency of the adjustment of public prices aimed to control cost inflation,
the economy of the public choices of goods and services, the correct use of the "rate
of return" to evaluate the investments, the optimization of the public finance aimed
to the welfare state, the relevance of the interactive communication in the
public choice and in direct democracy, the economic measurement of the efficiency of the
Public Administration, the quantification of the technological progress, the formulation
of the "two" international exchange equations.
ATTIVITA' EXTRA-SCIENTIFICA.
- "Esperto" per la finanza pubblica presso il Comitato Interministeriale per la
Ricostruzione, e presso di Uffici per la programmazione economica del Ministero del
Bilancio e della Programmazione economica, dal 1961 al 1965.
- Membro del Gruppo di lavoro per lo studio comparato della contabilità nazionale dei
Paesi della Comunità Europea, a Bruxelles dal 1961 al 1963.
- Membro della Commissione per la sperimentazione didattica e organizzativa
dell'Università "La Sapienza" di Roma dal 1985 al 1987.
- Membro elettivo del Senato Accademico Integrato dell'Università di Bologna dal 1990 al
1993.
- Consigliere di Amministrazione dellUniversità di Bologna dal 1996 al 1999.
- Magistrato tributario della Commissione Tributaria Regionale dello Stato per l'Emilia
Romagna.
COMMITTEE AND WORKING MEMBERSHIP
- Expert for the Public Finance at the Inter-ministerial Committee for Italian Recovery)
and at the Office for the Economic Programming of the Ministry of the Budget and of
Economic Programming from 1961 to 1965.
- Member of the Workgroup for the comparative study of the national accoubts of EEC
countrie), Bruxelles, from 1961 to 1963.
- Member of the Commission for the didactic and organizational experimentation of the
University "La Sapienza" of Rome from 1985 to 1987.
- Elected member of the Integrated Academic Senate of the University of Bologna from 1990
to 1993 .
- Member of the Administration Council of the University of Bologna from 1996 to 1999.
- Magistrate of the Fiscal Commission of Central Government for Emilia Romagna region.
ATTIVITA EXTRA-UNIVERSITARIE
- "Consigliere Comunale" del Comune di Comacchio nel 1975-80.
- Già Vice Presidente Nazionale del CIPUR (Coordinamento InterSedi Professori
Universitari di Ruolo).
- Direttore del Foglio elettronico "UNIVERSITAS - Notizie", in: http://www.universitas.bo.it
EXTRA-ACADEMIC ACTIVITIES
- Councillor of the Comacchio Municipality in 1975-80.
- Formerly National Vice President of the trade union CIPUR (Coordinamento InterSedi
Professori Universitari di Ruolo).
- Director of the Electronic Newspaper "UNIVERSITAS - News", http://www.universitas.bo.it. |
PUBBLICAZIONI PRINCIPALI
MOST RELEVANT PUBLICATIONS
1 - Intorno alle proposizioni Fisheriane sul concetto di
reddito (About I. Fisher's
propositions on the concept of income), Giuffrè,
Milano 1971, pp. 122 (textbook)
2 - "Incrementi di valore e loro posizione in un sistema di imposta sul reddito"
(Capital gains and their position in a system of income tax), Rome, Tributi 1970, pp. 60
3.- "Reddito, introito lordo, valore aggiunto e tassazione secondo il criterio del
beneficio" (Income,
gross income, added
value and taxation by application of the criterion of benefit), Rome, Rivista
della Guardia di Finanza 1970, pp. 37
4 - "Pressione fiscale internazionale e sua interpretazione" (International fiscal burden and its interpretation),
Rome, Tributi 1973, pp. 36
5 - "Le condizioni per l'impiego 'specializzato' delle leve monetaria e fiscale per
gli equilibri interno ed esterno" (The conditions for the detailed use of the monetary and fiscal levers for the internal and external equilibria), Rome, Rivista Bancaria - Minerva Bancaria 1974, pp. 71
6 - "Scelta dell'investimento in rapporto al rischio e imposte sul reddito e sul
patrimonio" (Selection
of the investment with relation to
risk, and taxation of income and property), Rome, Rivista di Politica Economica 1978, pp. 57
7.- "Effetti dell'imposta sull'offerta individuale di lavoro" (effects of taxation on individual workforce supply), Rome, Tributi 1975, pp. 21
8 - "Problemi di efficienza della spesa pubblica locale" ( Problems of efficiency of local public expenditure), Rome, Rivista della
Guardia di Finanza 1984, pp. 39
9 - "Condizioni per la parità del gettito delle imposte diretta e indiretta e
applicabilità di un noto teorema alla politica finanziaria" (Conditions for the balance of direct and indirect taxation and applicability of a well-known
theorem to financial
policy), Rome, Tributi 1985,
pp. 11
10 - Teoria economica della finanza locale (Economic theory of local
public finance). Lectures on
the finance of local authorities, at the University of Rome, Rome 1984, pp. 209
11 - "Efficacia della regolazione dei prezzi pubblici nel controllo
dellinflazione da costi (The efficiency of the adjustment of public prices aimed to
control of inflation from cost), Rome, Rivista di
Politica Economica 1987, pp. 42
12 - " Scelta degli investimenti di diversa durata e imposta sui profitti" (Choice of investments of different times, and income taxation),
Rome, Tributi 1988, pp. 8
13 - "Influenza dell'imposta sulla scelta della fonte di finanziamento
dell'investimento" (Effects
of taxation on the selection of financing of the investment), Roma, Rivista di Politica
Economica 1988, pp. 12
14 - "Ritiro e innovazione degli impianti industriali: calcolo di convenienza
considerando l'imposta sui profitti" (Retirement and innovation of industrial installations: evaluation of convenience in relation to income tax),
Rome, Rivista di Impiantistica
Italiana, 1990, pp. 8
15 - Economia delle scelte pubbliche di beni e servizi (Economy of the public choice of goods and services),
Franco Angeli, Milano 1992, pp. 142 (textbook)
16 - "Il "rate of return" nella valutazione degli in vestimenti" (The rate of return in the evaluation
of investments), Rome, revew Economia, società istituzioni", LUISS, Rome, 1992, pp. 21
17 - "L'activity based costing e il principio di non
distorsione dei costi comparati" (Activity based costing and the principle of non-distortion of
comparative costs), revew
Economia, società istituzioni", LUISS, Roma 1995, pp. 27
18. "Finanza pubblica e welfare state nel modello Pareto-d'Albergo
e sviluppi dinamici del modello (Public finance and welfare state in the Pareto-d'Albergo model, and dynamic developments of the model), in the book Verso un nuovo stato
sociale (Towards a new social state), D. da Empoli and G. Muraro,
Eds.,
Franco Angeli, Milano 1997, pp. 27
19. "Federalismo fiscale concorrenziale: Regioni o Comuni? " (Competition in fiscal federalism:
Regions or Municipalities?), in revew TRIBUTI, n. 7, 1997, Ministero delle
Finanze, pp. 13. Discussed at the SIEP meeting
of 1997
20. "Comunicazione interattiva, scelte pubbliche e democrazia diretta (Interactive Communication, public choice and direct democracy"), Scientific Communication at Session 5.B: Constitutional
Rules of Direct Democracy of
the international meeting Constitutional
Issues in Modern Democracies, University of Messina, Sept.
25-27, 1997. Published
in revew Economia, Società
Istituzioni", LUISS, Rome
1998, pp. 42
21.- Economia generale e applicata (Economy,
general and applied), Progetto Leonardo,
Bologna 1999. (textbook,
3rd edition)
22.- "Proposte per un riordino territoriale dei Comuni prima del decentramento dei
poteri" (Proposals
for a territorial rearrangement of Municipalities prior to decentering
of powers), TRIBUTI, n. 5, 1999, Rome,
Ministero delle Finanze, pp. 35.
23.- "La figura e lopera scientifica di Ernesto dAlbergo" (Character and scientific work of Ernesto dAlbergo), Communication
at the Meeting "Ernesto dAlbergo e levoluzione della scienza delle
finanze italiana" (Ernesto dAlbergo and the evolution
of the Italian Science of Finance), University of Rome "La
Sapienza", 25 giugno 1998, Minutes of the Meeting, Gangemi, Roma 2003, pp. 39.
24 - "Lefficienza della Pubblica Amministrazione misurata dal saldo di
bilancio? Idee a partire da una recente riforma
del bilancio dello Stato in Italia (The balance of accounts as a measure of the efficiency of the Public Bodies New ideas starting from
a recent reform of the State
Budget in Italy), revew
Economia, Società Istituzioni", LUISS, Rome 2002,
pp. 27.
25 - "Progresso tecnologico: nuovo metodo di misurazione e applicazioni per
lItalia. Su un possibile ruolo dellI.V.A. nellincentivare il progresso
"labour using." (Technological
progress: a new methodology for its evaluation and applications
to the case of Italy. On a possible role of IVA [Added value taxation]
to favor the progress labour
using), rev. Economia, società
istituzioni", ed. LUISS, Roma 2002, pp. 28.
26 - "Un'assicurazione pubblica contro il rischio di disoccupazione, come
contropartita "uniforme" in Europa alla flessibilità del mercato del
lavoro" (Public insurance
against the risk of unemployment as a uniform compensation to the flexibility of workforce market in Europe), ATTI
Convegno SIEP su "Il futuro dei sistemi di welfare
nazionali tra integrazione europea e decentramento regionale" (Minutes
of the SIEP Meeting on The future of the welfare systems between European
integration and regional decentering) ,
2002 (Pavia, 4 - 5 ottobre 2003), pp. 20.
27 - "Pionieri della Scienza delle Finanze italiana negli anni 30 (Pioneers of Italian Science of Finance
in the Thirties): Attilio da Empoli ed Ernesto
dAlbergo sugli"sgravi fiscali (fiscal deductions),
Minutes of the XVI Scientific
Meeting of SIEP, Public policies, development
and growth", Pavia 2004.
28 - Ernesto d'Albergo, la Scienza delle
Finanze e il problema di una regola sicura di decisione collettiva, a supporto del
"II teorema dell'economia del benessere" (Ernesto d'Albergo, the Science of
Public Finances and the problem of finding a sure rule of public choice, to help the
"The second theorem of economic welfare"), rev. "Economia, società
istituzioni", ed. LUISS, Roma 2003, pp. 22.
29 - ECONOMIA GENERALE (General
Economy - in Italian), Franco Angeli, Milano 2005. pp. 520.
30. Ernesto d'Albergo,
Economia della finanza pubblica. Edizione digitalizzata a cura di Nino Luciani.
Libro. Alma Mater
Studiorum, Università di Bologna, Bologna,
2009. Clicca su http://amsacta.cib.unibo.it/archive/00002571/,
Documento PDF , pp.
446
31. "Il "2° criterio Paretiano", d'Albergo e la Scienza
delle finanze" (The "2d Pareto's criterion", d'Albergo and the Science
of public finance), 2009, Saggio annesso al Libro di Ernesto
d'Albergo, Economia della finanza pubblica, 2009. Edizione digitalizzata a cura di Nino
Luciani: Clicca su http://amsacta.cib.unibo.it/archive/00002571/,
Documento PDF , pp.
408-446. |
| SUN -
SINDACATO UNIVERSITARIO NAZIONALE |
Fondato a Bologna l'8
novembre 2004 il nuovo Sindacato on Line, fondato sulla assemblea
permanente dei visitatori del Foglio "Universitas News" - www.universitas.bo.it
Eletto
Presidente: NINO LUCIANI
SOCI
FONDATORI: Francesco Bonsignori, Alfredo De Paz, Elena Ferracini, Adriano Guarnieri,
Enrico Lorenzini, Nino Luciani, Bruno Lunelli, Gianni Porzi, Franco Sandrolini, Vittorio
Tomasi |
GLI OBIETTIVI DEL NUOVO SINDACATO
Aperto alle
istanze sociali, in spirito di servizio dellUniversità alla società civile, il
nuovo sindacato ha come obiettivi:
a) La promozione
dellefficienza universitaria, della libertà di ricerca e di didattica;
b) La strutturazione
della docenza in un ruolo unico, articolato su livelli;
c) La tutela del
diritto-dovere dei docenti alla valutazione e alla carriera, unicamente in base al merito;
d) La garanzia della
dignità della docenza, anche attraverso una adeguata retribuzione. |
Aperte le adesioni: gli interessati possono scrivere
all'indirizzo sottostante,
indicando la parola "adesione" nel subject della lettera. |
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